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(Venezia, ? – Parma, 26/XI/1718)

Sacerdote e musicista, fu cantore del Duomo di Urbino prima di trasferirsi alla corte dei Farnese come organista ( ebbe anche l’incarico alla Chiesa della Steccata). Di fatto fu un uomo di teatro e avvalendosi delle doti di scenografo di Francesco Bibiena, allestì numerose opere per la corte dei Farnese. Oltre ad un consistente numero di lavori teatrali, si ricordano
Cantate, serenate e arie per voce sola e continuo. Unico “fiore” per l’organo, un suo “Grave” ancor oggi di larga diffusione.
(Santhià, Vercelli, 9-I-1941)
Concertista (organo, pianoforte, clavicembalo), compositore e direttore d’orchestra, didatta, critico musicale e saggista. Queste solo alcune delle multiformi attività di un maestro che ha conseguito brillantemente otto diplomi presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, diplomi di merito presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena ed altre importanti istituzioni musicali. Concertista di fama, ha raggiunto il traguardo dei 2500 concerti, presentando le opere integrali dei più grandi compositori della letteratura organistica. Tra i suoi incarichi vanno evidenziati la direzione del Coro da camera della Rai, la direzione artistica della Radio Vaticana, la direzione artistica dell’Ente Festival Perosiano di Tortona e dell’Associazione Lauretana “A. Volpi”, la direzione della Società Cameristica di Lugano e la docenza ai corsi di alto perfezionamento all’Accademia Internazionale “G. Carisio”. Ha diretto varie riviste e periodici musicali ed è stato consulente di importanti case discografiche e collaboratore di alcune prestigiose testate giornalistiche. Numerose ed importanti le sue edizioni critiche e la pubblicazione di svariate pagine inedite, soprattutto in ambito sacro-organistico.

(Milano, 1980)
Concertista.Si è diplomato in organo a Milano nella classe di Giancarlo Parodi dopo aver studiato con Luigi Benedetti e con Maria Claudia Fossati.
Vincitore di concorsi, è stato organista a Milano in S.Ildefonso prima di passare titolare in S.Angelo dove ha curato i lavori di restauro del grande organo prima di dedicarsi all’organizzazione di rassegne concertistiche. Laureato in musicologia, è compositore di pagine organistiche. Collabora con l’orchestra sinfonica “G.Verdi” di Milano.
Nato a Lecco, si diploma in pianoforte al Conservatorio "G. Verdi" di Milano sotto la guida del Maestro Dante Cipollini e in Composizione al Conservatorio "G. Nicolini" di Piacenza sotto la guida di Bruno Bettinelli. Dopo molteplici esperienze musicali giovanili, si dedica all'insegnamento dove produce numerose composizioni a fini didattici.
Appassionato di vocalità, dedica la sua attuale attività alla direzione corale dirigendo il coro "Nives" di Premana e il gruppo "Coro alpini lecchese"
(Firenze, 14-VI-1730 – Parigi, 6-X-1786)

Napoletano di nascita ma europeo d’adozione. Allievo di Durante che ne intuì le potenzialità, iniziò a scrivere intermezzi prima di approdare all’opera seria. Fu direttore del conservatorio veneziano (“L’ospedaletto”) dove raccolse consensi anche come compositore di musica sacra (messe, vespri, mottetti). Proseguì la sua attività in Germania e in Inghilterra prima di raggiungere la corte e il teatro dell’opera a Parigi, città che riconobbe il suo talento di melodista purissimo solo dopo la sua morte.

(Parigi, 9 ottobre 1835 – Algeri, 16 dicembre 1921)

Precocissimo talento musicale, fu compositore, pianista ed organista. Amico di Franz Liszt, ne uguagliò il virtuosismo alla tastiera. Per 20 anni fu organista alla Madeleine dove erano attese le sue esecuzioni e le straordinarie capacità di improvvisatore che si palesavano ad ogni appuntamento rituale. Compositore dal catalogo ricchissimo, propugnò il poema sinfonico, la ripresa del sinfonismo in stile neoclassico, la letteratura pianistica situata esteticamente tra Liszt e Ravel, la proposta del concerto per pianoforte e orchestra insieme alle forme di classica reminiscenza musicale. Filosofo, studioso di geologia, botanica, archeologia, egli è una delle menti più singolari ed affascinanti del suo secolo. Rimangono nella memoria popolare la sua “Danza macabra” e “Il carnevale degli animali”.

(Palermo, 1835 – Ornavasso, Novara, 1912)

Storico insegnante del conservatorio di Milano dove svolse servizio dal 1870 al 1906. Viene ricordato per essere stato l’insegnante di un giovanissimo Lorenzo Perosi che lo impressiono per la facilita di apprendimento e per la tecnica già matura di composizione. Compose musica vocale, brani d’organo, musica da camera e molte riduzioni per canto e pianoforte di opere liriche. Suo un trattato di armonia ad uso del conservatorio milanese.

(1834-1896)
Scuola organistica di Benoist ma composizione con Thomas, l’autore della celebrata “Mignon”. Nel 1871 era il secondo organista alla Trinità e assisteva alle esecuzioni del titolare Guilmant. I suoi  fascicoli d’organo dalla prima esperienza dei “10 Pièces” tendono, con l’evolversi della sua maturazione artistica, ad espandersi verso il genere e lo stile sinfonico. I suoi postludi impostati su grandi ripieni fortemente accordali ne sono il classico esempio.
(Roma, 20-III-1958)
Compositore e organista, ha composto più di 70 lavori teatrali, orchestrali e cameristici, eseguiti da interpreti di prestigio sia in Italia che all'estero; la maggior parte delle sue opere è pubblicata dalle case editrici RICORDI, CARRARA, EDIPAN.
Intense e prestigiose le sue collaborazioni (al fianco di Andrea Guerrra) in qualità di orchestratore per le colonne sonore di molti film, tra cui: Le fate ignoranti, Prendimi l’anima, La finestra di fronte, Hotel Rwanda, Cuore Sacro, Pursuit of happyness, Donkey Xote, Accidental Husband, Parlami d’Amore, Un giorno perfetto, Pa-ra-da; nonché a numerose fiction televisive: Nerone, Soraya, La guerra è finita, Un posto tranquillo, Gente di mare, Il mio amico Babbo Natale, Zodiaco, Il commissario De Luca, Coco Chanel. Inoltre ha scritto musiche per la danza (Don Giovanni: il gioco di Narciso, coreografia di Mauro Astolfi, per la Biennale Danza di Venezia 2008), per spettacoli teatrali - collaborando con Achille Millo, Mario Roberto Cimnaghi, VenetoTeatro, Teatro di Roma - e programmi radiofonici (RAI).
Ha inciso vari CD organistici, tra cui: Italian Organ Works (MUSIKSTRASSE), Donizetti all’organo (CARRARA CLASSIC), Pastorali italiane dell’Ottocento (TACTUS), L’avvenuta profezia (FINISTERRE).
E’ co-direttore editoriale della rivista Arte organaria e organistica, sulle cui pagine ha pubblicato, dal '94 ad oggi, circa 40 articoli e saggi di analisi musicale; è membro del comitato scientifico che sta curando la pubblicazione dell’Opera Omnia per organo di Marco Enrico Bossi (CARRARA, Bergamo).
E' docente di Composizione al Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone.


(Castelvenere, Benevento. 1610 - Napoli, 1688 ca.)
Organista della chiesa di S.Severino a Napoli per poi passare a S.Lorenzo e al Carmine. Fu docente nei conservatori napoletani dell’epoca. Sacerdote e compositore, pubblicò una raccolta che ben ne individua gli stilemi: ricercari, versetti, toccate, contrappunti fugati che ricordano l’opera di Mayone. Canzoni, correnti e brani di “durezze e ligature” completano il ritratto di questo compositore della scuolanapoletana.

