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E' nato a Roma nel 1982. Ha studiato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma dove si è diplomato in Com posizione e in Direzione di coro.
Nel 2010 ha terminato gli studi di licenza in Canto gregoriano al Pontifico Istituto di Musica Sacra di Roma.
Dal settembre 2006 è Maestro di cappella nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini a Roma, mentre dal novembre 2008 è cantore della Cappella Musicale Giulia della Basilica di San Pietro in Vaticano.
Dal 2011 al 2014 ha insegnato Solfeggio e Teoria musicale al Conservatorio Nicola Sala di Benevento e, attualmente, al Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
Svolge un'intensa attività di ricerca musicologica sul repertorio rinascimentale e barocco, attività accompagnata da quella concertistica e compositiva.
Nel 2014 viene eseguito dal Coro della Cappella Giulia il Suo Benedictus a 4 voci, durante le celebrazioni liturgiche del Sabato Santo in San Pietro in Vaticano.  
 
(Welmar 1714-Amburgo 1788)

Secondogenito di Johann Sebastian, compì i primi studi a Kothen e nel 1723 entrò nella Thomasschule di Lipsia dove studiò fino al 1730. Nel 1734 frequentò l'Università di Francoforte sull'Oder, dove fu anche attivo musicista.
Nel 1738 si trasferì a Berlino dove l'ambiente intellettuale incise notevolmente sulla formazione del musicista.
Ad Amburgo, dove si trasferì nel 1768, il suo talento venne riconosciuto pienamente, divenne musicista alla moda e frequentò i principali letterati, poeti e musicisti.
(Lipsia, 5-IX-1735; Londra, I°-I-1782)
Nel dizionario storico e artistico dedicato al Duomo di Milano si può leggere quanto segue:” ...Educato musicalmente in famiglia dal padre Johann Sebastian e dal fratello Carl Philipp Emmanuel, studiando a Berlino iniziò a conoscere, nel locale teatro d’opera, lo stile italiano fino al punto di innamorarsene e di andare in Italia per studiare a Bologna con padre Martini e a Milano per conoscere lo sviluppo musicale di una città in forte crescita culturale. Proprio qui, approfittando dell’amicizia con il conte Agostino Litta che lo aveva accolto come musico del suo concerto privato, riuscì a conquistare il posto di secondo organista del Duomo succedendo a Michelangelo Caselli il quale rinuncia in favore del sig. Giovanni Bacchi (sic!). Nominato dalla Fabbrica del Duomo nel 1760, Christian scrive a padre Martini, come si legge in una missiva indirizzata al convento del frate bolognese:” Le comunico che sono stato fatto organista del Duomo qui in Milano, quale posto mi renderà 800 lire all’anno e poca fatica”....Non amava molto la musica per organo, a differenza di papà Sebastian, e così si trasferirà in Inghilterra
dove alcune sue opere e i suoi concerti trovarono grande favore presso il pubblico londinese. Ma questo non servì a una fine carriera segnata dai debiti e dalla solitudine”. (g.n.v.)
(1642 – Eisenach, 1703)
Cugino di secondo grado del grande Johann Sebastian e zio di Maria Barbara prima moglie del Kantor. Fu organista nella sua città natale ed ad Eisenach dove suonò alla Georgkirke e nell’orchestra di corte come clavicembalista. Rimangono alcuni mottetti, concerti spirituali, cantate e soprattutto i conosciuti corali per organo di piccole dimensioni, semplici e cantabili nella loro struttura quasi dimessa. Più importante il suo “Preludio e fuga in mi bemolle maggiore” per organo.
Del grande compositore la nostra casa editrice prevede un’offerta multiforme (didattica pianistica e organistica, insieme di strumenti, pagine vocali e corali in versione italiana). Per gli organisti e i concertisti si vedano le edizioni curate da Alessandro Esposito nelle sue antologie, le affermate trascrizioni nella collana organistica (Concerti Brandeburghesi, Messa in si minore, pagine dalle cantate) oltre alla rara edizione della Ciaccona curata e trascritta da Ulisse Matthey.
(Pesaro, 1971)

Diplomato al “Rossini” di Pesaro in composizione, musica corale e direzione di coro, organo e composizione organistica. E’ autore di musica cameristica, organistica, per coro a cappella o con accompagnamento d’organo, e per orchestra. Ha fondato e dirige il coro “S.Maria di Loreto” in Pesaro.

(Crevalcore, 1650 – Roma, 22-XII-1714)

L’opera di Baj è sostanzialmente sconosciuta al grande pubblico e anche in vita la sua attività fu prima di cantore (tenore alla Cappella Giulia) e poi di direttore di coro nell’ultimo suo anno di vita. Le sue composizioni, scritte per la cappella romana, rimangono quasi tutte manoscritte. Vi si contano alcune messe polifoniche a 4 o 5 voci, una ventina di mottetti e alcuni Miserere tra i quali fa spicco quello a 9 voci scritto ne 1713 e tradizionalmente eseguito nella Settimana Santa per molti anni, secondo la tradizione romana che voleva particolarmente solenne e severa l’esecuzione di questo salmo.

(Lecco, 1981)
E’ organista del Capitolo dei Canonici presso la Basilica Cattedrale di San Vigilio in Trento. Dirige la Corale “S.M. Maddalena” di Vadena/Pfatten (BZ) ed è il responsabile musicale delle celebrazioni Vetus Ordo nella Chiesa della SS. Annunziata in Trento. È docente di teoria e solfeggio e pianoforte presso l’Istituto Diocesano di Musica Sacra di Trento.
Ha compiuto i primi studi musicali presso la Scuola “Santa Cecilia” di Bergamo. Ha proseguito nei Conservatori “G. Verdi” di Milano e “F. A. Bonporti” di Trento, presso il quale ha conseguito il titolo in musica corale e direzione di coro, cui è seguita una laurea specialistica in composizione liturgica, entrambe con il maestro Lorenzo Donati. Ha approfondito la sua formazione nella direzione di coro con Nicole Corti, Marco Berrini ed Edoardo Cazzaniga. Si è inoltre diplomato, presso il medesimo conservatorio tridentino, in strumentazione per banda. Seguito dai maestri Francesco Rigobello, Edoardo Bellotti e Massimo Gabba, ha ottenuto il diploma in organo e composizione organistica. In ambito organistico ha posto particolare attenzione allo studio dell’improvvisazione, perfezionandosi con i maestri Stefano Rattini, Jürgen Essl e Simone Vebber. Ha completato la propria preparazione con una laurea di primo livello in didattica della musica con Annamaria Ferrone e un diploma in composizione con Leonardo Polato.
(Digione, 1727-Parigi, 1799)
Ebbe l’appoggio di Rameau per il suo debutto parigino ai “Concerti Spirituali” del 1755. Fu eseguito il suo “Concerto d’organo in Re”. La sua attività di organista evolve:prima a Notre Dame poi a Versailles nella Cappella Reale. Ogni organista contemporaneo ha avvicinato il colore vivace dei suoi Noels scritti con mano felicissima. A Parigi, intorno al 1762, l’arcivescovo li vietò tanto attiravano l’entusiasmo popolare a volte addirittura chiassoso. Toccò anch’egli la forma del concerto per organo e orchestra. E tocco anche la “Marsigliese” con appropriate variazioni. Salvò così la testa già ideologicamente e vitualmente decapitata per i suoi anni di servizio a corte e per il clero.
(† Venezia, 1630)
Entrò a far parte della cappella musicale del Santo di Padova – in quegli anni diretta da suo zio Ludovico – in qualità di musico contralto nell’agosto del 1585. Dal giugno dell’anno successivo vi occupò per pochi mesi il posto di secondo organista. Nel novembre 1587 chiese e ottenne licenza di lasciare la cappella antoniana per accettare l’incarico di maestro di cappella nella chiesa di Santa Maria della Carità di Venezia. Nel 1590 si trasferì a Zara ove ricoprì il medesimo incarico, in seguito tornò nel capoluogo veneto, questa volta ai Frari. Dall’agosto 1615 diresse la cappella del Santo di Padova e nel 1621 si spostò nella collegiata di San Martino a Piove di Sacco. Dopo alcuni mesi passati alla guida della cappella del duomo di Montagnana, tornò ai Frari dove morì di peste nel dicembre 1630.
(Venezia, 1545; ivi, ca. 15-XII-1604)
Prima cantore in San Marco, poi a Verona e dal 1578 maestro di cappella ai Frari a Venezia. Costanzo Porta, suo maestro e musicista molto in vista a quel tempo, lo sponsorizzava e lo raccomandò al cardinal Borromeo per la Cappella Musicale del Duomo di Milano. Niente da fare. Concorso perso. Da quel momento altri concorsi gli andarono male se si esclude quello alla cappella Antoniana a Padova. Minore conventuale, ottenne dal suo ordine il titolo di “magister musicae”. Collezionista di strumenti, era uomo di pubbliche relazioni ospitando nella sua magione, a Santa Maria Zebenigo, serate musicali. Lo hanno studiato in tanti, il Balbi. Ma i musicologi spesso non ne hanno apprezzato le qualità di fantasia e di ispirazione. Il Tebaldini in primis. Chi vuole può leggere i manoscritti di fra Ludovico a Venezia, a Bologna, a Modena e a Parma...Un pezzo di “Bell’Italia”.... (Vencelius)
(Venezia 1747?-ivi, 1803?)
Sacerdote, cantore in S.Marco, maestro di cappella nella chiesa di S.Leonardo e nel monastero delle monache di S.Maria della Celestia. Qualche documento lo segnala attivo anche in S.Marcuola. La copiosa produzione musicale è manoscritta o dispersa. Si ravvisano tratti di elegante conduzione delle parti e profondità di espressione nell’ambito sacro e una grazia particolare nella musica da camera e nelle canzonette di forma popolare particolarmente in voga e apprezzate dai veneziani verso la fine del ‘700. Risultano disperse 6 Sinfonie.
(Stabbia1892 - san Miniato 1962)
Nasce da famiglia benestante. Dodicenne entra nel seminario vescovile di San Miniato e,successivamente, in quello di Pisa.
Negli studi scolastici ottiene buoni risultati e, contemporaneamente,approfondisce la conoscenza del pianoforte, organo e della composizione. Al rientro della Prima Guerra Mondiale, inizia a ricoprire numerosi incarichi fino a diventare ,nel 1951, cameriere segreto di papa Pio XII, con il titolo di monsignore. E' fra i primi in Italia ad occuparsi del recupero dei minorati psichici, che si concretizza nell'Istituto medico-pedagogico "Stella Maris" di Calambrone. Si spegne il 26 febbraio 1962, in seguito ad una grave insufficenza epatica.

(Asola, Mantova 8-I-1954)
Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Milano diplomandosi in Organo con Luigi Molfino ed in Composizione con Adriano Guarneri ed Umberto Rotondi. Ha inoltre seguito i corsi di Paleografia e Filologia musicale presso l’Università di Pavia. E’ fondatore e Direttore del “Coro Città di Desio”. Docente e membro della Commissione Artistica dell’U.S.C.I. Lombardia, è autore di musica per il teatro e di musica vocale.
( ? – Milano, 1747)

Maestro di Cappella del Duomo di Milano dal 1714 al 1747. Proveniva dalla chiesa della Passione e fu il successore dell’Appiani. Rimase al servizio della cattedrale ambrosiana per circa 33 anni producendo copiosamente per le solennità. Lo stile è severo e controllato soprattutto nelle messe brevi (a cappella) che denotano una disinvolta discorsività. Non mancano tra i manoscritti gloria concertati con organi obbligati e mottetti a 8 voci che saranno brillantemente ripresi e stilisticamente arricchiti dal suo successore Gian Andrea Fioroni.

Farra di Soligo, Treviso, 15-II-1954
Si diploma in Organo a Milano con Eva Frick Galliera e studia Composizione con Franco Donatoni, Renato Fait e Umberto Rotondi diplomandosi nel 1983. Ottiene riconoscimenti in vari concorsi internazionali all’estero (Olanda, Canada, USA e Francia) e in Italia (“Viotti-Vercelli” e il “Premio Trieste”).
Dopo una vasta esperienza didattica diviene titolare della cattedra di Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione presso il Conservatorio di Novara.

(Marradi, Firenze 20-VIII-1898; Faenza, Ravenna 3-VI-1968)

Si è dedicato allo studio della musica nel Liceo Musicale pesarese, diplomandosi in composizione, strumentazione per banda e musica corale. Ha diretto la Scuola Musicale di Conselice.
(Correggio Emilia 16-IX-1880; Verolanuova 2-XII-1953)
Frequentò la scuola d’organo di O. Ravanello e i corsi di composizione con E. Wolf-Ferrari presso il Liceo musicale “B. Marcello” di Venezia.
Nel 1907 vinse per concorso il posto di organista nella prepositurale di Verolanuova (Brescia) dove rimase fino alla morte, rinunciando ad incarichi anche più importanti.
Si interessò ai problemi dell’organo, diventando uno degli esperti più in vista; come tale partecipò all’organizzazione e al dibattito della prima Adunanza Organistica di Trento (1930).
(Bologna, 1568 – ivi 1634)

Monaco olivetano, fu organista a Bologna, Imola, Gubbio, Verona e Venezia, I suoi madrigali drammatici o commedie armoniche rimangono ancora oggi nel repertorio corale (La pazzia senile, La barca di Venetia per Padova, La sera del giovedì grasso). Autore dell’ “Organo Suonarino”, lascia molte pagine per il suo strumento dalla espressiva contabilità (fantasie, canzoni alla francese, dialoghi). Alla singolare tempra creativa fa riscontro una vocazione di teorico musicale e di studioso delle nuove possibilità linguistiche della musica. Gli si attribuisce l’invenzione delle stanghette di divisione delle battute e della indicazione degli accidenti in chiave.

SCHEDA AL MOMENTO NON DISPONIBILE
Nato a Bergamo ma affermatosi artisticamente a Milano, è stato docente di Teoria e Solfeggio al Conservatorio "Verdi" di Milano. Significativi i suoi metodi di Solfeggio Parlato che ancora oggi sono tra i più apprezzati nelle scuola di musica e negli Istituti musicali.
Importante e significativa la sua opera spesa quasi integralmente al servizio dell'insegnamento dei suoi ragazzi.

