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 (Roma,1972)
Intraprende gli studi musicali presso l'Arts Accademy di Roma. Nell'ambito della sua generazione può essere considerato un musicista eclettico: compositore, pianista, organista, arrangiatore e direttore.
Si diploma in pianoforte e in composizione con il massimo dei voti presso il Conservatorio "F. Morlacchi" di Perugia.
Parallelamente si perfeziona anche negli studi di organo e direzione d'orchestra.
Successivamente si laurea con il massimo dei voti in Discipline Musicali presso il Conservatorio di Perugia.
Come concertista ha suonato per prestigiose Associazioni in Italia e nel mondo.
Di recente si è laureato con il massimo dei voti e la lode in Didattica della Musica presso il Conservatorio "L.Refice" di Frosinone.
Da oltre dieci anni è docente di Musica presso lo Iunior International Institute di Roma. 

(Genova)
Organista, direttore d'orchestra e di coro, siè diplomato presso i Conservatori : "N.Paganini" di Genova, "G.Verdi"
di Milano,e "L.Cherubini"  di Firenze.
Dal 1992 è Direttore artistico del complesso vocale "I Polifonici di Genova" e collabora da oltre dieci anni con il Teatro Carlo Felice di Genova.
E' stato per diversi anni Assistente musicale presso la sede RAI di Genova, acquisendo competenze specifiche nel settore della regia del suono e del montaggio discografico.

(Nole, Torino, 26-XI-1936)
Sacerdote impegnato in una comunità monastica chiamata “Fraternità di Nazareth” che ha sede al Santuario del Monte Stella in Ivrea e a S. Maria in Zinzolano a Bairo in prossimità di Torino. Oltre agli impegni sacerdotali ha sempre coltivato la musica provenendo dal diploma d’Organo e Composizione Organistica sotto la guida di Angelo Surbone a Torino e di Luigi Molfino allora docente a Genova. Le sue composizioni sono per la quasi totalità destinate al canto assembleare e si presentano ricche di spunti melodici di grande presa: molti dei suoi canti sono diventati, infatti, patrimonio della liturgia per la modernità del testo e per l’immediata partecipazione al canto della comunità parrocchiale. (da "Le Firme dell'Organo")
Scheda in corso di preparazione
(Mercato Saraceno, 29-VII-1917; Torre Pedrera, 29-VII-2015)
Sacerdote e noto decano del presbiterio riminese. Scrittore e saggista, è presente nel catalogo Carrara con una Ave Maria e alcuni inni liturgici scaturiti dalla sua passione per la musica coltivata nell’arco della sua lunga vita. Educatore di diverse generazioni di riminesi, è stato parroco in San Giovanni in Bagno dal 1965 al 1993. Molti i libri di meditazione e di guida spirituale da lui scritti. Importante anche la sua esperienza di librettista sfociata nel ponderoso “Oratorio Paulus Apostolus” per la musica di Egidio Araldi, strutturato per coro, orchestra, solisti con l’aggiunta di organo, percussioni e pianoforte.
(Gazzaniga, Bergamo 1-VIII-1901; ivi 10-II-1966)
Nato a Gazzaniga il 1° agosto 1901, attratto dalla musica fin da bambino, venne felicemente assecondato e indirizzato dai suoi insegnanti del luogo di nascita; quindi, perfezionatosi presso l’Istituto Musicale “Donizetti” di Bergamo si trasferì a Milano, dove , al Conservatorio “G. Verdi” conseguì i tre maggiori diplomi superiori: pianoforte, organo e composizione.
Seguendo la feconda ispirazione in quest’ultima arte, da Lui prediletta, lasciò innumerevoli e pregevoli lavori.
La Sua straordinaria facilità di sviluppo dei temi musicali gli ha permesso di comporre: Sonate per pianoforte, organo e orchestra; Messe solenni in latino e italiano; cori a più voci, sacri e profani; musiche polifoniche; opere liriche; un “Magnificat” genialmente concepito; operette; sinfonie per pianoforte e orchestra, delle quali una dedicata a Fantoni; mottetti, ecc. Suoi alcuni metodi per l’insegnamento della musica.
Spinto dalla Sua fede schietta fu particolarmente felice nella composizione di musica sacra, così da essere giudicato “…musicista serio, personalissimo, senz’altro uno dei più geniali fra il nostro compositorio di musica sacra”.
Valente esecutore e concertista d’organo, Suo strumento preferito, fu organista in S. Maria Maggiore a Bergamo, quindi in Duomo a Milano e nelle Cattedrali di Abbiategrasso e Gorgonzola ed infine ancora a Milano nella Basilica si S. Satiro.
Fu insegnante presso le Scuole Musicali di Varese e Busto Arsizio, nel Seminario Milanese di Venegono, alla Scuola d’Arte del “Beato Angelico” di Milano, titolare della cattedra d’organo al Civico Istituto Musicale “G. Donizetti” di Bergamo.
Con la Sua morte, avvenuta a Gazzaniga il 10 Febbraio 1966, è venuto a mancare uno dei più valenti compositori bergamaschi.
Nel 2012 si è conclusa la pubblicazione dell'Opera Omnia articolata in 18 sezioni per un totale di 39 volumi.
(Gombitelli-Camaiore, Lucca, 18-IX-1926)
Insegnante per oltre 30 anni nel Seminario di Lucca, ha studiato composizione, musica corale e direzione di coro. E’ stato organista del Duomo di Lucca e direttore artistico della “Sagra Musicale Lucchese”, della cappella “S. Cecilia” della Cattedrale di Lucca e dell’Istituto Musicale Diocesano “R. Baralli”. Per la liturgia della cattedrale ha composto pagine di musica vocale e pagine organistiche.


(S. Bonifacio, Verona 18-XII-1866; Verona 6-VII-1930)
Consacrato sacerdote l’11 agosto 1889, fu subito destinato come cooperatore a Soave. La sua formazione musicale, dovuta agli insegnamenti di Don Antonio Bonuzzi, di Don Carlo Baciga e di Achille Saglia, fu sempre improntata ai più rigidi principi ceciliani; divenne infatti il perno della riforma a Verona, ideale continuatore di D. A. Bonuzzi.
Dalla Pasqua del 1900 al Natale del 1915 diresse la cappella della cattedrale di Verona, attuando un radicale rinnovamento delle strutture e dei programmi, fino all’anno precedente incagliati nelle viete prassi ottocentesche.
Nel 1904 fondò la Società veronese di S. Gregorio e nel 1927 avviò la Scuola diocesana di musica sacra.
Insegnante nel seminario diocesano, fu attivo anche a livello nazionale nell’AISC, della quale fu consigliere. Pubblicò parte della sua musica liturgica presso Bertarelli, Zanibon, Carrara, Sonzogno e AISC.
Di don G. Maggio è il celebre “Il tuo spirto, Signor” (parole di D. Oreste Zampicinini), divenuto inno ufficiale dell’AISC.
(S.Maria Maggiore, 7/4/1911 - Novara, 25/11/67)
Figura di intellettuale dai molti interessi; musicista, musicologo,pittore,filosofo,umanista e linguista dialettale, era discendente di una antica famiglia della Valle Vigezzo.
Nel 1926 frequenta la 5° ginnasio a Treviglio e dà gli esami a Bergamo.
Nel 1933-1934 studia violino e piano complementare, teoria e storia della musica.
Nel 1936 studia organo e gregoriano in Valle
Scheda in corso di preparazione
(Vigarano Mainarda, Ferrara 10-V-1873; Oropa, Biella 24-VII-1937)
Si formò e divenne sacerdote nel seminario di Faenza, dove insegnò canto dal 1889 al 1894.
Passò a Venezia (1898), facendosi allievo di Lorenzo Perosi e insieme suo sostituto nella cappella di S. Marco, nonché insegnante nel seminario patriarcale e in altri istituti cittadini.
Divenuto in seguito maestro nel duomo di Bari, vi fondò il periodico di musica sacra “Il ceciliano”. Passò poi per breve tempo nella cattedrale di Lecce (1910) e di Molfetta, quindi in S. Eusebio a Vercelli come successore di R. Casimiri (1912).
Dal 1919 visse e operò nel santuario mariano di Oropa.
Molte le sue opere liturgiche, pubblicate da quasi tutti gli editori in quell’epoca.
Un po’ iperbolicamente fu definito compositore esplosivo e ... pirotecnico ; in realtà egli espresse sempre nelle sue opere tanta cordialità, al di là di atteggiamenti sofisticati o studiati, riportando i modi caratteristici e veritieri dell’umile gente campagnola.
Don Pietro Magri, pur all’ombra del gigante Perosi, come tutti del resto, inondò il mondo cattolico di tanta italianissima musica liturgica.
Frate Minore conventuale, ha compiuto I suoi studi musicali con I maestri Wolfango Dalla Vecchia per l’organo e Luigia Rossi Molinari per il pianoforte.
Consegue il Magistero in canto gregoriano e direzione di coro presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano dove ha studiato con L. Migliavacca, L. Molfino, A. Turco, V. Donella; ha frequentato inoltre diversi corsi di perfezionamento della prassi corale.
La sua produzione di musica sacra comprende: Messe, Mottetti, Inni e lavori di vario genere liturgico con accompagnamento d’organo o con orchestra. E’ da segnalare la sua “Sonatina per Assisi” per pianoforte, eseguita per la prima volta al Statdt-haus di Winterthur (Svizzera), e l’attuale sigla televisiva della celebrazione eucaristica domenicale su RaiUno, tratta dal poema sinfonico “La povertà di Francesco”. E’ autore di composizioni orchestrali tra le quali due oratori: “Antonio di Padova” e “Le stigmate di San Francesco”; le cantate “La Samaritana al pozzo”, “L’annunciazione di Cristo”, “Quale gioia quando mi dissero”, “Il roveto ardente”; i poemi sinfonici “Fides et ratio”; “La povertà di Francesco” e le variazione per coro e orchestra sul tema del film “Fratello sole e sorella luna”.
Nel campo teatrale scrive le musiche per la piece “Fili di Soli” su testi di Paul Celan  e la regia di Doris Merz.
Attualmente è direttore della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco in Assisi.
(Bruxelles, 1833-ivi, 1918)

Studiò al conservatorio della sua città pianoforte e organo. Affiorano per i tipi di Lemoine e di Schirmer alcune sue composizioni per organo, ora di carattere descrittivo ora di impostazione meditativa. Di maggior consistenza la sua “Sonata in re minore” per organo dedicata al concertismo.
Forse le pagine più riuscite sono quelle per harmonium dove  meglio si rivela la vena crepuscolare del compositore e il suo gusto per il bozzettismo spirituale. (gnv)
(Parma, 1535 – Aquileia, 4-V-1582)

Anche Mayner, di probabile origine scozzese da parte di padre. Visse a Udine e ad Aquileia dove fu maestro di cappella. Madrigalista, autore di mottetti, balletti “per cantar e sonar con ogni sorta de istromenti”vide pubblicate in vita le sue opere tra cui, oltre agli stessi balletti (Gardano) anche i suoi “Magnificat octo tonorum cun quator vocibus”.

