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(Volterra, Pisa, 8-X-1981)
 
Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze, diplomandosi in Pianoforte col massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore (2003) e conseguendo successivamente i Diplomi accademici di secondo livello in Pianoforte solistico col massimo dei voti e la lode (2007), in Didattica della musica (2009) e in Musica corale e direzione di coro col massimo dei voti, la lode e la menzione (2015). Relativamente al pianoforte, si è perfezionato con docenti del calibro di Laura de Fusco e Franco Scala. Nel 2010 ha ottenuto il Diploma in Fortepiano e pianoforte romantico presso l'Accademia Pianistica "Incontri col Maestro" di Imola sotto la guida di Stefano Fiuzzi. Docente di ruolo di pianoforte, svolge attività concertistica e presta servizio come organista e maestro di cappella della Basilica Cattedrale di Volterra. È socio ordinario della prestigiosa Accademia dei Sepolti e dell’Accademia dei Riuniti di Volterra. Da anni ormai collabora con la Casa Editrice Carrara, per la quale ha pubblicato numerose sue composizioni sulle principali testate della editrice orobica, curando altresì la trascrizione di svariate opere di musica inedita o rara (degna di nota la riscoperta di alcune pagine sacre del musicista volterrano del ‘700 Francesco Zannetti).
(Venezia, 1510 ca. – ivi, 1586)

Il nipote Giovanni, che studiò con lui e che ne pubblicò l’opera, ne esaltava le qualità didattiche ed artistiche. Sapeva che dalla scuola di Andrea e dal percorso da lui ereditato, si andava ormai consolidando per il mondo della musica, l’immagine di quella che sarà poi chiamata la “Scuola veneziana”, dalle stupefacenti sonorità “stereofoniche “ e dal manto prezioso del cromatismo, dell’invenzione tematica e dell’agile gioco del contrappunto. Andrea fu organista in S.Marco e quando assunse il ruolo di primo organista nel 1584, al secondo organo era seduto il nipote Giovanni. Le sue composizioni sono una festa di madrigali, grechesche, messe e canzoni sacre, mottetti e ricercari “per ogni sorta di strumenti”, tabulatore e canzoni per organo. Era sbocciata la grande Venezia musicale. (gnv)
(Venezia, 1556 ca. – ivi, 12/8/1612)

Ebbe la buona sorte di frequentare musicisti come Orlando di Lasso, Schutz (suo allievo), Hassler, Aichinger, musicisti fiamminghi e danesi, i migliori compositori italiani,  uomini che guardavano alla tribuna del suo organo in S.Marco, con l’avidità della cultura da prendere e da ridistribuire. Giovanni compose con trasporto e passione per doppio coro e anche per triplo coro. Che si espandesse,dunque,  la musica tra le volte di S.Marco e che si sentisse l’accordo e il dialogo strumentale fino al mare che lambiva la piazza…fino alle gondole di nuova foggia, più snelle e lanciate rispetto a quelle del passato. Tutto si modernizzava. I suoi cori battenti (detti anche cori spezzati), si fondevano con il corredo strumentale e  nascevano con lui le indicazioni dinamiche, la ricerca del timbro e della fusione tra voci e strumenti. Il catalogo pare seguire l’itinerario dello zio Andrea. Ma rispetto a quello si staccano superbe le “Sacrae Syphoniae” da 6 a 15 voci del 1597; e quelle da 6 a 19 voci ( quasi un’ ansia di espandere ancor di più il suono…) pubblicate nel 1615. Le sue intonazioni d’organo si suonano ancor oggi con sommo diletto. Il procedere innovativo, la “separazione” dal clima palestriniano”, l’uso di armonie di contrasto, non gli risparmiarono le critiche di molti contemporanei. Essere arditi porta a condanna. Ma l’inatteso che sgorga dalla sua musica lo avvicina all’inatteso monteverdiano. Due artisti,dunque, che guardavano al futuro. (gnv)
(Lodi, 1451 – Milano, 1522)

Il più importante maestro di cappella (insieme a Luciano Migliavacca) del Duomo di Milano. Umanista, trattatista, fu ottimo direttore della schola cantorum soprattutto nella educazione dei “pueri”. Scrisse messe e mottetti semplificando il linguaggio fiammingo e rendendo cantabile e fruibile il discorso polifonico di eccelsa chiarezza discorsiva. Le sue composizioni sono conservate a Milano negli splendidi codici d’epoca.

(Volterra, Pisa, 19-III-1964)
Allievo di M. Moruzzi, (pianoforte) e di G. Sacchetti, C. Prosperi e M. Mochi, al conservatorio di Firenze, consegue i diplomi in Pianoforte, Composizione ed Organo. Ha studiato poi con Boncompagni e Becheri, diplomandosi in Strumentazione per Banda e in Musica Corale. Si perfeziona con L. F. Tagliavini, H. Vogel, S. Innocenti e L. Tamminga presso la “Fondazione Accademia di Musica Italiana per Organo” di Pistoia ove è membro della commissione artistica.
E’ vincitore del 1° Premio al VII Concours Suisse de l’Orgue (Svizzera, 1989); del 2° Premio al II Concorso Nazionale di Composizione Musicale Sacra (Italia, 1993); del 1° Premio al XXXI Festival Musica Antiqua - Internationale Wedstrijd Orgel-positief (Belgio, 1994). Dal 1999 insegna Armonia Contrappunto Fuga e Composizione al Conservatorio di Alessandria.
Dal 1995 è organista titolare della chiesa dei SS. Jacopo e Lucia in San Miniato - Pisa e direttore artistico dell’A.DI.MU.S. (Associazione per la diffusione della musica sacra).

Pietrasanta, Lucca 4-VI-1860;  Parigi 18-II-1929
Il padre Nicola, scritturale alle dipendenze dei conti Tomei Albiani, si esibiva nella banda cittadina, dirigeva il coro e suonava l’organo del Duomo. Fu grazie alle sue premure che Cesare si avvicinò fin da piccolo alla musica: lo
portava alle prove del coro e gli faceva suonare l’organo di cui era titolare, tanto che a soli cinque anni il bimbo sbalordiva tutti con doti non comuni. Dopo un breve periodo di formazione a Pisa, a otto anni Galeotti si trasferì a Roma con la famiglia per studiare pianoforte con Giovanni Sgambati, il più grande pianista italiano dell’epoca. A dieci anni dava già concerti retribuiti; a undici, dietro interessamento dello stesso Sgambati, si trasferì a
Milano, dove si fece apprezzare da molti musicisti, soprattutto da Giuseppe Verdi. I marchesi Ponti lo presero sotto la loro protezione e, affascinati dal suo talento, si adoperarono affinché egli ricevesse la migliore formazione presso il Conservatorio di Parigi, dove fu ammesso a soli dodici anni.
A Parigi Cesare Galeotti studiò pianoforte con Marmontel, armonia con Dubois, composizione con Guiraud, accompagnamento pianistico con Bazille. Studiò inoltre organo con César Franck, di cui fu l’unico allievo italiano.
Sposatosi con una giovane francese appartenente a una famiglia facoltosa, con la quale ebbe tre figli, Galeotti stabilì la sua residenza definitiva a Parigi. Frequenti erano tuttavia i viaggi in Italia, dove strinse amicizia con molti dei massimi rappresentanti della vita musicale, tra cui Puccini, Giordano, Franchetti, Leoncavallo, Toscanini e il librettista Luigi Illica. Aveva consuetudine con Verdi, in compagnia del quale assistette peraltro alla prima rappresentazione italiana del Siegfried di Wagner. Attorno al 1914, con lo scoppio della Prima guerra mondiale, si ritirò dall’attività musicale, cessando quasi del tutto anche di comporre.
(sec. XVIII)

Il nome di questo musicista appare nel Libro di Suonate d’Organo, di Diversi Autori. Ad Uso di Giacomo Poffa Da Cremona, l’anno 1743.
La sonata pubblicata si inserisce nello stile settecentesco con un vago richiamo alle musiche di area veneziana. L’indicazione della fonte rimanda allo strumento liturigico, ma lo stile compositivo ne permette l’uso anche sul calvicembalo.
Non si hanno notizie di alcun tipo in relazione al compositore ed alle sue opere.
(Milano, 3-V-1910; Brescia, 21-IV-1996)

Figlio di Arnaldo, studiò a Milano dove dal 1932 iniziò ad insegnare Organo e Composizione organistica. Di fatto si impose non come organista ma come valente direttore d’orchestra rivelandosi dopo la guerra a Lucerna in un concerto con Pablo Casals. Fu “principal conductor” insieme a Karajan della Philarmonia Orchestra di Londra, artista di successo per le sue incisioni discografiche dirigendo solisti come Arrau, Oistrach, Pierre Fournier, fino ad uno storico “Barbiere di Siviglia” con Maria Callas. Direttore al Carlo Felice a Genova, a Melbourne (Symphony Orchestra), a Strasburgo, ebbe tra i suoi allievi di direzione Claudio Abbado e Zubin Metha.
(Milano 4-X-1871; ivi 9-VIII-1934)

Studiò al Conservatorio di Milano con P. Fumagalli (organo) e A. Catalani (composizione). A soli 25 anni era insegnante d’organo a Parma e a 32 anni a Milano, avendo tra i suoi allievi Ulisse Matthey, Gastone Zuccoli e il figlio Alceo. Non fu un virtuoso del suo strumento, ma un musicista di grande gusto. Un certo numero di suoi pezzi caratteristici si trovano nelle pubblicazioni del Carrara; presso Carisch (1935) un “Trittico” (Natale, Venerdì Santo, Pasqua) e “5 pezzi” op. 6 presso M. Capra
(Faenza, 1851- Milano,1923)