Napoli, 1-I-1888; Genova-Coronata, 22-VIII-1968
Di scuola martucciana, fu per trent’anni (dal 1921) il docente di Composizione al Paganini di Genova. Animatore musicale del capoluogo ligure, fondò la “Giovane Orchestra Genovese” e, in seguito nel 1934, la “Camerata Strumen-tale Genovese”. I suoi pezzi d’organo sparsi nelle riviste d’epoca, mostrano sempre uno stile elegante e ricercato.
(Pisa, 1956)

Diplomato al “Cherubini” di Firenze in pianoforte, composizione, musica corale e direzione di coro con Marco Valvolo, Carlo Prosperi e Romano Pezzati. Ha svolto attività di maestro di coro e maestro collaboratore in vari teatri italiani (Arena di Verona, Comunale di Bologna, il Verdi a Pisa e per il Festival Pucciniano di Torre del Lago. Direttore di coro, insegnante al conservatorio di Firenze di Lettura della partitura e di Tecniche del maestro collaboratore, è compositore liturgico di raffinata cultura. Tra le sue pagine anche l’oratorio “Agostino d’Ippona”, cantate per coro e orchestra, Concerti Sacri per coro e gruppi strumentali diversi, 12 messe da 1 a 4 voci e organo e numerosi mottetti per varie formazioni corali. Dal 2007 è maestro del coro nei teatri di Pisa, Lucca e Livorno. E’ membro scientifico della collana “Studi musicali toscani” e membro della commissione per la musica sacra della diocesi di Pisa. (gnv)

(Brescia 1880; ?)

Nato a Brescia nel 1880, iniziò gli studi sotto la guida del padre Luigi e li proseguì autodidatticamente. Coprì la carica di organista in varie località della provincia, trattenendosi lungamente a Salò del Garda. E’ autore di stimate composizioni per organo e di qualche pezzo vocale
(Villachiara, Brescia 1858; Monza 1924)
Nato a Villachiara (Brescia) nel 1858, morì a Monza nel settembre 1924. Allievo di Roberto Remondi fece l’organista e il maestro di cappella dapprima a Montichiari e a Soncino Cremonese e dal 1899 nel duomo di Monza.
Compose buona musica per la liturgia e si segnalò al congresso di Brescia nel 1906 con una conferenza sul tema: “Il canto, l’organo e l’orchestra nella liturgia”.
Diresse il periodico di Carrara “L’organista italiano”, sul quale pubblicò (giugno 1920) “Dieci composizioni pratiche”.
(Leno, Brescia, 20-IV-1886; Gavardo, Brescia, 28-XII-1956)
Studiò musica in famiglia, prima col padre organista e maestro di banda, poi sotto la guida del fratello Arturo che gli fu largo di ottimi e pratici insegnamenti.
Nestore, pur in un ambito semplice e piano, scrisse musica vocale e organistica di seria professionalità, in un eloquio sempre musicale e ispirato, all’altezza del compito liturgico.
(San Donà di Piave, 25-XII-1924; Treviso, 13-IX-2010)
Ordinato sacerdote nel 1954, salesiano, visse gran parte della sua esistenza e del suo impegno pastorale nel Collegio Astori di Mogliano Veneto. Diplomato al Conservatorio di Venezia in Musica Corale e Direzione di Coro, fu maestro di musica presso molte casa salesiane. Compositore prolifico, ebbe un rapporto speciale con Casa Carrara e con Vinicio Carrara che lo stimava per le sue composizioni innovative nel testo e nella struttura armonico-ritmica che guardava ad un utilizzo liturgico moderno e coinvolgente. Nel suo catalogo si ritroveranno messe, salmi, melodie per la liturgia delle Lodi, dei Vespri e di Compieta, molti mottetti, laudi popolari e anche musica ricreativa. Aveva la vocazione al canto assembleare e si spese fino alla fine perché le assemblee partecipassero e dialogassero con il coro secondo una totale adesione al rinnovamento conciliare.
(Bordeaux, 2-V-1707; Parigi, 6-VIII-1747)

Morì a quarant’anni in piena carriera. Partito dalla viola, arrivò ad affermarsi come uno dei migliori violoncellisti francesi ed europei al punto di ottenere privilegi speciali da Luigi XV che desiderava veder pubblicate le sue sonate “pour violoncelle et basse continue”. Quasi sconosciuto oggi, al suo tempo lo si chiamava “il famoso Barrière”, si apprezzava la profonda emozionalità che proveniva dalle sue pagine, il dettato tecnico, l’uso dell’archetto. Ma soprattutto gli si riconosceva il superamento dello stile  musicale italiano (fece numerose tournées in Italia) in favore di un idioma che si arricchiva di gusto tipicamente francese. Pubblicò, nel 1740, anche un libro di “Sonates et pièces pour le Clavecin”. (gnv)
Esordì come fanciullo musicalmente dotato nel 1789 ed entrò nella scuola di Lipsia presso la Thomaskieche, allievo di Hiller.
Da lì la strada facilitata alla corte di Schoneburg come direttore dei concerti e in seguito, con lo stesso incarico. a Greitz. Nel 1806 diviene organista titolare alla corte di Altenburg dove sostituisce J. G. Krebs da poco defunto. Rimarrà in tale posizione fino alla sua morte.
(Borgo S. Lorenzo, Firenze 7-V-1917; Roma, 11-XI-2013)
Studiò a Firenze con V. Frazzi e a Roma con Dobici e Pizzetti. E’ stato organista e maestro di cappella nel duomo di Firenze, maestro di cappella in S. Maria Maggiore a Roma (dal 1947) e direttore della cappella Sistina dall’anno della morte di L. Perosi (1956) fino al 1997.
Ha insegnato composizione al Pontificio Istituto di Musica Sacra.
La musica liturgica del Bartolucci, per lo più concepita per le esigenze della cappella pontificia, rivela una mano maestra, adusa ai più ardui cimenti della tecnica e delle forme musicali, e una calda ispirazione che si appropria con estrema naturalezza dei più tipici procedimenti palestriniani.
E’ musica pensata per una liturgia idealmente ancora generosa di spazi musicali; è noto l’atteggiamento critico (anzi apertamente polemico) del maestro fiorentino nei confronti della riforma liturgica e dei suoi protagonisti “traditori”. Infatti molto poco ha concesso alla liturgia in lingua volgare (“Messa giubilare” e “Missa de Angelis”).
Dell’immensa sua produzione si può ricordare: “Missa Assumptionis” a 6 voci; “Missa in honorem Sancti Pii X” a 3-4 voci e organo (AISC, 1995); “Missa Jubilaei” a 3 voci dispari e organo (AISC); “Missa Ave Maris stella” a 2 voci pari (ivi, 1953); “Sacrae Cantiones” a 3 e 4 voci eguali (ivi, 1957); 5 libri di Mottetti (Ed. Cappella Sistina) che contengono il magistero artistico e liturgico del Bartolucci.
Un grosso volume intitolato “Organo” (Ed. Cappella Sistina) raccoglie la parallela produzione organistica del maestro fiorentino.
(Venezia 21-IV-1874; Vobbia, Genova 27-VIII-1929)
Studiò con G. Tebaldini presso la Cappella Marciana e con Marco Enrico Bossi al Liceo musicale della sua città. Fu anche a Monaco a perfezionarsi con J. Rheinberger.
Nel 1901 divenne vice-organista a S. Marco, nel 1903 accettò il posto di Maestro nella cattedrale di Calvi e Teano per poi trasferirsi a Roma quale organista nella chiesa di S. Luigi dei Francesi.
Nel 1912 ottenne in Conservatorio la cattedra di canto gregoriano e la conservò fino alla morte, che lo colse durante una escursione con amici sull’Appennino Ligure.
La vera passione del M° Bas fu il canto gregoriano; ben 19 numeri delle edizioni belghe Desclée segnalano gli accompagnamenti d’organo, da lui curati, di quasi tutto il repertorio antico (il Kyriale, il Graduale de tempore, il Comune e il Proprio dei santi, il Vespro, l’Ufficiatura dei defunti, ecc.).
Ma fu anche teorico e critico altrettanto profondo; oltre ad un “Manuale di canto gregoriano” (1910) e un “Metodo di accompagnamento al canto gregoriano e di composizione negli 8 modi” (1920), compilò anche un “Trattato d’armonia” (1922-23) e soprattutto un fortunato e prezioso “Trattato di forme musicali” (2 voll., 1920-22).
Tra i suoi allievi si ricordano Eduardo Dagnino, Domenico De Paoli, Renzo Bracesco, Michelangelo Abbado, Luigi Picchi, Enea Ferrante, Giuseppe Biella.
(Genova, 1957)
Studi a Torino con don Virgilio Bellone (musica corale e direzione di coro) e con Gilberto Bosco (composizione). Perfezionamento e Freiburg e a Firenze con Luciano Berio. Musicista e compositore multiforme, ha lavorato per il cinema, per le colonne sonore di documentari, ha scritto fiabe musicali eccellendo in questo settore con lavori poi promossi televisivamente. Importante anche la produzione orientata alla radiofonia in collaborazione con Roberto Piumini e la sua attività di didattica per l’infanzia.

Ha studiato al Conservatorio “E.R. Duni” di Matera seguendo i corsi di Composizione, Musica Corale e Direzione Corale, Direzione e Strumentazione per Banda, Direzione d’Orchestra. E’ concertista come direttore d’orchestra, di coro e di complessi bandistici offrendo prestazioni che spesso prevedono prime assolute di compositori pugliesi e napoletani. Compositore, ha all’attivo pagine polifoniche, mottetti per voci e organo, brani per organo, pagine per pianoforte, liriche per voce e pianoforte.
(Città della Pieve, 16-XII-1705; Loreto, 28-VIII-1777)

Proveniente dalla scuola romana (allievo di Tommaso Bernardo Gaffi) fu nominato maestro di cappella della Santa Casa di Loreto il 10 marzo 1740 e lì rimase attivo fino alla sua morte. Didatta e teorico di valore (sono noti i suoi studi per clavicembalo e la sua corrispondenza con padre Martini), lascia un buon numero di composizioni liturgiche destinate alla cappella, da 4 a 8 voci, in genere accompagnate dal basso continuo o concertate con strumenti ad arco. Fu padre del più conosciuto Francesco Basily.

Cura Campignano, Pavia, 24-VIII-1905; Pavia, 21-XII-1971
Organista e maestro di coro, fu ordinato sacerdote il 29-VI-1930 ed inviato coadiutore alla chiesa del Carmine di Pavia al fianco dello zio Ireneo Bassi, parroco della chiesa pavese. Dal 1937 al 1967 fu parroco di Vistarino (Pavia) come appare in alcune edizioni delle sue musiche organistiche curate da Picchi sia per Carrara sia nelle pagine della “Schola” di Como. Ritiratosi a Pavia, morì durante le prove del coro in preparazione alla liturgia natalizia, sulle note del Sanctus di una messa perosiana. Fu sepolto a Cura Campignano, suo paese d’origine.

(Bellano, 17-I-1969)

Vive tra Milano e la Svizzera dove lavora come compositore, arrangiatore e pianista.
Tra i suoi progetti un posto di primo piano occupano la composizione di un concerto per flauto, la messa in musica di poesie di H. M. Entzesberger, e la realizzazione di un disco per due tastiere ed elettronica con il pianista italiano Simone Bollini…
Nella sua attività di compositore e arrangiatore si muove tra diverse esperienze nel campo dell’avanguardia e della musica elettronica, del jazz e della musica per il teatro o il cinema.
Tarcisio Battisti è nato a Telve (TN). Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Trento dove si è diplomato in Organo e Composizione organistica, con il massimo dei voti, nella classe di Giancarlo Parodi. Successivamente si è diplomato in Pianoforte, in Musica Corale e Direzione di Coro, in Canto lirico e didattico, in Clavicembalo, in Strumentazione per Banda. Nel 2007, ancora presso il Conservatorio di Trento, ha ottenuto il Diploma Accademico di II livello in Composizione liturgica con il massimo dei voti e la lode. In qualità di organista e clavicembalista ha collaborato con cori, cantanti, formazioni strumentali e cameristiche e ha tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero. È organista dell’Ensemble «G. Frescobaldi» di Trento con il quale ha recentemente realizzato due CD. All’attività di concertista d’organo affianca quella di didatta e di direttore di Coro: è insegnate, presso il Conservatorio di Riva del Garda, presso il Collegio Vescovile «Barbarigo» di Padova e presso l'Istituto Diocesano di Musica Sacra di Trento; dello stesso Istituto dirige il coro «In dulci jubilo». È membro della Commissione Organi dell’Arcidiocesi di Trento e del Comitato tecnico della Federazione Cori del Trentino. È tra i rappresentanti del Settore Coro del Tavolo Nazionale per la promozione della Musica Popolare e Amatoriale istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. È Socio fondatore dell'Associazione Organistica Trentina "Renato Lunelli" per la quale ha coordinato e curato la catalogazione storica e tecnica del patrimonio organario della provincia di Trento.
(1722-1800)

Le composizioni per organo di questo compositore attivo presso la Basilica novarese di S. Gaudenzio sono stati recentemente ritrovati in una collezione privata e pubblicati da Casa Carrara.
Il compositore in questione ebbe due fratelli, Giacomo e Giuseppe, predecessori all'organo presso la stessa città.
La musica ritrovata denota uno stile cembalo-organistico di grande fruibilità, spesso giocata sull'agilità e sulla maniera tipicamente settecentesca del bicinium articolato ed scorrevole. A riguardo non si hanno notizie sugli organi della Basilica novarese del tempo per ricavarne un eco della sonorità di quell'epoca e della qualità sonora di quegli strumenti. (gnv)
(Abbéville, 28-VI-1734; Parigi, 6-V-1794)

Organista e compositore, ebbe l’incarico di titolare alla Chiesa di S.Paolo a Lione prima di passare, su consiglio di Rousseau, a Parigi, prima alla abbazia di St. Victor e poi alla chiesa di S. Paolo sostituendo il grande Daquin. Infine a Notre Dame. Fu un brillante esecutore. Meno cariche di opere d’arte le pagine composte tra cui noels, versetti organistici, qualche fuga. A volte galante a volte di eccessivo discrettivismo, porta l’organistica francese verso lande meno vicine all’uso liturgico dello strumento.

