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(Villa d’Ogna, Bergamo, 1948)

Intraprende gli studi di pianoforte e organo presso la Scuola di musica Sacra “S. Cecilia” di Bergamo con i Maestri don Santo Donadoni e Gino Rossi proseguendo in armonia e composizione con Giuseppe Pedemonti ed Egidio Corbetta; nel 1972 consegue il diploma di Organo presso lo stesso Istituto. Successivamente frequenta gli studi di Corno presso il Conservatorio “G. Donizetti” di Bergamo con il Maestro Giuseppe Crott diplomandosi nel 1978 al Conservatorio “Boccherini” di Lucca. Nel decennio 1977-1987 suona in diversi teatri italiani collaborando con l’orchestra sinfonica della Rai, i “Pomeriggi Musicali” di Milano, l’orchestra sinfonica di Piacenza, l’ensemble “Garbarino” in repertorio lirico-sinfonico. Ha partecipato a corsi di vocalità e direzione corale con i Maestri M. Bordignon, R. Goitre, L. Molfino Ha scritto brani corali di musica sacra e presso le Edizioni Carrara ha pubblicato una raccolta didattica di 48 solfeggi cantati ad uso dei conservatori e delle Scuole Musicali. Nel 1970 fonda il coro polifonico “T. Bellini” di Villa d’Ogna che ha diretto sino al 2007. Per molti anni è stato insegnante di teoria e solfeggio presso la scuola “S. Cecilia” e docente di storia della musica nel liceo socio psico-pedagogico dell’Istituto “N. Rezzara” di Clusone e dal 1968 è organista della Chiesa Parrocchiale di San Matteo Apostolo in Villa d’Ogna.
(Norimberga, 28 agosto 1653 – ivi, 3 marzo 1706)

Figura centrale del barocco tedesco, organista in S. Sebaldo nella città natale, lascia un cospicuo numero di opere per la tastiera sia organistica che cembalistica. Maestro di Buttestett, influenzò il linguaggio bachiano e le successive generazioni di organisti tedeschi attenti all’elaborazione del corale luterano. La cantabilità di molte sue pagine (utilizzata anche nel contrappunto più rigoroso) connota la sua opera di compositore attento non solo all’opera tastieristica ma anche alla produzione strumentale e vocale (si vedano le cantate, il Magnificat e la mottettistica), con opere per archi e per violino e basso seguente. Tecnicamente abbordabile. L’opera di pachelbel trova ancora oggi larghissima diffusione.

Veronese, ha compiuto gli studi musicali presso i Conservatori di Verona e Bologna, conseguendo con il massimo dei voti i
Diplomi in Organo con il M° G.Crema, in Composizione con il M° A.Zanon e in Strumentazione per banda con il M° L.Lombardi. Come organista ha già tenuto più di 350 concerti in varie città italiane e straniere, in prestigiosi festivals, e svolge tuttora attività concertistica come organista solista e come componente in gruppi di varia formazione sia in ambito nazionale che internazionale. Da più di 25 anni collabora con il Coro Lorenzo Perosi di Verona. Come compositore ha al suo attivo un cospicuo numero di composizioni di vario genere, musica da camera, per orchestra, sacra, per banda, comprendente anche un'opera e diversi oratori, regolarmente commissionate ed eseguite da vari Enti. Ha vinto numerosi premi in concorsi di composizione nazionali e internazionali. Insegna presso il Conservatorio di Verona.

(1916-1998)
compositore, didatta e organista, si è formato in organo con Bronislaw Rutkowski al Conservatorio di Varsavia e con Kazimierz Sikorski presso la Scuola superiore di Musica di Lódz. Nonostante fosse un virtuoso dell’organo ed un ottimo direttore di coro ha poi rivolto il suo interesse principale alla composizione ed all’insegnamento.
Fondatore di una scuola musicale a Plock è poi diventato docente nella Scuola superiore di Musica di Lódz per i corsi di Composizione, Teoria e Direzione. E’ poi diventato rettore della Accademica Musicale di Varsavia.
Per i suoi meriti compositivi ha vinto numerosi premi e ha avuto parecchi riconoscimenti internazionali.
Il suo corpus compositivo annovera numerose opere per diversi organici e molta musica vocale.
Col San Martino- Treviso 01-VI-1954

Diplomato al Conservatorio di Venezia in Organo, Canto Corale, Composizione e Musica Prepolifonica, ha studiato pure Direzione d’Orchestra con L. Descev. Dal 1989 al 2008 è direttore dell’orchestra da camera “Accademia Veneta” con cui svolge abituale attività concertistica e di registrazione. Come solista all’organo è frequentemente invitato a festival e rassegne in Italia e nei vari paesi d’Europa ed ha inciso alcuni CD. Il suo repertorio va dagli autori antichi (che esegue preferibilmente su strumenti storici) fino ai contemporanei. E’ autore di musiche strumentali e per coro scelte anche per varie incisioni discografiche. E’ docente di Organo al “B. Marcello” di Venezia e organista al Duomo di Serravalle in Vittorio Veneto.
(Padova, 1527 – Graz, 1575)

Anche Annibale Padoano, significando la città d’origine. Fu organista al grand’organo di S.Marco dal 1522 al 1565, facendo ascoltare a Venezia nuove sonorità. Fu il primo a introdurre il concerto  a due organi che venivano toccati in dialogo con il Merulo ( siamo nel 1560). Nel 1565 si trasferisce a Graz, alla corte dell’arciduca Carlo, dove fece conoscere il patrimonio dell’arte musicale veneziana. Come compositore rivela uno stile severo e di intensa elaborazione, usando le coloriture come elementi ed effetti di contrasto e di evidenziazione delle parti. “Stereofoniche”, secondo l’innovazione estetica veneziana, le sue opere vocali.
(Rocca San Casciano, 25-VI-1851 – Santuario della Verna, 18-VIII-1841)

Francescano, al secolo Giuseppe Poggiolini. Il suo nome da religioso e musicista, indica la nascita in terra di Romagna. 40 anni giusti giusti di vita, molti dei quali in veste di organista -compositore del Santuario della Verna. Studiò con Filippo Capocci. Oltre a musica corale inedita e ancora conservata alla Verna, lo si ricorda per i fascicoli pubblicati da Ricordi intitolati “Echi del Monte Alverna” e per i “12 pezzi” editi nel 1866 per i tipi di Venturini.
al secolo Felice Moretti (Zanica (Bg) 21- I -1791; Piacenza 24-VII-1863)

Alla sua morte i confratelli del Convento di S.Maria di Campagna in Piacenza trovarono 2600 composizioni di questo frate, instancabile organista, compositore e collaudatore di molti strumenti dell’epoca. La sua opera è palesemente influenzata dal gusto operistico (era amico di Donizetti) ma ha una sua unità e una sigla stilistica che ne fanno apprezzare lo sforzo e la continua ricerca di effetti coloristici tesi alla comunicazione immediata ai fedeli che accorrevano all’ascolto della sua produzione. Concertisticamente riabilitato nel corso della seconda metà del ‘900, di lui si ricordano le esecuzioni e i collaudi di organi in importanti città italiane: S.Angelo a Milano, cattedrale di Lodi, S.Maria Maggiore a Bergamo (un Bossi-Urbani), S. Alessandro Parma. Un suo gustoso ritratto è rintracciabile in “Scampoli di Musica” edito da Carrara

(1672-dopo il 1728)

Al secolo si chiamava Angelo Burocco ed era nato a Monza, nei pressi di Milano, nel 1672. La sua attività musicale si svolse all’interno del convento di S.Angelo in Milano e con buona probabilità la sua formazione si poggiò sulle propaggini culturali di fine ‘600 dei musicisti milanesi che lavoravano per il duomo o per altre cappelle milanesi. Il brano pubblicato da Carrara è tratto da un manoscritto del Fondo Foà-Giordano della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino ed è senza titolo. Ma le caratteristiche della composizione la possono far definire con serenità “Pastorale”. Il frontespizio recita :”Musica del Rev.do Padre Narciso da Milano Ne’ Minori Oss. In S.Angelo.1769. Giuseppe Magni”. Quest’ultimo potrebbe essere il nome del copista che ha materialmente realizzato il manoscritto. Di Padre Narciso “Mediolanensis” non si conosce la data di morte.

(Padova, 1710-Madrid (?), 1763)

Detto anche Gioseffo. Forse allievo di Tartini, visse il clima musicale della sua città natale diviso tra l’eco della Cappella Antoniana e lo spirito libero della varie Accademie patavine. Prevalse in lui l’operista. Fu a Venezia dove ebbe contatti con Antonio Vivaldi, fu in Germania con incarichi di musicista di corte, fino ad arrivare a Madrid alla corte del re di Spagna e lì si perdono le sue tracce. Alle musiche per il teatro si aggiungono molte composizioni strumentali e 30 arie “pro organo et cembalo…speciatim sub elevatione producendae”. Completano il quadro del compositore alcune sinfonie e una raccolta di ariette italiane e francesi per voce.

(Genova, 27-X-1782 – Nizza, 27-V-1840)

Del grande violinista e virtuoso genovese, la nostra casa editrice avvicina non l’opera dello strumento paganiniano d’eccellenza bensì una sonata per chitarra che va a consolidare il catalogo editoriale destinato a questo strumento. Si noti che oltre alle più note composizioni per violino e chitarra, le composizioni per sola chitarra sono circa 140 e di difficile catalogazione. Pregevole di fine intendimento il brano che la nostra editoriale offre al mondo dei chitarristi.

(La Spezia 21-XI-1872; Torino 4-VIII-1944)
Sacerdote salesiano, iniziò come autodidatta nella casa religiosa di Foglizzo Canavese; ebbe modo, nel 1899, di assistere ad alcune lezioni di Vincent d’Indy alla Schola Cantorum di S. Gervais e di seguire l’anno successivo un corso semestrale alla Scuola di Ratisbona dove insegnavano Haller, Haberl e Renner.
Dal 1893 occupò la carica di organista e maestro di cappella nella chiesa di S. Giovanni Evangelista di Torino. Nel 1923 divenne anche professore d’organo nel locale Liceo musicale “G. Verdi”.
Compositore prolifico ha composto Messe, litanie, pezzi per organo. Ha ridotto musiche polifoniche classiche e i “Canti di passione” per la funzione dell’agonia di Gesù (da 4 voci miste a 2 voci pari) di J. Rheinberger.
Assai diffuso per la sua utilità L’accompagnamento facilissimo (con preludi, interludi, postludi) ai canti del Parrocchiano cantore (STEN Editrice).
L’irregolare, ma certo cosmopolita formazione musicale ha portato il Pagella a distinguersi nel panorama degli autori suoi contemporanei. Nel 1931 “I Maestri dell’Organo” di Casa Carrara, presentandolo ai lettori scrivevano di lui: “... è uno dei più forti contrappuntisti moderni, unisce ad un formidabile possesso della tecnica, una sua profonda e personalissima ispirazione, che si è rivelata attraverso una produzione vastissima in tutti i generi della composizione musicale.”
Infatti figuravano nel suo catalogo musiche vocali e strumentali, da chiesa, da concerto e da teatro, piccole e di ampie dimensioni, umili e ambiziose,.. tutte caratterizzate da sapiente elaborazione, da nobile melodia, da varietà inconsueta dei ritmi, da padronanza del contrappunto e da raffinata cesellatura armonica.
(Taranto, 1740-Napoli, 1816)
Uomo di teatro e compositore d’opere. Straordinaria capacità melodica. Il successo gli arrise anche se il destino gli arrecò sorprese. Il suo “Barbiere di Siviglia”, capolavoro nel suo catalogo e osannato dal suo tempo, fu oscurato dal successivo lavoro rossiniano, così come il Figaro mozartiano destinò quello di Paisiello all’oblio. Pervicace nel suo spirito concorrenziale, rimise mano al libretto de “La serva padrona”  non riuscendo a far rivivere l’emozione delle figurine pergolesiane. Fu a S.Pietroburgo, a Parigi, a Vienna. Non seppe reggere al cambiamento dei gusti e delle mode e vide sfiorire la sua popolarità una volta rientrato a Napoli nel 1815. Ci pensò Beethoven a rinverdirne il ricordo con le variazioni sul “Nel cor più non mi sento” sull’aria de “La molinara”, una tra le mille melodie che irrorano le 94 opere da lui scritte per non parlare degli accenti della “Messa da Requiem” o della “Missa defunctorum” scritta per il principino Gennaro Carlo Francesco di Borbone, o della “Messa di Natale per la cappella di Napoleone”. Da giovane aveva una voce bellissima. Lo mandarono al conservatorio di S.Onofrio nel 1754. Il suo maestro fu Francesco Durante. Ma la melodia come guida della vita era già nel cuore e nella testa del ragazzo. Un famoso ritratto lo raffigura all’età di 31 anni. E’ al clavicordo intento alla partitura di “Nina, o sia La pazza per amore”. (gnv)
(XVIII secolo)
Maestro di cappella nella Basilica di San Simpliciano a Milano, ebbe numerosi incarichi in altre chiese della stessa città: San Fedele, Santa Maria Fulcorina e Santa Maria della Passione (tra il 1741 e il 1747).
Il suo corpus compositivo annovera numerose opere per tastiera, sonate, marce e minuetti, a fianco di una piccola produzione di musica sacra.
(Lecce, 22/9/1924)