Avviato e incoraggiato alla musica da Nino Rota, studia a Milano dove consegue i titoli in Pianoforte, Composizione, Direzione d’Orchestra, Strumentazione per Banda. Esordisce, grazie ai suoi approfondimenti accademici in Musica per fil, con la colonna sonora per un documentario presentato al Festival Nazionale Cinematografico “Spazio Sonoro 1981”. Compone per strumenti solisti, organici cameristici, orchestra d’archi, iniziando anche l’attività di direttore d’orchestra (Angelicum e Pomeriggi Musicali a Milano, Notae Musicae, Ensemble Vittadini a Pavia). Nella sua poliedrica attività. si è anche occupato di computer music in relazione a ricerche ed applicazioni multimediali per la Fondazione Gioventù Musicale d’Italia di cui è collaboratore e consulente artistico. Significativa  la sua esperienza didattica in più conservatori italiani prima di accedere al “Conservatorio Giuseppe Verdi” di Milano dove ricopre incarichi anche di Coordinatore, Delegato del Direttore e Consigliere Accademico.
 <b>(1816-1887)</b>
Nasce a Botta di Sedrina il 24 novembre del 1816.
Nel 1828 il didicenne Matteo inizia a frequentare le "Lezioni  caritatevoli" fondate da Simone Mayr nelle clessi di canto, con Francesco Salari e cembalo con Antonio Gonzales e, dal 1831, con Antonio Dolci.
Nel frattemo il giovane suona l'organo in varie chiese della bergamasca, prepara le messe corali nelle stagioni dei due teatri cittadini e inizia l'attività di maestro di canto, che sarà una costante della sua carriera e dalla quale otterrà i maggiori riconoscimenti. 
Grazie al sostegno dei due compositori Mayr e Donizetti, si trasferisce a Vienna per studiare contrappunto con Simom Sechter.
E' il grande concittadino Gaetano Donizetti a favorire il debutto teatrale di Salvi il 29 aprile 1843 al Teatro di Porta Carinzia con il melodramma semiserio in un atto La prima donna.
Al giovane compositore si aprono le porte della Scala e,successivamente, al Teatro Grande di Trieste.
Nel frattempo il musicista si è definitivamente domiciliato a Vienna.
Nel 1875, in occasione della traslazione delle salme Mayr e Donizetti nella Basilica di S.Maria Maggiore, fa il suo ritorno in patria, dove poco dopo è nominato direttore della scuola di musica.
Ricordiamo infine, fra i vari riconoscimenti ricevuti, la nomina a membro dell'Accademia delle scienze e delle arti di Vienna, dell' Accademia Filarmonica di Bologna e dell'Accademia di S.Cecilia a Roma.   
(Roma, 26-X-1907; ivi, 4-IX-1937)
In un suo splendido saggio Fedele D’Amico così si esprimeva: “Quando Salviucci morì, il 4 settembre 1937, non aveva trent’anni: e basta domandarsi quanta musica sopravviverebbe oggi di un Petrassi o di un Dallapiccola, se Petrassi e Dallapicola avessero smesso di scrivere a trent’anni”. Questo assunto per sottolineare che le pagine orchestrali scritte dal giovane compositore romano prematuramente scomparso erano già state additate come nuove conquiste sulla via della rinascita della musica italiana e reggevano il confronto con i nuovi e moderni talenti dell’epoca.
Gli studi erano stati fatti con Boezi per Pianoforte, Organo e Composizione e il perfezionamento poi con Respighi e Casella. Critico musicale della “Rassegna Nazionale” era inoltre insegnante di Contrappunto e Fuga all’Istituto “M. Clementi” di Roma.
(Milano, 1700 o 1701 – Milano, 17-I-1775)
Giovanni Battista Sammartini nacque come il settimo di otto figli dell'oboista francese (emigrato in Italia) Alesix Saint-Martin e di Girolama de Federici. Ricevette la propria formazione musicale dal padre e nel 1717 si esibiva già come oboista con il fratello Giuseppe nella Chiesa di San Celso. Nel 1725 scrisse il suo primo lavoro, consistente in una serie di cinque cantate per la Congregazione del Santissimo Entierro (attualmente ritenuti perduti); tuttavia la sua prima composizione fu un'aria per un oratorio rappresentato nel 1724 (anch'essa non pervenuta). Pochi anni dopo, nel 1728, divenne maestro di cappella presso la Congregazione, posto che occupò per gran parte della sua vita. Nel 1726 fu nominato vice-maestro della Basilica di Sant'Ambrogio per poi diventare maestro titolare nel 1728. Sempre nel 1726 compose l'oratorio Gesù bambino adorato dalli pastori, rappresentato nella Chiesa di San Fedele, il quale fu apprezzato da Johann Joachim Quantz, che in quel periodo soggiornava a Milano.
Sammartini divenne in breve tempo famoso come compositore di lavori sacri (come riporta il contratto che lo nomina vice-maestro a Sant'Ambrogio) dagli anni '30 ebbe popolare anche al di fuori dell'Italia, soprattutto grazie alla sua musica strumentale; infatti scrisse un numero considerevole di sinfonie, concerti, sonate e anche lavori drammatici. Debuttò come operista con Memet, messa in scena a Lodi nel 1732. Seguì la sua seconda opera, L'ambizione superata dalla virtù, data a Milano al Teatro Regio Ducale due anni dopo. Sempre negli anni '30 nella propria città fondò la prima scuola sinfonica in Europa, della quale facevano anche parte i compositori Antonio Brioschi, Ferdinando Galimberti, Giovanni Battista Lampugnani e Melchiore Chiesa.
Affianco delle attività di compositore e maestro di cappella, si occupava dell'insegnamento: oltre all'attività didattica che svolgeva al Collegio de' Nobili dal 1730, ebbe molti altri allievi, fra i quali si ricorda soprattutto il compositore Christoph Willibald Gluck, al quale insegnò dal 1737 al 1741.
Negli anni della sua maturità era il compositore da chiesa più famoso della città: nel 1761 era maestro di cappella in ben 8 chiese milanesi, mentre nell'anno in cui morì, ossia nel 1775, il numero salì a 11. A queste cariche va aggiunta anche quella di maestro della Cappella Ducale di San Gottardo, ricevuta nel 1768.
Tra gli anni '50 e '70 incontrò alcuni compositori della nuova generazione, fra i quali si ricordano Johann Christian Bach, che visse a Milano tra il 1755 e il 1762, Luigi Boccherini, che suonò in orchestra sotto la direzione di Sammartini nel luglio del 1765 a Pavia e a Cremona e Leopold e il giovane Wolfgang Amadeus Mozart nel 1770. Sempre in quest'anno ricevette la visita di Charles Burney, in viaggio per descrivere la vita musicale in Italia.
Nel 1773 compose il suo ultimo lavoro, 6 quintetti per archi, e il 17 gennaio 1775 morì a causa di un'infezione polmonare. Il giorno successivo le sue spoglie furono onorate da una suntuosa messa funebre e venne sepolto nella Chiesa di Sant'Alessandro in Zebedia.

L'autrice ha intrapreso gli studi musicali diplomandosi al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Torino in pianoforte,canto,pedagogia e didattica della musica e si è laureata in Lettere e Filosofia con una tesi in Storia della musica presso l'Università degli studi della stessa città. Ospite di molte istituzioni teatrali, festivals e stagioni concertistiche in Europa e in America, in Italia ha collaborato con l'Orchestra sinfonica della Raie con i più importanti Teatri italiani.
Si è perfezionata nello studio della musica vocale rinascimentale e barocca con il Maestro Giovanni Acciai.
All'impegno concertistico affianca un' intensa attività come docente di tecnica e didattica della voce per cantanti e direttori di coro.
E' invitata da importanti istituzioni musicali italiane e straniere a tenere corsi di perfezionamento e fa parte di giurie, in concorsi corali di canto solistico nazionali e internazionali.
(Bottidda, Sassari, 15-V-1932)
Organista, direttore di coro e compositore, ha fondato nel 1959 a Porto Torres presso Sassari il “Coro Polifonico Turritano” con il quale ha ottenuto consensi in numerose rassegne e concorsi italiani e internazionali. Attivo come compositore ma soprattutto come elaboratore dei brani del folklore sardo, è attualmente direttore del coro polifonico “I Cantori della Resurrezione” sempre in Porto Torres.