Dopo il periodo di studi presso il conservatorio di Milano, terminati nel 1871, maturò diverse esperienze viaggiando in tutta Europa ed esibendosi come direttore d’orchestra. Rientrato in Italia, svolse attività come compositore rivolgendo la sua attenzione alla musica sacra ed inserendosi nel nascente movimento riformistico teso alla ricerca di un più autentico idioma musicale religioso. Insieme a 21 concorrenti (tra cui Guerrino Amelli, fondatore nel 1877, della rivista “Musica Sacra”) partecipò al concorso di maestro di cappella del Duomo di Milano, bandito nel 1883 dopo le dimissioni di Pietro Platania, vincendo sui colleghi Giovanni Battista  Meiners e Carlo Galli. Tenne la direzione della prestigiosa cappella dal 1884 al 1891, fornendo un buon numero di composizioni (ingresse, offertori, antifone, magnificat, messe) improntate a una nuova e più sentita dignità musicale, anche se non sostenuta da una fantasia accesa e ricca di nuovi colori. Ebbe il grandissimo merito di stimolare un radicale riordinamento riguardo alle attività della cappella, allargando il numero degli allievi e formando un gruppo affiatato in grado di eseguire senza ricorrere a “musici straordinari” in occasione di particolari festività. Si prodigò per il decoro delle esecuzioni (la “Gazzetta Musicale” di Milano ricordò spesso esecuzioni notevoli per qualità interpretativa, tra cui una messa del Cherubini, pagine di Palestrina, Grancini, Bernabei, Fioroni e Quaglia), sostenendo contemporaneamente il peso della direzione del periodico “Musica Sacra” abbandonato nel 1885 da Amelli. Queste qualità organizzative lo portarono prima alla nomina di direttore del conservatorio di Parma e poi al ritorno a Milano un quel conservatorio che fu la sua prima scuola e che egli volle intitolare a Giuseppe Vrerdi. Calunniato dai fascisti allora in veloce ascesa politica, morì suicida. (gnv)
Nato ad Acqui Terme nel 1989, ha conseguito il diploma in Composizione sotto la guida di Antonio Galanti al Conservatorio di Musica "Antonio Vivaldi" di Alessandria, dove si è diplomato anche in Pianoforte e in Musica corale e Direzione di coro.
Ha partecipato a corsi, seminari e masterclass musicali tenuti da docenti di fama internazionale, fra i quali Theodore Antoniu, Curt Cacioppo e Jeremy Bell.
Nel 2014 è risultato finalista al Concorso di Composizione pianistica "Giorgio e Aurora Giovannini" di Reggio emilia, nel 2015 ha ricevuto la Menzione d'Onore al golden Key Piano Composition Competition di Colt Neck )New Jersey, USA), e nel 2016 è stato premiato con il Diploma di Merito XVII Torneo Internazionale di Musica (disciplina Composizione).
(Gallarate 19-IV-1856; Milano 10-VI-1928)

Compositore diplomatosi nel 1888 al Conservatorio di Milano e perfezionatosi a Parigi. Tornato a Milano prestò la sua opera nella chiesa di S. Carlo al Corso per passare poi al Duomo, dapprima come vice maestro dal 1884 al 1892, poi come direttore principale succedendo al Gallignani.
In poche date è racchiusa una attività lunghissima e intensa di direzione e di composizione.
L’archivio del Duomo di Milano custodisce la sua cospicua produzione liturgica, per lo più inedita: circa 400 opere (Messe, Magnificat, Litanie, Te Deum, Mottetti...) “tutte di alto merito, ispirate non solo alla religiosità dei testi liturgici, ma anche alla maestà del Duomo che richiede una chiara, ampia, sublime concezione polifonica” (dizionario Larousse).
(Carniola, 1550 – Praga, 1591)

Anche Handl, alla tedesca, e Handelius latinizzato. Attivo in vari convento austriaci, boemi, salesiani e moravi, si stabilì a Olomuc attorno al 1580 trasferendosi poi definitivamente a Praga dove rimase dal 1585 alla morte a servizio della cappella di S.Giovanni. Polifonista capace di assorbire i vari stili europei, trovo un suo stile lineare e comunicativo, spesso usando l’intensità del processo omofonico per l’evidenziazione del teso. Alla mottettistica, ai salmi e alle messe, bisogna aggiungere e valorizzare la grande produzione madrigalistica dove spesso l’autore ricorre all’uso della classicità latina utilizzando i testi di Ovidio, Marziale, Orazio e Catullo

(Burano, Venezia, 1706-Venezia, 1785)

Detto “il Buranello”. Studiò composizione e clavicembalo con Antonio Lotti. Musicista versatile e fantasioso, toccò tutti i più importanti generi musicali del suo tempo affrontando con successo il teatro, l’opera buffa, la pagina cembalistica, con circa 125 tra sonate toccate, divertimenti e “lessons”; la musica sacra attraverso salmi, messe, litanie e magnificat insieme a 8 concerti per organo. Fu maestro di cappella a Venezia in S.Marco e maestro del coro all’ Ospedale degli Incurabili. Caterina di Russia lo volle per alcuni anni come maestro di cappella della corte di S.Pietroburgo.

(Chiuduno, Bergamo 1-I-1907; Bergamo 21-XI-1978)

Studiò all’Istituto “G. Donizetti” con A. Marinelli e A. Donini per diplomarsi in organo a Milano con Arnaldo Galliera. Nel 1934 vinse il concorso per il posto di organista nella chiesa cittadina di S. Alessandro in Colonna, sedendo alla consolle del celeberrimo organo Serassi; contemporaneamente gli fu affidato anche il coro dell’Immacolata.
Nel 1951 ottenne la cattedra di organo all’Istituto “Donizetti” della sua città. La scoperta della musica liturgica del Gambarini, tutta inedita e sconosciuta ai più, costituisce una piacevole sorpresa, per la sua genuinità, per la sua raffinatezza: degna del maestro Donini e dei migliori autori suoi contemporanei. Le composizioni sono più di 150 e comprendono Messe, mottetti, inni, cantici, introiti e offertori, ecc. la maggior parte dei quali inediti
(Bra, Cuneo, 1878- Bologna, 1940)

Allievo di Dall’Olio e Martucci a Bologna, fu valente operista (“Jaufrè Rudel”, “Trilby”, “L’Anno mille”, un poema scenico su testo di Giovanni Pascoli). Autore di opere strumentali, di pagine di ambientazione sacra e di un centinaio di liriche per voce e pianoforte, era, inoltre, laureato in Giurisprudenza a Ferrara. Fu Commissario, su mandato del Ministero della Pubblica Istruzione, al Liceo Musicale di Bologna e al Conservatorio di Milano.
(Dolo, Venezia 9-II-1906; Savignano sul Rubicone 14-VII-1995)

Studiò musica al collegio dei Salesiani di Este e a Padova con O. Ravanello e C. Grassi, diplomandosi in composizione nel 1936 e in organo nel 1938. Conseguì ancora il diploma di musica corale a Parma e i diplomi universitari in paleografia musicale e musicologia (1953).
Prestò opera di insegnante e bibliotecario nei Conservatori di Palermo (1956-61), di Pesaro (1962-70) e di Adria (1970-75).
Fu maestro di coro e organista alla cattedrale di Padova e per 10 anni consulente artistico per le pubblicazioni dell’editore Zanibon.
Molti gli scritti di carattere musicologico, ma anche composizioni destinate alla liturgia.
(Rio de Janeiro, 1767-ivi, 1830)

Ebbe il merito di eseguire la prima brasiliana del Requiem di Mozart, fatto che peraltro influenzò il compositore la cui opera più significativa appare proprio un requiem per soli, quattro voci e orchestra. Musicista eminentemente sacro, fu maestro di cappella alla cattedrale di Rio a partire dal 1798 e per circa un trentennio. Per la cattedrale produsse musiche desinate all’ufficio liturgico di ispirazione mozartiana e haydiniana. Tra messe, salmi e mottetti, si fanno notare 28 brani per la settimana santa. Visse gli ultimi anni in povertà. Alcune sue opere sono andate perdute.