Ordinato sacerdote il 10 settembre del 1983, è cappellano  delle Suore Pie Operaie in Colleferro. Ha studiato composizione a Firenze con Rodolfo Cicionesi e ha completato la sua attività pastorale dedicandosi alla musica sacra. Ha scritto mottetti, inni, brani per voce sola e organo, messe, una raccolta di canti mariani. Sue anche due opere in quattro atti :”Il figliol prodigo” e “Giuseppe venduto dai fratelli” su testi ispirati alla sacre scritture. Risultano nei suoi manoscritti anche arie per voce e pianoforte.
(Guadalajara, ? – Granada, 26/9/1597)

Pur scavando nella storia, come succede per molti musicisti, è difficile trovare notizie per costruire un percorso esistenziale sufficientemente informativo. I documenti esistenti ce lo indicano quale organista alla Cappella Reale di Granada e per ben quarant’anni. Le pagine musicali sopravvissute ci danno una quindicina di composizioni tipiche del repertorio organistico spagnolo tra cui “tientos” e “glosas” sugli inni liturgici. Nell’innario organistico curato da W.Krumbach per i tipi di Carrara, è possibile leggere una rara pagina dell’autore a commento della melodia liturgica dell’antico canto fermo.
(1525-1594)
“Le sue cento messe, i suoi trecento mottetti, i salmi, le lamentazioni, i suoi offertori, mostrano un cammino e un lavoro incessante di chiarificazione. Di opera in opera egli conquista una essenzialità stilistica, perfeziona la relazione ideale tra le voci, le amalgama in forme  così organiche che il suo canto appare il soffio stesso del Verbo. E il suo stile viene inteso come continuazione di quell’universale itinerario della mente verso Dio che la musica aveva già realizzato con il canto gregoriano”. (ra).
(Modena, 1705 ca. – Urbino, 1775)

Anima divisa tra la cappella del duomo di Fano e il teatro di Urbino e quello di Pesaro che si chiamava “Teatro del Sole”. Operista, Accademico Filarmonico a Bologna, ebbe anche una positiva esperienza all’Ospedale dei Poveri Derelitti a Venezia dove cominciò a scrivere oratori, cantate sacre e  mottetti per voce femminile e musica strumentale destinata alla liturgia e ai vespri, prediligendo le funzioni mariane e le feste dell’Assunzione. Nel 1765 fece ritorno a Urbino come maestro della cattedrale fino alla sua morte quando fu sostituito da Giuseppe Gazzaniga.
(S.Vittoria in Matenano, Ascoli Piceno, 9-IV-1923; ivi 2006)
Consegue nel 1942 il diploma in Tromba con il M° Reginaldo Caffarelli. Trascorre un periodo di prigionia in un lager in Germania e solo dopo il suo rientro riprende gli studi con Vincenzo Di Donato e con Carlo Maria Giulini, diplomandosi successivamente in Musica Corale sotto la guida di Bonaventura Somma e Armando Antonelli. Chiude il suo periodo di studi diplomandosi in Composizione con Ennio Porrino al Conservatorio Santa Cecilia in Roma. Per anni collabora con l’Archivio di Musica della Rai di Roma, dove ha l’opportunità di effettuare molte riduzioni per canto e pianoforte di opere liriche del periodo barocco. Continua a comporre per pianoforte, per orchestra e per banda, non tralasciando composizioni per organo ad uso prevalentemente liturgico.

(Udine, 17-V-1924)
Padre Emidio dell’Ordine dei Frati Minori. Ordinato sacerdote il 26-VI-1949, è stato missionario nel Guatemala per 13 anni. Qui è organista della cattedrale di Zacapa e quindi organista di Guatemala City e insegnante d’organo e canto corale nel conservatorio nazionale. Nel gennaio 1969 riceve l’incarico di accompagnare all’organo le celebrazioni liturgiche del Papa e manterrà quest’incarico fino al 1989. Organista ordinario dal 1964 della Basilica di San Pietro in Vaticano, successivamente organista del Capitolo Vaticano, il 30 Agosto 1989 gli è conferito il titolo di “Organista Emerito” della Basilica di San Pietro. Nominato l’8 giugno 1982 Segretario Generale dell’associazione Italiana Santa Cecilia ha fatto parte della Consulta della CEI, dell’Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma e della Presidenza della “Consociatio Internationalis Musicae Sacrae”.
Giornalista e saggista (notevoli le sue pubblicazioni e i suoi numerosi articoli su “L’Osservatore Romano”, “Musica Sacra” di Regensburg e di altre importanti testate internazionali) ha condotto per anni la rubrica “Appuntamenti Musicali” alla Radio Vaticana, emittente che lo ha visto per anni accompagnatore all’organo dei canti di Alberico Vitalini, per la messa che viene trasmessa ogni domenica da Rai e da Radio Vaticana. Concertista (oltre 200 concerti d’organo) e conferenziere, ha - tra i suoi titoli di studio - il Magistero in Canto Gregoriano, il Magistero e il Dottorato in Musica Sacra (Summa cum laude) il Magistero d’Organo e il diploma in Archeologia Cristiana.

(Liegi,21/5/1867- Bessancourt, 20/11/1939)

Premiato al conservatorio di Liegi per organo, pianoforte e armonia, visse in diverse città la sua esperienza musicale di docente e compositore (Sofia, Atene, Parigi, Lisbona). Fu poi ancora in Svizzera ,in Inghilterra e in Grmania come collaboratore dell’editore Simrok,  prima di rientrare a Parigi nel 1914 dove fu titolare all’organo della chiesa di Saint-Louis-d’Antin. La sua opera di compositore è copiosissima (e per di più inedita) e denota un linguaggio personale e fortemente indipendente da mode o correnti estetiche. Amico di Busoni, attento alle esperienze di Schonberg, proclive all’atonalità, lascia nelle sue pagine uno stile non privo di fascino e di spontanea musicalità. E’ ricca di pagine la sua produzione pianistica, dal preludio alla sonata di più ampie proporzioni; seguono i numerosi numeri d’opus dedicati alla musica da camera, alle pagine orchestrali (8 sinfonie), ai concerti per pianoforte e orchestra, alla musica vocale per soli o per coro. Per organo troviamo pezzi sparsi e una sinfonia (op.67). insieme ad un requiem e ad alcune messe (da notare la “Messe chromatique” e le due “messe brevi”). (gnv)

(Igualada, 6/III/1956)
Organista e concertista spagnolo. Dal 1989 è organista titolare della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. ”Direttore Artistico della “Accademia Romana d’Organo Cesar Franck” ed del “Festival Internacional d’Orgue de Igualada”, è inoltre docente al Conservatorio di Musica di Benevento. E’ stato allievo di Monserrat Torrent a Barcellona prima di giungere a Roma dove si è diplomato sotto la guida di Valentino Miserachs Grau.

(Napoli, 1707 – Venezia, 1791)

Chi ha goduto della televisione in bianco e nero, si sarà gustato centinaia di volte il famoso “Intervallo” (spesso con le pecore al pascolo...) dove il sottofondo era la “Sonata VI il La maggiore” di Paradisi nella versione “Toccata in La per arpa sola”. Bella e scintillante come tutte le 12 sonate per clavicembalo edite a Londra nel 1754 piene dell’influenza scarlattiana e dell’ originalità del nostro musicista che in Inghilterra era considerato uno degli insegnanti più preparati. Colto e raffinato, lascia opere oggi dimenticate, ma la musica strumentale è ricca di fantasia e le arie sanno cosa è il canto di un virtuoso. Lo troverete anche sotto il nome di Pier Domenico Paradies.
(Catania, 18-VI-1960)
Dopo il diploma in Organo e Composizione Organistica sotto la guida di Luigi Molfino e quello in Composizione, si è dedicato alla attività concertistica e a quella storico-musicologica con particolare riferimento all’organaria siciliana ed alla letteratura cembalo-organistica di scuola napoletana. A tale attività ha affiancato la composizione ottenendo premi e segnalazioni in concorsi nazionali ed internazionali di composizione fino ad essere chiamato in Germania quale “compositore residente” presso la Fondazione Herrenhaus Edenkoben e successivamente in Polonia presso l’Accademia di Musica di Cracovia, istituti per i quali ha scritto musica da camera in vari organici.
(1883 – 1937)

Il severo e rigoroso Agostino Donini ospitò nel suo primo anno di direttore de “I Maestri dell’organo” un “ Preludio Grave” di questo compositore che risultava professore al Conservatorio di Perpignan e titolare al grand’organo di St-Mathieu nella stessa città dove era anche direttore della corale “L’Echo de Rouissillon”. Di lui oggi si conosce discograficamente una “Marcia Solenne” dove evidenzia, insieme al preludio di cui sopra, un procedere sicuro poggiato su robustezza fonica e logica discorsiva. Si conoscono anche alcuni pezzi sempre organistici tra cui un “Andantino” e due offertori sui noels francesi. (gnv)

(Roma 27-V-1881; Milano 13-VI-1964)
Compì gli studi musicali con Setaccioli al Conservatorio di Roma e si trasferì poi a Milano dove fu direttore artistico della casa musicale Sonzogno (1911-15), critico musicale e insegnante di armonia e contrappunto al Conservatorio (1914-44). Nello stesso Istituto fu vicedirettore dal 1924 al ’49 e direttore incaricato per i 2 anni successivi.

(Bologna 08/V/1876- ivi,1923)

Fu apprezzato pianista e compositore. Compì la propria formazione musicale nella sua città e fu per tre anni direttore della scuola musicale Viadana di Mantova. Svolse lo stesso incarico a San Giovanni in Persiceto (Bologna) dove diresse anche la banda e fu maestro di cappella e organista del Duomo di Conegliano Veneto, Motta di Livenza e a Z>ara (Dalmazia).
Di ritorno a Bologna, insegnò Canto corale al riformatorio "Pietro Siciliani". Dal 1917 ricoprì l'incarico di organista titolare in S.Petronio e dopo la morte di Raffaele Santoli, anche quello di maestro di Cappella. Infine ebbe l'incarico di archivista e bibliotecario dell'Accademia Filarmonica alla quale era aggregato come quasi tutti i musicisti bolognesi del tempo.
(Casale Monferrato, Alessandria, 10-X-1954)
Concertista impegnato in Italia e all’estero, ha studiato presso il conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria e presso il “G. Verdi” di Milano, diplomandosi in Organo, Composizione organistica e Composizione polifonica vocale con Sergio Marcianò, in Pianoforte con Giorgio Vercillo e in Clavicembalo con Mariolina Porrà. Ha studiato inoltre canto gregoriano presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra e Composizione con Vacchi presso il conservatorio di Milano.