(Bologna, 1720 ca.-ivi dopo il 1796)

Organista in S.Petronio a Bologna dal 1740 al 1776. Nel 1746 divenne membro dell’Accademia Filarmonica. Risultano manoscritte le sue musiche per la messa (Kyrie, Gloria, Credo, salmi vari, magnificat e altro, in genere accompagnati da strumenti). Gli organisti più attenti lo avranno conosciuto nelle pagine apparse su” Componimenti per organo in stile legato di autori bolognesi del XVIII secolo”, una delle raccolte più curiose ed interessanti curate da Alessandro Busi.


(Bibbiena, Arezzo 22-IX-1906; ivi 17-VII-1972)
Frate francescano dal 1929, si trasferì a Roma per studiare presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra, diplomandosi brillantemente in canto gregoriano con Ferretti, in composizione con i maestri Dagnino, Casimiri, Refice, e in organo con Manari. In considerazione poi delle sue eccellenti capacità fu subito (novembre 1933) aggregato nel ruolo insegnanti dallo stesso Istituto come professore d’organo.
La notorietà, infatti, Padre Santini se l’è conquistata soprattutto come organista e concertista.
Ha scritto tuttavia una decina di Messe, tra le quali “Messa Cum jubilo” a 3 voci virili (1963), numerosi mottetti, salmi, inni, canzoncine, qualche pezzo per organo ... tutta musica in minima parte pubblicata.


Docente, organista e compositore. Concertista d’organo(sono ormai centinaia i concerti collezionati in carriera  in Italia e in Europa), ha studiato organo e composizione organistica al “Vivaldi” di Alessandria sotto la guida di Sergio Marcianò, figura storica di Casa Carrara. Si è inoltre diplomato in Pianoforte  al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Cuneo e in Strumentazione per Banda presso il conservatorio “Martini” di Bologna. Collaboratore col Regio di Torino per alcune produzioni musicali, opera nei teatri del Piemonte e in Liguria nel campo delle realizzazioni di opere al pianoforte. E’ stato docente al “Cimarosa” di Avellino per la cattedra di Organo Complementare e Canto Gregoriano. Per la stessa cattedra insegna poi al Conservatorio “Morlacchi” di Perugia.
(Monte Castello di Mercato Saraceno, Forlì 9-I-1921; vivente)
Ha studiato col maestro D’Ambrosi e si è diplomato in composizione al Conservatorio di Pesaro, dove è tornato come insegnante di musica corale e direzione di coro, passando poi, con lo stesso insegnamento, al Conservatorio di Firenze.
Dal 1947 è a Bologna come direttore della cappella musicale arcivescovile di S. Maria dei Servi; oltre che alla composizione si dedica tuttora intensamente all’organizzazione e alla direzione di manifestazioni musicali. Santucci ha scritto musica in grande abbondanza; per stare alla produzione liturgica, ha creato 35 Messe, da quelle in latino alla serie delle “Missae vulgares” degli anni sessanta (Prima, Secunda, Tertia, Quarta) a 2, 3 e 4 voci con organo; Mottetti e Canti vari.
Molte e distinte composizioni per organo, tra cui un concerto e la fondamentale raccolta “Hortus conclusus” (52 Corali, 1970).

(Calanda, 4/IV/1640 – Madrid? 1710)

Francisco Bartolomé Celma Sanz, comunemente chiamato Gaspar Sanz è stato un presbitero, compositore e chitarrista. Laureato in teologia all'Università di Salamanca, è consideruato tra i migliori teorici del XVII secolo sulla chitarra. Fu maestro di chitarra di Don Juan de Austria al quale dedicò la sua famosa opera in tre volumi "Instrucción de música sobre la guitarra española". Morì, probabilmente, a Madrid.
(Verona, 9-XI-1929)
Studia a Padova Pianoforte e Composizione con Spezzaferri e Pedrollo e completa gli studi in Musica Corale a Bologna.
Insegnante alla Scuola diocesana in Verona, dal 1958 al 1976 è maestro collaboratore all’Arena e per oltre quarant’anni presta servizio quale organista della cattedrale.
(Faenza, 28-XII-1729 – Berlino, 28-VII-1802)

Maestro di cappella del Duomo di Milano dal 1779 al 1784 quando fu chiamato da Caterina II di Russia a S.Pietroburgo dove la sua attività di operista giunse a pieno compimento grazie all’incarico di direttore dell’Opera. Mozart stesso sentì l’influenza del dettato sartiano addirittura citando il musicista faentino in alcuni tratti delle sue composizioni. La sua musica sacra è lineare e rispettosa della liturgia ma anche squisitamente teatrale in alcune composizioni a doppio coro o in pagine solistiche che denotano il peso dell’abbellimento e del fugace virtuosismo. E’ noto un suo Te Deum scritto in Russia per celebrare la vittoria nella guerra contro la Turchia dove il compositore fece l’uso degli spari di un vero cannone.

(S. Pio X) (1835-1914)

Viene ordinato sacerdote a Castelfranco nel 1858. Cappellano a Tombolo, quindi arciprete a Salzano, vescovo in Mantova per otto anni, divenne cardinale con il titolo di "San Bernardo alle Terme" nel Giugno 1893. Il 24 novembre  1894 fece il Suo ingresso solenne in Venezia come patriarca. Fu eletto al soglio pontificio  con il nome di "Pio X" il 4 agosto 1903. Morì  il 24 Agosto 1914.
Beatificato da Papa Pio XII nel 1951; è stato dichiarato santo nel 1954.
(S.Floriano di Castelfranco Veneto, 25-XII-1924 – Roma, 27-IX-1964)

Ordinato sacerdote nel 1951, conclude gli studi al Pontificio di Roma e fonda e dirige il “Coro Vallicelliano”, rieditando la testata “Psalterium” alla quale darà un indirizzo di forte modernità musicale legata al sacro (tra i collaboratori Chaylli, Renzi, Bellucci, Tittel e molti altri di forte personalità innovativa). Compose messe e mottetti dal linguaggio severo pur nell’arditezza della concezione e dalla chiara intensità spirituale. La sua morte prematura lasciò un grande vuoto nella cultura musicale romana.

(1852-1934)
Fu stretto collaboratore di Anton Forster (1837-1926), il capostipite della scuola ceciliana slovena e direttore del coro della cattedrale di Lubiana. Non sappiamo di incarichi ufficiali di Sattner. Di lui ci rimangono una “Fuga” del 1907 e un “Postcommunio” del 1930.
(Krasnystav, 12-I-1937 – Varsavia, 27-IV-2005)

Compositore, direttore di coro, organista e organizzatore culturale. Studente a Varsavia dove ottiene il master in composizione, produsse pagine per la coralità, spesso usando il latino e la linea mottettistica, con destinazione amatoriale. Non mancano pagine complesse con accompagnamento strumentale (Via Crucis, Magnificat, Stabat Mater e altre) ma sempre salvaguardando il senso spirituale e contemplativo di derivazione gregoriana. Organista, fu anche conferenziere e saggista e presidente di associazioni musicali polacche.