(Airola, Benevento, 16-X-1920)
Conosciuto per la sua attività storico-musicologica, è stato anche direttore d’orchestra, compositore e direttore di conservatorio. Laureato in Lettere a Napoli approfondendo nella sua tesi i temi paleografici della notazione musicale, si è diplomato alla scuola di Gargiulo e Vitale in Pianoforte, in Composizione, Strumentazione per Banda e Direzione d’orchestra con F. Caracciolo. Docente di Storia ed Estetica Musicale a Napoli e Torino, ha diretto il conservatorio di Messina e ricoperto la cattedra al “Verdi” di Milano ancora di Storia ed Estetica Musicale. Suo, tra gli altri, il libro “Dai Greci a Schonberg” edito a suo tempo da Hoepli e poi rivisto, rielaborato e ampliato con il titolo “Corso di Storia della Musica” e pubblicato da Carrara. Ha composto per orchestra e per il coro.
(Napoli, ? – ivi, 9/3/1627)

Organista, arpista e compositore. Lavorò in Spagna e Portogallo, ma fu soprattutto attivo nella sua città natale dove fu introdotto alla musica da Gian Domenico da Nola e finì per sostituire Scipione Stella all’organo dell’Annunziata. Qui si alternò con l’amico Lombardi anche nella direzione della cappella musicale. Chiuse la sua carriera in coppia con Trabaci come organista della Cappella Reale. Stampò a Napoli “Libro di diversi capricci per sonare” (1603), “Libro di ricercari a 3 voci” (1606), un secondo libro di ricercari. Rimangono suoi manoscritti tra cui messe e vespri a 8 voci.
(Lucca , 1547 – Firenze, 1599)

Appare anche col il nome di Cristofano. Compositore di “Intermedi”, fece parte del gruppo di lavoro cui appartenevano i vari de’ Cavalieri, Peri, Caccini ed è da considerarsi tra i musicisti di transizione e tra gli innovatori musicali che preparano il ‘600. Dalla polifonia contrappuntistica, alla musica sillabica e accordale che prepara alle espressioni monteverdiane. Allievo di Corteccia, fu anche musicista alla corte di Francesco de’ Medici e organista al duomo fiorentino.
(Carsoli, L’Aquila 21-IV-1887; Roma 21-IV-1933)
Trasferitosi a Roma, studiò nel seminario vaticano prendendo lezioni private da Remigio Renzi; nel 1913 conseguì il diploma al Liceo Musicale “S. Cecilia” di Roma. Subito fu incaricato di insegnare organo complementare e legislazione ecclesiastica presso la Scuola Superiore di Musica Sacra, divenendo titolare dopo la pausa della guerra. Dalla sua scuola uscirono, tra gli altri, F. Vignanelli, F. Germani, A. Volpi.
E’ noto il suo interesse per la ricerca sulle musiche “storiche”, come pure l’apporto fondamentale nel definire la fisionomia dell’organo moderno. Fu grande il suo ruolo nell’Adunanza di Trento nel 1930.
Progettò il grande organo per la Scuola Superiore di Musica Sacra e lo inaugurò il 22 marzo 1933 poco prima di morire.
Scrisse poco e solo per il concerto.

(Morengo, Bergamo 27-IV-1891; Milano 29-III-1970)
Studiò al Conservatorio di Milano con Pozzoli, Gatti, Paribeni, A. Bossi e Ferroni, costretto tuttavia ad interrompere le lezioni a causa della guerra, diplomandosi soltanto nel 1920 a Parma.
Fu insegnante di armonia e direttore dell’Istituto “Donizetti” di Bergamo dal 1926 al 1929 e nel contempo maestro di cappella in S. Maria Maggiore.
In tanta attività didattica, organizzativa e ricreativa un posto costante e privilegiato ha avuto la composizione sacra e organistica, i cui frutti venivano pubblicati dal concittadino editore Carrara.
(Sergnano, Cremona 19-X-1923; vivente)
Nato a Sergnano (Cremona) nel 1923, fu allievo di F. Caudana e si diplomò al Conservatorio “Nicolini” di Piacenza. E’ stato apprezzato professore di musica nei Seminari di Cremona e Fidenza. Nelle edizioni Carrara si trovano sue composizioni, sia vocali che organistiche.

(Cazzago San Martino, 1899 – Brescia, 1980)

Talentuoso pianista, studia con Pietro Orizio e diventa a 14 anni organista della chiesa madre del paese natio. Si trasferisce a Brescia e viene chiamato alla armi nel 1917. Si diplomerà a guerra finita nel 1922 e completerà gli studi nel 1928, in composizione,  con Isidoro Capitanio. Direttore del coro “Luca Marenzio”, maestro sostituto al Teatro Grande di Brescia, docente al “Venturi” della stessa città, è autore di lavori sinfonici e corali, di opere liriche che hanno debuttato al Teatro Donizetti a Bergamo e nella sua città adottiva, negli anni ’50.
(Vazzano (VV) 31-X-1941)

Nativo di Vazzano ma residente a Campobasso, è medico specialista in ginecologia ed ostetricia. Ha studiato teoria musicale e solfeggio sotto la guida di un musicista del paese natale. Da autodidatta ha studiato l’armonium per l'accompagnamento dei canti nelle liturgie.
Lo studio dell’armonia, effettuato prevalentemente da autodidatta, gli ha consentito di comporre e di pubblicare un valzer da concerto per fisarmonica con le edizioni Physa. Da sempre, il suo più profondo impegno lo dedica alla musica sacra.
(1863-1936)

Nato a Horningsham, Inghilterra , da una famiglia il cui padre era pastore dell’antica “Free Church” inglese. Precoce talento musicale, fu professore di musica nel Winston College, Pennsylvania, in seguito alla Brenau University di Atlanta.
Lascia una serie di composizioni organistiche di elegante impostazione, molti lavori di trascrizione e arrangiamenti musicali. La sua opera più conosciuta rimane “The Students Harmony” che ebbe molte riedizioni (pl)


(1965)
Compositore e direttore d’orchestra. Ha studiato a L’Aquila presso il Conservatorio “A.Casella” diplomandosi in pianoforte, clavicembalo e direzione d’orchestra. Ha conseguito il diploma in Musica Corale e Direzione di Coro al “Cherubini” di Firenze. Concertista in diverse formazioni cameristiche,  impegnato in Italia e all’estero, ha diretto l’orchestra del conservatorio dell’Aquila e l’Orchestra Sinfonica Abruzzese (Rossini, Puccini, Mozart). E’ direttore artistico dell’Associazione Corale “Gran Sasso”.
(Monza, 1928)
Allievo di Riccardo Malipiero e di Gianluigi Centemeri. è stato docente a Vicenza presso il conservatorio “Arrigo Pedrollo” e a Monza al Liceo Musicale. Le sue composizioni ricche di titoli e ensemble musicali molto originali, fanno da  validissima cornice alla sua opera didattica nota nei maggiori conservatori italiani.
(Savona, 23-IX-1929; ivi, 4-VII-1992)
Dopo il diploma di Pianoforte a Torino nel 1950, seguirono, a Genova, i diplomi di Composizione (Mario Barbieri) e Strumentazione per Banda (ancora a Torino con Di Marino).
Fondò a Savona il Liceo Musicale “F. Cilea” e svolse attività didattica al “Paganini” di Genova. Concertista e compositore, scrisse musica vocale, da camera e sinfonica oltre ad un opera lirica in un atto (“Binario”, 1957).

(Bari, 05-I-1970)

Nato a Bari, giovanissimo intraprende gli studi di pianoforte presso il Conservatorio di musica "N. Piccinni" di Bari diplomandosi col massimo dei voti, sotto la guida della Prof.ssa Angela Annese.
Inizialmente ha svolto attività di pianista, partecipando a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, concerti, registrazioni, come solista ed in diverse formazioni da camera.
In seguito, le sue conoscenze musicali si sono ampliate anche nella musica corale, nella didattica e nella direzione di coro, diplomandosi in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria e perfezionandosi con i Maestri: Sebastian Korn, Marco Berrini, Filippo Maria Bressan, Gary Graden, Frieder Bernius. Nel 1998 ha fondato il gruppo vocale "Florilegium Vocis", del quale è direttore artistico e musicale, e con il quale svolge una intensa attività concertistica.
Ha collaborato con l'Associazione "Harmonia, Coro e Orchestra dell'Ateneo Barese" come direttore stabile del coro degli studenti universitari e dal 2002 come direttore dell'orchestra dell'Università di Bari, con i quali ha svolto numerose tournè in Italia e in Europa, riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica.
Tiene regolarmente corsi come docente di musica corale, direzione di coro e metodologie didattiche presso: Courmayer (AO), Vignole Borbera (AL), Minervino Murge (BA), Aosta, Bari, Cisternino (BR).
Collabora come assistente del maestro, corista e solista nel gruppo vocale Ars Cantica Choir di Milano, diretto dal M° M. Berrini.
Per il prossimo triennio è stato nominato membro della Commissione Artistica dell'A.R.C.O.P.U. (Associazione Regionale Cori di Puglia).
Cura la pubblicazione di musica sacra vocale per le Edizioni Carrara di Bergamo.
Dal 1990 ricopre il ruolo di organista titolare della Cattedrale di Bari.
Dal luglio del 2008 è stato nominato direttore artistico e musicale del Coro dell’Accademia Polifonica Barese.
Svolge attività didattica presso l'Istituto Diocesano di Musica Sacra di Bari.

(1855 – 1913)
Originario di Bellinzago, presso Novara, fu organista, compositore e didatta. Allievo di Polibio Fumagalli e Franco Faccio al conservatorio di Milano, vi divenne insegnante di armonia, contrappunto e fuga. Tra i suoi allievi crebbero Pick-Mangiagalli, Mortari, Pozzoli, Montemezzi. Ebbe il merito di indirizzare un musicista del calibro di Agostino Donini, alla musica sacra. Egli stesso si spese per questa causa collaborando alle pubblicazioni di Lorenzo Perosi dove insieme a Mapelli ritroviamo, con Donini, anche  Cervi, Ramella, Pozzoli, Bentivoglio e Tubi. Val pena di ricordare in questa collana il mottetto “Orietur” a tre voci virili, pubblicato postumo sul XII° numero delle “Melodie Persiane”; Giuseppe Ramella aggiunse la parte d’organo a questa stupenda composizione che ritroveremo ulteriormente dilatata con l’aggiunta delle voci bianche probabilmente con una elaborazione di Luciano Migliavacca intorno alla metà del secolo scorso. Tra le altre sue pagine vocali, si deve ricordare il possente “Salmo Ottavo” ad 8 voci sole, eseguito la prima volta a Milano per l’inaugurazione della Sala Grande del conservatorio. (gnv)
Laureato in Scienze Politiche, si è formato musicalmente in Composizione Tradizionale presso il Conservatorio di Musica "G.Verdi" di Milano.
(Venezia, 1686-Brescia, 1739)

Per tanto tempo gli è stato attribuito il “Concerto in Do minore per oboe e archi” con quel meraviglioso adagio che ha fatto comparsa anche in un film sentimentale. La pagina era di suo fratello Alessandro. Poco male. La mole di lavoro di Benedetto è talmente vasta e musicalmente completa che egli sarebbe comunque sopravvissuto nel ricordo dei posteri. Diceva di essere un dilettante di contrappunto ed era vero. Mancava in quei tempi il concetto di autodidatta e studioso sebbene appaia il nome di Francesco Gasparini come guida musicale negli anni giovanili. Il “diletto musicale” si accompagnava alla sua attività di scrittore (il famoso “Teatro alla moda”), di avvocato e di magistrato a Pola, Ufficiale della Giustizia Vecchia a Venezia e infine come Camerlengo a  Brescia che lo adottò post mortem ospitando la sua salma nella chiesa di S.Giuseppe. Di suo rimangono 700 opere musicali tra le quali lo studioso o l’esecutore può scegliere: lavori per il teatro, 300 cantate per voce e basso continuo, serenate, canzoni e arie da camera, musica per tastiera, sonate per violino e per violoncello. Per chi ama la musica sacra, sono da rileggere i 50 salmi sui versi di Girolamo Ascanio Giustiniani, editi in 8 volumi tra il 1724 e il 1726 con un marchio dal titolo accattivante.”L’Estro poetico-armonico”. A Londra, pur di cantarli, ne fecero ulteriore traduzione. (gnv)
(Lione, 2/2/1669 – Parigi, 17/2/1732)
 