(1848-1918)

Per gli inglesi è l’autore di “Jerusalem”, la sua opera più popolare e più conosciuta, scritta su versi di William Blake. Insegnò ad Oxford e fu il direttore dal 1894 del prestigioso “Royal College of Music”. Il suo stile di compositore proviene dalla conoscenza dell’opera bachiana e dalla attenzione al modello brahmsiano paricolarmente amato e studiato. Influenzò le generazioni successive e al suo stile fecero riferimento compositori inglesi di grande popolarità come Elgar e Vaughan Williams.

(Spilimbergo, 1650 ca.; Venezia, 1701)

Detto anche Spilimbergo, dal paese natale. Sacerdote, fu cantore in S.Marco a Venezia. E poi direttore del coro succedendo al Legrenzi. Fondò la “Società Filarmonica di S.Cecilia” e fu direttore del conservatorio dei Mendicanti. Scrisse per il teatro e compose pagine di genere sacro tra cui una Missa pro Defunctis.

Nato a Udine nel 1988, ha intrapreso nel 1998 gli studi musicali presso la scuola di musica vocale e strumentale "A.Valoppi" di Gradisca di Sedegliano sotto la guida del maestro Fabrizio Fabris.
Ha conseguito con il massimo dei voti (110/110) il Diploma Accademico di II livello in organo presso il Conservatorio "G.Tartini" di Trieste sotto la guida del Prof.Wladimir Matesic e il Diploma Accademico di II livello in clavicembalo presso il Conservatorio "J.Tomadini" di Udine sotto la guida del prof.Ilario Gregoletto.
Ha partecipato a numerose masterclasses organistiche e dal maggio 2013 è organista estivo del nuovo organo del Duomo "San Giovanni Bosco" in Lignano Sabbiadoro (UD), dove è anche direttore artistico della rassegna estiva "Frammenti d'infinito..." e da ottobre 2013 è organista invernale del nuovo organo della Parrocchia "santa Maria Assunta" in Bibione (VE).
Dal 2014 è segretario del concorso organistico nazionale del concorso internazionale di composizione per organo "Rino Benedet" di Bibione.
Da dicembre 2015 è docente di Teoria, Analisi e Composizione presso il liceo musicaòle "C.Percoto" di Udine.
(Massa e Cozzile, 1637-Roma, 1710)
Brillantissima vita di cembalista e di organista. Già in gioventù sedette all’organo dell’Accademia della Morte a Ferrara, sulla panca che era stata di Luzzasco Luzzaschi e di Girolamo Frescobaldi. A Roma fu titolare alla Vallicella e alle basiliche di Santa Maria Maggiore e Santa Maria in Ara Coeli. Ma il fulcro della sua operatività stava presso la famiglia Borghese della quale era il rinomato “cembalista di camera” . Animatore della vita musicale  romana, si esibiva dinnanzi ad altrettanto potenti famiglie capitoline quali i Chigi, gli Ottoboni, i Pamphilj. Nei palazzi nobiliari lo si poteva ascoltare quando accompagnava complessi strumentali in cui concertavano con lui Arcangelo Corelli,  il secondo violino Matteo Fornari allievo dello stesso Corelli, il Bononcini e il Lulier ai violoncelli. I musicisti raccontavano:” Chi avrà ottenuta la sorte di praticare o studiare sotto la scuola del famosissimo Sig. Bernardo Pasquini in Roma, o chi almeno lo avrà inteso o veduto sonare, avrà potuto conoscere la più vera, bella e nobile maniera di sonare e di accompagnare”. Da lui accorsero: Muffat, Krieger, Casini, Gasparini, Zipoli, Durante e molti altri. Lo stesso Haendel venne ad abbeverarsi. Chi passa per Roma si fermi nella Basilica di S.Lorenzo in Lucina. Lo troverà sepolto lì. (gnv)
(Ferrara, 1560 ca. – Roma, dopo il 1620)

La nostra rivista Polyphonia pubblica di questo musicista ferrarese una rara pagina a cappella. La vera vena del musicista era comunque tastieristica ( fu organista alla Cappella Giulia a cavallo tra ‘500 e ‘600: si leggano ad esempio le sue canzoni, le sue toccate e le più conosciute Partite sopra Ruggiero.
(S.Eufemia d’Aspromonte, Reggio Calabria, 26-XI-1906; Genova, 29-IX-1985)
Apprese i primi elementi musicali da Giuseppe Parisi prima di entrare in seminario da cui uscì sacerdote nel 1929 con anticipo e dispensa della S. Sede perchè di età inferiore ai 24 anni prescritti. Nel 1930 si trasferisce a Roma per studiare al Pontificio Istituto di Musica Sacra. I suoi insegnanti saranno Refice (composizione), Manari (organo), Ferretti (gregoriano), Casimiri (direzione di coro). Rientrato in Calabria insegnerà musica fino al 1939 quando è chiamato a prestare servizio pastorale presso la Reale Badia di Mileto. Nei primi anni ‘50 si trasferisce a Genova presso la parrocchia di S. Zita. Nel capoluogo ligure insegna presso la scuola diocesana e tiene concerti organistici proseguendo l’attività di compositore. Completerà infatti la trilogia del “Libro d’oro della musica liturgica” (repertorio delle scholae cantorum, 80 pezzi; repertorio degli organisti, 60 pezzi; repertorio del popolo, destinato all’assemblea). Autore di cinque messe, musicologo stimato da Franco Abbiati e Giulio Confalonieri, lascia un interessante testo romanzato, “Prigionia di un artista”, sulla vita e le opere di Luigi Cherubini. (da "Le Firme dell'Organo")
(1943)

SCHEDA IN PREPARAZIONE


Sergio Pasteris, si è diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro con M. Quaglia, in Composizione con G. Ferrari presso il Conservatorio G.Verdi di Torino dove ha frequentato anche i Corsi di Direzione d’Orchestra, Pedagogia – Didattica della Musica, Musica Elettronica. Già docente di Teoria, Solfeggio e Dettato Musicale al Conservatorio “G.Nicolini” di Piacenza, dal 1977 è titolare di Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino. Si dedica alla composizione, alla direzione corale (direttore del Coro dell’Università degli Studi di Torino), alla cura di revisioni e trascrizioni per orchestra e coro. E’ regolarmente invitato come membro di giuria per concorsi nazionali ed internazionali e partecipa, quale relatore e coordinatore, a convegni, conferenze, stages.
(Bierhutten, 7-VI-1730; Kremsmunster, 26-I-1803)

Sacerdote benedettino, amico di Michael Haydn e della famiglia Mozart. Fu uomo di cultura con i suoi studi in teologia, giurisprudenza, matematica e lingue. Ma fu anche allievo dell’ottimo Eberlin a Salisburgo che ne impostò la tecnica di composizione spesso riconoscibile nei preludi e fuge del nostro. Alla biblioteca del buon organista non mancheranno le fughe sui toni ecclesiastici o quelle dedicate a Salieri. E, ancora, i versetti, i preludi e le fughe per organo o clavicembalo, raccolte in tre volumi. Indagando si scoprono le messe, i canti d’ingresso, i graduali, gli offertori, i cosiddetti “vespri funebri”, e molto altro ancora attinente alla celebrazione cattolica. Del versante ludico del monaco benedettino, risuonano 22 insospettati minuetti per orchestra. Che si sia ispirato a Wolfgang? Musicista da riscoprire. (gnv)
(Spresiano, Treviso, 18-V-1914)

Figura di rilevanza nel mondo della coralità. E’ Direttore Emerito della Pontificia Cappella Antoniana di Padova, fondatore e direttore dell’Ottetto Polifonico Patavino e dei Polifonisti Torinesi, è stato inoltre per molti presidente della associazione dei cori veneti. Docente in svariati e prestigiosi istituti musicali, è compositore versatile sia in campo strumentale sia in campo corale coltivando parallelamente interessi storiografico-musicali.
(Pordenone, 26-XII-1969)
Compositore, organista e pianista, si diploma a Venezia perfezionandosi successivamente al “Pollini” di Padova. E’ inoltre laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Padova. E’ risultato vincitore in molti concorsi di composizione (tra cui Kansas City e Varsavia). Tiene regolarmente Masterclass di composizione in varie università americane ed è Adjunct Professor all’Università “Union Institute” di Cincinnati (USA). E’ organista presso la Chiesa Arcipretale di S. Giorgio in Pordenone e Vicepresidente dell’Associazione per la Musica Sacra “Vincenzo Colombo” sempre in Pordenone.

(Silfs/Stelvio, Bolzano, 18-VI-1935)
Dopo aver terminato gli studi musicali a Ratisbona, ha proseguito al Conservatorio di Monaco diplomandosi in Composizione. Dal 1965 ha diretto la Sezione di Musica Sacra del Conservatorio di Bolzano ed è il maestro di cappella e organista del duomo della stessa città e membro della commissione liturgica diocesana. Concertista, ha una imponente produzione di musica per organo, di mottetti, messe e pagine corali a cappella, con accompagnamento d’organo e strumentale proseguendo nella tradizione sud tirolese e nella prassi esecutiva liturgica di quei luoghi che prevede spesso l’uso dell’organico orchestrale.
(Venezia 30-VIII-1914; idem 22-IV-1975 )
Nato il 30 agosto 1914, dimostrò fin da piccolo una spiccata attitudine musicale. A otto anni entrò nel Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia come allievo di teoria alla scuola di Nicolò Zambon. Più tardi si dedicò allo studio del pianoforte con Gino Tagliapietra e dell’organo con Oreste Ravanello, dal quale attinse tutte le caratteristiche del vero organista liturgico e concertista. Studiò altresì, sotto la guida di Virginio Mortari, l’arte della fuga, composizione e improvvisazione organistica. Nel 1936, a 22 anni, si diplomò in “organo e composizione organistica” e, presentatosi come privatista di pianoforte al Liceo Musicale “Pollini” di Padova, ottenne così anche il diploma di magistero di pianoforte. Successivamente ottenne a Roma l’abilitazione e l’idoneità al concorso a cattedra di Musica e Canto corale e vinse una borsa di studio nel 1940, partecipando al corso di perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena, studiando sotto la guida di Fernando Germani.
Nel 1956 divenne primo organista della Basilica di S. Marco. Morì nel momento di massimo fervore compositivo, a soli 60 anni, dopo essere stato per tanti e tanti anni docente in varie scuole di Venezia e Mestre.
(Casaletto Vaprio, Cremona, 1779 – Crema 1850)

Studiò con Fenaroli a Napoli e con Gazzaniga a Crema. Compositore nel quale convivono le due anime tra sacro e teatrale. Fu maestro di cappella a al Duomo di Crema (dal 1818 al 1850) tenendo anche per alcuni anni la direzione del teatro di corte a Vienna. Scrisse molte pagine sacre e musica da camera. Più successo, per la loro melodicità e freschezza inventiva, ebbero le opere liriche dove si staccano per qualità quelle comiche.

(Palmanova, 15-VI-1728 – Cividale del Friuli, 19-X-1786)

Allievo di Cordans, fu maestro di cappella a Udine. Nel 1750 venne nominato cantore e organista del Duomo di Cividale prima di diventare, nel 1755, maestro di cappella concludendo in quella città e in quel duomo la sua carriera musicale.