(Lecco, 1966)

Si è diplomato in pianoforte (M° Chiapponi, Mozzati, Amadei),  musica   corale  e  direzione di  coro  (M°  Monego), composizione (M° Mazza, Brusa , Giuliano) al Conservatorio  "G. Verdi"  di  Milano.          
Dal 1993 è direttore dell' Accademia Corale di Lecco, con la quale nel 2007 ha inciso il CD “Colori ed emozioni della polifonia”.
Ha diretto il Coro Città di Milano (dal 1990 al 1996) e il  Complesso Vocale Syntagma di Milano (dal 1998 al 2005). Attualmente dirige anche il coro della Basilica di Lecco.
Vincitore dei concorsi ministeriali per gli insegnamenti in ruolo di Teoria e Solfeggio e Armonia complementare nei Conservatori Statali di Musica, è docente di teoria e solfeggio presso il Conservatorio di Como, dove ricopre il ruolo di vicedirettore e insegna anche nei Corsi Accademici di Musica Corale e Direzione di Coro.
(Arezzo, 1977)
Giovanni Scapecchi (Arezzo, 1977) inizia gli studi di pianoforte, organo e composizione in giovanissima età. Si diploma in Organo e Composizione Organistica sotto la guida di Wijnand van de Pol presso il Conservatorio "F.Morlacchi" di Perugia seguendo, contemporaneamente, i corsi di Luigi Ferdinando Tagliavini, Liuwe Taminga, Jósef Serafin, Julian Gembalski ed Hubert Stuppner.
Ha continuato a studiare composizione con Fernando Sulpizi, perfezionandosi all'Accademia Chigiana di Siena con Nicola Piovani e Luis Bacalov. Parallelamente agli studi ha svolto un'intensa attività concertistica, esibendosi come solista, in vari gruppi da camera, con cori ed orchestre in Italia ed all'estero. Ha eseguito opere in prima assoluta ed ha inaugurato, dopo il restauro, due importanti organi storici dei costruttori Giovanni Antonio Piffero da Siena (1512) e Giovanni Banci Castulensis (1859).
Convinto del valore espressivo e totalizzante della musica, si è spinto nella ricerca di un suo stile compositivo accostando la sua preparazione classica alle esigenze della musica contemporanea.
Le sue composizioni comprendono opere orchestrali, concertanti, musica da camera e vocale. Alcune di esse sono state eseguite in importanti festival internazionali e da grandi esecutori tra cui Roberto Fabbriciani, Ciro Scarponi e Stefano Ragni. Negli ultimi anni ha partecipato regolarmente a concorsi di composizione ottenendo significativi riconoscimenti e la pubblicazione di alcune sue opere.

(Pievebelvicino, Vicenza 8-IV-1914; Roma 12-III-1988)
Dopo essersi diplomato in composizione e canto gregoriano presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, trovò sistemazione nella capitale come organista titolare nella chiesa di S. Roberto Bellarmino dei PP. Gesuiti ai Parioli.
E’ stato attivamente presente nella composizione liturgica sia prima che dopo il Concilio vaticano II, e sempre in maniera aristocratica e spontanea.
Fu autore di varie messe: “Messa Sine macula”, in onore della B.V. di Lourdes a 2 voci uguali; “Messa Caecilia felix” a 2 voci pari (S.C. oppure T.B.); “Messa Miles Christi Jesu” a 3 voci virili; “Laudate Dominum”, salmo da concerto per soli e coro a 3 voci virili; “Messa Ubi caritas” a 3 voci miste (A.T.B.); “Messa Flos Virginum” a 2 voci pari; “Messa Tota pulchra” a 3 voci miste; “Messa Regina mundi” 3 voci miste (A.T.B.); “Divo Infanti”, 9 canti natalizi a 1-2 voci; “Mensa Domini”, 9 mottetti per la S. Comunione a 2 voci uguali; “Fulgens Corona”, 12 canti a 2-3 voci uguali.
Un discreto numero di pezzi per organo e armonio.


(Foggia, 18-XI-1968)
Ha conseguito i diplomi di pianoforte e di musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio di Perugia, quelli di direzione d'orchestra e composizione al National College of Music di Londra (FNCM-Fellow of the National College of Music) e la laurea magna cum laude in scienze religiose alla Pontificia Università Lateranense. Fu allievo, tra gli altri, di Bartolucci per la composizione al Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma, di Perticaroli per il pianoforte ai corsi estivi del Mozarteum di Salisburgo e di Renzetti per la direzione d'orchestra all'Accademia Musicale Pescarese.
 
È apparso in molti centri musicali d'Europa, Corea, Kazakhstan e Stati Uniti d'America. Fu principale direttore ospite tra il 2001 e il 2003 del Teatro musicale di Galati in Romania e nel 2008 del Teatro musicale di Karaganda in Kazakhstan. Dal 1996 al 2008 fu direttore di orchestra e coro nei concerti sinfonici dell'Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma, per il quale ha registrato molti compact-disc, tra cui il suo Te Deum per tenore, baritono, coro e orchestra, su commissione dello stesso Istituto. In occasione del Grande Giubileo dell'Anno 2000 l'Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice lo incaricò di comporre e dirigere la Messa Giubilare (Edizioni Carrara, Bergamo 2004) e altro nella Celebrazione eucaristica presieduta dal Servo di Dio Giovanni Paolo II nello Stadio Olimpico di Roma per il Giubileo degli Sportivi. Appassionato di musica sacra, ha ideato e condotto vari programmi per la Radio Vaticana.
 
Come direttore eccelle sia nel repertorio sinfonico sia in quello operistico (Verdi, Puccini).
 
(Palermo, 2-V-1660 Napoli, 24-X-1725)

Fondatore della scuola napoletana. Padre di Domenico, fu grande contrappuntista fu dapprima maestro di cappella a Napoli, ancora in giovane età, presso la Chiesa di S.Giacomo degli Incurabili, ma la sua strada era quella dell’opera teatrale, viste le commissioni continue che lo costringevano a scrivere quattro o cinque opere all’anno. Nel suo periodo di permanenza a Roma si dedicò maggiormente al sacro e alla forma oratoriale. Tornato a Napoli, vide le sue opere gradatamente sostituite dai musicisti della nuova generazione settecentesca. Rimangono a noi una sessantina di opere (commedie e melodrammi), toccate, variazioni epartite per il cembalo, sinfonie di concerto grosso, concerti per tastiera e orchestra, sonate per archi e flauti, oltre a lavori teorici per i principianti e per gli studiosi di contrappunto.

(Napoli, 26-X-1685, Madrid, 23-VII-1757)
Studiò dapprima con il padre, Alessandro, uno dei maestri dell'opera barocca italiana, e in seguito, a Venezia, con Francesco Gasparini. Nel 1701 venne nominato organista e compositore della Cappella reale di Napoli. Il suo debutto teatrale risale al 1703 con l'opera L'Ottavia restituita al trono. Lasciata Napoli al seguito del padre, negli anni seguenti Domenico visse a Firenze, Roma e quindi a Venezia, dove completò gli studi e venne a contatto con Antonio Vivaldi e George Friedric Händel.
Tra il 1709 e il 1714 fu nominato maestro di cappella della regina Maria Casimira di Polonia, a Roma; dal 1714 al 1719 ebbe analogo incarico in San Pietro. Nel 1720 entrò al servizio di Giovanni V del Portogallo, trasformando la propria attività da quella di compositore d'opera a quella di compositore di musica liturgica. Da allora, tranne brevi periodi trascorsi ancora in Italia, Scarlatti si stabilì definitivamente in Spagna: nel 1729 seguì a Siviglia l'infanta del Portogallo Maria Barbara di Braganza, e qui rimase fino al 1733, anno del trasferimento della corte a Madrid. Nel 1738 pubblicò a Londra una raccolta, dal titolo Essercizi per gravicembalo, contenente 30 delle sue 555 sonate che sono giunte ai giorni nostri. Si tratta delle sole opere di Scarlatti che furono pubblicate durante la sua vita. Gli ultimi anni della sua vita sono molto poco documentati. Egli li trascorse probabilmente cadendo in progressiva miseria, a causa dei debiti di gioco.

(Bari 12-VIII-1879; Torino 6-IV-1955)
A 20 anni entrò nella famiglia salesiana e in essa esercitò la sua arte come aiutante del maestro Dogliani all’Oratorio di Torino e, dal 1929, come direttore della Cappella della Basilica di S. Maria Ausiliatrice in Torino.

(Bologna, 1949)
Diplomato nel conservatorio della sua città in Musica Corale e Direzione di Coro, Composizione e Direzione d’Orchestra. E’ inoltre laureato in Lettere Classiche (Bologna, 1972). Musicologo, trascrittore, compositore, è stato direttore del conservatorio di Mantova, direttore artistico della Società Corale Euridice di Bologna, direttore dell’orchestra Camerata Padana di Carpi, docente del coro da camera del Teatro Comunale di Treviso. Ha all’attivo una importante e variegata produzione discografica.