(S. Angelo Lodigiano, Lodi, 23-XI-1916; ivi, 23-VI-1987)

Ordinato sacerdote nella Cattedrale di Lodi il 28-V-1939, viene inviato come vicario parrocchiale a Castiraga di Vidardo e contemporaneamente segue i corsi musicali del Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra. Ne uscirà con i diplomi di Coro, Canto corale, Composizione ed il baccellierato in Musica Sacra. Trasferito in Cattedrale a Lodi nel 1945, diverrà l’anima musicale diocesana come insegnante di Musica Sacra nel locale seminario e come “Mansionario Corista nel Capitolo della Cattedrale” (1953-1984). Scrisse molte messe, inni e mottetti spesso dedicati alle figure-simbolo della sua terra quali S. Bassiano (rinnovando la salmodia dei Vespri), e alla Santa Cabrini.
(Pistoia, 1-II-1958)

Si è diplomato a Firenze in Composizione, Musica corale e Direzione di coro e Strumentazione per Banda. Si è inoltre laureato al DAMS di Bologna. Ha presto lasciato i percorsi rituali di perfezionamento cercando strade di approfondimento personali e comunque alternative. Ha scritto diversi lavori di “teatro musicale per ragazzi” eseguiti in molte città italiane. Ha curato numerose revisioni di musica italiana dal ‘500 al ‘700. Molti gli articoli di organologia, di storia musicale toscana e di didattica tra cui “La scuola della Lettura” in 5 volumi, scritto con Flora Gagliardi.
(Rovigo, 9-XI-1976)

Studia al “Buzzolla” di Adria dove si diploma in Pianoforte, Composizione, Musica corale e Direzione di coro. I suoi maestri sono stati Bruno Coltro, Enrico Pisa e Mauro Bonifacio alla Civica Scuola di Musica di Milano. Si è diplomato inoltre con Azio Corghi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma con il massimo dei voti e all’Accademia Musicale Chigiana di Siena dove ha conseguito il diploma di merito. Si è segnalato in diversi concorsi ricevendo numerose commissioni: le sue composizioni sono state eseguite in importanti sedi culturali quali Carnegie Hall di New York, National Gallery di Canberra in Australia, Einstein Auditorium di Bochum in Germania, “Nuova Consonanza” di Roma, “Estate Musicale” di Ferrara, “Concerti della Accademia Filarmonica di Bologna”, “Asolo Musica”, Piccolo Teatro di Milano. E’ Direttore artistico della Società dei Concerti “A. Buzzolla” di Adria
(Bonn, 1770-Vienna, 1827)
L’opera creativa di Beethoven è più che mai una autobiografia in cui non ci sono ristagni di azione né ripiegamenti su posizioni o fasi narrative già sviluppate; ma ogni punto di arrivo è anche punto di partenza, come in una spirale verso successive esplorazioni nel mondo fantastico dell’arte.
Prendiamo le sinfonie. Ognuna di esse risponde ad una particolare passione di vita, ad un’ora della giornata particolare del maestro: speranze di gioventù (Ia Sinfonia in Do, op.21, 1800); lusinghe d’amore (IIa Sinfonia in Re, op.36, 1802); aspirazioni eroiche (IIIa Sinfonia in Mi bemolle, op.55, 1804); lotta con il destino (Va Sinfonia, in Do min., op.67. 1808); evocazione di una pastorale età dell’oro ( VIa Sinfonia, in Fa, op.68, 1808); gioia dionisiaca della danza (VIIa Sinfonia in La, op.92, 1811/12); Nella IXa Sinfonia in Re min, op.125, del 1823, queste stagione dell’anima, fiorite successivamente nella liberazione confidente dei suoni, si ritrovano insieme e costruiscono l’immagine totale dell’uomo e dell’artista Beethoven. Così per le sonate, così per i quartetti, così attraverso tutte le tappe della sua attività creatrice. (ra)
(Pedemonte di Valpolicella, Verona, 9-XI-1892; Verona, 5-VI-1965)

Insegnante al Liceo Musicale di Verona (1928-1955) dal quale proveniva avendo studiato organo, composizione e strumentazione per banda concludendo il ciclo di studi nel 1910.  “Come compositore liturgico si mostrò sempre sollecito, seppure un po’ disordinato nel custodire i suoi manoscritti che non conobbero (salvo qualche eccezione) l’onore della stampa”.

(Verona, 1610, ivi 1685)

Sacerdote e violinista, probabilmente visse sempre nella sua città natale. Alcuni documenti lo danno come strumentista e cantore del duomo cittadino fino al 1658 quando fu nominato maestro di cappella presso la Scuola Accoltale. Non fu prolifico. Rimangono un oratorio e alcuni cosiddetti Concerti Accademici oltre a un volume manoscritto di “Propria missarum”.

(Vigevano, 1593 – Milano, dopo il 1628)

Minore conventuale, trascorse la giovinezza a Vigevano dove studiò musica e servì il Duomo tra i cantori della “Cappella dei Chierici Rossi”.
Non riuscendo a diventarne maestro direttore, si trasferì a Milano presso S.Francesco dove, in una lettera, egli afferma di essere il maestro di cappella in quella chiesa. Scrisse salmi concertati, mottetti e la scorrevole messa “Sine nomine” a 4 voci dispari che, pur negli accenni innovativi e nei fermenti culturali ed estetici di inizio ‘600, guarda al rigore del secolo precedente nel tessuto polifonico delle parti e nel ricreare un clima di “serafica” meditazione.

(Bologna, 29-XII-1892; ivi, 2-VI-1943)

Non vedente dall’età di 9 anni, si formò all’Istituto dei Ciechi “F. Cavazza” di Bologna, diplomandosi - primo nella sua condizione in Italia - con Filippo Ivaldi in Pianoforte e con Guglielmo Mattioli in Organo al liceo musicale della sua città. Studiò inoltre composizione con Marco Enrico Bossi e si perfezionò con Ulisse Matthey; dal 1915 al 1928 fu insegnante di organo al liceo musicale bolognese. Concertista e compositore apprezzato, ha lasciato pregevoli testimonianze di un delicato stile compositivo, particolarmente rivolto alla musica cameristica, ricco di riferimenti alla scuola francese.

(Caorso, Piacenza, 16-IX-1929)

Diplomato a Piacenza in organo e composizione, è stato organista titolare della Basilica di S.Antonino in Piacenza prima di trasferirsi a New York come organista titolare con l’obbligo del coro per due anni (1962-1964).
Rientrato in Italia, ha svolto l’attività di docente ed organista a Cremona.
Variegata la sua produzione: brani d’organo per la liturgia, sonate per organo sviluppate su quattro tempi, variazioni per organo, messe e mottetti, alcune sinfonie e opere liriche su libretti di Luigi de Martino (gnv)

(Longiano, ca. 1560; Imola, 1621)
“Polyphonia” pubblica nel 2014, a cura di Marco Gemmani, un mottetto di Giulio Belli, musicista nato nel forlivese, frate francescano dal 1579 e maestro di cappella ad Imola. In effetti racchiudere l’esperienza del Belli all’interno della sola cattedrale di Imola è riduttivo. Le cronache del tempo lo danno attivo al duomo di Ferrara, poi a Venezia  alla chiesa di Ca’ Grande. E ancora: Osimo, Reggio Emilia, Forlì...Pare che dove ci fosse musica sacra, lì accorresse fra Giulio. Lo troviamo anche a Padova, ad Assisi, per poi fare ritorno a Imola dove si spense dal 1621 in poi poiché la data della sua morte è incerta. Spirito vagabondo, dunque, ma anche umanista e musicologo apprezzato, così come non passarono indifferenti le sue messe, i suoi mottetti, le compiete, i falsi bordoni e le antifone dedicate alla Vergine Maria. Ottavio Pitoni, un secolo dopo la sua scomparsa, studiava ancora le “Regole di Contrappunto” di Giulio Belli. Crediamo siano ancora manoscritte....(vencelius)
(Paternò, 20-III-1909; Piazza Armerina, 23-I-1963)
Nella sua città natale fu stimato e conosciuto come musicista e animatore della liturgia all’organo. Veniva da studi seri con i diplomi di Pianoforte, Composizione e Strumentazione per banda. Prima organista titolare nella chiesa di Santa Barbara, passò alla Chiesa del Monastero.
Non mancarono i suoi interventi come pianista nelle rappresentazioni cittadine dell’Opera dei Pupi al Teatro Excelsior negli anni ‘40 dello scorso secolo. Vinse, nel 1954, il concorso per Direttore del Corpo Musicale di Piazza Armerina e lì si trasferì continuando con l’insegnamento, la composizione, il lavoro per la liturgia e la docenza musicale al seminario cittadino.
(Catania, 3-XI-1801; Puteax, 23-IX-1835)

Nella sua breve vita, tutta l’attività di compositore è concentrata in un decennio, dall’esordio del 1825 con la sua prima opera per il lavoro finale del corso di composizione, fino alla morte in Francia. In questo periodo nascono e sono rappresentate opere come La Sonnambula, Norma e i Puritani che mettono in luce la sua prodigiosa vena melodica. Meno nota ma intensa la sua produzione minore tra cui spiccano una ventina di composizioni vocali da camera, arie e cantate per voci e orchestra, sette sinfonie e un concerto per oboe e orchestra, musica per pianoforte, un cospicuo numero di composizioni sacre scritte nel periodo di studi, e la Sonata per organo in sol maggiore. Sepolto in Francia per oltre 40 anni, nel 1876 la sua salma fu traslata nel Duomo di Catania, sua città natale.

(?’ 1690- Recanati, 25/II/1757)
Non si conosce il luogo di nascita. La disputa è tra Mantova o Ferrara. Di sicuro mise radici a Recanati dove fu maestro di cappella in cattedrale fino alla fine dei suoi giorni a partire dal 1737. Girovagò prima di questo incarico per le chiese cattedrali di Udine, Ferrara, Pesaro, Urbino, Fano e Orvieto. Che fosse sacerdote? Supposizioni. Sonate da chiesa, madrigali, insieme alle messe, ai mottetti, ai salmi e agli offertori, compongono il suoi quasi sconosciuto catalogo.
(Luino, Varese, 19-II-1965)
E' diplomato in pianoforte, clavicembalo e composizione, ed è laureato in lettere. Si è perfezionato con Nikita Magaloff presso il Conservatorio di Ginevra e con Kenneth Gilbert presso l'Accademia Chigiana di Siena, presso la quale ha ottenuto il Diploma d'Onore. Svolge regolare attività concertistica come clavicembalista solista, in duo pianistico, in varie formazioni cameristiche e orchestrali e come direttore di ensembles vocali e strumentali, e ha inciso vari CD. E' attivo come compositore, con pubblicazioni presso importanti case editrici: molte le pagine di musica polifonica vocale e organistica stampate dalle Edizioni Carrara di Bergamo. E' stato ospite di prestigiose istituzioni culturali e ha al suo attivo numerose pubblicazioni nel campo degli studi musicologici e letterari. Ha insegnato presso i Conservatori di Matera e di Brescia, ed è attualmente docente titolare di Pratica e Lettura Pianistica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Organista e cembalista, specialista del repertorio rinascimentale e barocco. Autore di saggi e di edizioni critiche  di composizioni cembalo-organistiche, ha una ricca carriera di concerti internazionali e di una altrettanto significativa gamma di prodotti discografici soprattutto riferita a strumenti di valore storico. Insegna organo e improvvisazione presso l’Università di Brema ed è Direttore artistico dell’Accademia Internazionale di Improvvisazione di Smarano (Trento). Sono noti a Milano i suoi concerti in duo con Maurizio Salerno con il quale condivide la direzione artistica della stagione musicale nella Basilica di Santa Maria della Passione.
(Recanati, Macerata, 20-I-1928)
Allievo di Piero Giorgi al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, di Franco Margola e Virgilio Mortari all’Accademia di “S. Cecilia” di Roma, si diploma in Composizione e segue i corsi di Direzione d’orchestra con Franco Ferrara.
Docente titolare presso il Conservatorio di Pesaro (1965-1998) ha ricoperto l’incarico di direttore dei Conservatori di Campobasso, Mantova, Trieste, Adria. Ha inoltre fondato e diretto l’Istituto musicale “B. Gigli” di Recanati (1977-1982). Numerosi i premi internazionali per alti meriti artistici in Italia e all’estero.
(Mantova)
Un cursus scolastico ricco di diplomi in Pianoforte, Canto Gregoriano, Musica Corale e Direzione di Coro, Composizione Organistica. Molte e importanti le scuole di perfezionamento. Concertista all’organo in Italia e all’estero, valorizzatore del patrimonio strumentale e musicale del mantovano, dirige l’Associazione Organistica”Girolamo Cavazzoni” di Mantova, è direttore della Cappella Musicale “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Suzzara (Mantova) ed è docente al conservatorio di Cagliari.