(Genova 12-XI-1894; ivi 7-I-1963)
Studiò al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, diplomandosi in pianoforte e organo.
Dal 1922 tenne la cattedra d’organo nel Liceo pareggiato “N. Paganini” e fu organista della Chiesa del Gesù e della basilica dell’Immacolata in Genova.
Scrisse molte e distinte pagine per organo e un discreto numero di opere vocal.
(Foresto Sparso, Bergamo 8-XII-1910; Gorle, Bergamo, 16-XII-2002)
Sacerdote dal 1933 della diocesi di Bergamo, studiò al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma con Ferretti, Suñol, Dobici, Casimiri, Refice, Vignanelli, diplomandosi nel 1941.
Ha svolto l’attività musicale nell’ambito della propria diocesi: dal 1942 al 1950 ha insegnato organo e armonia nella scuola diocesana di S. Cecilia; dal 1944 al 1958 al seminario vescovile; dal 1950 al 1994 resse la cappella musicale di S. Maria Maggiore, da lui ricostituita per conto dell’Opera Pia Misericordia Maggiore dopo anni di decadenza.
Compositore prevelntemente di musica sacra e liturgia ha scritto varie Messe e Mottetti. E’ autore anche di parecchi pezzi per organo, pubblicati nelle riviste Carrara, lungo varie annate.
Per lo stesso Editore ha curato alcune antologie organistiche.
(Perugia 19-06-1956)
Diplomato al Conservatorio "Rossini" di Pesaro in Musica Corale e Direzione di Coro ed al Conservatorio "Morlacchi" di Perugia in Composizione.
E' stato premiato più volte in concorsi nazionali ed internazionali.
Autore di cinque Opere liriche, molta musica sinfonica e da camera, ha ricevuto numerosi inviti e commissioni da istituzioni liriche e concertistiche (RAI, Arena di Verona ecc.)
(Bussoleno, Torino, 20-X-1930; ivi, 30-X-1986)
Ha compiuto gli studi musicali a Roma dove ha seguito il corso di Pianoforte di Renzo Silvestri presso il Conservatorio “S. Cecilia” diplomandosi nel 1954. Ha proseguito al Pontificio Istituto di Musica Sacra dove ha seguito il corso di Organo Principale tenuto da Ferruccio Vignanelli conseguendo il relativo diploma nel 1960 unitamente a quello di Composizione Sacra per la classe di Domenico Bartolucci. Ha poi conseguito il Baccellierato in Filosofia e la Laurea in Teologia alla Pontificia Università Grogoriana. Concertista e compositore di valore, è stato insegnante d’Organo e Composizione Organistica a Cuneo presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino.
( ? - Cracovia, 1670ca.)

Anche Pechel o Penchel. Organista alla cappella di corte di Varsavia, si stabilì a Cracovia dove fu “cappellae magister” (dal 1658) del duomo cittadino. Rimangono molte sue composizioni tra cui la “Missa pulcherrima” a 4 voci a cappella, così denominata per la sua purissima bellezza di ascendenza palestriniana. Non mancano nella sua produzione pagine di gusto barocco per voci e strumenti e 40 danze per il liuto.

(Romano Canavese, dopo il 1845 - ?)

Salesiano laico, sembra essere stato il primo organista della Basilica di S.Maria Ausiliatrice in Torino. Nel 1888 presenta la sua candidatura nella chiesa di S.Augustina a Nizza senza però ricevere l’incarico. Pubblicò due messe, vespri per organo e altre pagine di musica sacra sempre per la Calcografia dell’Oratorio Salesiano.

(Bergamo, 29-XI-1975)

Ludovico Pelis, nato a Bergamo nel 1975, è compositore, direttore d’orchestra e pianista. Fra le sue opere (oltre a musica da camera per varie formazioni, brani corali di musica sacra e liriche per canto e pianoforte) figurano al 2012 due Sinfonie, due Concerti per Pianoforte e Orchestra e una Passione per Soli, Coro e Orchestra. Il suo interesse non è rivolto solo all’ambito artistico, ma anche alla fisica, all’astronomia, alla storia e alla filosofia (disciplina in cui si è laureato). La montagna è diventata una scelta di vita da quando, con sua moglie, ha deciso di trasferirsi dalla città ad Aviatico, incantevole paese delle valli bergamasche.
(Pesaro, ? – Milano, 23/8/1630)

Maestro di cappella del Duomo di Milano (dal 1611 alla morte), fu il successore di Giulio Cesare Gabussi di cui curò la raccolta di molte composizioni. A sua volta compositore, si ricorda per alcune pagine organistiche tratte da “Canzoni di intavolatura d’organo fatte alla Francese” e il “Missarum liber” dove si segnalano alcune messe brevi che influenzarono il modo di scrivere per coro nell’ambito dei musicisti ambrosiani.

Organista veneziano attivo nel primo settecentom di cui si sa soltanto che per brevissimo tempo fu maestro di cappella alla fine del 17345, avendo rinunciato con lettera da Venezia al posto che aveva appena accettato con un certo entusiasmo.
Sue composizioni provengono dal "Fondo Giustinian" del Conservatorio di Venezia.

(Monza, Milano, 16-II-1962)
Studia al Conservatorio “G. Verdi” in Milano dove si diploma in Organo e Composizione organistica (Centemeri, 1982), in Pianoforte (Mozzati, Colombo, 1984) e in Composizione (Bellisario, 1990). Luigi Molfino dopo i diplomi lo porterà a prendere in considerazione la musica sacra a livello compositivo e l’impegno liturgico. Assume quindi l’incarico di titolare prima al Duomo di Monza e in seguito alla Chiesa di S. Carlo. Concertista solista e collaboratore di gruppi strumentali (Pomeriggi Musicali, Orchestra di Lugano), si è distinto in alcuni prestigiosi concorsi tra cui l’”Anton Bruckner” di Linz.
Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di musica “G.Verdi” di Como sotto  la guida del M° Davide Cucchetti, in organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Milano con il M° Luigi Molfino, in Composizione principale con il M° Ivan Fedele e in Direzione d’orchestra con il M° Vittorio Parisi.
Nel 1998 ha frequentato il corso per Maestri Collaboratori per il teatro lirico presso il “Teatro Lirico sperimentale” di Spoleto con R.Kettelson, R.Nicolosi, R.Risaliti, E.Ferrari. M.Boemi, M. Zurletti.
Ha collaborato per la preparazione e la realizzazione di diverse opere al Teratro alla Scala di Milano.
Ha accompagnato al pianoforte il Concorso Internazionale “Ernst Haefliger” per cantanti lirici di Gstaad-Bern.
Ha seguito i corsi di alta specializzazione nel repertorio organistico bachiano con i maestri Ewald Kooimann e Christoph Wolff presso la Summer Academy di Haarlem.
Dal 2002 al 2008 è stato  pianista accompagnatore presso l’Accademia di Canto del Teatro “Alla Scala”.
Nel giugno 2010 a Dortmund è stato maestro collaboratore preparatore dei cantanti per la “Norma” di Vincenzo Bellini con Cecilia Bartoli, John Osborn e Michele Pertusi.
Dal 2007 è  maestro collaboratore presso l’Opernhaus di Zurigo presso cui ha anche  diretto di Gaetano Donizetti “I pazzi per progetto” e “Le convenienze e incovenienze teatrali”.
(Milano, 20-II-1842; Carpiano 27-VII-1885)

Intellettuale della musica fu uno delle penne più interessanti alla "Gazzetta Musicale" di Milano. Professore di Canto al conservatorio milanese, collaborò con Casa Ricordi occupandosi delle premesse critiche a numerosi lavori delle edizioni musicali. Nella sua carriera vi sono anche periodi dedicati alla composizione in ambiti diversificati: opere liriche, una Messa a 4 voci e organo, alcuni Inni celebrativi, Madrigali a 4 voci a cappella, musica da camera e alcuni ballabili per pianoforte. (gnv)
(Arta Terme, 5-X-1872; Piano d’arta, 26-VI-1959)
A undici anni, divenuto cieco dall’età di tre anni,  venne avviato agli studi al Collegio Configliacchi di Padova dove fu allievo di Bottazzo e dove uscì diplomato a 19 anni di età. Organista del Duomo di Sernaglia della Battaglia, nelle vicinanze di Treviso, fondò e diresse bande musicali, fondò cori e si occupò della liturgia a Piano d’Arta dove era organista, fu attento raccoglitore di canti e villotte friulane (più di 350 melodie). Scrisse messe, mottetti, inni e salmi insieme a numerosi brani per organo che entrarono nel catalogo Carrara nei primi anni del 1950.
Numerose le sue villotte scritte con mano felice. Sulla casa natale una targa lo ricorda.”Qui illuminò col canto la sua notte”.
(Arzignano, Vicenza, 21-VII-1974)

Dal 2009 è professore d’organo presso l’Università per la musica e le arti interpretative di Vienna (A). Dopo il diploma in organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Vicenza (A. Cozza) e i primi studi di composizione con Wolfango Dalla Vecchia, si è perfezionato a Vienna (H. Tachezi, M.Radulescu) e ad Amburgo (W. Zerer, P. van Dijk). Per la composizione ha frequentato i corsi estivi di Darmstadt (W. Rihm, B. Ferneyhough) e l'Accademia Filarmonica di Bologna (A. Corghi). Premiato in concorsi organistici nazionali ed internazionali, nel 1999 ha vinto il primo premio al concorso Internazionale di S. Albans (GB). Intensa l'attività concertistica e didattica in Europa, estremo oriente, Israele e Nord America; dal 2002 al 2009 ha insegnato presso l'Hochschule für Musik di Hannover (D). All'attività di interprete e docente affianca quella compositiva; ha al suo attivo musica per organo, organo e strumenti, lavori cameristici e vocali, alcuni dei quali premiati in concorsi di composizione. Per la Messa "Mane nobiscum" il Ministero per la cultura austriaco gli ha conferito l'Outstanding Artist Award per la musica 2015.
(Jesi, 4-I-1710, Pozzuoli, 16-III-1736)
Giovanni Battista Draghi (o Drago) nasce a Jesi in provincia d'Ancona nel 1710.
La modifica del cognome in Pergolesi deriva dal nonno Francesco, un artigiano originario della cittadina di Pergola (PU) trasferitosi nel 1635 nella città natale di Giovanni Battista. Col tempo il soprannome Pergolesi divenne di uso comune per designare la sua famiglia.
La posizione del padre, un amministratore statale, consentì al giovane Giovanni Battista una giovinezza relativamente agiata ed una prima formazione musicale. Dopo i primi studi di organo e violino nella città natale, durante i quali mostrò un notevole talento musicale; all'età di quindici anni, grazie al mecenatismo del vescovo di Larino e Governatore della Santa Casa di Loreto Carlo Maria Pianetti fu ammesso nel celebre "Conservatorio dei poveri di Gesù Cristo" a Napoli, dove ebbe modo di studiare composizione con alcuni dei più celebri autori della Scuola musicale napoletana, come Francesco Durante e Gaetano Greco.
La Napoli della prima metà del settecento era senza dubbio una delle città più vivaci dal punto di vista musicale: artisti come Alessandro Scarlatti, Nicola Porpora o Leonardo Leo avevano proposto con successo lo stile musicale napoletano nelle corti di tutta Europa e non è sorprendente che nel 1739 lo scrittore e politico francese Charles de Brosses[1]riferendosi alla città partenopea, la definisse la capitale mondiale della musica.
In virtù del suo talento come violinista, Pergolesi fu nominato nel 1729 capo paranza dell'orchestra del conservatorio, titolo che si potrebbe associare all'attuale primo violino. Si diplomò nel 1731 a ventuno anni, componendo, come saggio finale, l'oratorio La conversione e morte di San Guglielmo; nell'ultimo anno di studi aveva già composto alcune altre opere di pregio come l'oratorio La fenice sul rogo, ovvero la morte di San Giuseppe (la cui attribuzione è però considerata dubbia da alcuni studiosi), una Messa in Re e l'opera Sallustia (messa in scena 2 anni dopo), che gli diedero una certa fama e lo posero nel novero dei più promettenti giovani compositori napoletani.
Proprio per questa notorietà, al termine degli studi fu assunto dal Principe Stigliano Colonna (appartenente al ramo napoletano della nota famiglia nobile), con l'incarico di maestro di cappella godendo inoltre della protezione dell'influente duca di Maddaloni.