(Woherden, Holstein, 1595 ca. – Amburgo, 1663)

La moderna musicologia gli assegna un ruolo di tramite fra Sweelinck  e Buxtehude attraverso la lettura di suoi corali organistici sul cantus firmus, per l’uso degli abbellimenti, per l’adozione del ricercare-corale e per l’ uso della fantasia organistica. Con la Stesso Sweelinck si perfezionò ad Amsterdam a partire dal 1611 ma il suo primo maestro fu il padre David anch’egli organista ed editore. Succedette a David come titolare all’organo della Katharinenchirke nel 1625 ed avviò una carriera di collaudatore d’organi (tra i quali S.Maria di Lubecca  nel 1641, S.Giovanni in Lunenburg nel nel 1652 e molti altri che le cronache del tempo ricordano con fedeltà) e di docente, avviando alla musica una consistente scheira di allievi. Tra loro emerse J.A.Reinken.
(Halle, 1587 – ivi, 24/3/1654)

Fu organista e compositore  ed esercitò grande influsso sulle successive generazioni di compositori e organisti tedeschi con la sua “Tabulatura Nova” del 1624, con le sue variazioni su tema di corale (momento di passaggio dalla tecnica vocale alla tecnica contrappuntistica strumentale) e con la sua musica strumentale e vocale di possente struttura polifonica. Fu allievo di Sweelinck ad Amsterdam nel 1605 e titolare alla Moritzchirke di Halle. In seguito divenne maestro di cappella di Cristiano Guglielmo, margravio di Brandeburgo (1620) e dal 1642 fu al servizio del duca Augusto di Sassonia.
(Ulma, 3/10/1631 – ivi, 26/8/1712)

Arcipelago della musica d’organo minore. Non per questo vi troverete pagine ineleganti. Anzi le intonazioni brevi “per octos tonos”,  del 1664, sono piccoli e preziosi monili, suonabili e cantabili, comode sotto le dita e logiche nella loro quadrata sessione.  Scherer era assistente di Tobias Eberlin al duomo di Ulma che già si ergeva con il suo alto campanile. Gli successe nel 1671 e ne sposò la figlia come si usava allora. Ci auguriamo che fosse bella. Perché Bach ed Haendel. pur a malincuore, visto l’organo di Lubecca, rinunciarono a sposare la figlia di Buxtehude. Non si poteva proprio. Per chi è curioso, di questo musicista ci sono anche trii per due violini viola da gamba e basso continuo, musica corale sacra e profana sempre  per voci e strumenti. (gnv)
(Milano, 4-VII-1876; ivi, 4-XII-1944)
Non vedente dall’età di undici anni, entrò nell’Istituto dei Ciechi a Milano dove studiò pianoforte con Dall’Acqua e composizione con Michele Saladino (insegnante di Lorenzo Perosi al conservatorio milanese).
Pianista e concertista, all’inizio del ‘900 vinse il concorso di organista nella Basilica di San Babila dove per anni fu titolare.
Nato a Breme Lomellina il 3 Ottobre , venne avviato dal papà Luigi agli studi musicali, proseguiti poi al Liceo Musicale di Torino, sotto la guida di Giovanni Bolzoni per la composizione e di Roberto Remondi per l'organo.Assecondando i suoi principali interessi si diplomò anche in canto corale al Conservatorio di Parma.Nel 1932 fu nominato professore di canto corale nel Conservatorio di Milano e nel 1939 professore di composizione polifonica vocale.
Alla sua morte avvenuta a Milano l'8 settembre 1969, il suo cospicuo fondo musicale passò al Conservatorio di Milano.

(Norimberga, 20-IV-1705; ivi, 27-XI-1749)
Anche Schmid. Dicono che a Norimberga abbia studiato organo. La verità è che, già in giovane età, si dimostrò ottimo incisore musicale e che nel 1729 si era già messo in proprio per diventare un bravo editore. In un primo tempo fece questo lavoro sulle proprie composizioni (organistiche, cembalistiche e cameristiche), continuando, peraltro,  a fare l’organista titolare in alcune chiese cittadine tra cui la Augustinerkirche. Poi i lavori editoriali tra i quali troneggiano le “Golderberg-Variationen” di Bach, edite nel 1742 e le Variazioni su “Vom Himmel Hoc” del 1748. Gli autori della sua “scuderia” sono importanti, oltre al celebre Kantor: Telemann, Boehm, Marpurg, Krebs, Carl Philipp Emmanuel Bach,  Sorge, Agrell, e altre firme importanti del periodo. Morto ancora in giovane età, sarà la vedova Helena Volland (1710-1790) a proseguire l’importante lavoro del marito coadiuvata dal figlio Johann Michael.
Ha studiato Didattica Musicale, Pedagogia  e Filosofia (Università di Colonia), Organo e Musica Sacra Liturgica (Scuola Superiore di musica di Colonia). Dal 1987 "Kantor" e organista presso la chiesa di St. Otger (Stadtlohn, Westfalia) e direttore artistico dell'Euregio Konzertgesellschaft.
(Bernkastel, Mosella 26-III-1904; Colonia 1984)
Studiò musicologia all’università di Innsbruck, musica sacra e pedagogia musicale alla Scuola Superiore di Colonia, dove ebbe come insegnante di composizione Lemacher.
A Colonia insegnò nelle Rheinische Musikschule dal 1930 al 1938; nel 1938 si trasferì a Treviri come organista di quel Duomo e direttore della Civica Scuola musicale.
Successivamente (1946) passò alla Scuola superiore di Colonia, ottenendo pure un incarico, come Lektor all’università di Bonn (1946-1973).
Fu attivo anche come direttore di coro e concertista di organo.
Buon compositore dedicò molta parte della sua creatività alla musica sacra, componendo un gran numero di composizioni per la liturgia cattolica, a cominciare dalle 23 Messe.
La sua grande popolarità ha travalicato i confini del suo paese per arrivare fino a noi con qualche ben accetta composizione; tra queste la “Missa gregoriana” (1957) a 4 voci miste e organo, alternata a melodie gregoriane affidate al popolo. Nel “Bollettino Ceciliano”, 1958/4 (collana Lourdiana), è pubblicata una “Ave Maria” a 4 voci miste a cappella.
Per i suoi meriti indiscussi nel campo della musica sacra Giovanni XXIII lo insignì della Commenda dell’Ordine di S. Gregorio Magno.

(Vienna ,1797-ivi, 1828)

Primi studi in famiglia, con il padre ed il fratello, poi con Michael Holzer e Antonio Salieri che rimase favorevolmente sorpreso dalle sue composizioni. La sua vita sociale e musicale si svolge in un ambiente tra goliardico e “bohèmien” di letterati, musicisti, pittori, insieme al baritono Vogler, ai poeti Schober e Grillparzer. Qusto circolo, l’interno di una birreria suburbana, la letizia dello spirito, sono lo sfondo psicologico dei suoi “Lieder”, centinaia di quadretti ai quali più che alla musica strumentale (9 sinfonie, trii, quartetti, quartetti, quintetti, un grande numero di composizioni pianistiche), o alle 15 opere liriche, è affidata l’immortalità del musicista. Nei “Lieder attuò la poesia delle “myricae”, la confessione dell’anima; i testi di Goethe, di Schiller e di Heine, vi sono tradotti in espressioni di interiorità; una linea vocale immune da esibizionismi, ricrea con un profumo spontaneo i versi e si avvolge in una calda atmosfera che il pianoforte contribuisce a sostenere. (ra)
(Uznach, 5/3/1815 – Einsielden, 14/3/1888)

