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Agostino (milano, 1744 – ivi, 22/VIII/1823)

Dal 1773 è I° organista in Duomo a Milano. Terrà la sua cattedra per 29 anni prima di sostituire Carlo Monza come maestro di cappella a partire dal 1802 fino alla morte. Fedelissimo alla cattedrale milanese, Quaglia chiude un periodo storico del Duomo come esponente del classicismo di derivazione settecentesca prima del decadere del linguaggio liturgico verso le forme teatrali che contraddistinguono la produzione ottocentesca in ambito sacro. La sua musica, conservata quasi tutta in manoscritto presso l’archivio della fabbriceria metropolitana, è di lombarda semplicità spesso sorretta da una fantasiosa metodicità e da una gradevole comunicativa. Scrisse moltissimo e quasi totalmente per la liturgia ma fu anche direttore instancabile. Ricordiamo il suo impegno di direttore della cappella di S.Alessandro in Milano (sostituendo il Sammartini) e il suo incarico, tra il 1787 e il 1800, di maestro al cembalo della Scala. (gnv)

(Saint-Marie aux-Mines,1823-Strasbourg, 1869)

Organista e compositore, autore di pagine destinate alla “messe basse” organistica costruita su brevi pagine destinate all’ingressa, all’offertorio, alla comunione e al finale di ripieno. Fece parte di una schiera di organisti alsaziani particolarmente attivi su questo versante come Theophile Stern, Eugène Thomas, Leon Boelllman, Théodore Permentier e altri che passarono alla storiografia francese come “brillantes figures régionales” dell’ ‘800 organistico.

(Arena Po, Pavia, 27-X-1824; Torino, 11-III-1896)

Figura minore dell’’’800 organistico italiano. Le sue composizioni, pur gustosissime nel loro genere, sono l’icona di un genere spazzato via dalla ricostruzione cecilana di un linguaggio liturgico anche per la tastiera. Scrisse mottetti, messe, vespri, litanie e canzoncine devozionali di intonazione mariana. Studiò a Milano con Manusardi.

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