(sec. XVIII)
Apparteneva ad una famiglia di musicisti operanti in Roma. Pietro Paolo e Antonio Bencini vengono segnalati come maestri operanti nelle chiese romane e con incarichi presso la Cappella Giulia. Giuseppe fu membro dei “virtuosi da camera” del Granduca dio Toscana nella prima metà del ‘700.
Insieme ad alcune opere per il teatro e per alcune cantate. È ricordato per un volume di “Sonate per cimbalo”.
Pseudonimo di Benedetto Doff-Sotta
(Bergamo, 2-XI-1933)
Concertista, compositore e docente subentra come organista titolare del Duomo di Milano a Renato Fait. Insegnante di Organo Principale al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, tiene concerti in Italia e in Europa come solista d’organo, in duo con Vito Calabrese (organo e tromba), con il complesso “G. Frescobaldi” (organo e ottoni) e con il Gruppo di Canto Ambrosiano, complesso vocale maschile milanese, emanazione del Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra. Sostenitore dell’uso della musica d’organo contemporanea nelle funzioni liturgiche, ha promosso in Duomo le prime esecuzioni assolute delle messe per organo di Alearco Ambrosi e di Umberto Rotondi. Di quest’ultimo va ricordata l’esecuzione nella Cattedrale milanese della Messa Ambrosiana per cinque organisti e un’arpista.
Si è diplomato in Organo e Composizione organistica nel 2002 presso l’Istituto Musicale pareggiato di Aosta e presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Successivamente ha seguito il corso di Organo e Improvvisazione organistica presso il Conservatorio Superiore di Ginevra, sotto la guida del M. A. Corti, conseguendo Le Diplôme de Soliste nel 2006. Ha frequentato corsi di perfezionamento con i Maestri P. Westerbrink, L. Rogg e F. Delor. Ha vinto il Concorso Nazionale Città di Viterbo, anno 2002. Svolge regolarmente concerti sia come solista sia collaborando con diverse formazioni strumentali e vocali. Dal 2003 è insegnante del Corso per organisti accompagnatori liturgici presso l’Istituto Musicale di Aosta. Nel 2007 si è laureato in Scienze della Formazione (DAMS a indirizzo musicale) discutendo una tesi su O. Messiaen. Ha diretto il coro gospel “Jesus’ Lights” dal 1997 al 2003 e attualmente è direttore artistico dell’ “Ensemble Vocal de Si de La” nato a Cogne nel 2008 e della corale “CCS Cogne”. Ha frequentato corsi di perfezionamento di musica gospel con il Maestro A. J. Thomas nel 2000 e nel 2001 a Jesolo e, nel 2003, ad Aosta. Ha partecipato al “seminario europeo per giovani compositori” con i Maestri  Jonathan Rathbone, Vic Nees e Bruno Zanolini tenutosi ad Aosta in luglio 2008, vincendo il premio assegnato alle tre migliori composizioni. Ha frequentato corsi di direzione corale con il Maestro Marco Berrini. È stato membro della commissione artistica della prima rassegna valdostana “La Scuola Canta” (13-17 aprile 2010) con l’esecuzione e la pubblicazione su “Tourdion” del suo brano “Il Treno”. Sue composizioni sono state premiate nella “Assemblée Régionale de Chant Choral” (“La vieilla fileusa” 2009, “Schloaf chen schloaf” 2011), altre sono state pubblicate da FENIARCO (Federazione Nazionale Italiana Associazioni Corali).
(Bergamo 8-X-1912; ivi 5-I-1998)
Studiò dapprima nell’Istituto bergamasco “G. Donizetti” con i maestri A. Bedini, E. Mandelli e A. Donini, e successivamente al Conservatorio di Milano, dove si diplomò in clarinetto (1936); il diploma d’organo, preparato col maestro Alceo Galliera, lo conseguì all’Istituto “Nicolini” di Piacenza nel 1938.
Nel 1941 venne nominato organista nella basilica di S. Maria Maggiore in Bergamo, dove rimase fino al 1990.
Scrisse soprattutto accurata musica per organo
(Nantes,10-X-1794; Parigi, 6-V-1878)

Nelle sue composizioni non mancano alcune opere (L’Apparition, Teatro dell’Opera di Parigi, 1848; Léonere et Félix, Opéra-Comique, Parigi 1821) e alcuni gradevoli balletti. Ma gli fu sostanzialmente un organista e insegnante d’organo al conservatorio di Parigi dove aveva studiato e dove fu sostituito, nel 1871, da César Franck. Molti i suoi allievi e molte le sue composizioni organistiche tra cui alcune pagine di controllata sintesi formale e di valenza spirituale.

(Milano 21-XI-1864; ivi 9-I-1939)
Ha collaborato, specialmente per il volume XI dedicato agli Offertori, con L. Perosi nella redazione delle celebri “Melodie Sacre”; troviamo così “Posuisti Domine”, “In virtute tua”, “Desiderium animae eius”, “Filiae regum”, “Afferentur regi”, “Ave Maria”, tutti a 2 voci uguali.
Compose inoltre: “Messa in onore della B.V.M. dell’Aiuto” a 2 voci pari (Ed. Musica Sacra); “Messa in onore di S. Ambrogio” a 2 voci uguali (Ed. Bertarelli).
Ha composto un grande numero di pezzi per organo o armonio per le riviste Carrara; un fascicolo intero di “Dodici Pezzi” gli fu dedicato da “L’Organista Italiano” nel novembre 1920.
Altri titoli: “La S. Messa” (5 pezzi), “La Messa letta” op. 45 (5 pezzi), “La Messa di nozze” (7 pezzi), “Raccolta di pezzi facili” (5 fascicoli), ecc.
(1847-1942)

Tra le pagine di Casa Carrara ai primordi della sua attività, i curiosi potranno ritrovare una paginetta a carattere pastorale firmata da un musicista ligure che si dimostrò poi capostipite di una famiglia di musicisti. Uno dei quali assunse poi un posto di rilevanza storica nell’ambito della musica italiana del ‘900: parliamo di Luciano Berio, nato ad Oneglia nel 1925. Suo padre era Ernesto, allievo del conservatorio milanese, compagno di studi di De Sabata, compositore e produttore di lieder e romanze per voce e pianoforte. Il nonno era il nostro Adolfo Berio del quale viene conservata la piccola composizione che usciva dalla penna di un musicista versatile e creativo. Lo stesso Luciano Berio amava ricordarlo come organista improvvisatore, autore di romanze anch’egli, che dedicava a questa o a quella principessa europea, amante di Verdi e fiero osteggiatore di Wagner. Nonno Adolfo, raccontava il nipote, non seppe mai, forse, di essere un contemporaneo di Johannes Brahms e che nessuna di quelle principesse ringraziò mai per la fatica poetica del compositore…
(Bergamo, 31-I-1877; ivi, 5-VIII-1925)
Studiò a Milano con Gallignani, Coronaro e Saladino. Tornato a Bergamo as-sunse l’incarico di insegnante di canto presso la Basilica di S. Maria Maggiore e di direttore dell’oratorio del Seminario. Lasciò alcune opere liriche tra cui la “Liacle” che ottenne un discreto successo e fu pubblicata da Sonzogno. Molti i pezzi per pianoforte, oltre 150 le romanze e alcune operette, completano la produzione del musicista bergamasco. Fu il direttore de “La Melopea Educativa”, rivista musicale dei primi anni delle Edizioni Carrara.
Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Udine in Musica Corale e in Musica Liturgica Prepolifonica presso il Conservatorio di Venezia. Dal 1980 direttore dell’Associazione Misicale-Corale “Contrà Camolli” che comprende varie formazioni corali: voci bianche, coro giovanile, virile e misto. Dal 1997 direttore della Cappella Musicale del Duomo di S.Nicolò in Sacile.
Compone prevalentemente musica corale, con un’attenzione particolare al repertorio per voci bianche ed alla musica sacra.
I suoi lavori sono pubblicati presso le Edizioni Suvini Zerboni di Milano, le Edizioni Musicali Europee di Milano e la Libreria Musicale Italiana di Lucca.
Vive e Lavora a Sacile in provincia di Pordenone.

(La- Còte-St-André, Isère, 9-III-1803; Parigi, 8-III-1869)

Doveva fare il medico, almeno secondo il padre che già esercitava. Finì per fare il musicista e forse è meglio così. Con il carattere e il temperamento che aveva, avrebbe ammazzato più pazienti di quanti non ne sopprima la normale classe medica. Ne uscì un artista contraddittorio anche nella grandezza della sua pagina più riuscita, ne uscì un musicista capace di tenere acceso uno stato di belligeranza con la società e con il club della cultura non solo francese. Schumann non mostra dubbi:”Non sai se definirlo un genio o un avventuriero musicale. Splende come un lampo ma lascia dietro di sé puzza di zolfo. Proclama grandi frasi e verità e subito dopo cade in balbettamenti da scolaro”. Per come si voglia giudicare “La damnation de Faust”, la “Symphonie fantastique” o “L’enfance du Christ”, resta il segno di un innovatore e di un grande orchestratore. Dicevano:”Aveva il genio del colore timbrico e l’amore per le sonorità contrastanti e gli impasti inediti. Se l’armonia qualche volta zoppica, se il senso delle proporzioni lascia a desiderare, la tavolozza dello strumentatore non delude mai”. La sua orchestra “dilatata” seppe influenzare gran parte del fine ‘800, mostrando la via del grande racconto sinfonico, della musica “da raccontare” perché protetta da un testo o da una suggestione letteraria spesso intrigante o spiritualmente sconvolgente. Si apre la via al poema sinfonico che tanto piacque a Liszt. Non bastarono amori sciagurati, alti e bassi economici, applausi e successi insieme a fischi e cadute artistiche, a placare l’animo di questo seducente compositore che resistette sino all’ultimo sulla tolda della vita. Ferdinand Hiller ci ha lasciato una bella descrizione di questo ribelle:”Fronte alta che cala dritta sugli occhi incavati;naso grande, aquilino; labbra sottili e ben disegnate; mento piuttosto breve; enorme chioma rigogliosa di capelli bruni della quale nessun barbiere riesce mai ad aver ragione. Chiunque abbia visto questa testa, non la dimenticherà mai…”. (gnv)
(Roma, 1649; Monaco, 9-III-1732)

Figlio di Ercole, compositore e maestro di cappella, ne seguì le orme prima come organista in S.Luigi de’ Francesi e poi come maestro di cappella a Monaco dal 1688 sostituendo direttamente il padre alla cappella di corte.
La sua produzione sacra segue gli esempi dello stile canonico. Più interessante la concezione compositiva legata alla forma del dramma sacro in cui eccelse lasciando una quindicina di opere di buon valore .
Lascia circa 20 messe per vario organico e una sessantina di inni destinati alla liturgia.

(Milano, 27-III-1964)

Si è diplomato in Pianoforte, Musica corale e Direzione di coro e Composizione polifonica vocale presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano dove ha studiato anche Direzione d’orchestra e Musicologia. Svolge una intensa attività concertistica con il Gruppo Vocale “Ars Cantica” di cui è il direttore artistico e musicale ed è, inoltre, direttore artistico dell’etichetta “Sarx Records” di Buccinasco (Milano).
Ha diretto le prime esecuzioni assolute di composizioni di Bruno Bettinelli, Irlando Danieli, Orlando Dipiazza, Bruno Zanolini, Federico Ermirio, Roberto Beltrami, Paolo Manfrin e la prima esecuzione italiana del Weihnachtsoratorium per soli, coro e pianoforte di F. Nietzsche (Maggio, 1998).
È stato redattore della rivista specializzata in Musica e Didattica Corale “La Cartellina” (dal 1988 al 1998). Dal 1989 al 1992 è stato Maestro Sostituto Direttore del Coro da Camera della RAI di Roma.
E’ docente di Esercitazioni Corali presso il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria, dove ha fondato e dirige il Coro da Camera dell’Istituto.

SCHEDA PER ORA NON DISPONIBILE
(Bologna, 1824; ivi , 12-XI-1892)
Si formo' al Liceo Musicale di Bologna studiando violoncello con Carlo Parisi e contrappunto e composizione con Antonio Fabbri.Fu successore di Gaetano Gaspari come bibliotecario e membro della commissione di direzione del Liceo. Tenne, inoltre, l'incarico di organista della Basilica di San Domenico. Nel suo corposo catalogo figurano composizioni per pianoforte, cameristiche, cinque operette scolastiche.
Pianista, direttore d’orchestra e di coro, si diploma in Pianoforte e Didattica della Musica a Messina. Anche compositore dagli aspetti poliedrici con esperienze teatrali (“Psychotrama), cameristico-orchestrali, (“Coatio”, per marimba e archi), è autore di musica per cortometraggi e documentari e musica per ambienti. Già  direttore del “Coro Palestrina” di Messina, si dedica anche alla coralità infantile componendo musica per bambini e promuovendo la didattica nelle scuole.
(Milano, 1977)

Organista della chiesa parrocchiale di Fontalauccia (Modena) e del convento di Madonna di Pietravolta nei presi di Modena. Cultore di organaria si occupa della salvaguardia degli Organi storici dell’Appennino Modenese. E’ autore di pagine per organo destinate al servizio liturgico.
(Salò, Brescia, 1725 – Desenzano, Brescia, 1813)

Compositore fecondissimo: il suo catalogo è ricco di opere destinate al teatro (su libretti di Goldoni, Metastasio, Bertati e altri), oratori su testo italiano e latino, sinfonie e quartetti, cantate occasionali, messe e numerosissime parti di messa, 40 salmi, 17 inni, 87 mottetti, i meravigliosi “Improperia” della Settimana Santa, antifone mariane, sonate per clavicembalo e organo. Era apprezzato dal Galuppi e da Hasse. Fu organista in S. Marco a Venezia e maestro di cappella. Musicista rinomato a Londra dove visse  tra il 1778 e il 1780, era amato per il suo approccio umano.”Per sua natura però era tal Bertoni nell’arte qual’era in società ancora, dolcemente serio, nobile, quasi ancor grave; perciò nei drammi buffi non giunse a toccar quella meta che toccò al primo Galuppi”. Fra i suoi allievi: Turrini (detto “Bertoncino”), Grazioli, Simone Mayr, Pacchierotti ed altri validi esponenti di musicisti operanti tra la fine del ‘700 e il primo ‘800. (gnv)
(Bonate Sotto, Bergamo, 10-VI-1962)
Si è formato presso l’Istituto Diocesano di Musica Sacra “S. Cecilia” di Bergamo dove ha studiato pianoforte (G. Pasinetti e L. Rossi) e organo (M. Valsecchi). Si è quindi diplomato in Organo e Composizione organistica presso il Civico Istituto musicale “G. Donizetti” della stessa città.
Ha seguito corsi e seminari d’interpretazione organistica con H. Vogel, A. Marcon, L.F. Tagliavini, R. Jaud, J.L.G. Uriol, B. Leighton e C. Stembridge. Oltre all’attività concertistica insegna organo presso la Scuola diocesana di Musica “S. Cecilia” di Bergamo. E’ inoltre organista presso la Chiesa del S. Cuore in Bonate Sotto (Bg)
(Carlisle, 1826; Liverpool, 1897)

Lasciò I suoi studi di architettura per dedicarsi alla musica e soprattutto a quella organistica. Fu valente esecutore distinguendosi a Liverpool, a Londra e ,alla fine della carriera, a Sydney, in Australia. Per quasi quarant’anni tenne concerti, ogni giovedì e sabato, alla St. George’s Hall di Liverpool dove era altresì organista nelle principali società filarmonico-musicali della città. Lascia numerose antologie d’organo, metodi scolastici e un certo numero di composizioni tastieristiche


(Borgo Valsugana, 4-VII-1978)
Ha studiato al conservatorio di Trento diplomandosi nel 2005 in musica corale e nel 2009 in composizione. Ha frequentato l’Università degli Studi di Trento, laureandosi nel 2008 in giurisprudenza. Ha studiato composizione nel Koninklijk Conservatorium Antwerpen (Belgio), sotto la guida dei maestri Luc van Hove e Wim Henderickx, conseguendo la laurea biennale (“Master in de muziek”). Qui ha anche seguito corsi di direzione di coro e direzione d’orchestra.
Collabora attivamente con il quintetto di fiati “Opus V”, per il quale scrive ed ha scritto alcuni pezzi e numerosi arrangiamenti.
Attualmente collabora con i cori “Bach Kammerchor” di Rovereto”, “Coro Fanny Hensel” di Mezzolombardo e “Coro Franz Schubert” di Zambana. Dirige inoltre il “Coro dell’istituto Alcide De Gasperi” di Borgo Valsugana, ove svolge anche la funzione di direttore artistico della scuola.
 