“Resonet in laudibus” cantano migliaia di cori a Natale. L’autore non lo conoscono in molti. Era di buona famiglia e studiò all’abbazia di Einsielden dove fu consacrato sacerdote nel 1839. Qui fu maestro di cappella dal 1842 al 1859 e insegnante di storia monastica nel noviziato  dell’abbazia. Dal 1859 si dedicò alla composizione vergando circa 130 opere di genere sacro.
(1810-1856)
L’essenza del romanticismo. Una vita appassionata di musicista e di critico musicale teso a inserire la musica nel seno del pensiero idealista e dell’estetica romantica. Il compositore è un raffinato artista insofferente da schemi e indipendente da modelli precedenti. La priorità è quella di comunicare la ricerca, il tormento interiore ma anche le realtà sognanti e malinconiche che affiorano nelle pagine pianistiche (“Carnaval”, “Scene infantili”, “Kreisleriana”, “Novellette”….) e nei “Lieder” dalle più complesse armonie e dalle più mosse linnee melodiche rispetto all’esperienza schubertiana. Quattro sinfonie, alcuni importanti concerti e composizioni di musica da camera, fanno da sfondo all’amore ricambiato per Clara Wieck, compagna della vita e concertista interprete delle sue opere.
(Kostritz, Turingia, 14/X/1585 – Dresda, 6/XI/1672)

Il cuore della sua produzione e della sua poetica fu l’adattamento dei diversi stili italiani alla lingua tedesca. Allievo a Venezia di Giovanni Gabrieli nel 1609, una volta rientrato in Germania, utilizzò le forma della policoralità del suo maestro fino al modello della monodia monteverdiana. Maestro di cappella a Dresda e alla corte di Sassonia, ebbe una nutrita schiera di allievi (Theile, Weckmann, i fratelli Kittel e altri). L’elenco delle sue opere è vasto così come è vasta la concezione della sua musica sperimentata nei “Psalmen Davids (1619), nelle “ Cantiones sacrae” (1625) a quarrto voci e basso continuo, nelle “Synphoniae sacrae”, negli oratori dove riemerge la grande vocalità e lo splendore secentesco della tradizione italiana. Nella maturità si distingue il “Deutsche Magnificat” del 1671, ad un anno dalla sua morte, a doppio coro e dalla dilatata bellezza della struttura polifonica.

(1792-1852)
Il padre, Chrisian Friederich, era un noto pianista, compositore, matematico ed editore musicale. Lo mise alla scuola di Marpurg e Kinberger. Ne sortì un violoncellista compositore che alla fine fece, e bene, l’organista ad Amburgo nella Nikolaikirke componendo e producendo copiosamente per la sua chiesa e componendo per il suo organo. Lo si ricorda per il “Choralbuch zum Hamburgischen gesangebuch” (1832) in 12 volumi.
(1716-1782)
Organista e didatta boemo, alla  fine dei suoi giorni ottenne la nomina di organista alla corte di Vienna dall’ imperatore Giuseppe, il sovrano che stimava Mozart. Era il 1781.Non durò che un anno. Un vero peccato se si pensa che già aveva prodotto pagine di rilevante valore. Le sue fughe, le sue toccate per organo, i suoi preludi, racchiudono in una mirabile misura l’ampiezza del tardo-barocco grazie all’arte del contrappunto a alla sapienza delle modulazioni. A Praga dove aveva i suoi allievi, lasciò anche messe con accompagnamento strumentale e una raccolta destinata al violino e all’organo.
(Modena, 1498 – Roma, 24/7/1561)

Di lui risono pervenuti alcuni ricercari di taglio contrappuntistico ma molti altri sono andati perduti. Lo chiamavano “Giulio da Modena” e lo stimavano come eccellentissimo suonatore di strumenti a tastiera e soprattutto al clavicembalo dava il meglio di sé. Aveva studiato con lo zio, Don Gaspare da Signa, con Jacobo Fogliano e con Vincenzo Lusingnano, a sua volta detto “Vincenzo da Modena”. Fu a Venezia e a Roma dove fece parte della suo percorso artistica alle dipendenze di papa Clemente VII.
(Coimbra, 11/6/1704 – Lisbona, 25/8/1742)

L’organista dalla mano agile si divertirà a “toccare” sulla tastiera la creazione di questo lusitano diviso tra l’incarico di organista della Cattedrale Patriarcale di Lisbona, quello di maestro della Cappella Reale e quello di professore capace di influenzare con il suo lavoro la cultura musicale della sua terra. Seixas aveva un suo stile. Era elegante, spesso esile ma mai debole, melodico ma non dolciastro, armonicamente semplice e diretto nel comunicare l’atmosfera di un brano. Ci sono più di cento sonate, diciamo cembalo-organistiche, da leggere e da rieseguire “avanti e dopo la messa” quando l’agilità è toccatistica, e con giusta dolcezza nelle oasi di meditazione. Fu amico ricambiato di Domenico Scarlatti.
(1745-1819)
Fu al suo tempo considerato uno dei migliori organisti europei. Ricopri le cariche di titolare nelle più prestigiose chiese parigina come Notre Dame (1772), Saint Sulpice e alla Cappella Reale che era considerata il naturale punto d’arrivo al culmine della carriera artistica di un musicista francese.
Insegnerà anche al conservatorio, fondato con un decreto della Convenzione: prima pianoforte e poi organo precedendo nell’incarico Benoist. Cultore severo della fuga e della tradizione dei noels francesi mostra una grande capacità nel contrappunto non suffragata da  una altrettanto spiccata fantasia compositiva.
(1933)

Don Pietro Selogni ha alle spalle una lunga carriera di compositore: inni, lodi, messe cantate, operette, cantate, requiem e oratori ma anche pezzi per orchestra e per bande musicali. Una vasta produzione che talora si esegue con facilità in piccoli cori di paese e tal’altra esige, laddove il tessuto contrappuntistico si fa più incalzante o le armonie più ardite, robusti cori di navigata esperienza.
Si tratta comunque di pagine mai destinate a restare sulla carta ma provate e limate sul “campo di battaglia, prima con i cori di Sforzatica S.Maria (Dalmine) e Martinengo, che ha in prima persona diretto e poi nei vari concerti, elevazioni e rassegne che lo hanno visto alla direzione di numerosi e diversi assortimenti corali e strumentali.
La sua passione per la musica sacra soprattutto, ma anche profana, lo ha portato a promuovere la bellezza del canto corale in varie occasioni, in particolare nella quasi trentennale Rassegna Voci di Natale che si svolge a Martinengo nel periodo natalizio e che tanto successo continua a riscuotere richiamando cori e pubblico anche fuori dalla terra bergamasca.
(Ceglie Messapica, Brindisi, 19-XII-1968)
Pianista, organista, clavicembalista e compositore si è diplomato al “Tito Schipa” di Lecce e si è dedicato ai problemi della filologia musicale e dell’interpretazione della musica antica. Concertista e compositore è stato insegnante d’organo e composizione organistica a Ceglie Messapica presso l’Istituto Musicale pareggiato per poi trasferirsi a Lecce ed infine al Conservatorio di Monopoli dove è titolare della cattedra di Organo.
(Innsbruck, 3-I-1878; ivi, 26-VII-1964)
In casa, suo padre, era un ottimo direttore di coro, passione che trasferì pari pari al figlio, peraltro precocemente e musicalmente dotato. Alla direzione di coro, Karl aggiunse gli studi di pianoforte e di composizione e naturalmente di organo. Parallelamente studiò in medicina laureandosi nel 1905 ma senza mai lasciare l’attività di direzione corale, di organista, di critico musicale e di punto di riferimento per l’animazione musicale della città austriaca come direttore alla Chiesa dei Gesuiti. Numerosissime le composizioni: dall’opera per il teatro, alla musica sacra (11 messe e circa 50 composizioni minori), alla musica per orchestra e alla musica da camera. Non potevano mancare due raccolte di preludi organistici (op. 21 e 25).
(Milano 1944)
Ordinato sacerdote nel 1968, ha compiuto gli studi di Filosofia e Teologia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e a Roma presso l'Università Gregoriana. Ha studiato Violino e Composizione.
Nel 1985 ha elaborato uno speciale programma di educazione musicale per bambini e ragazzi con difficoltà permanenti di carattere psichico e mentale. Questo metodo è noto con la denominazione di "musicoterapia orchestrale" e si basa sull'integrazione dei soggetti in difficoltà mediante speciali adattamenti delle partiture e delle pratiche strumentali.


(Cremona, 1710 ca. - ?)