(Camogli 1891; Roma 2-V-1962)

Studiò nel Seminario di Genova e nel 1914 venne ordinato sacerdote. Fu cappellano militare durante la grande guerra. Nel 1927 ottenne di andare a Roma per coronare i suoi studi musicali all’Accademia di S. Cecilia e al Pontificio Istituto di Musica Sacra. Nel 1930, vinto il relativo concorso, divenne Cappellano Cantore della Cappella Giulia, rimanendovi per 25 anni come Beneficiato della Basilica Vaticana.
Nel contempo insegnò canto sacro in diversi Istituti dell’urbe, pubblicando le sue numerosissime composizioni con parecchie Case editrici); con Carrara cominciò a collaborare nel 1938.
(Monticelli d’Ongina, Piacenza, 29-VII-1941)
Dal 1989 è il direttore del Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza. La sua attività è rivolta agli aspetti didattici e compositivi: concertista, ha vinto il concorso nazionale di composizione corale di Assisi con il “Cantico delle creature” per soli, coro e organo e si è classificato secondo nel concorso di composizione pianistica “A. Pedrollo” (Conservatorio “G. Verdi” di Milano) con la sua “Fantasia per pianoforte”. E' stato fondatore dell’Orchestra Sinfonica “A. Zanella”, promotore del concorso “Bottesini” per contrabbasso, ideatore delle rassegne pianistiche dedicate a Mario Ghislandi ed Amilcare Zanella. Le sue composizioni sono spesso destinate agli allievi e soprattutto indirizzate all’educazione della musica d’insieme.
(sec. XVI)

Probabilmente originario della regione di Cambrai, risulta presente in quel comprensorio attorno al 1518 in qualità di musicista e sacerdote. Scrisse mottetti, chansons, magnificat,  messe tra le quali spiccano la “Benedictus” a quattro voci e la “Missa super Nigra sum”.
(Camaiore, 19/3/1661 – Roma , 22/3/1727)

Maestro di cappella a Venezia all’Ospedale della Pietà. Maestro di cappella a Roma in San Giovanno in Laterano. Tra queste due esperienze ci sta una vita di operista con circa 60 lavori e il circa ci sta benissimo poiché di questi validissimi musici settecenteschi la storiografia non sa mai classificare esattamente il numero delle opere teatrali composte. Un giorno ne aggiungono una , un altro ne eliminano un’altra. Ma in questa vita passata in benessere alle dipendenze della famiglia Borghese, trascorsa all’interno dell’Accademia dell’Arcadia, ci sta anche la fortunata vicenda della sua opera didattica che produsse un metodo, “L’armonico pratico al cimbalo” (ovvero, la guida sul basso continuo per professionisti, allievi e “badilanti” della musica). Pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1708, fu  più volte ristampato fino al 1839. Così è facile scoprire perché i suoi allievi si chiamassero Benedetto Marcello, Johann Joachim Quantz e Domenico Scarlatti. (gnv)
(Gandino, Bergamo, 24-X-1721 – Torino, 30-IX-1778)

Il suo mottetto Adoramus te venne per molto tempo attribuito a Mozart. Allievo di Gianandrea Fioroni e di padre Martini, fu accademico a Bologna e Maestro di cappella al duomo di Torino dal I° novembre 1760 (gran parte dei suoi manoscritti sono lì conservati). Nelle pubblicazioni Carrara si trovano inediti sia polifonici che organistici di pregevole fattura.

(Caravaggio, 1555 ca. – Mantova, 4-I-1609)

Cantante alla corte di Mantova prima di divenire maestro di cappella in S.Barbara. La fresca melodia dei suoi Balletti ebbe modo di farlo conoscere in Europa, influenzando anche l’espesione di canti di ambito religioso. Persino Bach, in un suo noto corale, elaboro la melodia di una sua composizione. Importante anche la sua produzione sacra che copre diversi ambiti liturgici con composizioni da 4 a 8 voci. Molte opere sono custodite in Fabbrica del Duomo a Milano. Completamente destituita di fondamento la notizia di un suo incarico a maestro di cappella della cattedrale milanese circolante anche in molti scritti contemporanei.

Docente al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano,  è diplomato in musica corale e direzione di coro, ha compiuto studi di pianoforte e composizione, seguito corsi di direzione d’orchestra, organo, canto, musica elettronica e discipline musicologiche. Direttore di coro, animatore musicale, ha pubblicato testi e saggi di pedagogia musicale. Compositore di colonne sonore, pagine corali, armonizzatore di canti popolari, tiene corsi di aggiornamento e seminari per insegnanti.
(Verona, 5-X-1743 – Crema, 1-II-1818)

Allievo di Porpora al conservatorio napoletano di S.Onofrio a Porta Capuana, studiò poi con Piccinni esordendo nel 1768 al Teatro Nuovo di Napoli. Il suo catalogo conta una cinquantina di opere ed una tra queste ebbe notevole successo anche grazie al libretto di Da Ponte e alla talentuosa vena melodica dell’autore che trovò onori anche in Germania e in Inghilterra soprattutto nel genere buffo. Nel 1802 diviene maestro di cappella al Duomo di Crema. Più trascurabili i suoi oratori e la produzione sacra intrisa di echi teatrali (messe da gloria, pro defunctis, te deum, etc.).

(1802-1869)

Scheda in preparazione
(Lucca, 1687 - Dublino, 1762)

Lucchese di origine; la sua formazione musicale avvenne innanzitutto con il padre, musicista dell'orchestra del Teatro di Lucca, e quindi con il milanese Carlo Ambrogio Lonati, prima di trasferirsi a Roma quale allievo di Arcangelo Corelli ed Alessandro Scarlatti.
Violinista nell'orchestra del teatro nella città natale, quale successore del padre dal 1707 al 1710, fu dimesso per "frequenti assenze", lo troviamo in seguito a Napoli dal 1711. Una seconda fase nella sua vita musicale si colloca dal 1714 al 1747 nella società musicale di Londra come ben riconosciuto violinista virtuoso.
La sua attività prosegue incessante tra concerti, composizioni ed insegnamentom con frequenti viaggi e spostamenti (Italia, Francia e Olanda) prima di dedicare l'ultima parte della sua vita (1748-1762) da un intenso lavoro teorico, dal quale nascono metodi e trattati di rilevanti importanza.
Il corpus compositivo di Geminiani comprende numerose raccolte di sonate per strumento solista (violino o flauto) e basso continuo,oltre che di "Concerti grossi", si contano anche parecchie opere per tastiera (clavicembalo) e alcune revisioni delle sue stesse opere con accurate aggiunte di abbellimenti e diteggiature.

(Londra, Inghilterra, 19-VIII-1963)
Nato da una famiglia di piacentini impegnati all’estero per lavoro, studia in Italia pianoforte e composizione e si laurea in musicologia presso l’Università Statale di Bologna. Accompagnatore di cantanti lirici, ha tenuto concerti in Italia, Francia e Giappone (dove, a Okinawa, ha tenuto masterclass sull’interpretazione dell’opera lirica italiana e inglese). Conferenziere e scrittore, ha vinto il Premio “Battaglia” nel 2001 con il libro “Giuseppe Verdi, artista, agricoltore e piacentino”, una sorta di rivendicazione delle origini in terra piacentina della famiglia del celebre operista (è autore, inoltre, della prima biografia del soprano italo-americano Anna Moffo). Tra le sue composizioni, oltre alla musica per organo, vi sono musiche di scena, mottetti nuziali per soprano e strumenti e lavori per gruppi strumentali .
Compositore e Direttore di coro, ha svolto gli studi accademici presso il Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna, diplomandosi in chitarra sotto la guida del M° Eugenio Becherucci, in musica corale con il M° Pier Paolo  Scattolini e composizione con il M° Francesco Carluccio e, in seguito, ha conseguito il diploma abilitante in didattica della musica. Si è poi perfezionato nella direzione corale conseguendo numerosi stages e masterclasses con il M° Gary Graden ed altri direttori di fama internazionale.
Ha ottenuto importanti premi e riconoscimenti in concorsi di composizione nazionali  ed internazionali. 
Nel 2005 ha fondato il Coro di Camera Ecletica, formazione specializzata nel repertorio corale contemporaneo.
Dal 2008 la Regia Accademia Filarmonica di Bologna gli ha affidato la Direzione dei cori giovanili dei Licei superiori Minghetti e Righi.
Dal 2011 fa parte come compositore del progetto Ocrediti, nato dalla collaborazione di giovani musicisti bolognesi.
(?,1633 – Perpignano, 1694)
Un altro Gian Nicola organista. Questo però scrive bene collegando gli stili di Nivers e di Lebègue di cui fu probabilmente allievo. A Perpignano risulta essere stato impegnato all’organo della cattedrale di S.Giovanni Battista. Non solo cembalo e non solo organo, però. Rimangono alcune messe, musica da camera e uno Stabat Mater a 4 voci a cappella del 1675.
Compositore e direttore di coro, nato a Mussomeli (piccolo paese della Sicilia centrale nella provincia di Caltanissetta), inizia la sua formazione musicale nel Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Palermo; nel 2001 si trasferisce a Roma dove ha consegue il Magistero in “Arte Moderandi Choros” (Musica Corale e Direzione di Coro) con summa cum laude presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra sotto la guida del M° Walter Marzilli.
Pubblica e incide alcune sue composizioni sacre e profane per la Casa Editrice Carrara di Bergamo, per l’etichetta discografica Melos Antiqua di Verona, per l’Edizione Domani Musica di Roma, per il Pontificio Istituto di Musica Sacra e per la Conferenza Episcopale Italiana.
Vince diversi concorsi di composizione tra i quali si ricorda il Concorso Nazionale di Composizione libera e liturgica “In memoriam…Joannes XXIII” Prima Edizione, 2006 (Presidente della Giuria M° Mons. Giuseppe Liberto, Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Città del Vaticano). Inoltre riceve la Menzione d’onore al Premio Internazionale “Giordanielo” Seconda Edizione, 2006 (Presidente della Giuria M° Mons. Valentino Miserachs Grau, Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma).
In occasione del IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana, compone “Alleluia” per solo, coro, ottoni e organo e altri brani vocali e strumentali eseguiti e diretti dal M° Mons. Alberto Turco nel corso della Celebrazione Eucaristica presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI.
Dal 2007 dirige il “Rijecki nadbiskupijski zbor” (Coro della Diocesi di Rijeka, Croazia).
Dal 2008 insegna Direzione Corale e Armonia presso la “Rijecka nadbiskupijska skola za crkvenu glazbu” (Scuola Diocesana di Musica Sacra di Rijeka, Croazia).
Da anni si dedica alla ricerca e alla rivalutazione del repertorio vocale e strumentale di tradizione orale, tipica e genuina espressione della pietà popolare del suo paese natio.
Attualmente vive e opera a Verona dove compone per i riti celebrati in Cattedrale e insegna Tecnica della Direzione Corale e Armonia e Contrappunto presso la Scuola Diocesana di Musica.