(Jatobá, atuale Petrolândia, 2/XI/1883 - Rio de Janeiro, 16/X/1947)

Compositore e chitarrista brasiliano. Autore di inumerovele opere per questo strumento, Pernambuco ha spaziato nelle più svariate forme e strutture della musica brasiliana tra cui il Choro, Valsas, Emboladas e molto altro. Il suo repertorio ha contribuito in modo assai positivo per lo sviluppo della chitarra nel suo paese, il Brasile.
(Tortona 21-XII-1872; Roma 12-XII-1956)
Sotto la guida del padre iniziò prestissimo ad esibirsi nel Duomo di Tortona e a produrre le prime composizioni. Nel 1888 fu benevolmente ricevuto in udienza da Leone XIII e ascoltato da una commissione del Liceo musicale di S. Cecilia a Roma.
Tappe importanti per la formazione del ragazzo furono lo studio del gregoriano a Montecassino (1890), i pochi mesi (1891) di permanenza al Conservatorio di Milano, la breve attività di direzione corale al seminario di Vigevano e soprattutto la trasferta a Ratisbona (grazie ad una borsa di studio offertagli dal conte Lurani), dove potè accostare la polifonia classica alla scuola di F. X. Haberl e M. Haller, e l’insegnamento del canto nel seminario di Imola (1893).
Nel 1894 fu nominato maestro di cappella in S. Marco a Venezia, dove era patriarca il card. Giuseppe Sarto, e il 25-V-1895 fu ordinato sacerdote.
Leone XIII nel 1898 lo volle a Roma accanto a Domenico Mustafà e nel 1903 lo nominò “maestro perpetuo” della Cappella Sistina.
Qui si dedicò ad una decisa opera di rinnovamento, sostenuto dal nuovo pontefice e amico Pio X.
Una crisi spirituale e psichica costrinse il Perosi dapprima a rallentare l’attività creativa e poi a lasciare l’incarico nel 1915. Soltanto nel 1923 poté riprendere il suo posto, ma il genio perosiano non era più tale, rimanendo tuttavia il punto di riferimento della musica sacra italiana e l’autore più amato dalle Scholae cantorum.
Autentico artista, Perosi sta in cima a tutti i suoi contemporanei; parliamo del Perosi migliore, quello degli anni giovanili, quello delle Melodie Sacre, delle due Messe pontificali, della Messa Eucaristica. E’ proprio nella musica liturgica che si scopre la lirica cantabilità, l’ineffabile melodizzare del più ispirato Perosi; più e meglio che negli oratori, ove accanto a pagine sublimi vivacchiano pagine smorte o scontate armonicamente e strumentalmente imperfette.
L’uomo della Provvidenza, mandato a preparare e a dare concretizzazione alla riforma voluta da Pio X.

(Tortona 20-X-1875; Roma 21-II-1959)
Fratello del più celebre Lorenzo, fu anch’egli compositore e maestro di cappella. Studiò a Ratisbona con F. X. Haberl e a Lipsia con H. Riemann.
Nel 1906 divenne maestro di cappella a Zurigo, quindi nella chiesa dei Minoriti a Vienna fino al 1912.
Dopo la prima guerra mondiale riprese l’attività nella basilica di Pompei fino al 1921.
Dal 1930 al 1949 fu maestro incaricato nel Duomo di Milano. Gli ultimi anni li trascorse a Roma in compagnia del fratello.
La sua musica non fu molto conosciuta dagli operatori musicali, anche perché fu pubblicata per lo più in Germania o rimase inedita nell’archivio del Duomo milanese.
(Napoli, 1872; ivi, 1977)
Laureato in giurisprudenza si diplomò al conservatorio di Napoli sotto la guida di Antonio Savasta e decise di proseguire nell’attività di compositore con una particolare inclinazione al teatro. Esordì con l’opera “Morenita” di carattere post-verista, rappresentata a Napoli il 19 aprile del 1923, un atto unico su libretto di Luigi Sbragia. Più impegnativo è il lavoro “La bisbetica domata” in scena a Roma nel 1931. L’ultima opera fu “La Locandiera” portata in scena con un cast di livello (Tito Gobbi, Mafalda Favero, Ferruccio Tagliavini). Non mancano nella sua produzione pagine di musica sacra tra cui uno “Stabat Mater” per soli, coro e orchestra.
Bolognese (1661-1756) discendente di una famiglia originaria di Crevalcore. Esordì musicando il terzo atto del melodramma "Atide".
Autore di messe, mottetti, oratori e melodrammi, fu allievo di G. Corso detto il "Celano" .
Nel 1690 ottenne, subentrando alla zio Lorenzom il posto di maestro di cappelkla nella Chiesa di San Pietro di Bologna.
Dal 1706 al 1750 divenne maestro di cappella deim Padri Filippini in Santa Maria di Galliera.
Divenuto assai celebre alla sua epoca, ricevette riconoscimenti ed incarichi dal Granduca Cosimo III di Toscana, da papa Benedetto XIV, dagli Imperatori Leopoldo I e Carlo VI.



Si è diplomato in pianoforte ed in organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Bergamo, studiando e perfezionandosi con Carla Torta Jacobi, Luigi Toja e Bruno Bettinelli. È stato pianista collaboratore della scuola di canto lirico e cameristico di Floriana Cavalli. Svolge attività concertistica come solista al pianoforte e all’organo, in diverse formazioni cameristiche e collaborando con varie orchestre. Ha diretto la Cappella Musicale «Attilio Giordani» di Arese, la «Corale Monzese», e dirige stabilmente la Cappella Musicale «Pueri Cantores» di Rho e il Coro «Giuseppe Verdi» di Sesto San Giovanni. È ideatore  e direttore artistico del Festival Organistico Internazionale «Luigi Toja» di Rho.
Vincitore di vari concorsi è docente di pianoforte presso il Liceo Musicale Statale «Carlo Tenca»  di Milano e, dal 1986, è docente di pianoforte e organo presso l'Istituto Musicale «Rusconi» di Rho. Presso il medesimo Istituto a tutt’oggi riveste la carica di Direttore.
(Venezia, 1704 ca. – Venezia, 20 marzo 1766)

Discendente da una famiglia di organari, fu allievo di Antonio Lotti e condivise la sua formazione musicale con Baldassarre Galuppi con il quale ebbe occasione di collaborare alla produzione e revisione di opere teatrali.
«Gio: Battista Pescetti, Veneziano, Maestro di Cappella, per anni 14 ha composte in Londra l'Opere per quel Teatro; il simile ha fatto per tutti i più celebri Teatri d'Italia e, negli anni 1748 e 1749, fece le Opere per il Teatro di Via della Pergola [a Firenze]. In Venezia poi, sua  Patria, oltre le Opere, ha fatte diverse Musiche nelle Chiese più riguardevoli; a tal che è attualmente  richiesto per occupare il Posto di Primo Organista di S. Marco. (. ..) ».
Così il compositore ricorda parte della sua biografia in una sua celebre Memoria.
Compositore, organista, cembalista fu attivo per un certo periodo a Londra prima di fuggire in seguito ad una ribellione inglese che travolse i cattolici.
Tornato a Venezia riprese la sua attività. nel 1762 è nominato secondo organista nella basilica marciana.
A fronte di una cinquantina di opere e «pasticci» teatrali troviamo un discreto corpus tastieristico per clavicembalo e organo con composizioni di rara conoscenza delle quali le fonti sono ancora in fase di studio.
(Savona, 1-II-1928; ivi, 23-V-1977)
Allievo di Barbieri a Genova per composizione e di van Kempen per direzione d’orchestra, era diplomato in pianoforte. La sua carriera si svolse all’interno della Rai dove fu Capo Sezione Musica sinfonica, lirica e da camera dal 1960 al 1963. Fu inoltre direttore dello Studio di Fonologia a Milano nel biennio 1963/64. Saggista e critico musicale si dedicò alla composizione con l’opera fiabesca “I cavalieri e la luna” e, tra l’altro, “Variazioni per orchestra” (1957), “3 Pezzi” per quartetto e la “Ballade des dames du temps jadis” su testo di Villon per 5 voci a cappella, Premio Roma 1956. (da "Le Firme dell'Organo")
Matteo Petenzi consegue la laurea in filosofia con lode presso l'Università Cattolica di Milano nel 2003 e si diploma in chitarra presso il Conservatorio di Darfo Boario terme nel 2004 sotto la guida del M° Dario Bisso.
Prosegue lo studio della musica approfondendo in particolare l'aspetto didattico e diplomandosi nel 2007 in Didattica della musica presso il Conservatorio di Brescia.
Accanto ad un intenso impegno in qualità di insegnante di educazione musicale e di chitarra ha proseguito nell'attività di ricerca e studio della didattica strumentale di base laureandosi con lode presso il Conservatorio di Milano in Didattica della Chitarra nel 2014.
La sua attività di didattica strumentale si è sempre concentrata sull'idea della musica come veicolo privilegiato per favorire l'espressività e per educare alla bellezza.
Nei suoi corsi emerge in modo particolare la dimensione aggregante e inclusiva del fare musica.

nacque a Crema il 22 gennaio del 1830. Dopo aver ricevuto dal padre Giuliano le prime basi, proseguì e completò nel 1847 i suoi studi presso il Conservatorio di Milano. Nel 1849 divenne organista della Cattedrale di Cremona, posto che lasciò nel 1852 per trasferirsi a Bergamo. Ottenne successivamente incarichi anche a Brescia, Crema, in Sicilia, e nel 1882 a Pesaro, ove insegnò fino alla prematura morte, avvenuta il 4 Novembre 1889 a causa di una mallatia epatica.

Noto soprattutto come organista, la cui fama di improvvisatore, testimoniata dalle cronache dell’epoca, divenne leggendaria. Pubblicò un numero consistente di composizioni per questo strumento, ad indirizzo sia liturgico che didattico; verso la fine della propria esistenza si accosta agli indirizzi estetici promulgati dalla riforma ceciliana, senza mai rinnegare però le caratteristiche dell’organo classico italiano.

Oltre alla produzione organistica, Petrali scrisse quattro opere, molta musica da camera, per banda e musica sacra per vari organici, oggi purtroppo ancora quasi totalmente dimenticata.