(Milano 4-VI-1913; ivi, 8-XI-2004)
Al Conservatorio di Milano ha conseguito il diploma di pianoforte (1932), di musica corale e di composizione (1937), allievo di G. C. Paribeni e di R. Bossi. Ha poi seguito un corso di perfezionamento con Vito Frazzi all’Accademia Chigiana di Siena.
Dal 1938 ha insegnato al Conservatorio di Milano ad una moltitudine di allievi, molti dei quali diventati famosi. Ha scritto musica di ogni genere, contrassegnata da modernità di linguaggio e da severo gusto del discorso contrappuntistico, vincendo concorsi nazionali e internazionali.
Bettinelli ha composto musica sacra prima e dopo il Concilio vaticano II. Ricordiamo: “2 Laudi” per coro a 3 voci (1936), “Messa da requiem” a 6-8 voci (1942-44), “5 mottetti” per voci e organo (1955-58), “Domine exaudi” e “Respice in me” mottetti a 4 voci (1963), “Messa italiana” (1966), “Messa di Pentecoste” (1968), entrambe per 2 voci e organo ... e altre composizioni più recenti.
(Rimini, Forlì, 10-III-1881; ivi, 12-VI-1970)
Sacerdote e musicista, frequentò il Liceo Musicale Rossini di Pesaro studiando pianoforte con Alessandro Ferraris Paris, musicista bergamasco che proveniva dall’incarico di titolare (dal 1882) all’organo di S. Maria Maggiore in Bergamo. Mezio Agostini fu invece il suo insegnante di armonia mentre Antonio Cicognani lo seguì per contrappunto, musica sacra e organo. Conseguì il diploma e magistero in organo nel 1910. Insegnante di organo complementare allo stesso Liceo Rossini, fu anche organista e maestro di cappella nella Cattedrale di Pesaro prima di accettare, nel 1914, l’incarico di maestro di cappella e di titolare al grand’organo del Duomo di Orvieto. Qui trascorse tutto il resto della sua vita rinunciando nel 1920 alla nomina proveniente dalla Delegazione Pontificia di maestro organista del Santuario di Valle di Pompei. Svolse attività concertistica e lascia alcune composizioni liturgiche per coro e organo insieme a poche pagine per organo.
Diplomato a Pesaro, insegna nel conservatorio dove è stato studente.
Compositore, la sua produzione comprende brani per organici da camera strumentali e vocali insieme a brani destinati alla polifonia sacra per coro misto. Da sottolineare le musiche per il teatro in occasione del bicentenario dalla nascita di Giacomo Leopardi (“E come il vento”). Direttore di coro, ha inciso opere liriche di raro ascolto.

(Castelnuovo di Garfagnana, 1936; vivente)
Sacerdote della diocesi di Massa, ha studiato composizione con i maestri Cicionesi, Bortone e Bartolucci. Dal 1970 è titolare di armonia, contrappunto e fuga presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.
Luisa Bianchi Riva ha studiato a Milano e si è  diplomata  in Pianoforte nel 1973 con Ernesto Esposito e in Clavicembalo nel 1978 con Emilia Fadini. Ha frequentato la Scuola di Paleografia Musicale di Cremona e ha insegnato Teoria e Solfeggio presso il Liceo Musicale Parificato “Giacomo Puccini”di Gallarate. Ha pubblicato due metodi sul dettato musicale.
Vive a Carnate, dove dal 1994 dirige la Corale Polifonica e la Schola cantorum di Voci Bianche.
(Casole d'Elsa, 1570; Siena 1607)

Organista e Maestro di Cappella a Siena. Stimato da Banchieri, era considerato uno dei migliori compositori dell'epoca e alcuni storici lo considerano uno dei primi utilizzatori del basso numerato. Purtroppo sono perduti tre libri di mottetti a cappella, mentre rimangono conservati a stampa alcuni libri di madrigali, di Messe, mottetti e canzonette spirituali a tre voci.
Fu membro e capo della Accademia degli Intronati con il soprannome di "Accordato".
(Santa Bárbara, Brasile, 1902 - Minas Gerais, 11-I-1986)

Chitarrista, poeta e compositore brasiliano ha scritto, tra gli altri, anche musica per chitarra. Le sue opere, di carattere romantico, sono oggi interpetate da molti strumentisti brasiliani. Da segnalare per la sua efficacia e per la sua diffusione la composizione "Gotas de Làgrimas".
(Seregno 1-XII-1906; ivi 8-XII-1968)
Entrato nel seminario ginnasiale di S. Pietro martire a 11 anni, vi iniziò lo studio del pianoforte con il maestro Gaetano Marziali per continuare poi col maestro Luigi Baronchelli nel seminario liceale di Monza. Durante gli anni di teologia a Milano studiò armonia con Giulio Bas e il concittadino E. Pozzoli.
Negli anni 1931-34 frequentò la Scuola Superiore di Musica Sacra di Milano, approfondendo la conoscenza del gregoriano e dell’ambrosiano con D. Gregorio M. Suñol.
Fu nel 1951, ormai canonico in S. Ambrogio, che fondò la Polifonica Ambrosiana con la quale ottenne risultati di altissima levatura artistica: 27 incisioni discografiche tra le quali quella esemplare del “Vespro della B. Vergine” di Monteverdi.
Nel 1956 fece rinascere la rivista “Musica sacra” a suo tempo fondata dall’Amelli, e la diresse per 12 anni, dandole un indirizzo nuovo di apertura alla musica contemporanea e alla ricerca musicologica.
<b>(Dortmund, Germania 1926-2003)</b>
Si dedica con impegno alla musica in chiesa, dapprima come autodidatta, poi studiando e diplomandosi in composizione sacra al Conservatorio statale di Dortmund nel 1951.
Le sue composizioni sono nate dalle esigenze del suo servizio di organista e di maestro di coro nella chiesa prepositurale di Arnsberg e di direttore di altri complessi corali.
Dal 1950 Biener ha composto oltre 10 messe, svariati mottetti in latino e canti in lingua tedesca.
Per l’organo ha composto: sonate, suites, partite, variazioni, fantasie e pezzi vari su tempi gregoriani.
(Brisighella, Ravenna, 4-IV-1869; Firenze, 20-XII-1938)

Direttore d'orchestra svolse in Europa un'intensa attività. Rimane nei ricordi della musica per le sue operette e commedie musicali che ebbero un certo risalto nel primo trentennio del '900.
Oltre a musiche di scena vanno segnalati molti brani per pianoforte spesso dedicati all'infanzia insieme a canzoni, romanze, serenate e musica orchestrale d'occasione


(Cadidavid, Verona, 25-VII-1947)
Agli studi classici ha affiancato quelli musicali di pianoforte, musica corale e direzione di coro, organo e composizione organistica e canto gregoriano. Le sue composizioni riguardano essenzialmente il settore sacro con una variegata produzione mottettistica.
Vanta un ricco curriculum personale di studi, corsi, concorsi e concerti, sia come strumentista sia come insegnante.
Dal 1993 lavora con Francesco Cossetti compiendo approfondita attività di sperimentazione, dedicandosi pure alla creazione e composizione di canti, brani e materiale didattico per bambini.
Con le Edizioni Carrara ha iniziato la pubblicare del “Metodo completo per la formazione musicale di base”, previsto in dodici volumi, dei quali già pubblicati:
MINISUONI - Edizioni Carrara (BG)
MINIMUSICA - Edizioni Carrara (BG)
MINIRITMI - Edizioni Carrara (BG)
MINIORCHESTRA (6 volumi) - Edizioni Carrara (BG)
IL LIBRO DEI RITMI - Edizioni Carrara (BG)
IL LIBRO DELLE MELODIE - Edizioni Carrara (BG)
Dal 2001 cofondatore e co-direttore dell’Associazione Musicale Takam con la quale ha inciso i CD “Palo de Hormigo” (2003) e “Ahora voy a cantarles” (2006).
Dal 1997, tiene regolarmente corsi di aggiornamento per insegnanti, riconosciuti dall’Ufficio Scolastico Regionale; viene frequentemente invitata da scuole di vario ordine e grado a tenere progetti musicali in qualità di esperta.
Nell’ottobre 2004, ha tenuto un concerto e presentato il metodo di insegnamento attuato all’interno dell’Associazione al Convegno Internazionale dell’EMEA, l’associazione degli insegnanti di musica statunitensi operanti in Europa. Nel 2007 ha presentato il metodo al Convegno Internazionale del MENC (Music Education National Conference) di Hartford in Connecticut.
(Parigi, 1835; ivi, 1875)

Una vita complessa, un concentrato di avversità. Le sue opere teatrali (“ I pescatori di perle”, “L’Arlesiana”) subirono o insuccessi o gravi disagi al momento di andare in scena. Nemmeno la sua “Carmen” il cui trionfo l’autore non riuscì a vedere, poté positivamente   impattare sul pubblico parigino nel 1875. Come scrisse Riccardo Allorto, “Carmen” ebbe il merito di spalancare la porta del teatro francese alle seduzioni del realismo, impregnata com’era di colore e di calore, la cui mediterraneità fu da Nietsche opposta alla filosofia e al sistema wagneriano. Non solo “Carmen”, però. Chi può si ascolti la bellissima “Sinfonia in Do magg.” del 1855. Gioiello ai più sconosciuto. (gnv)
(Aosta 28-II-1955)

Si e’ diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, sotto la guida del M. Sergio Pasteris; ha quindi conseguito la licenza del corso triennale di Didattica della Musica presso il medesimo Conservatorio. Ha diretto il Coro “Sant’Orso” di Aosta, dal 1976 al 1986; nel 1983 ha fondato il “Coro Polifonico di Aosta” che tutt’ora dirige e con il quale ha conseguito diversi riconoscimenti: I premio assoluto al XII Concorso di polifonia sacra (Bresso – MI, 1998); II premio al II Concorso Nazionale “Citta’ della Spezia” (La Spezia, 1999). Fascia d’argento al XVII Concorso Corale di esecuzione polifonica (Quartiano – MI, 1999). Ha composto diversi brani corali su testi di autori valdostani e diverse elaborazioni su melodie popolari della stessa regione. Dal 1999 è direttore responsabile della rivista annuale SIDIESIS – Almanacco della Musica in Valle d’Aosta.
Scheda al momento non disponibile
(Pigna Terme, Imperia,1936)

Pianista, compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra, discende da una famiglia di musicisti, particolarmente attivo nel  mondo della  musica leggera ha al suo attivo  una lunghissima serie di concerti in tutto il mondo.
Le composizioni qui edite appartengono ad un piccolo corpus di musiche sacre per la liturgia.



(Ensisheim, 25-IX-1862; Parigi, 11-X-1897)

Alsaziano, studiò con Gigout e Loret, sin da giovane ricoprì la titolarità del Cavaillé-Coll alla chiesa parigina di Saint Vincent de Paul. Capace di una scrittura orchestrale ricca di colore, il suo nome rimane nella memoria per alcune pagine organistiche che hanno ancora fortuna presso gli esecutori come la Suite Gothique. Interessante anche la sua produzione cameristica, le rime per voce e pianoforte, i mottetti a più voci e i brani pianistici. Morì prematuramente di tisi nel momento della maggior celebrità.

(Versailles 1785 - Parigi, 1858)
Figlio di un cantante e maestro d’arpa (“ordinaire de la musique du Roi”), ebbe una solida base musicale esercitando la sua versatilità al pianoforte, alla viola e coltivando il trio e il quartetto. Scoperto l’organo divenne organista in Parigi e iniziò a comporre per la liturgia (piccoli pezzi a commento delle messa, brani per il Natale, preludi, fughe e canoni). Dimenticate sono le sue composizioni vocali tra cui alcune messe,  musica da camera e le pagine pianistiche.

