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RICERCA TESTUALE
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(1854 – 1928)

Docente, direttore di coro e compositore, legato alla terra ceca, fu attentissimo alla letteraratura musicale contemporanea europea sviluppando uno stile compositivo personale e ispirato. Operista, sinfonista, ricercatore del folklore ceco, è autore della “Messa Glacolitica”. In Polyphonia i nostri lettori potranno gustare un mottetto di delicata fattura e di grande efficacia comunicazionale.

(Roma,1741; ivi,1816)

Nell’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano sono conservate le prove del concorso a maestro di cappella della cattedrale al quale Jannacconi partecipò nel 1799. Il concorso, non senza qualche polemica, fu vinto dal Sarti. Tra le pagine rimaste depositate a Milano anche un Magnificat a 9 voci concertato. Molte le annotazioni manoscritte dall’autore sulle prove del concorso. Il destino del musicista era quello di tornare a Roma in S.Pietro, nel 1811, succedendo a Zingarelli chiamato a sua volta a dirigere il conservatorio di Napoli. La produzione del compositore romano è totalmente rivolta al sacro se si esclude qualche rara pagina per complesso d’archi. Ebbe tra gli allievi il.Baini.

( Molfetta, Bari, 1925)
Allievo a Roma, al S.Cecilia, di Armando Renzi e di Vincenzo Di Donato.
Concertista e compositore dotato di uno stile trasparente e sostanzialmente neo-classico, ha al suo attivo molte pagine per pianoforte. Nel suo catalogo compaiono altresì brani come il “ Concerto per quartetto di fiati e pianoforte”, Duo per fagotto e pianoforte”, “Duo con concertante per clarinetto e pianoforte”, “Duo concertante per oboe e pianoforte”, “Tre notturni”, “Quintetto per fiati” e altro.

(Tudela, 1601; Saragozza, 9-VIII-1672)

Anche Jusepe Ximénez. Corista della cattedrale di Saragozza dove apprese i rudimenti dell’arte musicale sacra. Da fanciullo cantore passò all’assistentato del grande Sebastìan Aguilera de Heredia. Nel 1627 gli succedette come titolare e primo organista della cattedrale e non lasciò più il suo posto fino alla morte. 45 anni di onorata e artistica carriera. Seppe resistere ai richiami di Madrid e della Cappella Reale che lo voleva come organista, tanto si era sparsa la sua fama di grande esecutore e compositore. Una trentina le composizioni da compulsare (“tientos”, “batallas”, versi sul Pange lingua e su altri inni della liturgia cattolica.
(1894-1981)
Fa parte di quel gruppo di organisti vicini a Stanko Premrl, impegnati nel rilancio della scuola organistica in Slovenia. Studiò a Lubiana e dopo un inizio di carattere ceciliano, le sue composizioni tenderanno ad uno stile impressionista (si veda “Pet skladb” del 1963 e altre sue raccolte successive). In casa Carrara sono rintracciabili un “Allegretto” (1930)”,
un “Intermezzo” (1933) e una “Marcia-Finale” (1942).
(Parigi, 1650/53; Chartres, 14-IX-1703)

Altro compositore di cui la storia ha perso le tracce in merito alla sua formazione e al corso professionale della sua esistenza. C’è una data, il 1668, che determina l’inizio del suo lavoro in Notre-Dame a Chartres (quindi un giovanissimo organista). La vita musicale la trascorse lì, su quella tastiera e all’interno di quelle navate. Sempre lì prese gli appunti per scrivere il “Premier Livre d’orgue” datato 1690 a Parigi. Otto suites alla maniera di Lébegue. Ci sono fughe a 4 e 5 voci. Era buon contrappuntista.
Un critico disse che in quelle pagine dedicate alla liturgia c’era una austera serenità. Così è. (gnv)