La sua musica   « pour orgue » , svela un compositore dallo stile definito, dal tratto personale nella pagina robusta del “grand jeu”,  nella pagina dell’espressività nell’uso sapiente del cromatismo, nel contrappunto della fuga, nella spazialità del pezzo polifonico che si estende fino a trattare le sei voci. Un organista nato. Lo misero in gara con Bach. Se non si presentò alla tenzone (e fece bene…), era per lo meno l’unico che potesse contrastarlo nell’ improvvisazione. Dumage e Daquin erano i suoi grandi allievi. Per sentirlo suonare e improvvisare, a Parigi facevano ressa al  portone della chiesa. E impazzivano di piacere all’attacco del “Menuet pompeux”. La sua vicenda umana, invece, svela un uomo inquietante. Intrigante, suonava in più chiese cercando di intercettare i maggiori favori e i maggiori danari. Finì in causa con Pierre Dandrieu, si intromise alla morte di Lèbegue, nelle manovre di successione all’organo di St.-Merry.. Tormentò la moglie con calunnie sulla sua vita intima (lei gli aveva dato tre figli..) e con maltrattamenti che lo costrinsero, anche in questi caso, a presentarsi in tribunale. Si giocò tutto: soldi, posto alla Cappella Reale, reputazione. Non rimase che l’esilio a Dresda. Quando tornò a Parigi, la sua immagine di musicista riprese quota e con essa non mancarono i soldi poi dispersi da uno stile di vita insostenibile. Nel 1725, un grave incidente gli procurò l’impossibilità di usare il braccio sinistro. Poco male. Perfido ma di carattere: suonava l’organo con la destra accompagnandosi col pedale. Un raveliana anticipazione del concerto per la sola mano sinistra.
Morì in miseria ma aveva una collezione di strumenti quasi unica. Si definiva “Grand Marchand”. Una vita da romanzo. O da film. (gnv)
Organista, clavicembalista, pianista e compositore. Docente di Lettura musicale e formazione all’ascolto presso il Conservatorio “G. P. da Palestrina” di Cagliari, è autore di numerose composizioni per vari organici vocali e strumentali, regolarmente eseguite in Italia ed all’estero, incise e pubblicate.
In qualità di interprete ha tenuto concerti in tutta Europa, il suo repertorio spazia dalla musica antica alla contemporanea, dal Jazz alla musica popolare.
(Roma 14-XII-1922; Sondrio, 16-II-2007)
Sacerdote valtellinese educato nel seminario di Como dove fu allievo del maestro L. Picchi; precedentemente a Roma aveva studiato pianoforte col maestro Crescenzio Di Miniello. Al Conservatorio di Milano conseguì i diplomi di pianoforte, organo, polifonia e composizione; al Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano ottenne il magistero in canto gregoriano. Fu organista e maestro di cappella nella Collegiata di Tirano (1954-59), di Sondrio (1959-71) e nella Basilica di S. Vittore di Varese (1972-76), svolgendo contemporaneamente qualificata attività concertistica in Italia e in vari altri paesi europei.
E’ stato titolare di organo e composizione organistica al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria dal 1972 fino alla pensione.
La sua attività musicale liturgica è iniziata negli anni ’50 per la liturgia in latino (sulle riviste “Schola” di Como e Carrara di Bergamo) e ha proseguito brillantemente negli anni post-conciliari durante i quali ha dato le sue cose migliori.
Scrittura personale, inconfondibile, veicolante un pensiero musicale denso, proibito ai superficiali e ai faciloni. Importanti nella sua formazione artistica furono i contatti avuti con Cesare Chiesa, organista di S. Celso a Milano e soprattutto, con Bruno Bettinelli.
La sua musica per organo si colloca autorevolmente tra i più interessanti repertori contemporanei
(1621-1674)
Rimane nella storia della musica organistica come compilatore della “Intavolatura di Levoca” una cittadina slovacca nota per la sua vivacità musicale sin dal ‘400. Con le annessioni nel solco della storia questa documentazione finì a Budapest. Nella intavolatura si possono incontrare versetti, danze ordinate in forma di suite, fantasie e fughe, alcuni preludi alcuni dei quali attribuiti allo stesso compilatore.

Nato nel 1990, inizia lo studio della musica durante il periodo liceale; dopo la maturità classica intraprende gli studi musicali e quelli universitari a Venezia conseguendo nel 2014 la Laurea Magistrale in filologia e letteratura italiana.
Attualmente studia Organo presso il Conservatorio "A.Pedrollo" di Vicenza sotto la guida di Roberto Antonello ed approfondisce lo studio della composizione.
Ha conseguito masterclassa; attivo anche sotto il profilo musicologico, ha contribuito alla schedatura dell'epistolario di G.B. Perucchini conservato nel Fondo Bernardi presso la Biblioteca del Museo Correr di Venezia.
Dal 2010 è organista accompagnatore alle funzioni ed ai cocerti del Coro Luca Lucchesi presso la Basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza.
Svolge attività concertistica sia come solista che come accompagnatore di gruppi corali.  
Uno dei più interessanti e attivi flautisti italiani. Diplomatosi brillantemente, si specializza alla scuola di Conrad Klemm e Peter Lukas Graf. Da qui si snoda una intensissima carriera con l’affermazione in importanti concorsi internazionali e un costante percorso concertistico che spazia dal classicismo alla collaborazione con i più importanti compositori italiani (Bussotti, Donatoni, Manzoni, Sciarrino, Morricone, Solbiati, Fedele e altri). Incide decine di opere tra le quali si notano le composizioni di Giorgio Gaslini con il quale ha suonato in duo. E’ Direttore dell’Istituto di Musica e Liturgia di Reggio Emilia. E’ stato inoltre Direttore dell’Istituto Superiore di Alta Formazione Musicale “Claudio Merulo” di Castelnovo ne’ Monti dove oggi è titolare della cattedra di flauto.
(Coccaglio, 1553; Roma, 22-VIII-1599)

Il suo tempo lo incoronò come il più importante autore di madrigali. Lascia 9 libri di madrigali a cinque voci e 6 libri di madrigali a sei voci. Sigismondo III di Polonia lo volle alla sua corte ed egli operò a Varsavia e a Cracovia aprendo il flusso dei musicisti italiani che da lì in poi vennero richiesti per secoli ad alimentare la cultura musicale polacca. Come molti altri polifonisti, iniziò come fanciullo cantore al Duomo di Brescia prima di trasferirsi a Roma alla corte dei cardinali Luigi d’ Este e Aldobrandini nonché presso la famiglia Orsini. Torno a Roma nell’ultimo anno di vita prima di venire sepolto in S.Lorenzo in Lucina.

(Torino, 1974)

Allievo di Bosco: ha vinto numerosi ed importanti concorsi di composizione (Tours, Las Palmas).
Direttore artistico della sezione corale del Circolo Culturale di Cogne, del Coro 900 di Torino, collabora con Massimo Nasetti per il gruppo musicale Cactus Firmus. E’ collaboratore dell’ Orchestra Filarmonica Italiana per le produzioni operistiche del Teatro Comunale di Piacenza.

(Cernusco sul Naviglio, Milano, 5-XI-1912; Milano, 29-XI-1988)
Studiò a Milano diplomandosi in Organo, Pianoforte principale, Musica e Canto corale, Strumentazione per Banda, Alta Composizione e Direzione d’orchestra.
La profonda preparazione musicale lo portò a ricoprire con successo importanti incarichi nell’ambito musicale milanese: fu organista all’Angelicum, organista dell’orchestra del Teatro alla Scala e, per 52 anni, organista titolare nella Cappella del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. Docente di Armonia, Contrappunto e Fuga al “Verdi” di Milano, fu anche membro del Consiglio di Direzione dello stesso istituto e rappresentante del conservatorio nel Consiglio d’Amministrazione della Casa di Riposo per Musicisti “G. Verdi”.
(Seregno, Milano 21-VIII-1898; ivi 24-XI-1982)
Compì gli studi di flauto, pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano. Dopo un avvio operistico (Il gatto dagli stivali, 1924 e Avemaria, 1926), per non sottostare a compromessi politici, decise di dedicarsi quasi esclusivamente alla musica sacra, dapprima come organista e maestro di coro a Carate Brianza e dal 1951 fino alla morte come organista e maestro di cappella della Collegiata di Seregno. Fu anche insegnante nelle scuole pubbliche e nel vicino Seminario di S. Pietro Martire, dove ebbe l’appoggio illuminato di Mons. Ascanio Andreoni e di Mons. Delfino Nava.
Relativamente cospicuo è il numero delle composizioni musicali liturgiche e organistiche, alcune delle quali pubblicate dall’editore Carrara.
(Bergamo, 17-II-1865; ivi, 15-IV-1951)
Figura amata a Bergamo dove aveva studiato con Petrali prima di trasferirsi a Milano dove era allievo stimato di Ponchielli. Dopo il diploma nel 1887, rientrò nella sua città natale dove fu nominato professore di Pianoforte, Organo, Armonia e Contrappunto all’Istituto Musicale “Donizetti”, mantenendo quegli incarichi per trentacinque anni. Contemporaneamente assolse all’incarico di organista in S. Maria Maggiore. L’insegnamento non gli impedì di dedicarsi alla composizione (musica da camera, strumentale, trii, quartetti e romanze, oltre ad una messa per coro e orchestra eseguita in Bergamo Alta. Amico di Marco Enrico Bossi e di Arrigo Boito, fondò nella sua città la “Società del Quartetto”, il Circolo artistico “Palma il Vecchio”, fu critico musicale della “Rivista di Bergamo” e direttore della rivista edita da Carrara “Melopea Educativa”, subentrando ad Edoardo Berlendis.(tratto da "Le Firme dell'Organo")
(1757-1834)
Tra la schiera degli organisti francesi minori, a cavallo di due secoli e in mezzo al frastuono della Rivoluzione Francese. Ci rimango tracce labili di questo compositore che, pare, fu all’organo parigino di St. Gervais e di St. Thoamas. Ci rimane una sua fuga. Sopravviveremo anche senza conoscere altre composizioni. (gnv)
(Dorking, Surrey, 1752 – Chichester, Sussex, 1828)

Di professione avvocato ma buon suonatore di viola e di violino ed in possesso di grande cultura musicale. Studiò anche organo con un certo Wafer. Si dilettò di composizione e non mancano nel suo lascito sinfonie
tra le quali una concepita per due orchestre (“”A Conversation Symphony”). Molte le ouvertures e molta anche la musica da camera dove si nota un quartetto composto nello stile di Hydn. Anche per l’organo la produzione è abbondante con  raccolte di “voluntaries”, e pagine concepite liberamente per la tastiera. Compilatore di una antologia di inni per il culto (“The Cathedral Chant Book”) , è ricordato per una brillante trascrizione a quattro mani dell’Alleluia di Haendel.


Diplomato a Firenze in Musica Corale e Direzione di Coro e in Strumentazione per Banda. Ha compiuto gli studi di composizione con Carlo Prosperi e frequentato i corsi di Estetica e Paleografia Musicale con Mario Fabbri. E’ docente a Firenze e direttore del Istituto Musicale “F.Feroci” di San Giovanni Valdarno dove, nel 1958, ha rifondato la corale “E.Cappetti” portandola ad eccellenti livelli esecutivi. E’ cofondatore della Accademia Musicale Valdarnese.
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(Bologna,25-IV-1707 – ivi, 3-VIII-1784)

Detto Padre Martini. Francescano conventuale, fu la figura di riferimento della cultura europea del ‘700. Storico della musica, didatta, trattatista, collezionista di materiale e testi musicali, fu fecondissimo compositore. La sua produzione di musica sacra svaria tra le forme più disparate ancorandosi alla tradizione della antica scuola romana e collegandosi al dettato stilistico dei musicisti che essa aveva manifestato. Non mancano numerosissime pagine d’organo e cembalo. Oratori e cantate completano l’ampio catalogo nel quale sono rintracciabili intermezzi, operine e piccole farse musicali sconosciute al grande pubblico

(Montuiri, Spagna 9-III-1913; Roma 18-II-2009)
Studiò al Conservatorio di Valenza diplomandosi in pianoforte con la massima qualifica. Presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma, nel 1948, conseguì poi a pieni voti il diploma di composizione e nel 1951 il diploma in canto gregoriano. E’ stato maestro di musica al Pontificio Collegio Nordamericano.
Compositore prevelentemente di musica sacra, scrisse varie Messe, Mottetti e musica per organo.
Neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta. attualmente opera a Milano in un servizio di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza.
 
(Barcelona, 1860; ivi, 1945)

Protagonista della musica sacra nella prima metà del ‘900 in Spagna. La sua abbondante produzione è prevalentemente mottettistica. Si mise in luce con la sua “Misa de Gloria” scritta nel 1905, pagina che ebbe buona diffusione così come i suoi canti a due voci e organo che via via raccolse nel volume “Del Cantemus Domino”. Pregevoli e di trasparente scrittura anche i suoi pezzi per organo. Fu un animatore del canto liturgico e si distinsero gli  scritti nella rivista da lui fondata con Josep Noguer, “Revista parroquial de musica sagrada” edita tra il 1927 e il 1936. Fu maestro di cappella a Sant Agustì in Barcellona, direttore della musica del collegio dei Gesuiti, professore all’ Accademia Granados della sua città natale
(Castiglione d’Intelvi, Como, 5-IV-1909; Pontremoli, Firenze, 11-IV-1978)
Organista, maestro di coro e didatta, si diplomò a Milano presso il conservatorio “G. Verdi” (Musica corale e Canto per il ramo didattico) per poi conseguire a Bologna il diploma d’Organo. Insegnò presso varie sedi italiane: a Como dal 1937, a Sassari due anni dopo, a S. Ginesio di Macerata, a Pontremoli dove fu preside dell’Istituto Magistrale, a Massa e a La Spezia sempre curando e sviluppando il discorso corale. Organista alla chiesa di San Colombano passava poi al Duomo di Pontremoli,dal 1955 al 1963, succedendo a mons. Oreste Boltri, rettore del locale seminario, organista e a sua volta direttore di coro.
(Saint-Etienne, 1842-Parigi. 1912)

Professore di composizione al conservatorio di Parigi, dedicò il suo lavoro creativo all’opera lirica. Delle sue 25 opere risaltano con evidenza “Manon” (1884), “Werther” (1886), “Thais” (1894). Tra le opere considerate minori troviamo la giovanile “Messa da Requiem” a 8 voci scritta a Roma, 4 oratori e alcune musiche di scena. Grande armonizzatore e orchestratore, il suo stile ebbe grande influenza sui successivi compositori francesi a partire da Fauré e Charpentier.
(1700 ca. - 1771)       
Appartenne ad una famiglia di musicisti originaria di Penna San Giovanni (MC). La sua prima educazione musicale avvenne nella cerchia familiare; abbracciò poi la condizione ecclesiastica. Dal 1722 al 1733 fu maestro di cappella del Duomo di Fermo e poi organista presso la Basilica di Loreto, incarico che mantenne fino alla morte. Compose, tra le altre musiche, oratori e opere profane.