(Cremona, 12-II-1907; ivi, 5-X-1970)
Maestro sostituto alla Scala di Milano, fondatore della società concertistica “Angelicum” di Milano che diresse fino al 1953, compose pregevolissime pagine destinate al balletto del teatro scaligero per il quale compose il suo “Gioco dei grandi”. Direttore d’orchestra di grande livello, si adoperò al recupero del repertorio tardorinascimentale e barocco con le opere di Haendel, Purcell, Monteverdi. Importanti le realizzazioni di molte composizioni degli autori contemporanei italiani tra cui una “Resurrezione di Cristo” di Lorenzo Perosi. Da ricordare un suo concerto per pianoforte e archi e il raro “Canto variato del III° modo” per armonio.
(sec.XVI)

« Musicien et compositeur abitant en Paris », dicono alcune carte del secolo. Compositore di danze strumentali dalla ritmica e dalla scioltezza discorsiva di indubbio fascino. A lui gli storici devono la conoscenza di queste forme provenienti da antiche chansons e arrangiate con perizia e gusto nell’alternanza degli strumenti. Attaignant e Du Chemin furono i suoi editori, anch’essi vicini alla Chambre du Roi che a metà ‘500 contava i migliori musicisti dell’epoca.

(Milano, 4-XI-1762; Borgotaro, Parma, 4-VI-1819)
Abbandonata la carriera ecclesiastica per dedicarsi alla musica, si recò a Napoli per completare gli studi e per assumere in seguito (nel 1789) la carica di maestro di cappella nel duomo di Borgotaro, in area parmense, dove nel 1795 venne costruito un Serassi, considerato oggi un organo di straordinario interesse . Fu essenzialmente uno storico della musica e un teorico anche se qua e là affiorano a volte piccoli pezzi per la tastiera di carattere settecentesco e di brevi proporzioni. Suo “La Scuola della Musica”,  in tre parti, pubblicata a Piacenza nel 1801.
(Pistoia, 1738- Pisa, 1808)
Allievo di Padre Martini. Fu maestro di cappella a Volterra e a Pisa. Passò poi dal Duomo di Pistoia prima di diventare “Maestro dei Concerti “ del granduca Leopoldo di Toscana. Chiuse la sua carriera ancora in Pistoia.
Autore di musica sacra,  è ricordato per un suo solenne requiem. Rimangono anche sonate per clavicembalo o fortepiano e un trattato di tecnica cembalistica.
(1961)
Ha studiato a Torino dove si è diplomato in Pianoforte e Composizione. Ha inoltre conseguito la laurea in Storia e critica della cultura presso l’Università di Torino. Articolista e scrittore ha al suo attivo alcuni libri dove emerge, accanto a quello musicale, il suo amore per la montagna ( si veda “La Musica delle Montagne”).
Si dedica da anni allo studio e all'esecuzione della musica rinascimentale e barocca. Tiene concerti in tutta Europa, in Giappone e negli Stati Uniti, e numerose sono le sue registrazioni radiofoniche e discografiche (winter & Winter, Passacaille, Harmonia mundi, Teldec). Ha pubblicato un libro su Nicolaus Bruhns e studi sull'arte organaria del XVI e XVII secolo e sull'interpretazione delle opere di Bach. Insegna organo, clavicembalo e musica d'insieme presso l'Accademia Internazionale della Musica di Milano, nell'Istituto di Musica Antica. Dal 2006 gli è stata affidata la cattedra d'organo presso la Schola Cantorum di Basilea. Fa parte della giuria di concorsi organistici internazionali e gli sono affidati conferenze e corsi di specializzazione da numerose istituzioni musicali (Accademia di Haarlem, Mozarteum di Salisburgo, Conservatoire national supérieur de Musique di Parigi, Hochschule für Musik di Lubecca). Nel 2005 ha fondato l' ensemble strumentale "La Divina Armonia".
(1931 - 1993)
Allievo, tra gli altri, di A. Beltrami e R. Dionisi presso il Conservatorio di Milano compì gli studi di pianoforte e organo. Già organista e maestro del coro della corale S. Felicita di Castenovo (CO), e direttore del Coro Polifonico della città di Saronno, diresse fino alla morte il coro del Santuario di S. Rita a Milano.
Diverse le composizioni corali e organistiche, una sua cantata sacra, dedicata al 15° centenario della Conversione di S. Agostino, è conservata in una incisione discografica.

(1845-1910)
Scheda in preparazione
(Ceglie Messapica, Brindisi, 7-XI-1954)
Diplomato in Pianoforte, Strumentazione per Banda, Musica corale e Direzione di coro, Composizione e Direzione d’orchestra. Direttore dell’orchestra da Camera “Caelium”, è titolare della Cattedra di Composizione presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. Attualmente ricopre lo stesso incarico a Roma presso il Conservatorio “S. Cecilia”.

(Bergamo, 1956)

Compositore e direttore d’orchestra. In giovane età, inizia lo studio del pianoforte, in seguito compie gli studi di canto (ramo didattico) all’ I.S.S.M. “G. Donizetti” di Bergamo con Silvia Bianchera, contemporaneamente studia composizione, organo e direzione d’orchestra al Conservatorio “G. Verdi”  di Milano sotto la guida di Alberto Soresina, Bruno Bettinelli (Composizione), Luigi Benedetti (Organo), Gianluigi Gelmetti e Luciano Rosada (Direzione d’orchestra). Successivamente negli anni 1982/83/84 dopo il diploma di composizione, ha frequentato i corsi estivi presso l’ Accademia Musicale Chigiana di Siena in qualità di allievo effettivo con Franco Donatoni.
Dal 1983 è direttore dell’ Istituto Musicale Pareggiato “G. Puccini” di Gallarate (Va), dal 2007 “Istituto Superiore di Studi Musicali”, Istituzione AFAM.
Al suo attivo numerosissime composizioni pubblicate da Carrara, Bérben e Sonzogno.
(Venezia, 19-X-1886; ivi, 24-I-1973)
Era figlio di Francesco, valente pianista, organista e compositore (Venezia, 1853; ivi, 25-VII-1904). Suo padre era stato insegnante della regina Margherita di Savoia, pianista dalle notevoli doti (era il partner a quattro mani di Paderewski) e personalità distinta a Venezia quale Consigliere Accademico del Liceo Musicale “B. Marcello”. Goffredo studiò alla scuola severa del padre pianoforte, con Marco Enrico Bossi e Oreste Ravanello organo, e composizione con Ponzilacqua, Ermanno Wol-Ferrari e Gian Giuseppe Bernardi. Concertista di livello internazionale (lo si ricorda come il primo italiano a suonare nel Duomo di S. Stefano a Vienna) fu docente in alcuni istituti veneziani (Convitto Nazionale Foscarini, Istituto Internazionale Ravà, Collegio Orientale Armeno) prima di ritornare in cattedra nel suo conservatorio d’origine dove fu docente a partire dal 1918 fino al 1949 (Teoria e Solfeggio e Pianoforte). Amico di Respighi e Mascagni, era il compagno delle passeggiate notturne per le calli di Giacomo Puccini e organista stimato da D’Annunzio che risiedeva alla Casetta Rossa adiacente al conservatorio. Compose molto per pianoforte, per violino e pianoforte e per violoncello e pianoforte non dimenticando di essere nipote dell’ottimo violoncellista Luigi Stefano Giarda.
(Lesa, Novara, 8-XI-1937)
Allievo di Lydia Kirpitscheff-Zambelli e di Renato Dionisi si è distinto nei più importanti concorsi pianistici internazionali. Docente e Fiduciario della Sezione di Riva del Garda collegata al Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento, è compositore prolifico con all’attivo musica strumentale, pianistica, elaborazioni corali, mottetti per voci ed organo e a cappella e musica organistica liturgica e concertistica.

(Oxford, 1583 – Canterbury, 1625)
Il più illustre membro di una famiglia di musicisti. Organista all’Abbazia di Westminster, diede grande sviluppo alla musica destinata alla liturgia anglicana. Si trovano bellissime sue composizioni  di raro equilibrio strumentale con accenni dialoganti tra solo e tutti, propri del barocco. Non numerose le sue pagine organistiche rimasteci e trattate a mo’ di fantasia e preludio.
(Claye, 1626 – Parigi, 1707)

Fu in amicizia con Nivers e Lebègue. Coprì il posto di organista in diverse chiese parigine: St.-Honoré, St. Martin -des-Champs, Hospital di St.Esprit.
Tra i suoi allievi figura Lully. Era già cinquantenne quando pubblicò il suo “Livre de Noels Variés”, nel 1682. La sua musica è ritmicamente pungente, danzante attraverso l’utilizzo delle note puntate ricca di colori tipici della letteratura organistica francese.