(Mosca, 5/5/1869 – Salisburgo, 22/5/1949)

Wilhelm Krumbach ha pubblicato per Casa Carrara l’unico, piccolo corale d’organo di questo compositore, direttore d’orchestra e operista. Maestro di capella a Magonza, si mise in luce con la sua prima opera (“Il misero Enrico”) a fine ‘800 prima di trasferirsi a Berlino. Gustav Mahler dirige poi la sua seconda opera nel 1905 che consolida la fama del compositore. Nella prima metà del ‘900 seguiranno sinfonie e concerti, una curata produzione di musica da camera, un centinaio di lieder, musica per pianoforte. La sua opera di maggior rilevanza fu “Palestrina” con i suoi riferimenti ideali,  storici ed estetici. Una abbondante produzione critico-musicologica, accompagnò la vita del compositore.
(Roma, 24-IV-1950)
Laureato in Filosofia si diploma in Musica corale e Direzione di coro e Composizione. Autore di opere teatrali è stato direttore della Corale Polifonica “La Via Lattea”. Insieme a colonne sonore di film di prestigio vince il primo premio al “Festival Nazionale Mariano” nel 1988 ed esegue nel 1992 la sua “Grande messa in Fa minore” per soli, coro e orchestra nell’ambito degli “Incontri di musica sacra contemporanea”.
(Milano, sec. XVIII)

Nella seconda metà del ‘700, sappiamo che era maestro di cappella in alcune parrocchie milanesi. Sartori nel suo “Sammartini post mortem” lo indica nella cerchia dei vari Fioroni, Quglia, Valle, Monza, tutti musicisti gravitanti attorno alla cappella del Duomo. Si conoscono di lui due opere liriche e un curioso “Concertino per clavicembalo e archi” . Non si conoscono ulteriori notizie sul compositore.

(Sairano, Pavia 27-IX-1899; Como 12-VIII-1970)
Si formò alla scuola del padre organista, dei maestri pavesi Baroni e Vittadini e soprattutto, dal 1909, al Conservatorio di Milano con G. Andreoli (pianoforte), Cervi e Bognetti (organo), C. A. Bossi e G. C. Paribeni (armonia e contrappunto), V. Ferroni (composizione).
Si dedicò subito al teatro con l’operina “Stellina e l’orso” (1927), ma l’aver vinto quasi per caso il concorso ad organista e maestro di cappella nel duomo di Como (presidente di commissione don Pietro Magri) gli cambiò la vita.
Dal 1928 rimase a Como fino alla morte, con una fedeltà al suo lavoro unica ed esemplare. A Como insegnò anche agli alunni del seminario e diresse la Scuola Ceciliana di musica sacra.
Legato d’amicizia alla casa Carrara accettò la direzione dei periodici “L’organo liturgico” (1932-45) e “Fiori dell’organo” (dal 1968); in proprio fondò a Como, con le Edizioni Musicali “Schola”, la rivista di canto liturgico e di musica organistica “Laus Decora” (1954-67).
Tutto ed esclusivamente dedito alla musica sacra il Picchi scrisse di tutto e per ogni occasione liturgica. Il catalogo delle sue opere vocali è immenso, pubblicato in parte con le Edizioni Carrara, le Edizioni Schola e Ricordi. Si contano una quindicina di Messe e numerosissimi pezzi per organo, raccolti successivamente in cinque volumi. Composizioni originali, elaborate con estro, ma pensate tutte per l’organista dilettante: se si escludono le consistenti “Impressioni per organo o armonio”, otto offertori solenni (1938-1939), pare che l’autore non abbia inteso impegnarsi in una letteratura organistica più elaborata e di più ampio respiro.
Accanto ad altra musica profana e strumentale, il Picchi ha confezionato e pubblicato metodi per lo studio del solfeggio, dell’armonio e del pianoforte.
Nato a Firenze, ha studiato presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” della sua città, dove ha conseguito i diplomi in Musica Corale, Organo e Composizione Organistica, Pianoforte e Composizione. Si è perfezionato con Fernando Germani presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena. E’ stato organista titolare della Basilica si S.Marco in Firenze. Docente ha insegnato Didattica Musicale in conservatorio per poi passare alla cattedra d’organo dell’Istituto Diocesano di Musica Sacra fiorentino. Insegna anche pianoforte, organo e composizione al Seminario Maggiore cittadino. Concertista in Italia e all’estero, è altresì noto per le sue composizioni organistiche di ascendenza gregoriana con sapiente uso della modalità.
(Kessenic, Bonn, 12-VIII-1835 – Boppard, Renania, 21-VIII1904)

Didatta e teorico, studiò pianoforte e violino e composizione al seminario di Colonia. A Boppard fu il didatta di musica sacra del seminario dal 1868 fino alla morte. Il suo stile di compositore è neo-palestriniano ed è adattato a 41 messe spesso trattate a cappella nel tentativo di un recupero del linguaggio sacro scevro da modalità romantiche. Non mancano magnificat, antifone mariane, inni e pagine di carattere liturgico. Perfino nella pagina organistica (mai di grandi dimensioni) viene ripreso il modo dell’antico ricercare organistico di scuola italiana sia per gusto personale dell’autore che per scopi eminentemente didattici. Fu autore di un trattato di armonia e raccolse in una pubblicazione inni dedicati alla liturgia.

(Boston, 25-IV-1822; Winter Haven, Florida, 5-VIII-1893)

Il nome dirà, in prima istanza,  veramente poco ai musicisti e agli studiosi poco attenti. Ma dietro ad esso e dietro al  ritratto di quest’uomo che vagamente ricorda nelle fattezze  Abramo Lincoln, si nasconde l’autore di “Jingle Bells”, una canzone divenuta celebre in tutto il mondo e che può essere comparata per fama e diffusione a “Stille nacht”. Figlio di un pastore della Hollis Street Church di Boston, fu organista e direttore di coro e, stabilitosi in Georgia, fu insegnante di musica. In seguito lo ritroviamo in Florida, a Quitman, dove è organista della locale chiesa presbiteriana e direttore musicale della Quitman Academy. Su come sia nata questa famosa melodia sono nate mille leggende. Accreditiamo quella più popolare che la vuole scritta per il coro dei bambini della chiesa di Boston dove Pierpoint insegnava catechismo. Ma forse non è così poiché il testo originale non ha nulla di natalizio se non il richiamo alla neve, alle campane e alla slitta. Un inno ad una gita in allegria, insomma, se è vero che tra le strofe del testo si canta:”Ora la terra è bianca, vacci intanto che sei giovane, porta le ragazze stasera e canta questa canzone sulle slitte”. Altro che Natale....(gnv)
(Pont-Audemer,12 marzo 1932)

Originaria della Normandia, è concertista di valore internazionale, titolare per 10 anni alla Madaleine a Parigi, docente di interpretazione e improvvisazione, è autrice di pagine per grand’organo nella tradizione della migliore scuola francese del ‘900. Ha studiato a Rouen e a Parigi nella classe d’organo di Marcel Dupré e armonia con Murice Duruflé perfezionandosi poi all’Accademia Chigiana di Siena con Germani.

(Sec. XVII)
Allo stato attuale delle conoscenze i dati biografici sono ancora imprecisabili. Dal frontespizio della prima opera data alle stampe si sa che attorno al 1629 svolgeva servizio come Organista nella Collegiata di San Leonardo del Regio Borgo di Pallanza. Altre fonti ci indicano che nel 1648 fu nominato Organista e Maestro di Cappella del Duomo di Monza.
(Zompitta, Udine 22-VIII-1892; Udine 29-VIII-1965)
Ricevuta nel 1916 l’ordinazione sacerdotale e iniziato il ministero nella parrocchia di S. Quirico, continuò gli studi musicali diplomandosi in organo al Conservatorio “Martini” di Bologna con G. Mattioli (1921) e in canto corale (1923). Studi che continuò poi a Trieste ottenendo il magistero in composizione con Antonio Illersberg (1931).
Nel 1924 divenne insegnante al Liceo musicale “Tomadini”, prima nella cattedra di organo e armonia e poi - dal 1950 al 1961 - come direttore e titolare di organo. Fino al 1965 insegnò canto anche in seminario. Rinunciò alla cattedra di organo vinta a Cagliari e ai posti di direttore nelle basiliche di Loreto (1925) e di Pompei (1931).
E’ autore di 15 Messe, solo in parte pubblicate; e molti Mottetti
“Un diligente esame della produzione del maestro ci rivela il predominio della composizione sacra che obbedisce alle direttive della Chiesa, non senza qualche fugace apparizione di riverberi folcloristici-acquileiesi.
Vi si riscontrano pure momenti felicissimi di arte contrappuntistica, che traspare in fresca limpidezza di riflessi palestriniani, sgorgati da un cuore sensibile, per il quale il canto ha l’occasione propizia di palesarsi con frasi originali e disegni melodici chiari, lucenti”. (L.M.)
(Guipuzcoa, Tolosa 16-VIII-1927; ivi 1997)

Nato a Tolosa, ha compiuto i suoi studi di composizione e organo al Conservatorio di Madrid. Alcune sue pagine organistiche appaiono sulle riviste di Casa Carrara all’inizio degli anni ’60 e mostrano una  scrittura avanzata (almeno per quel periodo) e di gradevole sapore moderno. Fu organista a Zumarraga dove ha diretto cori di “pueri cantores” e cori a voci miste. Tenne poi la titolarità dell’organo di San Vicente in San Sebastian. Dal 1983 fu organista della parrocchia universitaria del “Real Conservatorio di Madrid” dove era anche docente. Amante ed esperto di canto popolare, ancora oggi i cori più preparati cantano il suo “O mois de Mai”.
(1955)

SCHEDA IN PREPARAZIONE

(Montemor-o-Novo, 1550); Evora,19-VI-1617)
Difficile, nella quasi totale assenza di notizie, circostanziare la provenienza culturale di questo polifonista portoghese che visse a Evora, sede di una università fondata nel periodo della nascita del musicista e seconda solo per importanza a quella di Coimbra. Non sappiamo in quale chiesa esercitasse la sua attività di cantore o di maestro di cappella. Contraddittoria anche l’informazione sui suoi maestri: Guerrero? Francisco Velez? O Matteo de Aranda? Mentre i segugi della storia della musica inseguono tracce, ai musicisti non resta che riportare alla luce la trama polifonica del musicista portoghese riannodando i fili delle sue note restituite da “Polyphonia” in un fascicolo desicato alla “Gemme della penisola iberica”.
(ca. 1668 -1672 - ca.1730)

Poche le notizie relative a questo compositore francese, forse allievo di J.B. Lully e M. Lambert, le sue opere mostrano una chiara influenza di M.A. Charpentier.
Dal 1690 al 1772 fu organista della chiesa Giacobina di Rue St. Charles e dal 1708 al 1712 in Saint Honoré, Piroye fu considerato come uno dei più capaci organisti del suo tempo.
Le sue prime pubblicazioni sono datate al 1692. La sua raccolta Pièces choisies [...] tant pour l'orgue et le clavecin, que pour toutes sortes d'instruments de musique (Paris, 1712) è un ampia prospettiva sulla musica francese dell’epoca, contiene 5 ampie sinfonie organistiche.
Tra le sue opere non troviamo fughe, inni e trii, ma piuttosto Dialogues tra le differenti tastiere dell’organo con titoli evocativi: La Béatitude, La Paix, L'Allégresse, L'Immortelle, La Brillante, La Royal.
Non mancano opere sacre e profane con voci e strumenti.
(Rieti, 18-III-1657 – Roma,1-II-1743)

A 8 anni è già cantore nelle chiese romane tra cui i SS. Apostoli. Sotto la tutela di Francesco Foggia, sviluppa lo studio del contrappunto e della composizione. Inizia una carriera di maestro di cappella in varie sedi appartenenti all’antico Stato Pontificio. E’ a Monterotondo, poi ad Assisi,infine a Rieti prima di cedere alla grande occasione del ritorno a Roma come maestro della Collegiata de S.Marco che fu il suo posto fisso per tutta la vita. Non mancano però le occasioni per collaborare con importanti chiese capitoline o al servizio del cardinale Pietro Ottoboni. Didatta insigne, formò Durante, Leo, Bonporti e Chiti. Il catalogo delle composizioni desta impressione: alcune centinaia di messe (almeno 130 a 4 voci), sezioni di messe, circa 640 antifone, 230 graduali, oltre 200 introiti di messe, quasi 800 salmi, oltre a mottetti, litanie, lamentazioni e responsori. Ci rimangono alcuni oratori e due passioni (Matteo e Luca)