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(Bologna, 1750-ivi, 1825)
Musicista e sacerdote dell’ ordine dei frati minori. Legato alla sua città. Fu allievo di Padre Martini assimilando una forte preparazione contrappuntistica che trasmise ai suoi allievi Rossini, Donizetti e Morlacchi. Maestro di cappella prima a S. Francesco, poi a S. Petronio scrisse musica sacra e opere teoriche tra cui la “Pratica d’accompagnamento sopra i bassi numerati” presentata nel 1788.

(Torino 17-IV-1876; Loreto 6-VII-1949)
Fanciullo prodigio si diplomò ben presto in pianoforte al Liceo Musicale di Torino. Contemporaneamente studiò l’organo diplomandosi al Conservatorio di Parma dove insegnava Arnaldo Galliera.
Appena diplomato fu assunto nella chiesa di S. Agostino nella sua città, dando inizio anche ad una brillantissima carriera concertistica in Italia e all’estero.
Nel 1902 vinse il concorso (in lizza con Ramella e Adolfo Bossi) per il posto di primo organista nella basilica di Loreto, dove rimase fino al 1923, in un fedele impegno quotidiano.
Dal 1923 al 1942 occupò la cattedra d’organo presso il Liceo Musicale di Torino, che fu del suo maestro R. Remondi, per poi passare gli ultimi anni, lontano dai bombardamenti della guerra, nella pace di Loreto. Matthey, si direbbe, fu esclusivamente esecutore; tuttavia gli capitò di comporre qualche pezzo per organo e per armonio, pubblicati per lo più dal Carrara e dal Picchi in “Laus Decora”; è autore anche di una “Preghiera” per organo e archi.
(Reggio Emilia 14-X-1857; Bologna 6-V-1924)
Compì gli studi nel Liceo Musicale di Bologna, dove si diplomò nel 1881 in composizione e nel 1894 in organo.
Insegnò alla scuola musicale di Reggio Emilia; ottenne incarichi per l’insegnamento dell’organo al Conservatorio di Parma (1895) e di contrappunto e composizione al Liceo “Rossini” di Pesaro (1897).
Dal 1900 al 1908 fu a Bergamo a capo della cappella di S. Maria Maggiore e dell’Istituto Musicale annesso, dove ebbe come allievo, tra gli altri Pietro Dentella. Si trasferì poi a Bologna come insegnante di contrappunto e vicedirettore del liceo “G.B. Martini”; successivamente anche come presidente dell’Accademia Filarmonica.
Nel 1904, durante il periodo bergamasco, fece eseguire nel teatro “Donizetti” l’oratorio “L’Immacolata”, ottenendo ampi consensi positivi.
Scrisse 13 messe, tra cui la “Messa solenne in Mi bemolle” a 4 voci pari, premiata ad un concorso governativo di musica sacra a Torino; pezzi vari per organo, alcuni pubblicati da Carrara, e una Sinfonia per organo e orchestra.
Il suo nome è soprattutto legato alla relazione sulla “Riforma in senso liturgico degli organi classici” tenuta a Bergamo nel 1907, in occasione del I Congresso Lombardo di Musica Sacra.

(Randazzo, Catania, 4-IX-1918 22-2-2008)
Entra tredicenne in seminario e, subito inserito nel gruppo dei cantori come contralto, inizia a studiare musica con Branchina, Frasciano e Sangiorgi. Ordinato sacerdote viene chiamato ad una intensa attività pastorale anche se non manca la parte dedicata alla musica e alle prime composizioni liturgiche. Conosce Ettore Pozzoli che gli serberà sempre grande stima ed inizia un fecondissimo periodo di produzione per la liturgia e non solo conservando uno stile di chiara impronta neoclassica e di immediata presa sull’interprete e sull’ascoltatore. E’ stato maestro di cappella in S. Venera e organista del Duomo di Acireale.

Nato a Merate (lc) il 1 marzo 1951, ha conseguito la maturità magistrale e studi di filosofia e teologia nel Semionario di Milano.
Ordinato sacerdote nel 1979 ha effettuato studi privati di pianoforte e organo. Organista e direttore di coro in parrocchia ha conseguito il diploma di magistero in Canto gregoriano e Canto sacro al Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica sacra.
Attualmente è monaco nel Monastero benedettino dei SS.Pietro e Paolo a Germagno (VB) in Piemonte.
 
(Lesmo, Milano 4-II-1885; Gallarate, Varese 4-III-1963)
Frequentò dapprima le lezioni di un maestro privato a Monza, quindi passò al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, dove conseguì, con Andreoli, Mapelli e Galliera, la licenza superiore in pianoforte, organo e composizione.
Dal 1910 alla morte occupò il posto di maestro di cappella e organista nella basilica di S. Maria Assunta in Gallarate.
La sua musica è stata pubblicata da varie Case Editrici, particolarmente dal Carrara; Inconfondibile è la musica di Paolo Mauri, particolarmente quella, a lui più congeniale, per organo; musica brillante, briosa, sempre calda e ottimistica e ben condotta, pervasa da melodicità piacevole e arricchita da incisive ed efficaci soluzioni armoniche.

Si è diplomato in composizione, sotto la guida di Gilberto Bosco, al conservatorio di Torino, dove ha frequentato anche il corso di Musica Corale e Direzione di Coro e in Strumentazione per Banda.
Vincitore per vari concorsi di Composizione (primo premio al Concorso di Musica per Film tenuto da ennio Morricone e Sergio Miceli all'Accademia Chigiana di siena, primo premio al Concorso Endas di Perugia, con Francesco Pennisi, secondo premio al Concorso di Composizione Sacra di S.Giovanni in Persiceto, con Aurelio Samori) ha ottenuto anche numerose segnalazioni e menzioni (tra le altre al concorso "Neopoiesis" di Palermo, con Aldo Clementi ed ennio Morricone). 
(Palermo, 1885 – New York, 1938)

Si affermò in America dove fu organista della Philarmonic Symphony e titolare alla chiesa della Trinità a New York. Tra le sue composizioni degne di pubblicazione si segnalano il “Preludio all’antica” del 1903, “Canon post Epistolam” del 1905. Interessante il “Preludio e fuga in Do maggiore”,l’ “Aria in the Manner of Bach del1930, la “Sicilian Suite” in ricordo delle radici familiari e le variazioni “On a Christmas carol”.
(1936)
Organista, direttore di coro e compositore. Assistente di Gorge Malcom a Westminster, a sua volta è diventato “Master of Music” della cattedrale nel 1961. Compositore prolifico (opere teatrali e strumentali, messe, mottetti, decine di brani per organo) è stato tra i primi direttori di “Pro Cantione Antiqua”, direttore del National Chamber Choir of Ireland e direttore corale presso la radio irlandese.

(13/10/1875 – 4/7/1947)

Nato a Chaudfontaine in Belgio, studiò al Conservatorio di Liegi e fu maestro di cappella alla Collegiale di Huy prima di passare alla chiesa di Saint Jacques a Liegi. Fondò il “Coro Polifonico di Liegi” e fu professore nel conservatorio dove aveva studiato. Numerosissime sono le sue composizioni di musica da camera e le pagine per voce e pianoforte. Importanti anche alcuni brani per orchestra e per complessi di strumenti a fiato. Da rileggere, perché densa di eleganza e raffinatezza, è la sua opera organistica comprendente raccolte sui temi gregoriani, pagine pastorali, preludi e postludi, intermezzi e la “Introduction et fugue” (1898) di giovanile baldanza.
(Mendorf, Baviera, 14 giugno 1763 – Bergamo, 2 dicembre 1845)

Figlio dell’organista di Mendorf , trascorse una giovinezza disordinata tra studi musicali ed universitari ( giurisprudenza e medicina). Lasciata l’università ebbe i suoi primi contatti con Bergamo a partire dal 1787. Prima di raggiungere la città orobica fu a Venezia dove studiò i modelli musicali italiani e dove scrisse per esercizio cantate, oratori ed opere ancor oggi consultabili presso la Biblioteca Civica di Bergamo. Già a fine ‘700 era considerato uno dei più importanti musicisti europei grazie al successo delle sue opere teatrali (il suo debutto fu alla Fenice) che incontrarono immediatamente il favore del pubblico. La nomina a maestro di cappella in S.Maria Maggiore in Bergamo risale al 1802 e tale incarico fu conservato sino alla morte. Docente del “Pio Istituto Musicale”, impresse una forte spinta formativa per i musicisti dell’epoca ed ebbe tra i suoi allievi prediletti Gaetano Donizetti. Alle opere liriche, Mayr aggiunse un migliaio di composizioni sacre per soli, coro e orchestra portando la cappella musicale bergamasca ad essere una delle più importanti in Europa. Morì in quasi totale cecità sforzandosi fino all’ultimo di portare sul pentagramma le sue idee musicali, fervide fino alla fine ed ammirate da Gioachino Rossini quali esempi per una innovativa didattica musicale.

(Milano, 6-XI-1934; ivi 23-XII-2016)
Ha conseguito, presso il Conservatorio milanese, i diplomi di Pianoforte, Musica corale e Direzione di coro, Polifonia vocale, Composizione e Direzione d’orchestra. Figura di spicco nel mondo della coralità, è stato direttore dell’Accademia Corale di Lecco dal 1982 al 1993.
La sua attività di compositore è quasi totalmente rivolta alla musica corale. Ricercatore di antiche musiche popolari ha elaborato e raccolto per vario organico numerosi canti italiani e stranieri.
Già insegnante presso il conservatorio “G.Verdi” di Milano, è docente del Corso per Tecnici di musica corale-lirico-sinfonica presso la Fondazione del Teatro alla Scala.
 
(Bergamo, 1912 – ivi, 2004)

Anima “secolare” della musica bergamasca. Docente di canto e pianoforte, iniziò la sua carriera come accompagnatore dei film muti nelle sale cinematografiche. Direttore d’orchestra, direttore di coro, condusse il complesso a plettro “Estudiantina”. Accompagnatore di cantanti lirici e direttore del centro culturale “Il conventino” in Bergamo, divenne vicepresidente dell’Istituto musicale “G.Donizetti” e del “Circolo Artistico Bergamasco”. Lascia un buon numero di opere strumentali, opere didattiche, arie da camera tra cui alcune in dialetto bergamasco.
(Givet, 22/6/1763 – Parigi, 18/10/1817)

Talentuoso fanciullo che faceva l’organista, fu segnalato al bel mondo parigino da Gluck. Già le opere per il teatro scritte in gioventù lo resero popolare. A 30 anni era Ispettore della Musica al Conservatorio di Parigi e nel 1795 fu il primo musicista ad essere nominato all’Accademia di Francia. Oggi, in un linguaggio moderno, lo si potrebbe definire un “musicista di regime”. Napoleone, che amava solo il rullo dei tamburi, ammirava il Méhul autore del “Canto della partenza”, o del “Canto del ritorno della Grande Armata” (1808). Ci sono da ascoltare, comunque, alcune sinfonie e la “Messa Solenne per soli coro e organo”.
(Aulla 1740-1812)
Attivo a Pavia come maestro di cappella del Duomo ed autore di notevoli composizioni sacre.