(Nancy, 23-III-1844 – Parigi, 9-XII-1925)

Per capire come si colloca Gigout nell’ambito della storia della musica per organo basta pensare che egli ebbe come maestro Camilla Saint-Saens, fu il successore di Guilmant al conservatorio di Parigi e lasciò poi la sua cattedra a Marcel Dupré.
La sua opera di compositore è interamente dedicata all’organo ed è soffusa dal melos gregoriano. Imponenti e strutturate le sue toccate dal forte carattere di improvvisazione. Fu per 62 anni organista titolare della chiesa di S.Augustin in Parigi.

(Roma, 8 -VII-1928; Assisi, 12-XII-2003) <style> </style>
(Rocca Sinibalda, Rieti, sec.XVII- ?)

Francescano dell’Ordine dei Minori conventuali, fu maestro di cappella a Roma, Narni, Assisi e Rieti. Il Tebaldini segnala i “Responsori della Settimana Santa” a quattro voci, conservati presso la Basilica del Santo a Padova. Si tratta di pagine dalla classica impostazione che si allineano alla larga produzione coeva destinata al periodo di passione. Sono segnalati anche un oratorio (“Il tempio della Grazia” del 1723), messe a 8, salmi per il vespro e un opera didattica “per sonare sopra la parte del basso”, del 1724. (gnv)
(Foggia, 27-VIII-1867; Milano, 12-XI-1948)
Erede del verismo mascagnano, proveniva dal conservatorio di Napoli dove fu allievo di Serrao. Al suo esordio come compositore con l’opera “Mala vita”, già si notano i caratteri del suo successivo lavoro, “Andrea Chenier”, che gli darà successo e fama internazionale non più ritrovato in “Fedora” e in successivi lavori teatrali come “La cena delle beffe” su testo di Sem Benelli. L’ultima parte della sua vita è musicalmente silenziosa se si eccettuano alcune pagine vocali, qualche mottetto per coro e organo e qualche riduzione per solo organo.
(Roma, ? – ivi, giugno 1762)

Probabilmente anche De Giorgi. Scarsissime le notizie su questo compositore. Fu maestro di cappella in S.Giovanni in Laterano a Roma e fu anche maestro di cappella di corte a Lisbona. Lascia un notevole corpus di musica sacra tra messe, graduali, antifone, cantate, 162 salmi, inni e responsori.

(Villa Vicosa, 1604 – Lisbona, 1656)

Sovrano di raffinata cultura, abile diplomatico, primo esponente dei Braganza a salire al trono. Riconquistò il sud America al suo paese rilanciando , inoltre, l’economia, l’agricoltura e il commercio avvalendosi di preparati collaboratori. Letterato, fu anche uno studioso dell’arte musicale e compositore dal tratto controllato ed elegante. Lasciò mottetti e madrigali.

(Novospasskoe, Smolensk, 1/7/1804 – Berlino, 15/2/1857)

Da un articolo del grande critico Fedele D’Amico, apparso in “Italia domani”, Roma, 22 febbraio 1959:” L’opera “La vita per lo zar” segna la data di nascita dell’opera nazionale russa (1836). Non pochi si sono affaticati a vederci due parti: una russa, di grande valore artistico, e un’altra ancora italianizzante, dunque convenzionale e minore. Sempre più ci convinciamo che una simile spartizione si debba alla vecchia polemica in favore del “dramma  musicale” contro “l’opera” e a una interpretazione degli ideali nazionalisti dei “Cinque” postuma ed estremistica. In realtà, è vero che Glinka in Italia imparò molte cose, a cominciare dalla tecnica vocale. Ma a conti fatti l’Italia musicale nella “Vita per lo zar”, fornisce solo punti di partenza: In questo lavoro si incontra caso mai qualche eco di Schubert o di Weber; non una sola pagina si potrebbe attribuire a Bellini, a Donizetti o a Mercadante......In verità la forza di quest’opera è nella sicurezza in cui la tradizione italiana è trasportata a suscitare, d’un colpo solo,  tutte le direzioni in cui si svolgerà l’opera russa. Perchè qui in quasi ogni gesto melodico, , c’è già in nuce sia Musorgskij sia Rimskij Korsakov, c’è Ciaikovskij e Borodin, come fin troppo ovvio. E questa pregnanza storica, ci colpisce con un’immediatezza assoluta, popolare, apodittica. Si capisce benissimo come in patria, la “Vita per lo zar” abbia assunto quasi il valore di un inno nazionale: insieme con il successivo “Ruslan e Ludmilla”, rappresenta nella lingua musicale russa quello che Karamzin e Puskin rappresentano nella vita letteraria”.
(Erasbach, 2/7/1714 – Vienna, 15/11/1787)

Ovvero “il riformista”. Tale, è, infatti, l’icona di un musicista che deve la sua memoria all’urgenza delle sue convinzioni interiori tese a ribaltare il modo di fare teatro e musica per il teatro. C’è molta Italia nella sua vita: c’è Milano e l’amicizia con il conte Antonio Maria Melzi , ci sono le lezioni di Sammartini, ci sono le prime composizioni strumentali e poi le prime opere date con buon successo per il pubblico meneghino, al Teatro Regio Ducale, per i loggioni di Torino e di Venezia. Poi c’è Vienna e la composizione delle sue pagine più importanti: “Orfeo ed Euridice”, “Alceste”, “Paride ed Elena”, opere che rappresentano il suo manifesto culturale la cui concezione si estrinseca grazie anche al lavoro e alla collaborazione di un fidato librettista quale Ranieri de’ Calzabigi. I principi della riforma vennero esplicitati e perfezionati nell’ “Alceste” la cui edizione originale contiene una prefazione di carattere programmatico in cui l’autore ricorda alcuni principi fondamentali: unitarietà drammaturgica che parte dal primo impatto creato dall’ambientazione della sinfonia d’apertura; obbligo dei cantanti ad attenersi alla pagina musicale vergata dal compositore senza ricorrere a nessun tipo d’ornamento personale ed arbitrario; unica dimensione tra aria, arioso  e recitativo, alla ricerca dell’espressione e del valore della parola con il suo rilievo fonetico e semantico; protagonismo del coro che assume il ruolo di un personaggio; funzione espressiva dell’orchestra e suo ruolo indipendente senza limitarsi al solo accompagnamento….e molti altri sono i concetti portati avanti fino al razionalismo gluckiano teso a rinnegare la musica come semplice edonismo sensoriale. Una ribellione di ordine etico, quindi. Gluck cessò di comporre nell’ultimo decennio della sua vita, addolorato per l’insuccesso d’ “Echo e Narcisse”. Parole e musica che si incontrano nella semplificazione formale e nel  miracolo dell’espressione, pensava Christoph. E aggiungeva una tersa melodia a supporto di uno straziante interrogativo: “Che farò senza Euridice? Dove andrò senza il mio ben?” (gnv)
(Bordighera, Imperia, 1-1-1961)
Compositore, organista e direttore di coro.
Insegnante di organo, Direzione di Coro, Pianoforte Complementare, Teoria e Solfeggio, presso l'Istituto Diocesano di Musica Sacra “Can. G. M. Gogioso” nel Seminario vescovile di Bordighera, di cui è stato nominato Direttore con decreto della Curia Vescovile il 02 Novembre 2001.
E’ autore di numerose pagine liturgiche. Le sue composizioni organistiche e vocali hanno meritato distinti e lodevoli consensi nonché lusinghiere recensioni da parte di noti compositori e organisti di fama internazionale.
Musicista versatile, interessato a diversi linguaggi della musica del nostro tempo, è autore di composizioni eseguite in occasione di festival internazionali, sia in Italia, sia all'estero, come in Francia e in Giappone. E’organista titolare del Santuario SS Maria Ausiliatrice in Vallecrosia (Imperia) e per oltre 30 anni ha diretto la corale Polifonica “Don Bosco”. Dal 1979 al 2000 è stato docente di Ed. Musicale presso la Scuola Media " Domenico Savio" - Istituto Salesiano - in Vallecrosia (Imperia) e presso la Scuola Media L.R.”Santa Maria Consolatrice’’ di  Bordighera. Dal 1987 al 2005 ha ricoperto l'incarico di Ispettore della "Commissione per la tutela degli Organi Antichi" della Diocesi di Ventimiglia - Sanremo.
(1849-1895)
Violinista e compositore. Allievo del conservatorio di Parigi, vinse il “Prix de la Ville de Paris” con la sua sinfonia drammatica “Le Tasse”. Suono in diversi complessi di musica da camera e insegnò musica di insieme dal 1887 al Conservatorio di Parigi. La berceuse dalla sua opera “Joceliyn”, rimane la sua pagina più nota e popolare
(Torino, 26-XI-1927; Piacenza, 17-VII-1980)
Studia con Felice Quaranta pianoforte e composizione, con Angelo Surbone organo e con Mons. Ippolito Rostagno direzione di Coro. Direttore della “Corale Universitaria di Torino” dal 1954, viene invitato da Marcello Abbado ad assumere la cattedra di Musica corale e Direzione di coro al Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, dove insegnerà fino al termine della sua vita.
Dirige il Coro della RAI di Torino tra il 1967 ed il 1971 e collabora con il Teatro Stabile di Torino. Ha fondato la rivista di didattica musicale “La Cartellina”.