(sec. XX)

Nell’Archivio Storico Carrara che data il suo primo faldone nel 1912, si può ritrovare il manoscritto di una “Elevazione” di Giovanni Pittau poi pubblicata nel 1930 nella rivista i “Maestri dell’Organo”. In quel periodo, l’autore, era organista al primo organo della Cappella Marciana a Venezia, essendo subentrato ad Oreste Ravanello proprio ad inizio secolo. Lavorò per tutta la prima metà del secolo scorso assistendo maestri di cappella del calibro di Giulio Bas, Delfino Thermignon, Matteo Tosi, Gastone de Zuccoli, fino ad Alfredo Bravi, tutti autori che, con pesi diversi, pubblicarono i loro lavori con Casa Carrara. La sua composizione, accordale e meditativa, ha quasi i tratti di un “nooturno” di sobria meditazione. Non abbiamo ritrovato altri dati per completare il ritratto del nostro musicista.
(Redondesco, Mantova, 24-XII-1912; Colfosco, Val Badia, 28-XII-1999)
Musicista eclettico, esecutore, compositore, arrangiatore e didatta di grande impegno presso il Conservatorio di Musica “L. Campiani” di Mantova. Fiduciario del conservatorio mantovano, fu attivo nella trasformazione dell’Istituto dalla vecchia e gloriosa Scuola Comunale di Musica al nuovo ed autonomo Istituto Musicale al quale egli contribuì alla titolazione dedicata a Campiani. La vasta esperienza didattica lo ha portato alla preparazione di più metodi musicali, tra cui quelli per i solfeggi parlati e cantati e quelli per l’armonia principale e complementare editi da Carrara.
(Parma, 1880 – Roma, 1968)

Uno dei più importanti compositori italiani del ‘900. Direttore dei conservatori di Milano e Firenze, ha all’attivo opere teatrali, musica da camera, musiche di scena e per il cinema. Leggendo il suo catalogo si nota l’ affezione per la musica scritta sulle parole di grandi poeti: Leopardi, D’Annunzio, Ungaretti, Rebora, Pezzani, Di Giacomo e altri. Minore non per qualità la sua produzione sacra: Ave Maria, Tenebrae factae sunt, Messa da Requiem, De profundis e altre pagine vocali per coro misto.

Scheda al momento non disponibile
(Padova prob., 9/7/1697 – Wuzburg, 11/1/1763)

Musicista italiano per modo di dire, poiché trascorse l’intera sua vita a Wurzburg, dopo essere stato allievo dell’ottimo Gaparini a Venezia. In Germania fu al servizio del vescovo e nella sua città d’adozione mise su famiglia sposando la cantante Therese Maria Langsprueker anch’ella attiva nella cappella vescovile ma anche attiva come sposa visto che gli diede 8 figli. Violoncellista e cembalista nonché tenorista da camera, lasciò composizioni per archi e cembalo, cantate e oratori, buona musica sacra tra cui lo Stabat Mater e il Miserere (1734, per soli,coro, oboe, archi e organo),  messe da requiem e da gloria con e senza strumenti, 12 concerti per clavicembalo e archi, 28 concerti per violoncello e archi, 12 sonate per clavicembalo. Chi lo ha studito trova rilevanti le influenze di Haendel e Fux. (gnv)
(1757-1831)

Austriaco, allievo di Vanhal e di Haydn. Si trasferisce a Parigi e dall’ originario “Ignaz” si fa chiamare Ignace. Fonda dapprima una casa editrice (La maison Pleyel) che fa conoscere nel 1801  i quartetti del suo maestro Haydn e poi una casa costruttrice di pianoforti il cui marchio divenne prestigioso grazie anche al lavoro del figlio Camille, che subentrato al padre, fece dei pianoforti Pleyel gli strumenti preferiti da Chopin e da Hydn.
(Liegi, 30/VI/1899 – Bruxelles, 5/I/1944)

Sacerdote dei Servi di Maria, fu organista e compositore. Allievo di Lucine Mawet, fu spesso in Italia (Roma, Udine) per i suoi studi teologici. Priore conventuale, diede prova di sé come eccellente concertista d’organo ma anche come compositore con oltre duecento composizioni in gran parte dedicate allo strumento preferito. Sono ancora rintracciabili i suoi preludi su temi gregoriani, le variazioni e gli offertori sulle melodie natalizie, i “pièces funèbres”, le passacaglie e brani di maggior estensione che l’autore significava come “sinfonie”organistiche. Morì quarantacinquenne dopo una vita travagliata da una salute malferma. La sua musica vocazionalmente liturgica, va recuperata anche per il suo senso di modernità e di grande capacità coloristica.
SCHEDA AL MOMENTO NON DISPONIBILE
(? – Vienna, 1683)

Forse di origine Toscana ma essendo vissuto dal 1661 a Vienna, è considerato tedesco di elezione. Fu al servizio dei Gesuiti e musico da camera di Leopoldo I°. Considerato un compositore tradizionalista, compose una suite intitolata “Il rossignolo”, di evidenti intendimenti descrittivo-programmatici. Sullo stesso piano la suite “Sopra la ribellione di Ungheria” (1671). Più incisivi i suoi 12 ricercari per organo  che denotano una strada più avanzata rispetto ad una tradizione frescobaldiana e una arditezza armonica nella condotta dei cromatismi. Morì durante l’assedio dei Turchi:
(Colzate, Bergamo, 13-X-1932)
Ha studiato alla Scuola Diocesana “S. Cecilia” di Bergamo diplomandosi in Organo alla presenza di una commissione formata da Picchi e Caudana. Nel 1958 diventa titolare a Fiorano al Serio (Bergamo) dove suonerà sino ad oggi su un organo “Poli”. Infatti il maestro progetta e costruisce uno strumento a due manuali e 26 registri reali dedicandosi in seguito alla progettazione e costruzione di altri strumenti.
(Genova 28-VI-1855; ivi 11-X-1923)
Pianista, organista e compositore. Dopo aver studiato col padre e con F. Montelli, trascorse alcuni anni (dal 1877) in America suonando e insegnando.
Nel 1889 fu nominato organista nella chiesa dell’Immacolata a Genova e nel 1898 divenne direttore dell’Istituto Musicale “N. Paganini”, nel quale insegnò anche organo e canto.
L’installazione nella sua chiesa del nuovo ed emblematico organo dell’inglese G.W. Trice (1890) e la conoscenza del Remondini, avvocato e organologo, lo convinsero ad interessarsi attivamente alla riforma dell’organo e della musica sacra.
In linea perfetta con gli ideali riformistici sono le sue non eccezionali composizioni, sia per organo che per canto.

(Roma, 1968)
Ha studiato piano, organo composizione, direzione corale, canto gregoriano e polifonia rinascimentale. Professore associato di musica liturgica e direzione di coro, coordinatore per l’intero programma musicale presso l’Università di Macao in Cina, direttore delle attività corali presso la scuola Santa Rosa da Lima sempre in Macao e professore ospite al Conservatorio di Musica di Shangai.
E’ direttore artistico di Porfiri & Horvath Publisher (Germania) ed editore della rivista “Choral Sound”.
(Napoli, 17/6/1686 – ivi, 3/3/1768)

Finì  la sua lunga vita in estrema indigenza e le spese dei suoi funerali furono sostenute dalla Congregazione dei Musici dell’Ecce Homo ai Banchi Nuovi di Napoli. Girovagò l’Italia e l’Europa in sedi prestigiose
per cercare una giusta collocazione o nell’ambito teatrale o alla guida di una cappella. Sfornava in continuazione lavori per il teatro e musica sacra di grande qualità (aveva una certa mano con lo stile osservato). Clementi stesso gli pubblicò a Londra 6 fughe per organo nella sua “Clementi’s Pratical Harmony”. Il suo vero successo lo ottenne come docente di canto
preparando alla scene, quando era maestro al Conservatorio S.Onofrio di Napoli”,  cantanti come Carlo Brioschi, detto il “Farinelli”, Antonio Hubert, detto il “Porporino”, Gaetano Majorano detto il “Caffarelli” e Felice Salimbeni. Meritano attenzione le sue “Sinfonie da camera” e la sue “Sonate per violino e basso”.
(Cagliari, 20-I-1910; Roma, 25-IX-1959)
Studiò con Dobici e Mulè e si perfezionò con Respighi. Insegnò dal 1936 al 1945 armonia e contrappunto al “S. Cecilia” in Roma prima di trasferirsi a Napoli e diventare successivamente, nel 1956, direttore del Conservatorio di Cagliari.
(GENOVA 30/VI/1922-01/II/2005)
Si rivelò presto un bambino portato per la musica e il canto. Entrato in Seminario approfondì lo studio per la direzione e la composizione.
Fu ordinato sacerdote dall'Arcivescovo Giuseppe Siri e da allora il suo carisma sacerdotale si espresse soprattutto attraverso la musica: rimase in Seminario come insegnante di musica e direttore del coro e da quel momento, prima con i seminaristi e successivamente con i cantori dei suoi gruppi corali, gli vennero affidate le parti cantate nella Cattedrale di San Lorenzo.
Nel corso degli anni settanta si dedicò con successo all'educazione musicale dei bambini formando ed istruendo un coro di voci bianche. Oltre al repertorio di musica a cappella, il suo coro era impeganto nell'interpretazione di importanti opere sinfonico-corali.
(Cremona, 1529 – Padova 1601)

Allievo di Willaert aVenezia, girò l’Italia dirigendo le cappelle musicali di Osimo, Padova (al Santo), Ravenna, Loreto prima di Rientrare a Padova dopo il !580. Francescano, fu polifonista dalla tecnica eccellente. La sua produzione è quasi totalmente sacra.

Scheda in corso di preparazione
(Seregno, Milano 22-VII-1873; Milano 9-XI-1957)
Studiò pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano con Appiani, Ferroni e Fumagalli.
Per qualche tempo si dedicò con successo al concertismo pianistico, poi passò all’insegnamento, avendo ottenuto, nel 1899, la cattedra di teoria e solfeggio al Conservatorio di Milano.
“Musicista completo, in senso ormai perduto” - dice Giulio Confalonieri - Pozzoli fu pianista di eccezionale valore, didatta insuperato e autore di metodi conosciuti e praticati tutt’oggi dai giovani musicisti e compositore distinto.
Attratto dal movimento di riforma “contribuì fortemente a quella correzione e a quell’innalzamento dello stile religioso, che, in Italia erano diventati un postulato urgentissimo. I suoi Mottetti, le sue composizioni per organo o armonio, una sua messa ed altri lavori del genere, gli consentirono di mettere in pratica la sua sterminata sapienza armonica e contrappuntistica...” (G. Confalonieri)
Fu tra i collaboratori di L. Perosi nella composizione delle “Melodie Sacre” scrisse pagine di ottima musica liturgica.
(Creuzburg, 1571-Wolfenbuettel, 1621)

Il barocco tedesco. Ci sono circa 1200 composizioni che meritano di essere studiate e riproposte. Maestro di cappella presso diverse corti europee, si fermò poi a Wolfenbuettel dove condusse una vita tranquilla di compositore, studioso, ricercatore e teorico. Gli storici lo definiscono un musicista di transizione nel porre i presupposti per la costruzione dell’edificio corale e strumentale barocco. Seppe guardare ai grandi autori (Orlando di Lasso in primis, agli italiani Gabrieli e Viadana), ma seppe anche autonomamente creare quello stile espresso poi nei suoi canti racchiusi in pagine cristallizzate tra lied e mottetto e caratterizzate da un cantus melodico e di forte senso spirituale. Lo definirono “il rappresentante dell’ortodossia luterana in musica”. Le sue raccolte sono, nei titoli, già un invito al canto:”Musae Sioniae”, “Missodia Sionia”, Hymnodia Sionia”, Polyhmnya exercitatrix”…e molte altre. Seppe di organologia e tra le sue opere teoriche sono rilevanti, come fonti, i suoi scritti sulla musica strumentale e sulla poetica della strumentazione dell’epoca. (gnv)