(Honenekirchinen, 2-IX-1661; Luneburg, 18-V-1773)

Universitario a Jena. Si trasferisce ad Amburgo, città brumosa ma centro attivo della bella musica. Si trovò, probabilmente, a discutere di contrappunto mettendo le mani sulla tastiera, con Johann Adam Reincken. Dal 1698 inizia la sua attività di organista titolare della Johanneskirche a Luneberg e, come dovrebbe essere per tutti i grandi musicisti di chiesa, rimane fedele alla sua consolle fino all’ultimo respiro. Bach stesso amò il musicista di Luneburg e ne apprezzò l’estro compositivo, lo stile un poco fuori dai moduli tedeschi e spesso orientato all’espandersi del tocco vicino alla fantasiosa improvvisazione. Che lo si suoni attraverso le opere cembalistiche  o attraverso quelle organistiche, le partite sul corale e il gusto della variazione sul tema, aprono le porte a un genere che sarà dissodato dalla tradizione tedesca fino ai vorticosi itinerari brahmsiani. Meno conosciuti (perché l’opera per tastiera dovrebbe essere tra i volumi di prima scelta anche da parte dei moderni esecutori) i mottetti, le cantate e i 23 canti sacri. Perduta (peccato!...) la “Passione secondo San Luca” scritta nel 1711. (gnv)
Professore di organo e Composizione organistica.
Direttore di cori popolari, dedica buona parte del suo tempo alla ricerca dei canti vicentini che qualche volta si permette di armonizzare tenendo però in gran conto le indicazioni etnico-armoniche. Animatore di sperimentazioni come quella presentata, non si rassegna ai soliti programmi scolastici.
(Fabriano 1737; Loreto 1821)

Per lunghi anni fu maestro di cappella della Collegiata di S. Leonardo a Cupra Montana (AN). Profondo contrappuntista ed elegante scrittore di musiche sacre, ebbe due grandi benemerenze che meritano di essere ricordate: una verso il popolo cuprense, avendo lasciato alla sua morte parte dei beni ad un locale Istituto destinato all'istruzione e all'educazione delle ragazze del paese: l'altra verso l'arte, per essere stato maestro di Gaspare Spontini.
(Transacqua, Trento, 10-I-1953)
Si è formato musicalmente in organo e composizione. E’ organista titolare della Chiesa Parrocchiale di Tonadico di Primiero (TN) e direttore della corale “I Cantori di Sagron Mis” in provincia di Trento. Oltre all’attività liturgica è attivo nella promozione e organizzazione di stagioni concertistiche; in qualità di giornalista pubblicista, collabora con giornali e riviste nella redazione di articoli di carattere musicale; si occupa, pure, di studi musicologici e di organologia.
Nato a Schio nel 1961, è autore di numerosi brani di musica cameristica, corale e sinfonica con i quali si è distinto sia in campo nazionale sia in quello internazionale. Ha ricevuto diversi riconoscimenti in premi e concorsi internazionali di prestigio (“A.Casella”, “G: d’Arezzo”, “Città di Trieste”, “I.C.O.N.S.”, “2 Agosto”, “Rhein-Ruhr”, “G.Petrassi”, “50th Tokio met.Go.”, “Wiener Int. Kw.”, per citarne alcuni). Fra gli Interpeti dei suoi lavori ricordiamo il Quartetto Arditi, A.Tamayo, Ex Novo Ensemble, H. Starreveld, M.Brunello.
Le sue composizioni sono trasmesse dalle maggiori emittenti radiofoniche europee e sono state pubblicate da Ricordi, Rugginenti, Carrara, Agenda, Salabert, A coeur Joie, Edition Ferrimontana.
E’ stato docente di Composizione al Conservatorio “C.Pollini” di Padova.
(Foggia 1926;)
Sacerdote dell’Istituto missionario D. Comboni, studiò in Italia e in Inghilterra: diplomato in pianoforte, organo, polifonia e canto gregoriano al “Trinity College of music” di Londra, ottenne la laurea in composizione all’università di Ducham.
Svolse intensa e qualificata attività in Inghilterra, coprendo incarichi di responsabilità quale direttore musicale della diocesi di Brentwood e presidente della Commissione comboniana per la musica sacra.
Tornato in Italia negli anni ’60, si dedicò intensamente ad una produzione nuova per la liturgia in lingua italiana.
(Parigi, 1858; ivi, 1937)

Ammessa al conservatorio da César Franck che ne intuì le doti di musicalità e di tecnica pianistica, fu compagna di Debussy e Piernè nei corsi di studio. Ostacolata dalla famiglia che le impose un matrimonio di convenienza, trovò nella sua vita tormentata gli spunti per una produzione musicale che le consentì di ascoltare le sue composizioni in concerto insieme a quelle di Ravel, Dukas e d’Indy. Scrisse brani per orchestra, musica da camera, pagine pianistiche e lavori vocali. Casa Carrara ha pubblicato la sua opera per organo comprendenti pagine di squisita finezza di sapore tutto francese.

(Trento, 1672; Padova 1749)

Musicista e sacerdote. Allievo di Pitoni e forse di Corelli per il violino, amava definirsi “dilettante di musica” apparentandosi ad altri eccellenti musicisti per diletto come Marcello e Albinoni. La non dipendenza da enti o famiglie nobiliari, consentì al musicista un atteggiamento compositivo di rara originalità e di libertà espressiva che misero alla prova i musicologi di inizio ‘900 una volta scoperte le sue composizioni essenzialmente destinate alla musica da camera e al sonatismo dedicato agli archi.

SCHEDA AL MOMENTO NON DISPONIBILE
(Milano, 24-I-1971)
Ha compiuto gli studi musicali di pianoforte e composizione organistica sotto la guida di Luigi Molfino. Già allievo presso l’Università L. Bocconi di Milano e presso la Libera Università C. Cattaneo di Castellanza, ha conseguito il titolo di “Doctor of Phylosophy,” presso il prestigioso MIT, Massachusetts Institute of Technology, di Boston, U.S.A.. Ha inoltre frequentato la Harvard Business School di Cambridge, U.S.A., e il Politecnico di Milano dove ha ottenuto la Laurea in Ingegneria Nucleare.
(Bollate, Milano 16-IX-1866; Busto Arsizio 6-III-1935)
Divenne sacerdote della diocesi ambrosiana e il 6 maggio 1906 fu nominato prevosto di Busto Arsizio.
Va ricordato per essere stato, con la sua voce di baritono, il primo interprete de “La Cena del Signore” a Venezia il 9 agosto 1897, e di altre opere di L. Perosi.
Fu sempre impegnato nella difesa dell’autentica musica sacra, accettando anche incarichi di responsabilità: dal febbraio al luglio 1929 fu condirettore con il M° Giulio Bas della rivista “Musica Sacra”; morto il M° Bas, Mons. Paolo Borroni ne rimase unico direttore fino al gennaio 1934.
(Veternigo, Venezia 22-I-1936)
Inizia gli studi musicali con il padre Giovanni Battista e successivamente a Padova presso la Scuola Diocesana di Musica Sacra con Giovanni Argenti. Si diploma in Pianoforte, Organo e Musica Liturgico-Prepolifonica.
Organista del Duomo di Dolo, è membro dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Treviso.

(Grumello Cremonese 3-VII-1873; Caravaggio 4-II-1963)
Studiò dapprima col padre poi con vari maestri a Lodi, Cremona e Milano diplomandosi al Conservatorio di Parma.
Fu organista a Mantova e in altri centri minori fino ad approdare nell’insigne santuario mariano di Caravaggio.
Ha scritto musica generalmente facile e di immediata comprensione soprattutto per organo o armonio.
(Campiano, Torino 3-IX-1911; Torino 7-VII-1988)
Si è formato in varie Case salesiane e in particolare a Torino-Crocetta (1934-38), dove studiò teologia e poté frequentare la scuola di un contrappuntista eccezionale, il M° Don Giovanni Pagella.
Esercitò la missione di educatore e di insegnante di musica negli istituti salesiani: a Roma-S. Callisto (1941-43), Villa Moglia di Chieri (1943-45), Foglizzo (1945-53), studentato teologico di Bollengo (Torino) nel quindicennio 1953-68.
Don Bosio è stato collaboratore di “Armonia di voci” fin dal 1947 e delle riviste dell’editore bergamasco Carrara “La Mystica Corale”, “Le armonie dell’organo”; fu presente pure nelle raccolte “Ecclesia cantat”, “Pueri et viri”, “Chorus Ecclesiae”; quindi scrisse prima e dopo la riforma conciliare.
(Morbegno, Sondrio 25-XII-1876; Milano 4-I-1953)
Al Conservatorio di Milano studiò con Guarnieri, Mapelli e Ferroni. Dal 1898 al 1906 fu organista e maestro di cappella nella basilica di S. Fedele a Como, mentre il fratello M. Enrico suonava nel duomo della stessa città.
Dal 1907 al 1952 esercitò come organista nel duomo di Milano, insegnando contemporaneamente contrappunto al Conservatorio (1914-1941), organo e composizione nella Scuola Superiore di Musica Sacra della stessa città.
Compositore a 360 gradi venne pubblicato in Italia, Belgio, Germania e Austria.
(Salò, 25-IV-1861; traversata da New York a Le Havre 20-II-1925)
Studiò al Liceo musicale di Bologna dal 1871 al 1873 e al Conservatorio di Milano dal 1873 al 1881, ma non si diplomò in organo per contrasti artistici con il suo maestro Polibio Fumagalli, anzi lasciò decisamente l’istituto milanese per andare ad apprendere l’arte dell’organo all’estero.
Iniziò così una brillante carriera organistica che lo vide protagonista acclamato in tutta Europa e in America. Ma non ricusò gli impegni istituzionali: fu maestro di cappella e organista nel duomo di Como dal 1881 al 1890, insegnò armonia e organo al Conservatorio di Napoli. Nel 1895 passò alla direzione del Liceo musicale di Venezia e nel 1902 alla direzione del Liceo musicale di Bologna dove rimase fino al 1911. Dal 1916 al 1922 fu impegnato come direttore del Liceo musicale di S. Cecilia a Roma.
La figura di M. E. Bossi emerge nel panorama italiano a cavallo tra ottocento e novecento; trattò tutti i generi musicali, compresi l’operistico e il sinfonico, con alterne fortune.
Ma è soprattutto nella composizione per organo che trovò originalità di accenti e aprì orizzonti nuovi alla stanca tradizione operistico-ottocentesca. A tutt’oggi è considerato il maggiore organista compositore italiano, forse l’unico conosciuto all’estero.
Nell’ampio catalogo giganteggiano i pezzi da concerto, quelli conosciuti da ogni organista, ma vi figurano anche molte pagine minori e belle, adatte al servizio liturgico.
(Como 9-IV-1883; Milano 2-IV-1965)
Figlio di Marco Enrico, organista, compositore e direttore d’orchestra, studiò nei Conservatori di Napoli, di Venezia e di Lipsia, svolgendo poi attività musicale varia e qualificata, specialmente all’estero.
Ritornato in Italia, insegnò organo nei Conservatori di Parma (1913-1916) e di Milano (dal 1916 al 1954).
Nel 1955 insegnò composizione pure nel Conservatorio di Venezia, prestandosi anche come direttore interinale.
L’attività musicale di Renzo Bossi si svolse nel campo teatrale, nelle sale da concerto, nella musica cameristica; ma il ricordo del padre e l’educazione ricevuta in famiglia lo portò occasionalmente anche alla musica sacra, particolarmente organistica. Alcuni dei suoi pezzi, sempre interessanti, furono pubblicati dal Picchi nella sua rivista “Laus Decora”.
(?-1614)

Frate osservante francescano, fu teorico, compositore ed organista. La sua opera principale riguarda il servizio liturgico e i suoi attori protagonisti: organista e direttore del coro. Attento alla forma gregoriana , indaga il rapporto tra organo e  coro nel suo importante lavoro di metodo il cui titolo spiega l’assunto:”Choro et organo…in cui con facil modo s’apprende in poco tempo un sicuro methodo di sonar su l’organo messe, antifone & inni sopra ogni maniera di canto fermo (Venezia, 1614).
(Presina, Piazzola sul Brenta 9-VII-1845; Padova 29-XII-1924)
Rimasto cieco a 9 anni per un incidente, fu affidato all’Istituto “Configliacchi” per ciechi, dove vi compì gli studi musicali con risultati così lusinghieri da essere poi nominato, nel 1864, professore di organo, armonia e contrappunto nello stesso Istituto.
Nel 1872 ottenne il posto di organista nella basilica di S. Antonio, e nel 1895 entrò come insegnante d’organo anche nell’Istituto musicale “C. Pollini” di Padova.
Fecondo compositore e ottimo didatta, godette in vita di enorme stima e venerazione: nel 1882 fu fatto socio onorario del Real Circolo “V. Bellini” di Catania, e accademico del Regio Istituto Musicale di Firenze; nel 1895 socio corrispondente dell’Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Padova e accademico filarmonico di Bologna.
Immensa fu la sua produzione liturgica, melodicamente viva e amabile; piaceva ai cantori, piaceva ai maestri di coro per la semplicità non banale.
(Portici 7-IV-1864; Napoli 16-III-1937)
Sacerdote della diocesi di Napoli, ordinato il 22 marzo 1890. Studiò composizione con Gennaro Giordano ed ebbe consigli anche da M. Enrico Bossi e da G. Terrabugio.
A Roma, nel collegio greco frequentò i corsi di gregoriano di Don Gaisser.
A Napoli fondò una Schola per ragazzi e nel 1902 una Schola gregoriana. Fu il primo che nel napoletano iniziò il movimento di riforma. Nel 1894 fu nominato da Giuseppe Gallignani promotore regionale del Comitato permanente per la musica sacra in Italia; l’anno seguente fu eletto membro della Commissione arcivescovile di Napoli, insieme a M. E. Bossi e a Giuseppe Cotrufo.
Scrisse molta musica per organo e armonio, facile e dal caldo melodizzare. Fu tra i primi collaboratori dell’Editore Carrara, che gli pubblicò quasi tutta la produzione liturgica.
Paolo Bottini, musicista cremonese diplomato in organo pianoforte e clavicembalo, organista titolare dal 1986 all'organo “Lingiardi” (1865) della chiesa di Croce S. Spirito, presso Cremona, dal 1998 al 2011 ha ricoperto l'incarico di segretario nazionale della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (www.organisti.it) e dal 1991 è organista supplente al prestigioso organo “Mascioni” (1984) della cattedrale di Cremona. Per i tipi del «Bollettino Storico Cremonese» nel settembre 2009 è apparsa la prima completa biografia dell'organista e maestro di cappella del duomo di Cremona Federico Caudana (1878-1963), autore di spicco di Casa Carrara nel periodo tra le due guerre, lavoro compilato da Paolo Bottini sulla base dell'inedito epistolario intrattenuto dal musicista cremonese d'origini piemontesi con Vittorio Carrara.
Critico musicale per conto del settimanale cremonese «La Vita Cattolica», dal 2007 è organista e compositore dell'ensemble musico-teatrale “PerIncantamento” di Cremona. Nel 2010 ha registrato in prima assoluta, al grande organo Balbiani Vegezzi Bossi del Santuario di Caravaggio (BG), l'intera raccolta Concentus Ecclesiae di Federico Caudana pubblicata dalle Edizioni Carrara nel 1956.
(Aosta, 5-V-1963)
Organista presso la cattedrale della sua città natale, si è diplomato in Organo e Composizione organistica con Luciano Fornero e in Clavicembalo con Giorgio Tabacco al Conservatorio “G. Verdi” di Torino. Attivo nel settore organario ha effettuato il censimento degli organi presenti sul territorio regionale collaborando alla realizzazione del libro “Organi della Valle d’Aosta”. Concertista e compositore, è docente d’Organo presso la Fondazione Musicale della Valle d’Aosta, è autore del testo “L’Organo della cattedrale di Aosta”.
(Londra, 1711; Kensigton. 1779)
Un suo ritratto in età  avanzata, ce lo mostra rubizzo e fiero della sua pinguedine. Ricorda un poco l’Haendel della maturità, tutti e due probabilmente abituati alla buona tavola e al buon vino. Non conosciamo i valori glicemici di Boyce, ma purtroppo sappiamo che soffrì di sordità crescente, male  che lo portò a dover lasciare l’incarico di organista alla Cappella Reale dopo avere ricoperto la titolarità a S.Michele e ad Ognissanti in Londra. Si era formato alla scuola del dr. Greene tra i cantori di S.Paolo. Scriveva bene, melodico ed elegante nei “largo” e fluido e armonico negli “allegro” che chiudevano le sue equilibrate “voluntaries”. Serio professionista inglese. (gnv)
(Parigi, 1650 ca.; Rouen, 30-VI-1706)