(Cavazzale, Vicenza, 29-XII-1933; ivi 2007)
Organista e compositore studiò con Arnaldi alla Scuola Ceciliana e, come fu il suo maestro, è attivissimo nel vicentino prestando servizio in molte chiese e dirigendo tre formazioni corali. Lo stile e la generosità ceciliana furono appresi anche alla scuola di mons. Ernesto Dalla Libera con il quale approfondì la conoscenza del canto gregoriano mentre armonia e composizione lo videro alla cattedra di Ciro Bianchi del “Pollini” di Padova e di Lucio De Mattia a Venezia.
(Deggendorf, Germania 20-XI-1914; ivi 22-VII-1986)
Nipote di Vinzenz Goller, frequentò il ginnasio presso i Benedettini di Metten e là studiò teoria e canto, pianoforte e organo. Dal 1934 al 1936 fu studente nella sezione Musica Sacra dell’Accademia Statale di Monaco; gli è stato maestro Ludovico Berberich e, in composizione, Giuseppe Hass.
Dal 1937 fu organista parrocchiale di Deggendorf e maestro di musica e canto nel locale Liceo femminile.
Scrisse Messe da Gloria, un Requiem, canti per coro e per solisti, pezzi per organo, ecc. Su richiesta dell’editore Carrara compose gli “Offertori principali dell’anno liturgico” a 2 voci uguali, pubblicati ne “La mystica corale” (Propri del Tempo, 1951 - Propri dei Santi, 1952).
(S. Andrea in M, Brixen 9-III-1873; S. Michael im Langau, (A) 11-IX-1953)
Approfondì la prima istruzione, avuta in casa dal padre organista, nel seminario di Innsbruck con V. Skop e J. Pembaur.
Dal 1892 al 1903 insegnò nelle scuole elementari della Val Pusteria, cominciando anche a comporre le sue prime opere musicali.
Nel 1898, recatosi a Ratisbona, ebbe modo di ampliare e consolidare le cognizioni artistiche a quella celeberrima Scuola di musica sacra con X. Haberl e M. Haller; le magistrali esecuzioni in quel duomo gli svelarono i segreti del mondo polifonico classico.
Nel 1903 assunse la carica di maestro di cappella a Deggendorf; intanto i contatti sempre più intensi con l’ambiente ratisbonense e gli incontri con Rheinberger maturarono la personalità artistica del musicista tirolese.
Nel 1910 fu chiamato a dirigere l’organizzazione dei nuovi corsi di musica sacra presso l’Accademia di Stato di Vienna; carica che mantenne fino al 1933, insegnando a un gran numero di allievi con illuminata sapienza.
In Italia il Goller fu fatto conoscere dall’Editore Carrara, che ne pubblicò alcune opere sacre e organistiche e soprattutto ne lanciò, con una propaganda eccezionale, il grande metodo per organo, chiamato “Scuola primaria dell’organista” in 3 corsi (l’Harmonium, l’Armonia, l’Organo).
La posizione storica del Goller è importante; la sua musica liturgica risultò determinante agli effetti di una svolta. “Seguendo la linea tracciata da Witt, Haller, Mitterer ed altri, è a lui che spetta il merito d’aver superato, e per sempre, una certa tendenza (nel campo ceciliano) alla sterilità formalistica” (Vito da Bondo).
In altre parole V. Goller ha rivitalizzato la stanca produzione musicale della scuola ratisbonense, modernizzandola, arricchendone il lessico, donandole un po’ di fantasia.
(Cremona 1685-ivi 1745)
Sacerdote, organista nella Cattedrale di Cremona dal 14 dicembre 1708 e poi Maestro di cappella. Compositore e docente fu contrappuntista e teorico in contatto con Padre Martini. La sua musica, tuttora quasi del tutto manoscritta, include messe, salmi, antifone, mottetti, cantate e alcuni pezzi per organo. I pezzi alla tastiera risentono dello stile galante e di cenni manieristici nel trattamento melodico.
(Rossberg, Slesia, 1665? – Cracovia, 1734)

Studiò a Praga e a Vienna. Teologo, seminarista a Cracovia, divenne sacerdote il 22 marzo 1692. La sua attività è incentrata a Cracovia dove è vicario della cattedrale e nel 1698 assume l’incarico di direttore dell’orchestra della cattedrale ed è chiamato a dirigere grandi eventi come l’incoronazione del re Augusto II. Maestro di cappella, produsse ottima musica per coro e orchestra e molte pagine di classica impostazione polifonica a volte di godibile cantabilità. Almeno per quanto ci è rimasto, poiché molto del materiale musicale della cattedrale  è andato disperso.
Polifonista dall’accento conservatore, si mostra versatile nella pagina barocca fino a meritarsi l’appellativo di “Haendel polacco”. Da rivisitare le sue messe. Citiamo la “Missa Paschalis”, la “Missa Rorate” e la “Sepulto Domino”, titoli che indicano con precisione la destinazione liturgica. (gnv)
(1818 - 1893)

Del compositore francese sono rintracciabili molte composizioni nel catalogo Carrara. Indichiamo per il pregio della rarità il fascicolo dedicato ai “Preludi e Fughe” in preparazione al “Clavicembalo ben temperato” di Bach, una sconosciuta composizione organistica scritta per l’ambito nuziale (Krumbach) e le elaborazioni di Caudana su alcune cantate o pezzi caratteristici.

E' una delle tante figure musicali italiane della quale si hanno solo frammentarie notizie.
Nacque a Bologna probabilmente nel 1682.
Fu chiamato al magistero della Cappella di S.Maria Maggiore in Bergamo per succedere al celebre Giovan Battista Bassani. Gozzini rivestì tale ruolo per ben 27 anni, quando ottenne la "giubilazione" a causa dell'avvenuta cecità. morì a Bologna nel 1748.  
(Gravina di Puglia, 26-X-1912 - ivi,13-II-1982).

Adottato dai coniugi Gramegna non appena i genitori naturali emigrarono in America, studiò nel seminario di Molfetta divenendo sacerdote il 13 agosto 1939. Nelle sua preparazione non mancò mai la musica coltivata dapprima come autodidatta e poi al fianco di Don Cesare Franco che poteva constatare nell’allievo la progressiva acquisizione della tecnica del comporre destinata all’ambito liturgico. Cappellano in Africa durante la guerra, fu fatto prigioniero e internato in un campo di prigionia in Egitto. Alla fine del conflitto, nel 1949,  su invito del cardinale Spelmann, arcivescovo di New York, si trasferì in America e gli fu affidata la direzione della cappella della cattedrale di San Patrizio nella capitale americana. In questo favorevole contesto, il musicista pugliese poteva completare i suoi studi musicali conseguendo il Bacellierato musicale presso l’Università di Boston, il 21 gennaio 1958. Rientrato nella città natale, fu nominato Canonico Onorario del Capitolo della Cattedrale di Gravina. Contemporaneamente iniziava la sua esperienza presso la Cattedrale di Bari in qualità di organista e maestro di cappella. Le sue composizioni, di chiara impronta ceciliana, sono raccolte in una edizione di Casa Carrara del 1988, per la revisione di Enrico Capaccioli. (gnv)
(Milano, 1605 ca. – ivi, 17/4/1669)

Anche Grancino o Granzini. Esordisce giovanissimo pubblicando a 17 anni il suo primo volume di composizioni. Organista prima al Paradiso, poi al S.Sepolcro, passa in S.Ambrogio dal 1628. Dal 1630 assume la carica di organista del Duomo e dal 1650 è nominato maestro di cappella nonostante fosse ammogliato e che tale incarico non prevedesse tale stato civile (si veda il decreto di S.Carlo Borromeo). Segno evidente della stima del capitolo metropolitano e dei “cives” ambrosiani per l’attività del maestro. Didatta intransigente, fece ristampare per ben due volte il regolamento della cappella musicale, richiamando i cantori alle norme disciplinari. Compositore attento e sensibile, fa sentire nelle sue pagine la derivazione monteverdiana (messe, salmi, magnificat, gloria, vari mottetti e 2 Te Deum). Da anni è in corso una particolare attenzione a questo maestro attraverso scritti, incisioni e trascrizioni di molte pagine della sua opera conservata nell’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. (gnv)

(1575ca-1630)

Studiò sotto la guida del M° Gabrieli. Diventò Maestro di Cappella dell'Accademia della Morte di Ferrara
e, successivamente, dell'Accademia dello Spirito Santo. Nel 1617 si trasferì Venezia dove venne assunto come cantore in San Marco e ,successivamente, ottenne l'incarico di Vice Maestro di Cappella sotto la direzione di Claudio Monteverdi. La vicinanza al grande cremonese è indubbiamente occasione di arricchimento e maturazione per la sua sensibilità musicale.Nel 1630 morì a Bergamo di peste.

(Pinerolo, Torino, 14-VI-1970)
Formatosi musicalmente in organo e composizione organistica, ha svolto attività concertistica come solista e con diverse formazioni in Italia ed in Europa. Presta servizio come organista in diverse chiese di Pinerolo. Tra le sue composizioni si annoverano opere destinate al servizio liturgico, altre più spiccatamente concertistiche oltre ad alcune trascrizioni.