(Volterra, Pisa, 12-II-1935)
Sacerdote, diplomato in Musica corale presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, ha fondato nel 1962 la “Corale G. Puccini” nella sua città natale iniziando una intensa attività compositiva. Autore di fortunate elaborazioni di canti popolari, ha all’attivo mottetti, messe e brani per organo.
E’ membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana S. Cecilia e direttore del Segretariato Compositori.
(Trescore Balneario, Bergamo 1-VIII-1901; Bergamo 1-XII-1970)
Ha compiuto gli studi nel seminario diocesano e a Roma, dove - addottoratosi in teologia nel seminario romano presso il Laterano - fu ordinato sacerdote nel 1926. Sempre a Roma nei tre anni successivi compiva anche gli studi biblici. Tornato in diocesi venne subito nominato professore di greco, ebraico ed esegesi biblica in seminario.
Per la sua cultura fu scelto dal Carrara quale autore, revisore e traduttore dei sacri testi delle sue edizioni. Famosissimo rimane, in qualità di autore, il testo Astro del Ciel scritto di suo pugno per la versione italiana di Stille Nacht di F. Gruber. Del resto Mons. Meli conosceva molto bene la musica, appresa dai maestri Gallizioli e Dentella (pianoforte, organo e composizione) e dal Casimiri che insegnava gregoriano e polifonia nel seminario romano. Compose anche qualche piccolo mottetto.

(Roma, 22-VI-1813; ivi, 17-IV-1897)

Il nome suona conosciuto solo a pochi esperti di musica sacra che ne possono osservare le pagine di carattere ceciliano (toccate e fughe per organo, mottetti, vespri e responsori per coro, messe da requiem e da gloria), opere che lo fecero preferire alla direzione della Cappella Giulia e all’organo di S. Pietro in Roma. Era anche docente del Conservatorio di S.Cecilia nella sua città ed ebbe tra gli allievi Alessandro Parisotti, noto per le trascrizioni di arie antiche, e Alessandro Moreschi. Quest’ultimo viene ricordato dalla storia della musica come l’ultimo cantore evirato della Cappella Sistina e forse della storia del canto lirico. Di questo personaggio si conservano le documentazioni sonore di brani registrati tra il 1902 e il 1904. Tra i brani del repertorio del Moreschi, ritroviamo due Ave Verum: uno dell’immancabile Mozart il cui brano di fine carriera già prendeva spazio “commerciale” nella liturgia romana, sia nella versione per solista che per voci corali; l’altro è l’Ave Verum di Meluzzi, unico brano del suo repertorio che rimane ricordato  nell’ flusso dei tempi, grazie alle ultime interpretazioni di un castrato detto “L’angelo di Roma”. C’è chi dice che l’appellativo era più destinato agli inevitabili costumi di solare purezza del Moreschi che non per la voce e la tecnica del canto….(gnv)
(Riccia, Campobasso, 14-II-1935)

Sua la “Messa Festiva” dedicata al Venerabile Vescovo Giuseppe Marello (poi canonizzato nel 2001). Ha studiato al Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma a partire dal 1961, sotto la guida, tra gli altri, di Bartolucci,
Baratta e Cianfriglia. Docente di canto gregoriano a Roma, dirige il coro di S.Giuseppe all’Aurelio, prima di trasferirsi prima ad Alba e poi a Trecate dove è organista in S.Maria Assunta e direttore del coro di voci bianche “Don Gregorio Gambino”.
(Amburgo, 1809 – Lipsia, 1847)

Un amico scrisse di lui.” Quando era in vita, lo consideravo un apostolo della musica e del romanticismo in musica. Egli era un allievo spirituale di Weber che incontrò nel 1821, discepolo di Zelter e di Berger. Ne ammiravo la facilità prodigiosa che gli permetteva di essere il primo in tutta Europa come compositore. A 17 anni aveva già scritto l’ouverture “Sogno di una notte di mezza estate”; ma era grande anche come pianista e come direttore. Lo ascoltai, seduto tra il pubblico berlinese, quella sera che ci fece riscoprire la “Passione secondo S.Matteo” di Bach, scritta esattamente un secolo prima e diretta con gesto sicuro e partecipe. Credo che la sua facilità fosse una delle ragioni del suo equilibrio, della serenità che faceva abitare in armonia, nel suo spirito, il temperamento romantico e la tradizione classica. Oh, Felix! La tua musica evitava i contrasti troppo marcati, le inquietudini troppo rivelate, i tormenti presentati all’altro senza quel pudore elegante del tuo mantello armonico! Eri facile e scorrevole come un rio d’acqua pulita, pacato e logico, scintillante e moderato…Tutto riconobbi e riconosco nel tuo “Concerto per violino”e nella malinconia del mi minore, nelle sinfonie, nei tuoi grandi oratori che alludevano al Kantor, nelle pagine per pianoforte, le tue “Romanze senza parole” il cui suono elegante traduceva i lieder della nostra terra. Mi manca la tua mano sicura all’organo e  mi mancano le sonate che stendesti, meravigliosamente classiche e liberamente romantiche negli accenti che sfuggivano al rigore del contrappunto e si sperdevano nelle volte della cattedrale….Mi mancano, i tuoi bei disegni, i tuoi scritti, l’amore per la tua famiglia e i tuoi lieder che troppi non conoscono, gioielli sonori del salotto di casa Mendelsshon….Oh, Felix!”. (Lipsia, 1851)
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Ha studiato al “Verdi” di Milano con Vailati Venturi e Bellisario. Si è messa in luce con alcune sue musiche di scena per il Wuakegan Theater di Chicago e alcuni suoi concerti  e conferenze nell’Illinois.
Docente di armonia, composizione. e pianoforte, si esibisce come coliate e come accompagnatrice di gruppi da camera.
(Verona 6-IX-1880; Milano 28-II-1970)
Nato a Verona il 6-IX-1880, interruppe gli studi classici per dedicarsi alla musica, diplomandosi al Liceo Musicale di Bologna. Insegnante, organista e compositore, ha scritto, fra l’altro, tre opere e vari lavori sinfonici.
(Lamporecchio, Pistoia 11-X-1918)
Diplomato in composizione all’Istituto musicale “L. Boccherini” di Lucca, ha poi seguito un corso di perfezionamento con Pizzetti all’Accademia S. Cecilia.
Dal 1945 al 1951 è stato maestro di cappella nella cattedrale di Pescia; dal 1951 al 1954 alla SS. Annunziata di Firenze.
Ha scritto molta musica liturgia tra le quali un significativo numero di Messe. Musicista completo e ispirato ha allargato il suo interesse creativo pure al campo della cantata e dell’oratorio.

(Altamura, 17/IX/1795 – Napoli, 17/XII/1870)

Allievo prediletto di Zingarelli, esordì felicemente a Napoli con l’opera “L’apoteosi d’Ercole”(1819) nella quale il suo stile si rifaceva più al precedente periodo neo-classico che alle nuove istanze dell’opera lirica italiana. Dopo un ulteriore successo alla Scala di Milano nel 1821 con “Elisa e Claudio”, il suo linguaggio si fa più elaborato avvicinandosi al successivo clima verdiano con una più precisa tecnica di orchestrazione e ad un più evidente disegno drammatico dei suoi personaggi. Storico direttore del conservatorio di Napoli dal 1840 al 1870, fu precedentemente maestro di cappella a Novara. Per questo,oltre ad un consistente numero di melodrammi, nel suo catalogo si ritrovano molte pagine di musica sacra insieme a concerti, sinfonie balletti e pagine di musica da camera.

(Rivolta d’Adda 30-I-1874; Busto Arsizio 28-V-1957)
Nel 1886, a 12 anni, entrò nel Conservatorio di Milano uscendone diplomato in composizione nel 1896.
Nel 1892 compì la sua prima esperienza di maestro e organista nella parrocchia di Vaprio d’Adda; nel 1902 passò a Gallarate rimanendovi fino al 1903. Il 2 gennaio 1904 iniziò il servizio di maestro di cappella della basilica di S. Giovanni a Busto Arsizio, dopo aver vinto il concorso la cui commissione giudicatrice era formata da Angelo Nasoni, Giuseppe Terrabugio e Luigi Mapelli. Salvo un paio d’anni di forzata inattività, dovuta alla guerra, lavorò a S. Giovanni fino al 1924, anno in cui rassegnò spontaneamente le dimissioni.
Continuò, però, a prestarsi per la chiesa dei Frati Minori e per la nuova parrocchia bustese dei SS. Apostoli. Nella basilica di S. Giovanni il maestro Mercanti si trovò a collaborare con don Paolo Borroni, parroco dal 6 maggio 1906, un apostolo della musica sacra, amico di Perosi e primo interprete, in qualità di baritono de “La Cena” nell’esecuzione veneziana del 9 agosto 1897.
Giuseppe Mercanti fu un ottimo musicista, dall’estrosa invenzione e dalla musicalità fluente, da porre accanto ai maggiori compositori liturgici di quest’epoca.
Scrisse molto e pubblicò anche molto con le case Centemeri, Musica Sacra, Capra, Carrara, Bertarelli, Vessillo di S. Cecilia.
(Saronno, Milano 9-IX-1971)
Allievo di Luigi Toja per Organo e Composizione organistica e di Danilo Costantini per il Clavicembalo (al Conservatorio di Como) ha, inoltre, studiato Composizione Principale sotto la guida di Massimo Berzolla.
Oltre agli studi musicali si è Laureato in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Organista titolare della Basilica Prepositurale di San Vincenzo in Prato a Milano, è direttore del coro di SS. Bernardo e Giuseppe di Rescaldina.
(San Felice sul Panaro, 26/I/ 1774-Poggio Rusco, Mantova, 28/II/1828)
Alcuni documenti ritrovati attorno al restauro dell’organo di Poggio Rusco in terra mantovana, hanno rilevato che all’organo della parrocchiale Santo Nome di Maria, sedevano Emilio Azzolini, Donato Mazzini e Giovan Battista Meriggi, curato e musicista. Di lui si sono ritrovate composizioni organistiche e pagine destinate a varie formazioni strumentali. Era ben vissuto dalla sua popolazione sia come sacerdote che come musicista le cui doti erano di particolare abilità al suo strumento. Sapeva d’orchestrazione e di lui si conosce una messa (non completa)  del 1804, musiche per pianoforte, archi, fiati e naturalmente pagine d’organo.

(1868-1924)
Si è formato dapprima ad Helsinki poi a Lipsia e a Berlino.
Fu docente d'organo all'Istituto di musica sacra ed organista della chiesa di St. Johannes.
Celebrato pianista,organista e direttore d'orchestra.
(Oberoderwitz, Sassonia, 12/11/ 1827 – Dresda, 30/10/1885)

Il professore. Non solo per la sua “Scuola d’organo” o per i “30 studi per pedaliera”. E’ tutta la sua musica che risente del grande approccio accademico che pervade circa 500 brani quasi completamente dedicati all’organo o col contorno di qualche strumento. Dietro c’è la severa educazione alla musica impartitagli dai suoi insegnanti tra i quali si intravede la figura didatticamente durissima di Friederich Wieck, il padre di Clara, grande pianista e concertista e futura moglie di Robert Schumann. Attorno c’e Dresda, città di eccellenza per la musica. Concertista dal tocco pulitissimo, eseguiva Bach e le sue stesse composizioni che , via via, si facevano sempre più costruite e architettonicamente solide. Fino alle nove sonate dove si distingue l’opera 137 quando l’autore “si avvicina agli esempi mendelsshoniani, introducendo temi corali, usando armonie pregne di calore romantico, senza dimenticare le forme classiche come la passacaglia e la fuga”. Ebbe grande successo in vita e il londinese Novello gli editò le sue più belle pagine organistiche. Morì poco dopo aver terminato la sua “Nona Sonata per organo” come succedeva a quelli che arrivavano alla nona sinfonia. O forse perché non aveva, in questa sua fatica, inserito la forma della fuga come nelle precedenti sonate. Ciò scatenò la collera degli dei dell’organo e da quel giorno appassì la fioritura della musica di Merkel, anche oggi troppo trascurata da concertisti e liturgisti rispetto al valore del suo edificio sonoro. (gnv)
(Lodi 18-XII-1939)
Nato a Lodi, ha studiato al Conservatorio “Nicolini” di Piacenza ed è stato organista in varie chiese della città natale. Per Carrara ha scritto vari pezzi per canto e per organo ed alcune sue composizioni sono state premiate al Concorso "Vittorio Carrara".