Fece parte di una famiglia di musicisti nella quale si annoverano Giuseppe, attivo alla corte di Vienna e Pietro Paolo attivo a Venezia. Il nostro fu invece allievo di Galoppi e fu nella cerchia di d Johann Christoph Bach che fu probabilmente suo allievo. Di lui esistono tre sonate per la tastiera pubblicate a Norimberga nel 1766,  opere per il teatro alcune delle
quali andate perdute. Si contano 17 sinfonie, 6 concerti per clavicembalo e archi e alcune sonate per flauto e continuo.
(Bergamo 2-IV-1963; vivente)
Sacerdote della Diocesi di Bergamo, dopo gli studi teologici conclusisi con il Baccalaureato in S. Teologia ottenuto Magna cum Laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, ha conseguito a pieni voti il Magistero in Canto Gregoriano e Musica Sacra presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano e si è brillantemente diplomato in Organo e Composizione Organistica sotto la guida del maestro Mario Valsecchi presso il Civico Istituto pareggiato “G. Donizetti” di Bergamo.
Ha partecipato a corsi di interpretazione di alcuni particolari aspetti del repertorio organistico tenuti da L. Rogg., M.C.Alain, L.F.Tagliavini, J.C.Zehnder, P.Crivellaro e di improvvisazione organistica con F.Blanc.
Dal 1993 è Responsabile dell’Ufficio di Musica Sacra della Curia Vescovile di Bergamo e pertanto direttamente impegnato nel campo della musica per la liturgia e nella promozione e nella salvaguardia del patrimonio organario della Diocesi di Bergamo, seguendone i restauri e collaborando con gli organari per la stesura di progetti d’organo nuovi e innovativi.
Per conto della Provincia di Bergamo ha partecipato all’organizzazione di diverse edizioni della Rassegna Organistica sugli Organi storici della Bergamasca e alla realizzazione di un volume sugli organi storici.
Nel 1999 è stato chiamato a far parte della Commissione di Organologia dell’Associazione Italiana S.Cecilia.
Nel 1996, insieme con Mario Valsecchi, ha ricostituito la Cappella Musicale del Duomo di Bergamo con la quale è stabilmente impegnato in attività artistica sia liturgica che concertistica.
E’ organista titolare nella Cattedrale di Bergamo e responsabile delle attività musicali che in essa si svolgono, volte sempre a coniugare gli aspetti musicali con quelli più propriamente riguardanti la fede e la liturgia. Da segnalare a questo proposito i cammini pluriennali dei “Vespri d’organo in Cattedrale”, i concerti quaresimali “In Passione Domini”, e per l’anno 2000 la rassegna “Via pulchritudinis. Parola e musica per il Giubileo”.

Milano, 12-VI-1928; ivi, 10-II-1994)
Dopo gli studi di pianoforte e organo, si è dedicato alla composizione sotto la guida di Renzo Bossi e di Giorgio Federico Ghedini.  Nella prestigiosa basilica di S. Satire fu titolare dal 1967 come organista e direttore de “I Nuovi Cantori di S. Satiro”. Dal 1975 aggiunse anche la titolarità della chiesa prepositurale di Gesù Buon Pastore in Milano. Tutte le composizioni edite ed inedite, sono conservate presso la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano (Fondo Setti).

(Roma, 28-IV-1841 – ivi, 14-XII-1914)

Pianista di grandi doti (ricevette lezioni da Listz) fu anche ottimo direttore d’orchestra.Musicista di formazione europea, si prodigò alla conoscenza della musica strumentale dirigendo le grandi sinfonie e le maggiori opere dei musicisti d’oltralpe in pieno ‘800. Amico di Wagner, fu direttore artistico della Società Filarmonica Romana. Nel variegato catalogo di Sgambati non mancano opere didattiche, musica sacra, trascrizioni dai classici, oltre alle pagine per orchestra e a quelle, numerosissime, destinate alla musica da camera.

(Confienza, Pavia, 3-V-1910; ivi, 18-XII-1986)
Di umile estrazione, viene inviato a studiare a Novara all’Istituto Musicale Brera. Tra il 1927 e il 1930 consegue i diplomi in Pianoforte, Organo e Composizione organistica nei conservatori di Bologna e Milano. Ottiene l’incarico di organista a Robbio Lomellina (Pavia), dove per 41 anni esprimerà la sua arte su un pregevole Serassi nella parrocchiale di S. Stefano. Presterà inoltre servizio nella chiesa di S. Michele. Maestro della corale e persino della banda musicale del paese, subirà una retinite pigmentosa che in pochi anni lo porterà alla cecità totale.

(Hämeenlinna, 8-XII-1865, Järvenpää, 20-IX-1957)
Anche la Finlandia ha il suo cantore in questo musicista autore di poemi sinfonici particolarmente caratterizzati (“Una saga”, “Finlandia”, “Karelia”, “Il cigno di Tuonela”). Al descrittivismo musicale si aggiungono i quadri delle sinfonie, dei balletti e del “Concerto in re minore per violino e orchestra op.47”, oltre a pagine per coro a cappella e a meno conosciuti pezzi per coro e organo. La sua figura assunse significati simbolici che davano risalto al nazionalinismo musicale finlandese anche quando la sua produzione pareva non ispirarsi direttamente al folklore. Universalmente conosciuto, fu valente direttore d’orchestra.
(Bischofzell, 1490-ivi,1546)

Organista svizzero, passò la sua vita d’artista tra la sua cittadina natale e Costanza ricoprendo il posto di organista anche al convento di San Gallo dove risultava essere cappellano e scrivano. Lo spirito di studioso lo porto ad intavolare le più interessanti pagine del suo tempo pescando tra le note
Di Josquin, Werbecke, Obrecht, Isaac, Agricola, Compère e molti altri cantori di un nuovo umanesimo musicale. Ebbe come maestro d’organo Hans Buchner a sua volta allievo della scuola di Hofhaimer.
(Thiene, 15-XII-1952)

Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia diplomandosi in organo e in prepolifonia.
Ha approfondito l’interpretazione della musica organistica con i maestri Michel Chapuis, Michael Radulescu, Gaston Litaize, Jean Langlais, Luigi Celeghin e la direzione d’orchestra con Piero Bellugi. Insegnante di organo e composizione organistica dal 1978, attualmente è titolare di cattedra presso il Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza.
Ha scritto per coro, organo, pianoforte, orchestra, opera lirica, oratorio, musiche per formazioni cameristiche, arrangiamenti e trascrizioni. Nel maggio 2011 ha vinto il primo premio al concorso ADM di Montecchio Maggiore con la composizione "Canto di vita", su testo proprio.
Bari, (1972)

E’ cresciuta a Livorno, dove si è diplomata in pianoforte presso l’Istituto Musicale Pareggiato “P.Mascagni” nel 1993 sotto la guida del M° Lagomarsini, perfezionandosi successivamente con i maestri P. Rigacci, A.Tonini e F.Nicolosi. Nel 1994 vince una borsa di studio per un corso biennale di formazione professionale per Maestri collaboratori presso il Teatro alla Scala di Milano, conseguendo il Diploma finale nel 1996. Nell’ambito di tale corso ha collaborato in qualità di Maestro di Palcoscenico collaborando prima con il Teatro di Livorno, poi (dal 1977) con il Teatro Massimo “V.Bellini” di Catania ed infine (dal 1999) con la Fondazione Arena di Verona presso cui attualmente lavora. Ha studiato Composizione con i maestri C.Vaira e A.Bellisario, sotto la guida dei quali si è diplomata presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano nel 1998. Nel 1991 ottiene il 1° Premio al “XX Concurso de composicion para masas corales” di Tolosa (Spagna) con l’opera “Cervus ad fontem” Ha composto due opere di teatro musicale per ragazzi.