(Cavriana, Mantova 12-V-1868 - Padova?, 1-I-1952)
Nato a Cavriana (Mantova) studiò al Conservatorio di Milano con Polibio Fumagalli e Luigi Mapelli. Dal 1895 fu organista e vice maestro della Cappella Musicale di S. Antonio in Padova.
(1604 c. – Marino, 1664)

Marsicano (Rocca di Botte), si trasferì fanciullo a Marino dove ebbe poi la sua prima esperienza di maestro di cappella prima di trasferirsi a Frascati. Maestro di cappella alla chiesa del Gesù in Roma, ebbe la stima dei musicisti del tempo quali Carissimi, Corsi, Benevoli, Bernabei ed altri attivi nella cerchia pontificia. Lasciò molte opere pubblicate in più volumi dedicati alla liturgia che segnano un maestro dalla dotta scrittura.

(1657ca-1728)

Celebre compositore e didatta napoletano, tenne a lungo l'incarico di insegnante di "canto e suoni di tasti, composizione e contrappunto" al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo; fu maestro di Onofrio Piccinni, Domenico Scarlatti, Giuseppe Porsile e Nicola Antonio Giacinto Porpora.
Occupò una posizione eminente nell'ambito della "Scuola tastieristica napoletana"; il suo magistero didattico elevò l'insegnamento del "basso continuo", del ricercato "partimento" e del "contrappunto" al più alto grado di perfezionamento.
(Londra, 1696-ivi,1755)
Compositore, organista e successore di William Croft alla Royal Chapel.
Professore di musica all’ università di Cambridge, lascia composizioni tastieristiche di gradevole discorsività e di accurato rigore accademico. Non solo cembalo e non solo organo, però. Oratori e canzone sacre completano il suo catalogo illustrato da una raccolta di musica sacra in tre volumi dal titolo “Cathedral Music”, lasciata incompiuta e completata dal suo successore William Boyce che lo sostituì nel ruolo di “Master of the King’s Music”. Fu fanciullo cantore nella catterdrale londinese di St. Paul sotto la direzione di Jeremiah Clarke.
(Chiopris-Viscone, Udine 1923)

Musicista, scrittore e saggista. Fondatore e direttore del Coro Universitario Romano, direttore del Coro del Teatro dell’Opera del Cairo e anni di attività dedicati alla composizione. Il catalogo è variegato e differenziato: sonate e fantasie per archi, pezzi per strumenti a fiato, brani per pianoforte, brani destinati alle sole percussioni, lieder e pezzi per coro su testi sacri e profani, opere per piccola e grande orchestra. Molti gli scritti di interesse musicale.
(Berlino, 6/11/1800 – Steglitz, Berlino, 10/8/1886)

Già a 17 anni assumeva l’incarico di organista alla Nikolaichirke della sua città e successivamente terminò gli studi di organo e composizione con l’eccellente Michael Gotthard Fischer a sua volta allievo di Kittel e autore di raccolte di corali e fughe per organo. Organista della cattedrale, direttore della “Singakademie” ebbe alla fine della sua carriera il riconoscimento della Università di Berlino con la laurea “honoris causa”.
in teologia. Vocazionalmente portato alla esaltazione della voce, fu autore di alcune centinaia di mottetti, corali, salmi, lieder, pezzi per coro di voci bianche e di voci virili; qualche centinaio tra fughe e pezzi vari per organo; musica da camera e brani per pianoforte; cantate sacre e alcune messe tra le quali si distingue la “Missa Solemnis” del 1861.
Si è formato musicalmente presso il Conservatorio "S. Cecilia" di Roma in Pianoforte, Composizione, Organo e Composizione Organistica. Ha collaborato con l'AGIMUS, L'ENAOLI (quale preparatore e direttore di cori) e con il coro di voci bianche della RAI-TV. Insegna presso il Conservatorio "L. Refice" di Frosinone. Ha fondato e diretto il "Gruppo musicale romano" con il quale ha svolto attività concertistica, ha al suo attivo una incisione per le Edizioni Paoline e diverse sue composizioni sono state trasmesse dalla Radio Vaticana. Ha composto musica da camera, musica per banda, opere organistiche, opere sacre per coro, in parte già edite da Carrara.

Dell’ importante compositore nordico, la nostra casa editrice ha, tra l’altro, pubblicato per la rivista Polyphonia due mottetti a cappella tra cui la poetica “Ave maris stella” che è entrata a far parte del repertorio dei molte formazioni corali e un raro mottetto contrappuntistico di particolare effetto esecutivo.
(Egglham, Bassa Baviera, 25/3/1864 – Ratisbona,  28/1/1933)

Sacerdote, ebbe a Passau i primi rudimenti musicali. Divenuto prefetto del seminario di Ratisbona, fu chiamato ad insegnare contrappunto. Nonostante un lungo periodo in cui si dedicò al suo servizio di sacerdote e pastore d’anime, rimangono numerose composizioni di solido costrutto quasi interamente dedicate alla liturgia e permeate dalla severa dottrina ceciliana che si insegnava alla Scuola di Musica Sacra. Ci sono tramandati più di 300 lavori dove troviamo messe, numerosi requiem, un Te Deum e uno Stabat Mater, e ancora litanie, mottetti e graduali. Scrisse opere didattiche sul contrappunto e sulle forme musicali oltre a un interessante saggio del 1919:”Analisi del Te Deum di Bruckner”
Inizia lo studio serio della musica solo a 12 anni con la chitarra acustica prima, per passare poco dopo a quella elettrica.
Un’assenza prolungata del batterista nel suo primo gruppo di amici, complice il fatto di non essere il chitarrista solista, lo porta a sedersi su quello sgabello per alcune prove e da lì capire che non lo abbandonerà mai più.
Di lì a poco infatti abbandona la chitarra per dedicarsi allo studio della batteria con vari insegnanti privati di Piacenza ed iscrivendosi nel 2000 al CPM di Milano nella classe di Walter Calloni, dove si diploma 4 anni dopo frequentando corsi e seminari con apprezzati musicisti italiani come Massimo Colombo, Ausonio Calò, Attilio Zanchi e Diego Michelon.
Concluso il CPM si iscrive al Conservatorio di Piacenza e si diploma nel 2013 nella classe di Strumenti a percussione del M° Daniele Sacchi.
Dal 2000 al 2010 fa parte del coro Polifonico Farnesiano di Piacenza nella sezione tenori primi.
Come arrangiatore ha curato adattamenti di brani moderni per strumenti classici, riduzioni per ensemble di fiati ed arrangiamenti di brani propedeutici.
Dal 2003 svolge anche l’attività di insegnante.
(Preglia, 29-VI-1922)
Organista e maestro di cappella alla Collegiata di Domodossola è stato anche insegnante di pianoforte  al Collegio Rosmini della sua città. Diplomato in pianoforte, organo e composizione, è stato collaboratore della RSI a Lugano e docente di musica nelle scuole cantonali. Numerosissime le sue composizioni per strumenti solisti condensate in raccolte per pianoforte e organo, così come sono numerose le opere per flauto, violino,fiati in varie combinazioni, violoncello, arpa.  Si veda anche l’opera orchestrale con sinfonie e poemi sinfonici e considerevoli anche i suoi libri didattici.
(Vagney,1844 – Versailles, 1936)

Apprese i primi rudimenti di musica dallo zio Jean Romary Grosjean. Compì studi di pianoforte, contrappunto e fuga. Suo insegnante d’organo fu invece Alexis Chauvet. La sua abbondante produzione pare prediligere l’harmonium più che il grand’organo. Sono centinaia le sue composizioni tra brevi versetti, sonate, marce e pezzi variamente titolati ma comunque sempre rivolti all’organista parrocchiale e al suo servizio Scrisse anche un metodo per l’accompagnamento del canto gregoriano pubblicato in Belgio. Fu titolare all’organo della cattedrale di Verdun dal 1868 al 1916, e nei seguenti 20 anni all’organo di Saint-Antoine a Versailles.

(1560 ca. – 2/5/1627)

Detto anche semplicemente Viadana. Francescano, è considerato l’inventore del basso continuo. Maestro di cappella a Mantova, Fano, Busseto, morì probabilmente a Gualtieri, vicino a Reggio Emilia. Dotato di una fresca vena compositiva, lascia mottetti a una e più voci accompagnate dall’organo e alcune messe tra cui la bella “Sine nomine” semplice quanto efficace nella scorrevole discorsività delle parti. Su di lui merita una citazione il libro di Federico Mampellio.

(1615-1684)
Sacerdote e musicista, nacque a Lodi come Franchino Gaffurio suo predecessore, anch’egli sacerdote e maestro di Cappella del Duomo di Milano. Autore in fase di rivalutazione e di riscoperta, è da considerarsi uno dei più interessanti compositori del ‘600 lombardo insieme al Grancini. Operò a Crema, Piacenza e a Novara dal 1648 al 1666. Fu nominato Maestro di Cappella del Duomo di Milano nel 1669 superando in regolare concorso Giovanni Legrenzi, musicista di grande levatura e di riconosciuta fama in quel tempo.
Numerosissime le composizioni del Grossi giacenti presso L’Archivio della Fabbrica del Duomo  di Milano e la maggior parte tutte da riscoprire: messe, mottetti, salmi, vespri, inni e dialoghi spirituali. Nulla sembra essere sfuggito a questo talentuoso musicista capace di delicatezza espressiva e felice nel sintetizzare gli influssi stilistici dell’ epoca, tradotti in una controllata dimensione liturgica così come voleva il Capitolo della Cattedrale meneghina. Di moderna concezione i suoi responsori della settimana santa concepiti secondo la classica polifonia rinascimentale. (gnv)

(Hochburg, 27-XI-1787; Hallein, 7-VI-1863)

E’ l’autore di Stille Nacht. Dopo gli studi musicali ottenne il posto di insegnante, sacrista e organista ad Arnsdorf. Spostatosi ad Oberndorf nel 1816, lì scrisse la sua semplice ed immortale melodia su testo di Joseph Mohr. In Italia Carrara pubblicò il brano con l’altrettanto celeberrima versione “Astro del ciel”, testo originale di Angelo Meli.