Dal 1674 fedele all’organo della cattedrale di Rouen dove era stato titolare Jean Titelouze. Come dovrebbero fare gli organisti anche oggi, non solo era presente alle funzioni commentadole con il suo stile alto, ieratico, ma organizzava visite guidate al suo strumento, un bel  Cliquot (4 manuali, 42 registri, unione del pedale al grand’ organo) e lo manuteneva essendo in possesso di valida cultura organaria. Ci lascia due raccolte di pezzi che Radole definisce appoggiati su solida armonia e trattati con disinvoltura e grazia. Nelle sue prefazioni, l’autore,  indica le istruzioni per la combinazione dei registri e sottolinea il corretto uso degli abbellimenti.
(1977)

Compie i primi studi musicali con l'ormai scomparso organista della parrocchia SS.ma Annunziata in Frosinone don Luigi Gabrielli. Prosegue con lo studio dell'organo presso il M° Alberto Giuliani e successivamente con il M° p. Giacomo Cirelli C.
Ss.R.; ha studiato Armonia con il M° Antonio D'Antò (direttore del Conservatorio "L. Refice" di Frosinone).
Ha partecipato a diverse Rassegne di Musica Sacra e Corale: (Frosinone 2005 - 2006 - 2007 - 2008); Patrica (FR) - città natale di Licinio Refice; Mondragone (CE) dove ha ricevuto il Premio per "Miglior Musica di Chiesa" nel settembre 2006; ha animato Celebrazioni Eucaristiche oltre che nella Provincia di Frosinone in importanti Chiese Italiane: Pontificio Santuario di Pompei, Chiesa del Sacro Cuore in Roma, Santuario di San Gerardo Maiella in Materdomini (AV), Abbazia di Casamari e di Montecassino (FR) oltre alla Cattedrale di Santa Maria Assunta di Frosinone.
Svolge attività di Organista Liturgico nella Parrocchia della SS.ma Annunziata di Frosinone e nella Parrocchia San Gerardo Maiella nella stessa città nella quale è direttore della Corale "Antonio Reali" (nome del fondatore) e dove ogni anno promuove ed organizza la Rassegna Coreale Gerardina con la partecipazione di Corali da ogni parte d'Italia.
(S. Angelo Lodigiano, Lodi, 15-I-1919; ivi, 27-VIII-1987)
Studia al Conservatorio di Milano dove, tra il 1943 e il 1949, consegue i diplomi di Organo, Strumentazione per Banda, Composizione e Canto corale. Per quarant’anni è maestro organista presso la Basilica Romana dei Santi Antonio Abate e Francesca Saverio Cabrini in S. Angelo e direttore e animatore dei più importanti corpi bandistici del lodigiano.
(Amburgo, 7-V-183; Vienna , 3-IV-1897)

In un suo libro del 1970, Harold C. Schonberg, così scriveva:” Per essere una reliquia, come asseriva Wolf,  Brahms ha rivelato notevole capacità di durata. La maggior parte dell’ opera sua è rimasta parte attiva del repertorio e il favore del pubblico non pare scemato. Al contrario, Brahms, è stato al livello della popolarità di Beethoven come compositore sinfonico. Le quattro Sinfonie, i due Concerti per piano, il Concerto per violino e perfino il Concerto doppio, sono rimasti a far parte del repertorio fondamentale, come pure le “Variazioni sinfoniche su un tema di Hydn” e la “Ouverture Accademica”. I pianisti eseguono regolarmente la Sonata in fa minore, le variazioni sui temi di Paganini e di Haendel,  le Rapsodie e I Capricci dell’ultimo periodo. I complessi da camera considerano indispensabile avere in repertorio il Quintetto per clarinetto, il Quintetto con piano, i tre Quartetti per archi e le altre composizioni da camera. Il “Requiem tedesco” viene eseguito con  grande frequenza. I violinisti si sentirebbero perduti senza le tre Sonate. Considerando che un gran numero di composizioni di Mendelssohn, Schumann e Liszt, giacciono negli scaffali, e che la fama ha sempre degli alti e bassi, la fortuna di Brahms è stupefacente. E’ evidente che aveva qualcosa di molto pertinente da dire alle generazioni future. La sua è essenzialmente musica seria anche se sapeva essere lirico come qualunque compositore romantico quando voleva. La sua poteva essere musica complicata e difficile ma mai intesa soltanto al virtuosismo spettacolare che, quando appare, è regolato da una ferrea logica musicale. Negli ultimi anni scrisse una musica molto dolce e personale. L’ultimissima opera, una serie di undici preludi corali per organo, hanno una serenità che non trova uguali in altri compositori. E’ la musica di una grande mente creatrice assolutamente sicura del proprio materiale e combina la tecnica con un suo splendore, caldo maturo e dorato...”
(Adernò, Catania 24-V-1876; Adrano, Catania 11-II-1953)
Sacerdote e compositore catanese, studiò musica nella sua città, a Roma e a Padova perfezionandosi con Luigi Bottazzo. Lavorò come organista e direttore di coro a Ragusa, a Siracusa e in altre città.
Si dedicò alla musica sacra nei suoi vari settori, pubblicando su “Musica Sacra”, presso gli editori Capra, Zanibon, Carrara, a Tournai, a New York.
Fu parroco di Adrano (Catania).
(Guardamiglio, Lodi, 3-I-1916; S.Angelo Lodigiano, Lodi, 21-VII-2001)
Ordinato sacerdote il 23 aprile 1939, fu direttore della “Cappella Marciana” nella Basilica di S. Marco a Venezia dal 1955 al 1981, al servizio di due patriarchi destinati poi a diventare pontefici: Roncalli, che lo volle fortemente a Venezia e fu sempre suo estimatore come maestro di cappella, e Luciani al quale era legato da solida amicizia. Diplomato in Pianoforte, Direzione di coro, Composizione e Direzione d’orchestra, insegnò nei conservatori di Venezia (1958-1972), Padova (1972-1981), Milano (1981- 1984). Ritiratosi a Lodi (diresse per l’ultima volta la cappella veneziana il 6 settembre 1984) riprese l’attività direttoriale con la “Schola Cantorum dell’Ausiliatrice” e animò la giuria, da lui presieduta, del concorso polifonico di Quartiano nei pressi di Lodi. Scrisse per il coro e soprattutto per la nuova liturgia.


(Muri, 27-IV-1853; Lucerna, 30-VIII-1834)

Ginnasio ad Einsielden e studi musicali al Conservatorio di Stoccarda. Dopo alcune esperienze di organista in varie chiese della Svizzera, diviene nel 1889 organista e maestro di cappella del duomo di Lucerna. La produzione è eminentemente destinata alla liturgia con brani per organo, messe da gloria  (a quattro voci e organo), un requiem a cappella , mottetti e inni. Non manca una collezione di lieder.
(Predazzo, Trento, 1948)

Diplomato nel 1971 in flauto presso il Conservatorio “C. Monteverdi “di Bolzano sotto la guida del prof. Luigi Palmisano.
Diplomato nel 1984 in Musica Corale e Direzione di Coro sempre presso il Conservatorio di Bolzano sotto la guida del M.° Riccardo Riccardi.
Studia Composizione con i Maestri Francesco Valdambrini, Giorgio Cambissa e Renato Dionisi.
Già docente di Educazione Musicale presso le Scuole Medie e di flauto presso la Scuola Musicale di Riva del Garda.
Docente di Musica presso le Sedi U.T.E.T.D. di Predazzo, Moena e Pozza di Fassa.
Ha fatto parte in qualità di flautista, dell’orchestra sinfonica “Haydn” di Trento e Bolzano
Direttore delle Bande Musicali di Predazzo; ha diretto anche le Bande di Moena e Vigo di Fassa.
Direttore e Organista della Corale Arcipretale di Predazzo.
Direttore della Corale “in dulci jubilo” di Predazzo e dei Cori dell’U.T.E.T.D. di Predazzo, Cavalese e Moena.
Fondatore e pianista del Trio “Piccola Vienna” .
Fa parte del Comitato Tecnico della Federazione dei Corpi Bandistici della Provincia di Trento.
Si dedica alla composizione di musica nei più svariati generi, ma in particolare alla musica sacra e liturgica, nonché a quella bandistica, collaborando con le Edizioni Carrara, Scomegna e Mulph.
Un suo Magnificat , edito da Carrara, è stato eseguito dai Cori Riuniti della Calabria presso la Sala Nervi alla presenza di Giovanni Paolo II.
(Praga, 2-I-1732; ivi, 14-X-1771)

Figlio di Simon, maestro del coro e organista della chiesa di S.Martino in Praga. Il padre lo lasciò orfano troppo presto, nel 1735, e fu allevato in un collegio religioso della sua città. Seger ne riconobbe le doti musicali e lo spinse agli studi che lo portarono a ricoprire le cariche di organista in S.Nicola a Mala Strana e, in seguito, di maestro di cappella della cattedrale di S.Vito. Compositore prolifico. Si contano più di 100 messe, 263 offertori, inni mottetti, vespri e litanie e tutti i brani d’uso che si convengono per il corretto  funzionamento di una cappella musicale. Non mancano oratori e cantate nonché qualche “dramma comico” composto e usato a fini scolastici. Il suo stile è caratterizzato da brio e da vivacità ritmica e da una spiccata invenzione melodica che l’attento lettore potrà ravvisare nei cinque concerti per organo e orchestra e nei brani organistici comprensivi di fughe, toccate e preludi. Alla lettura si riconosceranno ascendenze di scuola italiana (Scarlatti, Durante) e accenti della scuola viennese che faceva capo a Fux e Caldara. (gnv)
(Lamon 12-IV-1945)

Bellunese, si è diplomato in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro, Composizione. Da sempre sensibile alle espressioni della coralità in generale e della coralità popolare in particolare, nel 1966 fonda con alcuni amici il Coro “Monte Coppolo” di Lanou di cui è il direttore e col quale tenta un prezioso recupero di canti della zona, alcuni dei quali compaiono in una recente edizione discografica. E’ attualmente docente di Armonia Complementare presso il Conservatorio “Venezze” di Rovigo.
Nacque il 15 ottobre 1815 in Slesia  a Fuchswinkel presso Neisse (oggi Nysa, in Polonia); dopo la morte del padre, la madre si trasferì con i suoi 5 figli a Breslavia, ove Moritz ricevette istruzione musicale da Joseph Franz Wolf, organista del Duomo, e presso l’Istituto di Musica da Chiesa dell’Università della città.
Divenne organista della chiesa di S. Adalberto (1836-1843) per poi succedere al proprio insegnante quale organista del Duomo prima (1843-1853) e Maestro di Cappella poi (1853-1887): in entrambi i casi si trovò a suonare organi di Johann Christian Benjamin Müller, prima un due tastiere e pedaliera con 24 registri, e poi un tre tastiere di ben 60 registri.
Morì a Breslavia il24 gennaio 1887.
E’ interessante il suo rapporto con il Cecilianesimo tedesco, cui all’inizio aderì con convinzione, per poi allontanarsene, considerandolo troppo elitario:
“Per i grandi progressi nel campo della melodia, dell’armonia e delle ritmica, il nostro pensiero e sentire musicale sono cambiati al punto che non siamo più capaci di simpatizzare completamente con il pensiero ed il sentimento di un’epoca così lontana, sebbene quel periodo costituisca il punto di partenza dello sviluppo dell’arte.” (1880)
La sua produzione musicale comporta 62 numeri d’opera, tra cui soprattutto brani organistici, ma anche Messe, Oratori, musica da camera, Inni e Graduali, diversi dei quali dati alle stampe durante la vita dell’autore. All’inizio del secolo l’Editore Leuckart di Lipsia ripubblicò in sei volumi una nutrita raccolta tratta dalle sue opere per organo.
(Ansfelden, 4-IX-1824; Vienna, 11-X-1896)

Iniziò come organista all’organo di Sankt Florian e, negli ultimi suoi giorni chiese di essere sepolto sotto quello strumento. E così fu. In mezzo ci sta una vita d’artista travagliata e spesso dolente. “Non sarei mai venuto a Vienna  - diceva – se avessi previsto questo. I miei nemici non dovrebbero avere difficoltà a cacciarmi dal conservatorio. Mi meraviglia che non sia già successo…”. Di lui scriveva Harold C. Schonberg: “Per quanto ingenuo Bruckner aveva capito quello che gli stava succedendo. Nella Vienna ferocemente partigiana di allora, c’erano una fazione brahmsiana e una fazione wagneriana. Lui era classificato wagneriano, e siccome la stampa era in mano ai brahmsiani, veniva continuamente attaccato. Le sue goffaggini  lo resero spesso oggetto di derisione. Ma chi lo frequentava appena un poco, non rideva più. Bruckner ispirava la stessa sorta di devozione di César Franck. Anzi più di uno studioso lo ha definito il Franck tedesco. Cattolico, di profondissima fede, lascia un impronta fondamentale nelle sue sinfonie, con la loro volta gotica, l’estensione imponente, le sonorità che ricordano quelle dell’organo, le dimensioni che fanno pensare ad una cattedrale. La religiosità delle nove sinfonie ( e ovviamente delle messe e delle altre composizioni corali a carattere religioso) suggerisce un tipo di messaggio che è alleato all’Infinito. Perfino i non credenti si sentono trascinati dalla semplice e salda convinzione del musicista”. Il finale della sua vita gli ripaga in parte le amarezze: Hans Richter esegue con successo la Quarta Sinfonia. Il suo Te Deum è riconosciuto come una grande pagina. Hugo Wolf, il grande liederista,  inquadra il maestro in una parabola che “oscilla per metà in Beethoven e per metà nelle moderne prospettive”. La critica gli fu ostile fino all’ultimo ma le sue pagine ormai erano entrate nel repertorio europeo ed extra-europeo. All’ Università di Vienna, fu nominato dottore “honoris causa”, come era capitato al “nemico” Brahms ma neppure ciò avvicinò i due musicisti. In una delle sue ultime lezioni, disse ai suoi allievi:”….Sapete, in questo mondo, no ho che voi e la composizione”.