(Castelvecchio di Compito, 15-V-1915; Lucca, 14-XI-1997)
Nato in un paese vicino a Lucca, ebbe tra i suoi allievi Emilio Maggini, sacerdote e musicista, per anni attivo collaboratore delle Edizioni Carrara e figura di spicco nel mondo della musica lucchese. Fu docente al Boccherini di Lucca, al conservatorio di Foggia e al prestigioso Cherubini di Firenze fino al 1980 quando chiuse con l’attività di docente. Appassionato di musica sacra, diede inizio anche ai corsi di organo liturgico per la formazione dei musicisti al servizio del culto. La sua idea si trasformò in scuola poi dedicata e intitolata al gregorianista Raffaello Baralli.
Sono conosciute le sue composizioni scritte per il “Mottettone”, musica dedicata dai compositori della tradizione lucchese come parte integrante della liturgia della esaltazione della Santa Croce nel mese di settembre (si possono trovare grandi pagine per questa festa particolarmente sentita, risalendo fino a Giacomo Puccini senior in pieno ‘700, autore delle prime grandi pagine per  questa  ricorrenza). Musicista dallo stile conservativo, dalla costruzione contrappuntistica e dalla pagine percorsa da intenso cromatismo, mostra una sincera vena poetica con uno sguardo sicuro alla pagina musicale rispettosa della tradizione musicale italiana.
(Sent Vid, Vipova, Slovenia 28-IX-1880; Lubiana 14-III-1965)
Ordinato sacerdote, studiò organo e composizione presso l’Accademia di Vienna (1904-1908). Fu regens chori della cattedrale di Lubiana e nel 1919 fu nominato insegnante d’organo al civico Conservatorio Musicale, mantenendo la carica fino al 1945. Contemporaneamente dirigeva una Scuola Ceciliana di musica sacra e animava una rivista di cultura liturgica e musicale Cerkveni Glasbenik. Fu attivo anche come buon concertista d’organo.
Il nome di S. Premrl divenne familiare in Italia fin dagli anni ’30, grazie alle riviste dell’editore Carrara (“I Maestri dell’Organo”) che ripetutamente ospitarono i suoi piccoli pezzi organistici. In effetti il maestro iugoslavo fu autore di una enorme quantità di musica per organo, anche di ampie proporzioni concertistiche.
Abano Terme, 26-VI-1945

Si è diplomato al Conservatorio di Padova in Musica Corale e Direzione di Coro e in Composizione. Insegnante di Armonia e Storia della Musica alla Civica Scuola Musicale “Miari” di Belluno, ne divenne, negli anni ’78-80, direttore. Dal 1980 è titolare della cattedra di Fuga e Composizione al Conservatorio Statale di Rovigo. E’ direttore di coro e membro della commissione artistica dell’A.S.A.C. (Associazione Sviluppo Attività Corale della Regione Veneto). Ha tenuto cicli di conferenze e corsi di acculturazione musicale presso enti, biblioteche , cori ecc. Come compositore ha prodotto una grande quantità di musica corale, sia sacra che profana, e musiche da camera. Le sue composizioni sinfonico-corali più importanti sono: la grande cantata Apritemi le porte della giustizia per due soli, coro e orchestra e l’oratorio Verbum (Otto scene dal Vangelo di Gv) per tre soli, due cori e orchestra. Per il Teatro ha prodotto l’Opera Una vacanza di sogno.
(Cerignola, Foggia, 23-III-1934)
Diplomata in Pianoforte, Organo (con Fernando Germani) e Composizione (con Virgilio Mortari) ha diretto il Conservatorio di Foggia prima di approdare alla cattedra di Composizione al “Santa Cecilia” di Roma.
Direttore artistico dell’Associazione Amici della Musica di Foggia, ha ideato la rassegna itinerante “Compositrici di ieri e di oggi”.

(Soncovka, 23-IV-1891; Mosca, 5-III-1953)
Ci ha pensato padre Terenzio Zardini a “trascinare” Prokofiev in Casa Carrara. Chi sfogliasse le gustosissime “follie” de “L’organista in vacanza” che Zardini pubblicò nel 1997, troverebbe 41 pagine di brani famosi che hanno fatto la storia di quella che comunemente chiamiamo “musica classica”. Padre Terenzio diceva che queste trascrizioni erano un passatempo saporito, un cambio di menu...Dopo pranzi,  a volte pesanti, a base di preludi, fughe, variazioni, toccate e passacaglie, all’organista era “consigliato” un assaggio più leggero perché dare “un’occhiatina al vicino per vedere se la sua erba è a volte più verde e più appetibile”, può decisamente essere un fatto positivamente “dietetico”. Tra autori medioevali, classici e romantici, de “L’organista in vacanza”, spuntano le trascrizioni di Ravel, di Manuel de Falla,di Elgar, di Rodrigo e di Prokofiev. Del grande russo viene presentato il “larghetto” dalla “Sinfonia Classica”, la sinfonia n.1, op.25,  in re maggiore,  apparsa nel 1917. Dopo un periodo compositivo dove nelle pagine di Prokofiev si ravvisano i tratti sarcastici della sua scrittura cruda, aggressiva, arcigna nella dissonanza, ecco che la “Sinfonia Classica”, a sorpresa, è modellata nel segno della limpidezza, della sincerità, della orecchiabilità. Zardini conosceva bene quella musica e la specificità di quella sinfonia, e ne fa un uso organistico suggestivo. Se ne avesse avuto voglia il nostro amato frate musicista, avrebbe saputo cavare spunti organistici anche da un balletto di Sergej, da un concerto per pianoforte e orchestra, da un opera per coro...e, estremo ma affascinante limite, anche dalla musica bella e sconvolgente scritta per un film come “Ivan il Terribile”. Un frate imprevedibile Terenzio...(g.n.v.)
Dopo aver intrapreso lo studio del clarinetto, nel 1984 si è diplomato in pianoforte presso l'Istituto Musicale Pareggiato "G.Donizetti" di Bergamo.
La sua spiccata curiosità musicale lo spinge in seguito ad approfondire la conoscenza del flauto traverso e, contemporaneamente, studia armonia principale, contrappunto e fuga, conseguendo il diploma in Composizione al Conservatorio "Luca Marenzio" di Brescia.
Completa la Sua formazione studiando violino per un breve periodo.
Collabora con compagnie teatrali, cori e Orchestre.
(Parma, 20-IV-1770; Busseto, 26-VII-1883)

Fu il primo maestro di musica di Giuseppe Verdi e colui che ne intuì le potenzialità musicali. Visse una vita da musicista relegato in un ambito strettamente provinciale.
Una volta terminati i suoi studi sostenuti dal ducato parmense che aiutò il musicista dopo il decadimento economico della famiglia Provesi, fu organista a Scandolara, Soresina, Cremona , Sissa, Asola. Nel 1820 si trasferì a Busseto dove divenne maestro di cappella e fondatore della Società Filarmonica. Alla sua morte il cassiere del Monte di Pietà di Busseto rilevò il fondo musicale di Provesi costituito da un considerevole numero di composizioni tra cui diverse opere e farse musicali scritte per il piccolo teatro bussetano e brani destinati all’ambito sacro connotati da forti accenti teatrali. Insegnò musica anche a Margherita Barezzi, futura moglie di Giuseppe Verdi.

(Lucca 1771 – ivi. 25/5/1815)

Giacomo Puccini ebbe nel suo precedente ceppo famigliare una serie di musicisti tra cui si matte in luce Domenico sia per gli studi (Padre Mattei a Bologna, Paisiello a Napoli) sia per le capacità di compositore e di buon servitore per gli uffici lucchesi a cui era stato chiamato. Nel 1796 ebbe il suo primo incarico a Lucca come organista del duomo. Nel 1805 Elisa Baiocchi lo nominò maestro della nuova cappella da camera, istituzione rimasta in vita fino al 1809. Dopo un periodo di difficoltà economiche, con le dimissioni di Domenico Quilici dalla Cappella Municipale, Puccini gli subentrò “con l’annuo trattamento di franchi 863”. Accademico Filarmonico a Bologna, compose, fra l’altro, un salmo a 16 voci reali e due orchestre, da omaggiare a Pio VII; alcune farse buffe, un’ opera pastorale (“Le frecce d’amore”), il “Quinto Fabio”, opera seria data a Livorno nel 1810 con buon successo di critica e pubblico; un’altra opera buffa “Il ciarlatano”, data a Lucca nell’anno della sua morte, il 1815. Morì improvvisamente lasciando tre figli e la moglie, Angela Carù, anch’essa appartenente a una famiglia di musicisti.
Ha studiato pf. con Lia Lacagnina Migliore e Vincenzo Mannino, composizione con Eliodoro Sollima.
Ha conseguito il Diploma di pianoforte nel 1982, con il massimo dei voti e la lode, presso il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo.
Ha seguito corsi di perfezionamento e di analisi musicale (tra i docenti: Marco de Natale).
È socio, dall’ anno di fondazione, della SIdAM (Società Italiana di Analisi Musicale).
I suoi lavori sono stati radio-trasmessi, eseguiti e premiati in occasione di Festivals e concorsi di musica contemporanea.
Nel 2001 alcuni suoi lavori (“Zanzibar”, suite per pf. a 4 mani e “Il giovane Alembroth”, per pf. solo) sono stati inseriti, come pezzi d’ obbligo, nel bando del concorso di Perugia “Piccole mani - Pietro Squartini ” (13a edizione).
È titolare di una cattedra di pianoforte principale presso l’ Istituto Superiore di studi musicali “V. Bellini” di Caltanissetta ove insegna anche “Storia e Analisi del repertorio pianistico” nei Corsi Biennali di Specializzazione.
Nel dicembre 2008 ha pubblicato due CD contenenti la registrazione di gran parte dei lavori editi e di alcuni inediti;
Recentemente apprezzabili e lusinghieri giudizi sono stati espressi, in merito ai «Dodici studi» per pf., da illustri personalità del mondo musicale italiano e da noti esponenti del pianismo internazionale.



(Londra. 1659 – ivi, 1695)

Scrive Giuseppe Radole:”Già allievo di Blow, divenne, nel 1679, accordatore dell’organo dell’Abbazia di Westminster. Nel 1682 fu indicato come organista alla Cappella Reale e, un anno dopo, compositore ordinario dei violini del re. Morì a soli 37 anni, quando l’Inghilterra era tornata definitivamente protestante, sotto Guglielmo d’Orange. Considerato giustamente come il maggior compositore inglese, la fama gli deriva specialmente dall’opera “Dido and Aeneas”, ma fu fecondo (incoraggiato dalla restaurazione di Carlo II) anche nel campo della musica vocale, sacra e profana, e in quella da camera, tra cui molte pagine per tastiera. All’organo, purtroppo , ha riservato poca attenzione. Troviamo un “Verso in Fa”, “4 voluntaries”; una “voluntarie” in la, di introduzione al salmo 100, basato sulla melodia liturgica, posta in evidenza alla maniera del medio registro spagnolo. Da notare che in una delle “voluntaries” possiamo trovare l’indicazione “for Cornet”. Tutto il resto della sua musica per tastiera, è riservato al cembalo.”
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