(Cran-Gevrier, Alta Savoia, 12-II-1911; Parigi, 19-XII-1962)
Importante organista, improvvisatore, compositore e architetto. Dal 1973 alla sua morte fu l’organista di Saint-Sulpice a Parigi succedendo al suo maestro, il prestigioso Marcel Dupré. Lascia un ricco catalogo di opere per grand’organo, per pianoforte, concerti per piano e orchestra, pagine corali e una sorprendente produzione per musica da film firmata a volte con lo pseudonimo Jean Dalve.
(Finalmarina, oggi Finale Ligure, Savona, 14-V-1861; Savona, 8-V-1943)
Saladino, insegnante a Milano di Lorenzo Perosi, gli fu maestro per il contrappunto e Dominiceti per la composizione ottenendo il diploma nel 1885. Suoi compagni di classe Mascagni e Puccini. Già direttore di banda a Finalmarina si trasferì a Genova come insegnante di armonia e come membro della commissione
diocesana di musica sacra. Aveva infatti sposato l’ideale ceciliano e si adoperò in favore della riforma anche dopo il suo passaggio di docenza al Conservatorio di Milano. Fu autore di numerose composizioni sacre oggi del tutto dimenticate tra cui una messa per grande orchestra pubblicata da Chenna che ebbe esiti positivi, due opere liriche inedite, i “Preludi Sinfonici” per orchestra e vari pezzi per archi, da camera e per banda. Liturgicamente è possibile rintracciare una serie di salmi a una voce, una messa breve e facile, due “missae pro defunctis”, tre vespri della Madonna a due voci pari tutti pubblicati da Chenna. (da "Le Firme dell'Organo")
(Lucca, 1542 – ivi, 1611)

Allievo di Willaert, fu celebre soprattutto come organista. Attivo a Monaco, a Lucca e a Genova, venne nominato secondo organista in S.Marco nel 1588, succedendo a Bellaver. Tra i suoi allievi figira Adriano Banchiere che lo descrive”huomo singolarissimo in vivacità di mano”.
Della sua produzione organistica non ciè pervenuto molto: una toccata nel “Tansilvano”, due canzoni apparse in Venezia per Vincenti nel 1588, cinque canzoni nell’antologia del Raveri (1608) e due altre canzoni in Woltz (1617). E’ fuori di dubbio la sua valenza nelle canzoni strumentali che con lui si emancipano dai  modelli vocali grazie alla scioltezza dei movimenti e delle parti.(g.r.)
(Rezzato, 13-VII-1874; Brescia, 27-I-1940)

Vita da organista liturgico. Vinse il regolare concorso di titolare a S.Agata in Brescia nel 1906. Dopo un periodo trascorso ad Edolo, viene nominato organista in S.Afra  sempre a Brescia dove operò dal 1927 al 1940, anno della sua scomparsa. Presso l’Istituto dei Padri Comboniani di Brescia sono conservate le sue composizioni si carattere liturgico (su si eccettuano alcuni canti,romanze di sapore popolare e canti per le scuole) tra cui messe, mottetti, salmi, alcune messe (anche con orchestra), brani per organo, harmonium, pianoforte, strumento per il quale scrisse anche un metodo.
(Siviglia, 4-X-1528 – Siviglia, 8-XI-1599)

Con Morales (suo maestro) e con Victoria. È uno dei più importanti polifonismi iberici. Musicista itinerante (Lisbona, Roma, Venezia) lascia cicli di messe e di mottetti oltre a inni, salmi e magnificat. Ammirevoli le sue canzonette che contengono valori spirituali sempre presenti nella tradizione polifonica spagnola. Al servizio della cattedrale di Siviglia, scrisse l’avventuroso e biografico”Viaggio a Gerusalemme”.

(1945-1996)

Ordinato sacerdote nel 1969 insieme al fratello, padre Tiziano, poi missionario in Rwanda, completa la sua formazione a Roma dove consegue il Magistero in Canto Gregoriano e la Licenza in Canto Corale presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra. Oltre a una importante attività inerente il suo ministero sacerdotale come parroco, nel 1976 fonda la scuola diocesana di musica sacra che poi diverrà Istituto  di Musica e Liturgia della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Diresse l’istituto fino al 1994. Organista della cattedrale, attento esecutore dei restauri organistici degli antiche organi diocesani, direttore della Caritas diocesana, fu ferito con un colpo di arma da fuoco in suo viaggio di missione per la Caritas in Albania. Tra i suoi scritti dedicati alla musica liturgica, possiamo leggere:” Il bisogno di gente preparata nei diversi settori è sentita da più parti. Purtroppo nell’animazione del canto liturgico ci si abbandona ancora troppo all’improvvisazione e alla buona volontà. E l’improvvisazione, se non è ispirata  carismatica, rischia di scadere nella superficialità e nel qualunquismo.
Non è forse la liturgia il luogo dove la comunità cristiana fa l’esperienza continua della sua salvezza? Perché ci permettiamo di prendere le cose alla leggera? A farne le spese è la qualità della nostra preghiera, ma è la fede che ne subisce le conseguenze. Bisogna essere coscienti del rischio che corriamo continuando a privare le nostre comunità di adeguati strumenti per il canto liturgico…” (gnv)
(1680 ca. – dopo il 1739)

Scarsissime le notizie su questo organista e clavicembalista attivo a Parigi ma di probabile nascita tedesca. Parte della sua opera tastieristica è andata perduta. Rimangono pagine di alta scuola strutturate in forma di “suite” sul Magnificat, dove scorrono i “Plein jeu”, i “Trio e Duo”. le figurazioni destinate al cromorno nelle varie tessiture, le forme in dialogo. Il tutto secondo la tradizione ei colori della scuola organistica francese.
(Angers, Francia, 18-IV.1930)

Organista titolare nella chiesa di Saint-Eustache a Parigi, Jean Guillou è innanzitutto un compositore che ha saputo ampliare notevolmente gli orizzonti della tecnica esecutiva contemporanea, dando vita sin da giovane - in modo più o meno segreto - ad un mondo musicale d’estrema suggestione ed individualità, mondo che la grande fama del concertista ha lasciato in parte nell’ombra. All’opposto, l’“universo” di Jean Guillou compositore merita senz’altro di essere conosciuto ed apprezzato quanto l’arte dell’interprete.
Dal 1970 al 2005 è stato professore all’Internationale Meisterkurse fur Mu¨sik di Zurigo, insegnando interpretazione e improvvisazione organistica ad allievi provenienti da ogni parte del mondo.
Jean Guillou è il primo organologo che abbia saputo conferire una precisa originalità stilistica all’organo del XX secolo, facendo realizzare in base alle proprie indicazioni gli strumenti della “Besnadière” e di Notre-Dame-des- Neiges (Alpe d’Huez) in Francia, di Notre-Dame-du-Chant-d’Oiseaux a Bruxelles, della Tonhalle a Zurigo, del Conservatorio di Napoli e dell’Auditorium di Santa Cruz de Tenerife. A Guillou si devono anche numerosi studi e saggi critici, su argomenti quali La Musica e il Gesto, L’ispirazione musicale nel poema La giovane Parca di Paul Valéry, La struttura armonica del romanzo I falsari di André Gide, etc...
Il particolare interesse di Jean Guillou per l’accostamento dell’organo a realtà strumentali diverse ha dato origine ad una produzione assai ricca: 6 Concerti per organo e orchestra, varie opere per pianoforte e organo, brani per violoncello e organo, clarinetto e organo, etc. A tutt’oggi Jean Guillou ha effettuatooltre 50 registrazioni per varie case discografiche.
(Boulogne-dur-Mer, 12-III-1837 – Meudon, 29-III-1911)

Organista e concertista di fama europea, fu il successore di Widor alla cattedra d’organo del conservatorio di Parigi. Fondatore della casa editrice Schola Cantorum, pubblicò importanti quaderni d’organo sia per la scuola classica francese sia per le scuole extra-nazionali curandone scelte e reviosioni. Di notevole pregio le sue composizioni organistiche nel brano di piccolo taglio liturgico (preziosi i suoi “Noels”) sia negli effetti sonatistici e nelle pagine dedicate al concertismo.

(Gravina di Puglia, 29/11/1906 – ivi, 22/11/2002)

Appassionato cultore di musica , prima fanciullo cantore e poi tenore dal bel timbro vocale, dedicò i suoi studi alla musica sacra e alla musica per banda il cui affascinante organico fa parte della cultura pugliese che prevede nelle sagre popolari un ricco menù bandistico. Studiò con Cesare Franco, con Cicionesi e Maggioni, e chiuse il suo lungo percorso di studi a Firenze con strumentazione per banda. Fu organista titolare della Cattedrale di Gravina a partire dal 1937, insegnante presso il seminario di Molfetta, docente presso l’Istituto Magistrale “Maria Regina” di Gravina fino al 1987. Scrisse musica sacra (messe anche con orchestra), musica da camera con attenzione alla scelta liederisrica, e musica per banda con trascrizioni di lavori sinfonico/operistici insieme a pagine  originali.
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