(Busseto, 24-XI-1595, Cremona, 10-XII-1665)
Per molto tempo si è creduto che questo compositore fosse nato a Cremona, e solo da una ventina d'anni si è acquisita certezza della sua origine bussetana, dove tra l'altro certamente anche si sposò, nel 1614. A Cremona Merula invece studiò con lo zio Pellegrino (parroco in S. Nicolò e letterato) ricoprì forse il ruolo di organista nella chiesa di S. Bartolomeo fino al 1616, raggiungendo già una discreta fama, visto che lo storico Giuseppe Bresciani, nel 1615 ne parla dicendo che questo "grande et stravagante ingegno ha imparato il sonar l'organo et il contraponto di musica in quale molto se andatto affaticando si che s'a aquistato grandissimo honore". Passò poi a Lodi, in S. Maria Incoronata, fino al 1621. Non si sa dove si sia spostato nei tre anni successivi, perché lo ritroviamo solo nel 1624 a Varsavia presso la corte del re Sigismondo III, dove non è rimasto per più di quattro anni, visto che i documenti lo ripropongono a Cremona in S. Agata, sempre come organista, nel 1628, e in Duomo al sabato come maestro di cappella.
Le sue peregrinazioni di maestro di cappella lo portarono ancora in giro per l'Italia: nel 1631 in S. Maria Maggiore a Bergamo, nel 1636 a Venezia, nel 1640 ancora a Bergamo, poi di nuovo a Venezia tre anni dopo, per tornare nel 1646 a Cremona.
Ancora incerti restano gli estremi del suo presunto viaggio romano, del quale rimarrebbe traccia secondo le leggende nel nome della Via Merulana, che il compositore avrebbe percorso quotidianamente per recarsi al servizio all'organo in S. Giovanni, dopo aver suonato in S. Maria Maggiore. Tarquinio Merula fu membro dell'Accademia dei Filomusici di Bologna, di quella degli Animosi di Ferrara e Cavaliere dello Speron d'Oro. È sepolto nella chiesa di S.Lucia.

(Correggio, 8/4/1533 – Parma, 4/5/1604)

Sarà stato certamente, un bel sentire per i veneziani che frequentavano S.Marco quando al primo organo sedeva Merulo e al secondo gli rispondeva Andrea Gabrieli.
In realtà Merulo, di cognome, faceva Merlotti e poiché sullo stemma del suo casato appariva, sulla cresta di quattro monti, l’effigie di un merlo, si diede un nome d’arte (Merulus, appunto) che gli rimase appiccicato tutta la vita. A Venezia arrivò nel 1557,  via Brescia, dove era l’organista del duomo, e ci rimase fini al 1584 quando si trasferì  a Parma, prima in duomo poi alla chiesa di S.Maria della Steccata. Fu editore, organologo e compositore di musiche per organo, di musica profana e di pagine sacre con messe e mottetti. Si ricordano i suoi “Ricercari d’intavolatura d’organo” (1567), le canzoni alla francese e i due libri di toccata cge lo resero celebre per la “gravitas” del suo modo di procedere.
(Parigi,1567- ivi, 1638)

Trascriveva , faceva adattamenti e componeva per liuto. Ebbe la buona idea di sposare la figlia di certo Jean Jacquet che si distingueva come fabbricante di spinette. Da lì alcune buone conoscenze fino a farlo diventare “musicista del re”, le cui cene offerte all’alta aristocrazia parigina erano eleganti anche nell’accompagnamento musicale del liuto spesso struggente nello stile del compositore che adottava una tecnica raffinata denominata “style brisé”. Uno dei suoi migliori allievi scrisse per lui una straziante melodia alla sua morte: “Le tombeau de Mésangeau”. Il liuto piangeva un suo cantore. (gnv)
(S. Ambrogio sul Carigliano, Frosinone, 21-XI-1934)
Ha compiuto gli studi musicali a Roma presso l’Istituto Pontificio di Musica Sacra dove ha conseguito i diplomi di Organo, Composizione Sacra, Direzione Polifonica e la licenza di Canto Gregoriano con E. Arndt, F. Vignanelli. D. Bartolucci e R. Baratta. Svolge attività di concertista, di docente e di direttore di coro. Come solista ha partecipato ad importanti festival e rassegne organistiche (Italia, Svizzera, Austria, Germania e Australia). Ha composto musiche per organo e musiche corali. E’ Ispettore onorario del Ministero per i Beni Culturali per la tutela degli organi storici del Molise nonché titolare di cattedra di Armonia Complementare presso il Conservatorio “L.Perosi” di Campobasso.

(Parma, 1540 ca. – Venazia, 1615 ca.)

Alcune indicazioni biografiche lo danno nativo a Bisaccia, nell’avellinese, ma i dati non appaiono comprovati. Il suo catalogo è ricco di messe, mottetti, madrigali spirituali e profani, canzoni. La sua opera più nota è la raccolta de “Ricercari a 2 voci per sonare e cantare”.


(Wallestein, 5-IV-1822; Marktheindelfeld, 14-I-1901)
Fu introdotto alla musica dal padre e dallo zio Georg Mettenleiter. Svolse una onorata carriera di musicista ceciliano come organista e direttore di coro in Gunzburg (1844), a Memmingen (1848) e a Kempten nella bella chiesa di San Lorenzo. Le antologie tedesche destinate agli organisti, soprattutto di fine ‘800, vedono spesso preludi e piccole sue meditazioni destinate all’uso liturgico nonché la presenza di brani che chiaramente dimostrano la destinazione all’armonium, strumento caro ai ceciliani e alle parrocchie senza tradizione strumentale. Nella produzione destinata al coro comprendente messe, mottetti e inni, non si intravvedono picchi di particolare creatività rispetto ai numerosi compositori di musica sacra dell’epoca. “Routine” liturgica. (vencelius)
(Aarschot, 19-V-1884 – Bruxelles, 29-VI-1966)

Studiò all’ Istituto Lemmens di Malines, provenendo da una famiglia di appassionati di musica. Dopo aver approfondito gli studi con Tinel, inizia la sua carriera di docente e compositore fondando una scuola d’organo e di musica vocale a Hasselt. Nel 1930 è chiamato a Bruxelles per dirigere e organizzare l’orchestra della radio nazionale. Si ritirerà nel 1942 per dedicarsi esclusivamente alla composizione fino al giorno della sua morte. E’ uno dei compositori più importanti della sua generazione con un ricchissimo catalogo dove troviamo sinfonie, musica da camera, pagine corali, quartetti, oratori, messe a più voci e pagine vocali, nonché una interessante sinfonia per organo e orchestra.

(Cantello, Varese, 22-IV-1959)
Diplomatosi in Pianoforte al “Verdi” di Milano (1982), studia Composizione con Angelo Mazza, Silvia Bianchera Bettinelli, Pippo Molino diplomandosi, sempre a Milano, nel 1987. Infine conclude gli studi d’organo con Luigi Molfino e Giancarlo Parodi. Insegnante di pianoforte al Civico Liceo Musicale di Varese è, dal 1987, docente presso l’Istituto Musicale Pareggiato di Gallarate (Varese). Dal 1988 è maestro di cappella alla Basilica di S. Vittore in Varese dove è coadiuvato all’organo da Gabriele Conti, organista titolare. Dal 2000 fonda e segue il Coro di voci bianche della stessa basilica. Svolge attività concertistica quale solista all’organo, direttore di coro e componente di complessi da camera. Notevole la sua produzione liturgica (salmi, inni e canti per la messa) scritta per il servizio liturgico presso la basilica varesina.

Nato nel 1965, si è diplomato in Composizione al conservatorio di Udine, perfezionandosi poi con Nieder a Trieste e con Rihm a al Mozarteum di Salisburgo. In possesso di un linguaggio originale, ha visto le sue composizioni premiate in prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali (“Bucchi” di Roma, Tolosa, Vienna, “Zafred” di Roma, “Margola” di Brescia, ed altri). Molti i passaggi televisivi delle sue opere in Italia e all’estero sulle più importanti emittenti e molte le case editrici che hanno pubblicato le sue pagine. Docente del Conservatorio “J.Tomadini” di Udine, collabora con l’Università della stessa città alla facoltà di Lettere e Filosofia.

Diplomatosi in Pianoforte con la Prof.ssa A.Rotella con il massimo dei voti e la lode e in Musica Corale e Direzione dei Coro con A.Franceschini presso i Conservatori di Piacenza e Trento, Enrico Miaroma ha studiato Composizione con E.Morricone, S.Sciarrino, F.Donatoni. Attivo come pianista con concerti in Italia, Inghilterra e Ukraina, come direttore di Coro (è direttore del Coro Polifonico Voci Roveretane e del Coro di Voci Bianche del Garda Trentino), insegnante di pianoforte, di cultura musicale generale, di esercitazione corali, è risultato vincitore di numerosi premi tra cui il Secondo Premio al XLVII Concorso Internazionale di Composizione “Guido d’Arezzo, nel 1999. Dal 2001 è membro del Comitato Artistico della Federazione Cori del Trentino e direttore artistico del Concorso Nazionale Corale per Voci Bianche “Il Garda in Coro” di Malcesine (VR)
(Dresda, ? – Lipsia, 29/8/1637)

Appartenente a una famiglia di musicisti: suo padre era maestro di cappella alla corte di Dresda. Tre suoi fratelli erano musicisti rinomati: Tobias come Thomaskantor a Lipsia, Samuel organista alla Nikolaikirche, mentre Simon era cantore alla corte di Dresda. Subentrò al fratello Samuel come organista e si dedicò alla composizione raccogliendo con arte nella sua “Intavolatura” preludi, toccate e correnti di trasparente bellezza. Nei pochi appunti rimasti sulla sua vita, sappiamo che sposò, nel 1635, certa Susanne Peumel, vedova di un bottegaio, come risulta dagli atti della chiesa di San Tommaso. Nel 1732, Johann G. Walther ricorda nel suo “Musiklexikon”, le virtù dei fratelli Michael e del loro papà, citando inoltre la freschezza delle correnti del nostro Christian.
(Milano 9-X-1919; ivi 21-X-2013)
Entrò a 11 anni nel seminario di S. Pietro Martire (Seveso) dove poté fare le prime esperienze musicali con Mons. Delfino Nava, completando poi la sua formazione musicale con il maestro Santo Spinelli, frequentando il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano e il Pontificio Istituto di Roma nel 1956. Intanto era stato ordinato sacerdote nel 1942 e nel 1951 si era laureato in lettere presso l’Università Cattolica. Nell’ottobre del 1957 gli fu affidata la direzione della Cappella Musicale del Duomo di Milano.
Dal 1947, anno della prima raccolta di mottetti, fino ad oggi Migliavacca non ha cessato di comporre e di pubblicare, con modernità di linguaggio e personalissima ispirazione: una produzione che copre ogni settore della liturgia
Il maestro milanese, ha composto anche pezzi per organo (in uno sperimentando perfino la dodecafonia) e soprattutto la raccolta “Rosetum” (ECO, 1957), odorosa di aggiornata modalità.
Diresse, inoltre, l’edizione completa delle opere del maestro quattrocentino Franchino Gaffurio.
Nato nel 1966, ha conseguito i diplomi in Pianoforte, Composizione, Musica Corale e Direzione di Coro, perfezionandosi poi alla Accademia Chigiana di Siena con Donatoni (Composizione Contemporanea) e con Morricone (Musica per Film). Premiato in numerosi concorsi di composizione, ha diretto le cappelle musicale del Duomo di Acireale, le formazioni corali di Giardini Naxos, Zafferana Etnea e Giarre. Docente al conservatorio palermitano, ha un ricco catalogo di composizioni di musica sacra e di elaborazioni corali. Spiccano “Vesperale” per coro e orchestra e il suo “Concerto per pianoforte e orchestra”.
(1500 -1561)

Pregevolissimo compositore spagnolo, si distinse per le sue opere per liuto e soprattutto per vihuela de mano, del quale, va detto, fu il primo in Europa a comporre per questo strumento. Fu uno dei primi compositori a specificare, nelle sue composizioni, l'indicazioni sul tempo.
Dopo essersi diplomato in pianoforte con il massimo deim voci e la lode, consegue i diplomi di composizione, musica corale e direzione di coro.
La sua attività musicale, premiata in concorsi e selezioni nazionali ed internazionali, è inoltre caratterizzata da un vivo interesse per la didattica.
Specializzato in musica polifonica è direttore stabile del coro A.N.A. Latina, ha diretto e suonato in festival nazionali ed internazionali.
(Palermo, 12-XI-1968)
Si diploma in Composizione al “Paganini” di Genova ed in Musica Corale e Direzione di Coro al “Vivaldi” di Alessandria. Autore di canti liturgici e di musica organistica, dal 2004 è Direttore dell' Istituto Diocesano di Musica Sacra della Arcidiocesi di Firenze. E' Responsabile Regionale di "Musica per la Liturgia" presso la Consulta dell'ULN della CEI (Roma). E' Maestro Direttore della "Cappella Musicale di S.Maria del Fiore" della Cattedrale di Firenze.
(San Martì Sesgueioles, Barcellona, Spagna, 17-VII-1943)
Licenziato in Sacra Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, diviene sacerdote nel 1966. Prosegue gli studi musicali al Pontificio di Roma dove consegue i titoli in Canto Gregoriano e il Magistero in Composizione Sacra con Armando Renzi e Domenico Bartolucci. Prosegue l’approfondimento musicale presso il conservatorio dell’Aquila, al “S. Cecilia” di Roma e al “Piccinni” di Bari dove si diploma in Organo e Composizione con Armando Renzi e Nino Rota. Dal 1975 è stato organista della Basilica Vaticana. Dal 1977 è maestro direttore della Ven. Cappella Musicale Liberiana della Patriarcale Basilica di S. Maria Maggiore. Dal 1995 è Preside dell’Istituto Pontificio di Musica Sacra in Roma. Cofondatore della Scuola di Musica “T. L. da Victoria” (vi ha insegnato dal 1976 al 1994) è stato inoltre titolare di Composizione presso il Conservatorio di Matera dal 1978 al 1982.