(1655-1697)
Perché morir sì giovane? Violinista rinomato (dicono che si accompagnasse egli stesso col pedale dell’organo mentre andava di estro sull’archetto), prometteva composizioni organistiche di spessore. Il vecchio Bach lo citava spesso e lo raccomandava nel ricordo ai suoi figli. Allievo di Buxtehude a Lubecca non fece a tempo che a lasciarci una fantasia su “Nun komm…” (un capolavoro dell’era prebachiana - dice Radole - possente,  di tecnica raffinata, sintesi, espressività...) e quattro preludi organistici con incisi a volte smaglianti. Troppo poco. Sapeva scrivere anche le cantate. Ce ne sono 12 dove fa mostra di sé il coro a 4 voci con l’accompagnamento dei violini, delle viole e del fagotto. Amen (gnv)
(Ferrara, 26-II-1961)
Ordinato sacerdote dal Card. Tonini nel 1985. Diplomato in pianoforte e organo, successivamente si perfeziona a Roma, al Pontificio, con Giancarlo Parodi in organo, con Domenico Bartolucci in composizione e consegue il Magistero in Canto Gregoriano con Giacomo Baroffio nel 1986. L’ultimo diploma è quello con Roberto Becheri in composizione al “Frescobaldi” di Ferrara. Dal 1995 è organista titolare del Duomo di Ravenna e direttore della Cappella Musicale. E’ stato direttore del Segretariato Organisti dell’ Associazione Musicale Santa Cecilia. Molte le sue composizioni per il servizio liturgico della cattedrale ravennate, oltre a suites per organo, e alla messa per coro a 4 voci miste. Conosciuto il suo lavoro editoriale sui mottetti di Costanzo Porta e i Salmi per l’anno liturgico.
(1767 ca.-1845 ca.)
Suo padre, Giuseppe, era compositore. Suo zio, Giovan Gualberto, era compositore. Indovinate che carriera scelse il ragazzo?  Ci sono molte opere a sua firma tra cui “Il Bertoldo” su versi di Lorenzo Da Ponte e altri cosiddetti “drammi giocosi” scritti a fine ‘700 quando questi prodotti musicali erano ben accettati dal pubblico. Ci sono anche circa 80 lavori sacri. Infatti fu maestro di cappella itinerante nella zona marchigiana, tra Macerata, Urbino e , all’inizio, anche a Chieti. In qualche suo foglio musicale c’è scritto “pisano”, ma nessuno ci conferma che provenisse da sotto la torre. Più sicura la sua presenza ad Imola negli ultimi anni di vita quando scelse di fare l’impresario. (gnv)
(Ravensburg, 1483 – Costanza, 1538)
Deve la sua fama al fatto di aver scritto il più valido metodo di composizione e di improvvisazione per l’organo dei suoi tempi. Tra le norme, cui egli si attiene, vi è quella di attingere la tematica del “cantus firmus” e di enunciarla con imitazioni in tutte le parti, ottenendo così una notevole unità compositiva. Di lui abbiamo un “Recordare”, “Maria zart” e “sancta Maria” dove le ultime due sono scritte nella forma di un mottetto su corale, primi esempi del genere. Fu organista a Costanza e a Uberling. (gr)

Autodidatta negli studi musicali ha studiato composizione privatamente con Andrea Nicoli. Ha composto musiche di scena per spettacoli teatrali e lavorato come attore. Ha tenuto corsi teatrali e musicali nelle Scuole dell’obbligo della Provincia, con l’Associazione Culturale “Teatro di Castalia” (diretta da Andrea Battistini), della quale è stato uno dei fondatori.
Nel 1966 si è aggiudicato il 2° premio (1° non assegnato) al IX Concorso Internazionale di Trento nella categoria elaborazione/armonizzazione con il canto “La guerriera” e gli è stata consegnata la Targa “Città di Trento”.
Dal 1993 dirige il Coro “Monte Sagro” di Carrara che si è aggiudicato il primo premio al 2° Concorso Regionale di Canto Popolare svoltosi a Firenze (Marzo 1996), organizzato dall’Associazione Cori della Toscana e Fe.N.I.A.R.Co e la “Soldanella D’Oro” al 5° Concorso Nazionale di Canto Popolare “Soldanella” (Trento, Giugno 2000) organizzato dal Coro “Soldanella”, ottenendo anche il premio per la migliore composizione inedita.
E’ componente della Giunta, del Consiglio e della Commissione Artistica dell’Associazione Cori della Toscana.

(Bouville, 1562 – Antwerp,1628)
Virtuoso all’organo e al cembalo. Per non abiurare alla sua fede cattolica, lasciò nel 1613  il suo posto di titolare della Cappella Reale inglese, che occupava dal 1591. Se ne andò a Bruxelles e ad Anversa, in  Duomo, dove continuò a far ascoltare le sue composizioni di “straordinaria abilità speculativa”. Seppe scrivere sul canto fermo, ma più abbondanti ci sono pervenute le sue pagine cembalistiche ricche di fantasie contrappuntistiche. Fu allievo di Blitheman.
(Dello, Brescia, 12-VII-1962)
Allievo del “Luca Marenzio” di Brescia, si diploma in Pianoforte, Organo, Composizione e Clavicembalo. Concertista, si è dedicato alla rivalutazione del patrimonio musicale della sua terra di origine: fanno infatti parte del suo repertorio autori bresciani come Camillo Togni, Franco Margola, Agostino Donini, Roberto Remondi, Isidoro Capitanio, Luigi Manenti, Giulio Tonelli (del quale ha eseguito l’opera integrale per organo). Organista titolare della basilica di San Colombano e della Cattedrale di Bobbio (Piacenza), è compositore di un nutrito numero di pagine corali oltre a brani di musica da camera per diversi insiemi strumentali.
(Gragnano, Napoli, 22-X-1912; Nocera Inferiore, Salerno, 26-I-2002)
Sacerdote francescano, già durante i corsi teologici studiò pianoforte con il maestro Gaetano Grieco, dando nel 1934 i relativi esami al Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli.
Dopo l’ordinazione sacerdotale (21 luglio 1935) frequentò il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, dove si diplomò brillantemente in composizione sacra e canto gregoriano.
Per tanti anni è stato docente nei vari studentati della sua provincia religiosa e nel pontificio seminario di Salerno.
Compositore di musica per la liturgica, sia vocale che organistica, Nel 1953 il M° Buondonno vinse il concorso nazionale per l’inno ufficiale del XIV Congresso Eucaristico Nazionale di Torino
(Montaldo Dora, Torino, 6-IX-1868; Ivrea, Torino, 7-IX-1946)
Dopo i primi approcci musicali e di tecnica della tastiera appresi da un modesto maestro di campagna, inizia un profondo lavoro autodidattico che lo porterà a concludere gli studi a Milano e ad accettare l’incarico di organista della cattedrale di Ivrea nel 1905. Mantenne la titolarità per quarant’anni dedicando per il resto la propria attività professionale all’insegnamento. Abbondanti i suoi lavori per il pianoforte, per il coro, per la liturgia oltre ad una serie di arie, melodie e romanze.
(Milano, 1969)
Fanciullo cantore del Duomo di Milano, allievo di Luciano Migliavacca, avvia la sua formazione presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano. Nel 2007 viene nominato Direttore della Cappella Musicale del Duomo di Milano, la più antica istituzione musicale cittadina.
Per il coro della cattedrale scrive mottetti e brani per la liturgia ambrosiana da una a più voci e organo. Sacerdote dal 1996, la sua figura ha risonanza diocesana per la sua attività per la pastorale giovanile.

(1726-1814)
Storico della musica inglese. Preziosi i suoi resoconti da “inviato speciale” che ritroviamo nel suo “Viaggio musicale in Italia”. Ma anche musicista. Fu allievo a Londra di Thomas Arne e fu violinista e violista nelle orchestre di Haendel. Poco conosciute le sue “Sonate per due violini e basso continuo” scritte in più fascicoli alla metà del ‘700. Tra vari inni liturgici, qualche cantata e alcune canzonette sui versi del Metastasio, si possono apprezzare interludi e fughe per organo, “lessons” per clavicembalo, preludi organistici, sonate per fortepiano, violino e violoncello,  e tre concerti per clavicembalo.
(Zerbolò, Pavia 1882; Torino 1969)

Frate francescano e sacerdote, compie gli studi teologici e filosofici nei Conventi lombardi di Rezzato e Cividino, mentre si forma musicalmente quale autodidatta. Nel 1922 viene nominato Padre Guardiano del Convento di Crea prima di passare, quale parroco, ad Asti, nella chiesa di S. Caterina.
Intensa la Sua attività di ricercatore storico e di musicista, collaborò con diversi periodici musicali ed animò parecchi gruppi corali. Come ricordano i confratelli, venne definito "il frate che fece cantare il popolo nelle parrocchie e negli oratori di tutto il Piemonte".Fu inoltre membro della Commissione Nazionale Francescana di Musica Sacra. Le sue composizioni "popolari" ma sempre semplici ed ispirate mostrano una sincera linea melodica ed una particolare luminosità armonica.
(Empoli, 1866; Berlino, 1924)
Musicista attivo in Europa, insegnò a Lipsia, a Mosca e a Helsinki dove ebbe tra i suoi allievi Sibelius. Pianista prodigio sin dall’infanzia, tenne per tutta la vita l’impegno di un lavoro approfondito e metodico per il pianoforte.
Sono note le sue bellissime trascrizioni per pianoforte delle pagine d’organo di Bach e della Ciaccona per violino solo. Compositore conosciuto per il suo “Concerto per pianoforte e orchestra” del 1904, per le opere “Turandot”, “Arlecchino” e per l’incompiuto “Doktor Faust”, visse fino alla morte a Barlino.

(Bologna, 19-VI-1941)

Inizia gli studi musicali al Conservatorio Martini di Bologna e completa gli studi umanistici all'Ateneo Antoniano, dove consegue la laurea in Teologia. Prosegue gli studi musicali a Parma, con Lino Rastelli per pianoforte, Elsa Bolzonetto Zoja per l'organo e Camillo Togni per l'alta composizione. Svolge un'intensa attività concertistica sia in qualità di solista sia in collaborazione di orchestre, cori e formazioni cameristiche. Ha creato un duo con il figlio Gregorio, violoncellista, con il quale esegue composizioni musicali originali e musiche da lui stesso composte. E' docente presso il Conservatorio "A. Boito" di Parma e Direttore Artistico dei "Concerti d'Autunno" nella Chiesa del Corpus Domini della stessa città.
(Bindersleben, 25-IV-1666; Erfurt, 1-XII-1727)

E’ musicista benemerito per il solo fatto di aver formato allievi del calibro di Johann Gottfried Walther e Georg Kaufmann. Egli proveniva, invece, dalla scuola di Pachelbel ma nel suo stile ritroviamo ascendenze anche della cultura organistica della Germania settentrionale. Grandissima parte delle sue composizioni sono andate perdute e si parla di centinaia di pagine. Restano due messe concertate e i preludi ai corali e le pagine di più libera concezione dove si nota anche la mano di provenienza cembalistica.
Titolare a Erfurt della Predigerkirche (successore di Vetter), mantenne fede al suo incarico per 36 anni, diventando un cittadino di grande visibilità nella comunità di appartenenza nella quale aveva trovato anche moglie, una certa Martha Lammerhit che gli diede 10 figli.
(Bruges iniz. sec.XVI; Vienna, I°-IX-1565)
Secondo organista in San Marco a Venezia a partire dal 1541 e come successore di Baldassarre da Imola. In seguito lo si trova alla corte viennese di Ferdinando I° e in seguito di Massimiliano. Era noto per i suoi “ricercari” che, ab initio, non erano altro che limpidi “mottetti senza parole” ( si vedano le fluide e coeve espressioni palestriniane, in questo senso, che  danno la sensazione a chi le suona di doverci cantare sopra un testo).E’  l’inizio della musica strumentale, insomma, che a Venezia vede i suoi primi germi. Quando Buus scrive per “sonare d’organo et altri stromenti”, lascia intendere che pensava a un insieme di strumentisti a consolidare il pentagramma in una sorta di ensemble più colorito. Quando la destinazione è chiaramente organistica, l’autore intitola “Intavolatura d’organo” e lo scrive sulla sua edizione nel 1591 per essere preciso in quanto a destinazione. Agli studiosi il compito di restituirci i mottetti, le canzoni francesi, le chansons profane, i madrigali e altra musica manoscritta custodita negli archivi europei. Polyphonia ospita, di Buus,  un “Pater sancte et juste” di rarissima qualità, a cura di Marco Gemmani. (vencelius)
(Odesloe, 1637; Lubecca, 1707)

Del grande organista danese Carrara offre una gamma di corali per organo curati da Alessandro Esposito nelle sue storiche antologie organistiche, pezzi di breve taglio liturgico apparsi nelle riviste del ‘900 e una nuova opportunità dedicata alle opere vocali di raro ascolto e uso, nella collana “Pluribus vocibus”.

(Carini, Palermo, 23-XI-1952)
Formatosi musicalmente presso il Seminario Arcivescovile di Monreale, è laureato in lettere moderne con una tesi su Vincenzo Amato, compositore palermitano del XVII secolo. A fianco di musiche di scena e per il teatro compone opere sacre per organo. E’ organista presso la chiesa madre di Carini ove ha fondato e dirige la Schola Cantorum.
(Lincolnshire, 1540; Stoandon Massey, 1623)
Cantore nella Cappella Reale, fu allievo di Tallis. Cattolico, fu accettato per la bellezza dei suoi mottetti in latino che trovano nei “Gradualia” (raccolte compilate nel 1605 e nel 1607) la più calda e sentita espressività a commento del proprio delle festività dell’anno liturgico. Oltre alle sue tre messe polifoniche ancor oggi in repertorio (a tre, quattro e cinque voci), ammirevoli sono le sue pagine per virginale e organo, e le sue composizioni per la liturgia anglicana su testo inglese sostenute da un elegante accompagnamento di viole. Fu titolare dell’organo e del coro alla cattedrale di Lincoln.
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