(Chiampo, 26-III-1912)
Ordinato sacerdote nel 1935, diventa vescovo di Troia nel 1955 e tre anni dopo è trasferito a Treviso dove prende possesso della diocesi nel giugno del 1958.
Musicofilo, è stato Presidente dell’Associazione Italiana S. Cecilia rafforzando sotto la sua gestione la presenza e l’attività della storica associazione nata per lo studio e lo sviluppo della musica sacra in Italia.
(St. Justine, Bolzano 2-II-1850; Bressanone 8-VIII-1924)
Partito come autodidatta negli anni del seminario, passò poi alla Scuola Superiore di Ratisbona, perfezionandosi con F. X. Haberl e M. Haller. Nel 1877 si trasferì a Roma quale cappellano della chiesa dell’Anima, per ritornare ben presto a Ratisbona, Kapellmeister in quel duomo dal 1882 al 1885.
Successivamente il vescovo di Bressanone lo destinò alla direzione della cappella della cattedrale, con l’impegno di riformare la musica sacra nel Tirolo.
Nel 1917 si ritirò a riposo, onorato con la nomina a Canonico.
Mitterer si colloca tra i pionieri della riforma musicale liturgica, promossa dall’Associazione Ceciliana tedesca, fondata dal Witt.
Carattere energico e volitivo, sottolineò con i fatti i suoi ideali riformatori, componendo una enorme quantità di opere: messe, mottetti, ecc. che furono accolti ed eseguiti in tutto il mondo cattolico, anche da noi, specialmente dopo la pubblicazione del Motu proprio di Pio X; rappresentarono nel modo più evidente, il baluardo contro le musiche sdolcinate e teatrali del secolo scorso.
(Caltavuturo, Palermo, 1921)
Diplomato in composizione al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo, ha insegnato in importanti istituti  italiani (Napoli, S.Pietro a Majella, e Messina , “A.Corelli”) per poi dirigere quello di Reggio Calabria. Ha fondato e diretto la “Orchestra da Camera di Messina”.
(Milano, 17-VIII-1962)
Si diploma in Composizione con Bruno Bettinelli dopo avere conseguito il diploma di Pianoforte e successivamente quello di Strumentazione per Banda presso il Conservatorio di Milano.
Interessato alle varie forme di musica applicata alle scene, al cinema ed al teatro, risulta finalista al concorso interno al Corso di Musica da Film tenuto da Ennio Morricone e Sergio Miceli presso l’Accademia Chigiana di Siena nel 1991. Studia inoltre musica da film e improvvisazione jazz con Paul Glass, Hansjorg Pauli e Roger Kellaway.
Collabora per 10 anni con la scuola del Piccolo Teatro di Milano, affiancando Fiorenzo Carpi di cui diviene stretto collaboratore. Scrive le musiche di scena di “Pinocchio” e del “Piccolo Principe”. Collaboratore di RAI1 come compositoreper le trasmissioni dei ragazzi, vince nel 2000 la 43a edizione dello “Zecchino d’Oro”.
(Milano, 30-III-1878; ivi, 13-I-1958)
Mostrò presto una spiccata predisposizione musicale che lo portò a compiere gli
studi presso l’Istituto dei Ciechi in via Vivaio a Milano, per proseguire poi in conservatorio
dove ottenne i diplomi in Pianoforte, Organo, Composizione, Canto
Corale e Corno. Proprio grazie a quest’ultimo diploma fu a lungo docente
all’Istituto dei Ciechi per la classe di strumenti a fiato. Docente per oltre un trentennio
nelle scuole cittadine “Jacopo dal Verme” e “Caterina da Siena”, fu organista
in molte chiese del centro milanese: S. Sepolcro, S. Giorgio, Sant’Alessandro
e S. Fedele. Ma il suo incarico ufficiale lo ebbe nella chiesa di S. Satiro della quale
fu organista dal 1906 al 1958 quando, alla morte, gli subentrò Daniele Maffeis,
Autore brillante nella produzione di musiche per bambini, fu in gran parte un compositore
di musica sacra lasciando numerosi mottetti e messe a conferma anche di
una grande fede religiosa che lo sostenne in periodi difficili della vita.
(Lugano, Svizzera 22-VI-1916; Milano, 27-VII-2012)
Ha conseguito presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano i diplomi di organo (1938, con A. Galliera), di musica e canto corale (1939, con A. Schinelli), di composizione (1943, con A. Pedrollo) e polifonia vocale (1953, con G. Farina).
Dal 1938 al 1941 è stato organista dell’orchestra della Scala e contemporaneamente della basilica di S. Fedele in Milano. Dal 1957 diresse per tre anni il coro del teatro “C. Felice” di Genova. Nel Liceo Musicale della stessa città iniziava anche l’insegnamento di cultura musicale generale prima (1957) e di organo poi (dal 1959). Dal 1974 al 1986 assolse al medesimo incarico nel Conservatorio di Milano.
Dal 1955 fino a pochi anni fa ha insegnato armonia, composizione e organo presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra a Milano.
Molfino è stato un musicista che ha fatto della musica sacra quasi l’unico interesse; le sue composizioni per la liturgia coprono tutto l’amplissimo arco della sua attività artistica.
E non ha trascurato la musica per organo: è autore di una “Sonata in un solo tempo” (Carisch, 1970) e di una serie di pezzi nelle riviste Carrara riuniti recentemente in un unico volume dal titolo “Composizioni per organo” (Carrara, 1992).
Figlio del famoso pittore e illustratore Walter, dopo studi classici e universitari ha studiato al Conservatorio di Milano con Renato Fait e Franco Donatoni, diplomandosi in Composizione e in Musica Corale e Direzione di Coro.
Suoi lavori sono stati premiati in vari concorsi ed eseguiti nelle più importanti sedi concertistiche , diffusi in trasmissioni radio in Europa, Giappone,
Stati Uniti.
Le sue opore sono pubblicate da Sonzogno, Ricordi, Carrara, Curci, Carisch, edipan, Rugginenti e sono incise su CD Itaca, Rugginenti, RCA, Curci,
Edipan, Tirreno.
Nel 2000 ha fondato a Milano Arcipelago Musica, un importante centro di iniziative musicali, tra le quali la prima biblioteca Multimediale di Musica specializzata nella musica dell'ultimo secolo. 
Dal 1986 dirige il Coro di Comunione e Liberazione.
Ha insegnato per trent'anni composizione al Conservatorio di Milano.
Attualmente tiene un Master di Composizione presso il circolo Filologico Milanese.
(Chieri 30-VI-1883; ivi 30-V-1965)
Studiò pianoforte con Francesco Langmann, organo con Ulisse Matthey, composizione con Giovanni Pagella, diplomandosi al Conservatorio di Torino. Fu maestro di cappella e organista del duomo di Chieri e insegnante di musica in diversi istituti cittadini. Dedicò molte energie alla direzione della Schola Cantorum S. Cecilia fondata dal padre portandola a perfezione e ad una attività, anche concertistica, di prestigio.
La sua produzione liturgica, per le edizioni Carrara, va dal febbraio 1915 (“Tantum ergo” a 2 voci uguali) all’agosto 1962 (“O vos omnes” a 3 voci ineguali).
Si tratta di opere generalmente semplici e senza pretese, ma di dignitosa formulazione; certamente incuranti di ammodernamenti tecnici e scevre da atteggiamenti alla moda.

(Milano 23-V-1907; ivi 7-XII-1995)
Sacerdote milanese, laureato a Roma in utroque jure e in canto gregoriano e ambrosiano presso la Scuola Superiore di Musica Sacra di Milano (1932).
Fu vicario cooperatore per qualche anno in S. Simpliciano (1933) e parroco a Lomazzo (1954), Canonico Primicerio del Duomo di Milano (1957) e Preside del Pontificio Istituto Ambrosiano del capoluogo lombardo dal 1955 al 1984.
Studiò il canto ambrosiano e fondò un coro specializzato per la sua esecuzione nelle celebrazioni in Duomo.
Nel 1968 fu tra coloro che fecero risorgere, per volontà di Paolo VI, l’Associazione Italiana di S. Cecilia, assumendo la direzione del Segretariato Scholae Cantorum. Per i cantori ideò e diresse un prezioso periodico informativo e formativo, intitolato “Schola cantorum”, che pubblicò dal gennaio 1967 mensilmente fino all’ottobre 1980.
Ha scritto “Intendere la Messa” (1938), “Messa viva” (1941), “Fonti e paleografia del canto ambrosiano”(1957, in collaborazione con M. Huglo, L. Augustoni e E. Cardine), “I responsori cum infantibus nella liturgia ambrosiana” (1957), e un gran numero di articoli e studi su riviste specializzate, particolarmente sul movimento ceciliano.

(Cremona, 1576 – Venezia, 1643)

Mantova, al servizio dei Gonzaga. Venezia al servizio della Serenissima. Queste le  tappe fondamentali della sua vita. In mezzo ci sta la creazione del dramma lirico, la composizione delle messe e dei salmi, insieme ai libri preziosissimi dei madrigali. Di questa forma si disse che veniva rinnovata e quasi reinventata facendo registrare il graduale passaggio dal linguaggio a più voci all’individualismo monodico. L’audacia delle modulazioni fece indignare non poco l’Artusi e tutti i conservatori dell’epoca che chiamavano tali novità come “Imperfezioni della musica moderna”. Claudio, “il Divino”, tirò dritto. I suo coraggio geniale riversato nei madrigali, “chiude una vicenda plurisecolare della musica: la coscienza del dolore e quella misura più moderna dell’umanità che il musicista ebbe vivissimi, passeranno, attraverso l’”Orfeo” nel linguaggio fervido e alitante della musica moderna”.

Compositore. È stato docente di Armonia e Contrappunto per trent'anni al Conservatorio “G. P. da Palestrina” di Cagliari, ricercatore al CERM di Sassari e relatore ai Ferienkurse fur neue Musik di Darmstadt del 1992. Ha pubblicato in Ballos (Frorìas - 2002) un saggio sul Canto Tenore e La Nuova Musica nel XX secolo – Un paradossale disagio comunicativo (Ass. L. Silesu - 2008). Ha scritto numerose composizioni sinfoniche, da camera, elettroniche eseguite in importanti festivals di musica contemporanea italiani e stranieri, pubblicate da EDIPAN e incise su CD.
(Milano, 1735 ca.- ivi, 19-XII-1801)
Studiò musica sotto la guida di Giovanni Andrea Fioroni e probabilmente anche di Giovanni Battista Sammartini, al quale fu molto legato. Quest'ultimo nel 1768 fu nominato maestro di cappella della corte ducale milanese e contemporaneamente Monza lo succedette nella posizione di organista titolare della cappella. Il 22 maggio 1771 fu ammesso membro all' Accademia Filarmonica di Bologna e nel 1775, con la morte di Sammartini, acquisi la direzione della cappella ducale di Milano. Il 28 dicembre 1787 a questa carica affiancò anche quella di maestro di cappella del Duomo di Milano, per la quale aveva già effettuato richiesta nel 1773 e nel 1778. Nel 1785 abbandonò la carriera di operista che aveva intrapreso nel 1758, e che lo aveva portato ad ottenere numerosi successi, per dedicarsi esclusivamente alla composizione di musica sacra.
(Milano, 11-VI-1967)
Diplomato in Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, entra nel seminario della Congregazione della Sacra Famiglia di Martinengo (BG) ed è ordinato sacerdote nel 1993.
Insegna Educazione Musicale presso le Scuole Medie di Martinengo ove è organista titolare della chiesa di S. Maria Incoronata, sede generalizia della Congregazione della Sacra Famiglia. Organista della parrocchia dei SS. Nazaro e Celso a Milano (Quarto Oggiaro), collabora per il servizio della musica nella liturgia con varie riviste.
(Opdorp, 8/9/1881 – Tieghem, 4/1/1962)

Organista, compositore, maestro di cappella a Tieghem, fu una delle anime dell’organistica belga nella prima metà del ‘900. Si mise in evidenza con « La vie de la Très Sainte Vierge, mystère pour soli, chœur mixte, orgue et orchestre ». Ma la sua attività fu quella di comporre per organo e di “compilare” raccolte organistiche destinate alla liturgia. Si ricorda la sua prima raccolta “L’organiste d’église”, le sue pubblicazioni per il corretto accompagnamento del canto gregoriano, le raccolte di “cantiques” per l’assemblea. Numerose le pagine d’organo: postludi di robusta concezione, , preludi e interludi su temi gregoriani, noels, toccate e corali. Curò “Musique d’orgue”, 60 pezzi per grand’organo editi nel 1922, oltre a centinaia di brani per organo o harmonium destinati al servizio liturgico e ad organisti di limitate possibilità.
(Pergola, 12/5/1777 . Senigallia, 23/2/1856)

Il padre, Pietro, era stato allievo di Padre Martini e maestro di cappella a Pergola, presso Pesaro, e in seguito a Senigallia. Qui lo sostituì il figlio Giovanni che svolse una carriera di insegnate di canto e di composizione. Rispetto al padre, più attento alle composizioni per il teatro, scrisse pagine d’organo tra cui alcune pastorali e brani di ambientazione natalizia. Appaiono nei suoi scritti anche un oratorio, alcune farse e riduzioni per pianoforte di brani orchestrali e dell’opera di Simone Mayr “Adelasia ed Aleramo”.
(1966)

SCHEDA IN PREPARAZIONE

(Bergamo 1960)
Allievo di Luigi Molfino (composizione sacra) e Franco Castelli presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano, è attivo quale compositore, organista e direttore di coro del gruppo "Musici Gogis" Alta Valle Brembana (Bergamo).
(Perugia, 14 -VI-1784 – Innsbruck, 25-X-1841)

Allievo di Zingarelli a Loreto e di Mattei a Bologna. Maestro di cappella ad Urbino, le sue capacità non passarono inosservate. Fu nominato direttore dell’Opera italiana e maestro della cappella reale a Dresda. Il suo contro altare a Dresda, per l’opera tedesca, fu Carl Maria von Weber.Direttore d’orchestra di grande valore (Haydn, Bach, Cherubini, Beethoven,Haendel gli autori da lui promossi), fu nominato Membro della Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue opere liriche e la sua musica sacra destarono nel primo ventennio dell’ “800 buona impressione
(si veda “il Gianni di Parigi” data con successo alla Scala nel 1818, l’oratorio “Isacco” e la “Messa IV”) con particolare attenzione del pubblico per le composizioni buffe o semiserie (suo un Barbiere di Siviglia su testo simile a quello di Paisiello). Nonostante il nutrito catalogo, l’autore perugino venne via via dimenticato e poco rimane di vivo della sua opera.

(Brescia, sec.XVI – Verona , dopo il 1620)

La nostra casa editrice pubblica una rara collezione di canzoni organistiche recuperate da diverse fonti italiane ed europee. Francescano, probabilmente allievo di Antegnati e Costanzo Porta, fu organista in S.Francesco a Milano e al Duomo di Novara all’inizio del ‘600. Lo stile compositivo alla tastiera è trasparente e discorsivo così come sono particolarmente attraenti le sue canzonette a tre voci che vanno sotto il titolo di “Fiammelle amorose”.

(Bergamo, 24-X-1970)

Si diploma in clarinetto nel 1993 presso il conservatorio di Darfo Boario Terme (BS), negli anni successivi intraprende un percorso di studi di perfezionamento specifico sul repertorio orchestrale e concertistico con il M° Primo Borali. Nel 1997 inizia gli studi di Direzione d’Orchestra con il M° Pierangelo Gelmini culminati con la partecipazione nell’anno 2001 in qualità di effettivo al corso speciale per Direttori d’Orchestra di Riva del Garda (TN) tenuto dal M.° Isaac Karabtchevsky (direttore del teatro “La Fenice” di Venezia).
Nella primavera del 2009 nasce la collaborazione con il m° Donato Giupponi per lo studio di un particolare repertorio per clarinetto piccolo e organo con la successiva costituzione del duo DuFay con il quale oltre che svolgere un’intensa attività concertistica.
Dal 2002, initerrottamente, realizza corsi propedeutici appositamente progettati e rivolti ad insegnanti e alunni di varie scuole dell'infanzia e scuole primarie di I grodo.
(Lavis, Trento 5-IV-1932; ivi 25-IV-1985)
Diplomato in pianoforte, composizione e canto corale; dagli anni settanta insegnante di teoria e solfeggio presso il Conservatorio “V. Gianferrari” di Trento; per un decennio direttore della “Corale cittadina di Trento” e di altri complessi come “I madrigalisti trentini”; membro del comitato tecnico “Federazione Cori del Trentino”; impegnato in decine di giurie di concorsi internazionali; autore di un buon numero di composizioni, per lo più di genere corale liturgico, pubblicate in parte da L.D.C. e Carrara.
(Santena, Torino 29-VI-1883; maggio 1966)
Studiò pianoforte, organo e composizione al Conservatorio di Torino, uscendone diplomato. Apprese la teoria gregoriana dal salesiano don G.B. Grosso, perfezionandosi poi con G. Bas.
Iniziò la carriera succedendo a Bas e a Casimiri nella direzione delle cappelle di Calvi e Teano; in seguito, per invito dell’abate G. Amelli passò alla Badia di Montecassino come organista e insegnante di gregoriano nel seminario benedettino.
Tornato a Torino fu organista del duomo e insegnante di canto corale in Conservatorio.
Lasciò più di 400 composizioni, in massima parte a servizio della chiesa: 21 Messe (delle quali alcune su temi gregoriani) per coro da 2 a 8 voci, salmi, inni, mottetti, Tantum ergo in numero rilevante; due Suites e moltissimi pezzi per organo di uso liturgico e da concerto.
(Salisburgo, 1756-Vienna, 1791)
Da Mozartiana: “L’ampiezza e la qualità del genio di Mozart - scrive Michael Kennedy - sono tali e così stupefacenti che ogni tentativo di riassumere la portata delle sue opere rischierebbe di essere banale. Egli prese gli spiccioli musicali della sua epoca e li trasformò in moneta sonante. Nelle sue opere Mozart non solo dimostrò un impareggiabile senso teatrale, ma ampliò i limiti dell’arte del canto, e, con le sue straordinarie intuizioni sulla natura umana, creò personaggi teatrali che eguagliano quelli concepiti da Shakespeare. Non con spirito rivoluzionario, ma con la naturale superiorità della sua musica, Mozart mutò il corso della sinfonia, del concerto per pianoforte, del quartetto per archi, della sonata,e di altre forme espressive. “Mozart è la musica”, ha detto un critico, e, dal 1791, la maggior parte è d’accordo con lui.”
(Vicenza, 1864; ivi, 8-VI-1942)
Fu l’organista del Santuario della Madonna di Monte Berico eretto dai Servi di Maria che giunsero nel 1435 a Vicenza costruendo il loro convento e la loro modesta chiesa poi trasformata in basilica barocca tra il 1688 e il 1703 seguendo un artistico progetto architettonico in stile palladiano. Direttore d’orchestra, istruttore del coro teatrale vicentino scrisse musica strumentale, cantate, pagine corali e musica sacra per il servizio liturgico.
(Rho, 1972)

Organista, compositore, direttore di coro. E’ stato docente per lungo tempo presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra a Milano, istituto  del quale era stato brillante allievo sotto la guida di Luigi Molfino e di Antonio Eros Negri. Da vent’anni alla guida dell’ “Ensemble Polifonico e Schola Gregoriana Laus Deo” di Rho, nei pressi di Milano, è concertista all’organo. Attivo in Italia e all’estero, è spesso chiamato a collaudare e inaugurare strumenti restaurati o di nuova fattura, registrando spesso per etichette e radio internazionali. Organista titolare della prestigiosa Basilica di S.Maria Maggiore in Bergamo, dirige il guppo dei “Pueri Cantores” che egli stesso ha contribuito a far rinascere. Compositore dai forti accenti creativi, partendo dalle pagine liturgiche con un linguaggio di ascendenza tonale ha via via approfondito ed esteso i confini del suo linguaggio in composizioni di sempre maggior rilevanza:”Piccola cantata natalizia”, per soprano e organo, “In supremae nocte coenae”, cantata per soli coro e organo, “Intermezzo rapsodico” per flauto, clarinetto e organo, “Legami relativi”, per clarinetto solo, “Incompiuto…non infinito”, un oratorio dove entra in gioco anche la grande orchestra. Infine il percorso all’esplorazione delle risorse organistiche dove spicca “Jeux…seulement jeux” per due registranti. (gnv)
Megeve 1-VI-1653, Passau 23-II-1704

Eccellente organista ebbe in dono una mentalità cosmopolita che lo portò a lanciare la forma del concerto grosso in Germania e a far conoscere lo stile corelliano in Europa. Un anticipatore di Bach ed Haendel, quindi. Dei suoi nove figli si ricorda il cembalista Gottlieb. Vienna, Praga e Roma sono alcune tappe della sua vita e in queste città ebbe modo di avvicinare Kerll, Biber e Pasquini. Molte delle tendenze culturali assorbite si riassumono nell’ Apparatus musicus-organisticus di gradevole ed immediata fruibilità
(Raghun, 26/9/1786 – Magdeburgo, 3/2/1847)

Organista del duomo di Magdeburgo, ma anche direttore dei concerti e della società di canto. All’attivismo organizzativo aggiunse il ruolo di compositore. Nel solo ambito sacro si contano 100 pezzi per organo nelle prime tonalità maggiori e minori, 12 postludi, 8 pezzi per lo studio dell’organo. Noto anche il suo “Choralbuch” op. 60. Seguono mottetti a 4 voci, canoni e lieder. Oratori, sinfonie e svariate pagine per pianoforte, completano il ritratto di questo musicista che lasciò al figlio Julius l’eredità della attività musicale da proseguire in Magdeburgo.
(Zabern, 1663 – Monaco, 1738)

Allievo di Kerll, fu cantore nella chiesa di S.Pietro in Monaco e successivamente direttore del coro parrocchiale di Nostra Signora. Lascia un buon numero di composizioni organistiche di stile piacevole e controllato tra cui “Octitonium novum organicum” del 1696, e il “Prototypon” in due parti, una del 1703 e una del 1708. L’ “Octitonium” contiene 89 brevi composizioni per l’uso liturgico, mentre il “Prptotypon” contiene 34 composizioni sul ciclo tonale. Nota, ai tempi, una infelice polemica con il cembalista e compositore Matthenson.
(Karevo,1839- S.Pietroburgo,1881)

Il più dotato del cosiddetto “Gruppo dei Cinque”. Avviato alla carriera militare, rivela uno spirito dove la musica fermentava superando i limiti di una tecnica e di una scrittura compositiva non del tutto ortodosse. L’innato istinto musicale mischiato all’attaccamento alla terra russa e al vissuto sia dell’apparato nobiliare che di quello dei contadini, fanno germogliare pagine importanti come il “Boris Godunov”, la “Kovancina”, i pianistici “Quadri di un’esposizione” del 1874, l’orchestrale “Una notte sul Monte Calvo” e decine di brani per canto e pianoforte. Morì all’ Ospedale Militare di Pietroburgo.
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