Nel 1991 la sua opera “Nicolò, il bambino dalla pelle blu” è risultata vincitrice del Concorso di composizione per un’operina per ragazzi bandito dal Conservatorio di Milano.
(Tolentino, 31/10/1818 – ivi, 21/9/1900)

Il secondo anno della rivista di Casa Carrara “I Maestri dell’Organo” (siamo nel 1930) si apre con una paginetta che oggi rappresenta una preziosa rarità storico/musicale. Il titolo:”Armonia Religiosa che viene eseguita dalle trombe d’argento al Sanctus della Messa Papale in S.Pietro”. Il trascrittore era l’allora giovane organista lombardo Paolo Mauri.
L’autore è certo Domenico Silveri, rampollo di una nobile famiglia marchigiana, il quale ebbe la ventura di trovarsi a Roma all’interno del Corpo della Guardia Nobile Pontificia, l’istituto militare preposto all’incolumità fisica e alla sicurezza personale del Papa. Contemporaneamente il Silveri studiava musica e si cimentava sul violoncello. Ebbe l’ardire anche di scrivere e far eseguire al Teatro Argentina, nel 1847, una sua sinfonia oltre a romanze per voce e strumento. Fu così che all’elezione del marchigiano Mastai Ferretti, divenuto papa nel 1846 col nome di Pio IX, al nostro non parve vero di offrire una pagina musicale da eseguirsi alla prima messa del suo venerabile conterraneo. Nasceva così “L’Armonia Religiosa” che ottenne uno strepitoso successo popolare. La cosiddetta marcia pontificia fu adottata da quell’anno per le occasioni speciali e tenne il suo ruolo fino al 1970! Fu Paolo VI a sopprimerla nell’ambito della riforma della Corte Pontificia. Ma nel 2008 l’inno è stato restaurato per volontà del Santo Padre Benedetto XVI e del Maestro delle cerimonie, mons. Guido Marini. L’inno è conosciuto in tutto il mondo ed è stato acquisito prima come “The Silveri trumpets”, ovvero “Le trombe di Silveri”. Poi, non so quale genio della pubblicità e dell’immagine, ha fatto saltare una “i”. Ed ecco “The Silver trumpets” ovvero “Le trombe d’argento”. Musica da papi! (gnv)
Diplomato in Flauto al Conservatorio “E. Duni” di Matera e in Composizione con Azio Corghi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Vincitore di concorsi con le sue composizioni, è docente al Conservatorio di Darfo Boario Terme. Concertista, collaboratore come direttore del coro “Syntagma” e del “Complesso Internazionale Cameristico”, è direttore del coro “Canti Corum”.
(Trino Vercellese, Vercelli, 17-I-1872; Torino, 17-IV-1923)
Fece gli studi universitari (chimica e fisica) prima di recarsi a Milano per studiare in conservatorio con Mapelli e Coronaro composizione e con Polibio Fumagalli Organo. Fu per dodici anni organista e maestro di cappella nella cattedrale di Ivrea per poi passare a Torino come insegnante alla scuola d’Organo del Liceo Musicale. Giornalista e saggista scrisse studi di acustica, arte organistica e organaria sulle riviste “Musica Sacra” di Milano e “Santa Cecilia” di Torino, studi di carattere bibliografico nella “Rivista Musicale Italiana” e fu per tre anni il critico musicale del giornale torinese “Il Momento”. (da "Le Firme dell'Organo")
(1848-1924)

Nato nella provincia di San Gallo in Svizzera, lì compì i primi studi musicali. Nel 1872 si recò a Ratisbona alla scuola di Witt. Ebbe così l’occasione di veder pubblicati da Pustet la sua prima raccolta di Inni. Nell’aprile del 1873 si trasferì negli Stati Uniti dove per trent’anni fu il Presidente del American Caecilia Society. Per oltre 50 anni curò inoltre la pubblicazione di un periodico mensile dedicato alla musica sacra, lasciando una larga impronta estetico-musicologica della cultura ceciliana in una terra d’oltremare.

(Troyes, 1663- ivi, 1754)

Più clavicembalista che organista. Il Radole lo confina nella squadra dei “minori” e ne sottolinea la forte dipendenza culturale da Couperin di cui era amico ed ammiratore. Proveniva da una famiglia di musicisti. Come lui, suo padre e suo nonno furono gli organisti della Chiesa di St. Jean nella citta natale.
Lascia due volumi di suites per clavicembalo pubblicate nel 1709 e nal1719.
(Genova, 25-X-1815 – ivi, 19-II-1894)

Allievo di Paganini, che gli dedicò alcune sue composizioni, fu un virtuoso del violino come il suo maestro. Visse in una perpetua tournée (almeno 40 anni di viaggi musicali) toccando, come acclamato concertista, tutte le capitali europee e tutti i maggiori centri del nord e sud America.
Fu ottimo compositore cercando di eludere il mero virtuosismo e di affrontare la pagina secondo un progetto musicale più esteticamente completo. Sono note ed interessanti le sue fantasie sulle opere liriche (Norma, La sonnambula, I Puritani, Un ballo in maschera, la donizettiana Lucia, etc.) e le variazioni sui canti popolari italiani e soprattutto napoletani. Carrara ospita nel suo catalogo una rarissima composizione per violino e organo.

(Londra, 1813 – ivi, 1879)

Organista nella chiesa di S.Pancrazio. Proveniva da una famiglia di musicisti tra i cui membri vi era il fondatore della “Philarmonic Society”. Non mancò di scrivere per il teatro e per la musica da camera ma rimangono numerose e riuscite le sue pagine per organo. L’esecutore potrà trovare pagine di ispirazione didattica ma anche preludi di buon effetto e di gradevole impatto senza particolari tecnicismi o spunti virtuosistici. Era amico di Mendelsshon e ne subì il fascino adottando modelli congeniali al compositore tedesco. Si occupò anche di trascrizioni e di arrangiamenti lavorando a lungo su Haendel e sull’italiano Rossini.
(1824-1884)

“Con l’aiuto e la grazia di Dio, sarò un Liszt della tecnica e un Mozart della composizione”. Così scriveva nel suo diario il musicista ceco al quale i praghesi devono la fondazione di una scuola nazionale e di un teatro nazionale boemo basato sul canto popolare e sulla storia ed evoluzione di un popolo. La riprova di questo percorso culturale è rintracciabile nel ciclo dei poemi sinfonici raccolti sotto il titolo “Ma Vlast-La mia patria” o nelle melodie delle sue opere tra cui spicca “La sposa venduta”, un lavoro del 1860 e pregiato gioiello del teatro comico. Ma non si dimentichi il patrimonio pianistico e i quadri descrittivi delle pagine per orchestra (“musica per quadri viventi” era il sottotitolo di una di queste pagine). Si ritirò presto dall’attività concertistica perché afflitto da una crescente sordità che turbò l’ultimo decennio di vita. L’ossessione della mancanza dei suoni non fermò l’opera compositiva ma minò l’equilibrio mentale. I biografi narrano di un uomo sfinito dal peso della creazione e di una ciclopica attività musicale. Era già un simbolo della sua patria quando gli amici lo convinsero a farsi ricoverare in una casa di cura di Praga. Solo pochi anni prima aveva scritto il suo più bel quartetto intitolato “Dalla mia vita”. (gnv)

(Venezia, 7-VIII-1879; Lendinara, Rovigo, 8-XI-1959)
Già alla metà degli anni ‘20, una pubblicazione locale (“Il Polesine nella vita e nell’arte”) lo segnalava come uno dei musicisti dalla vena fresca e fluente, dalla tecnica precisa e dalla facile e spontanea ispirazione. Organista e maestro di cappella del Duomo di Lendinara si era messo in luce con pubblicazioni apparse sulle più diffuse riviste di musica sacra dell’epoca. Vincitore di alcuni importanti concorsi musicali mostrava un catalogo organistico e corale di assoluto livello. Didatta, liturgista e ceciliano di grande esperienza, mostra nella sua musica chiarezza nella conduzione delle parti e, pur nella semplicità, una grande originalità musicale.

Diplomato in Pianoforte, Didattica della musica e Canto corale al conservatorio di Avellino. Approfonditi gli studi nell’ambito liturgico e sacro, ha ricoperto incarichi per il settore Musica Sacra nella Diocesi di Nocera-Inferiore Sarno, dirigendo alcune delle più importanti cappelle musicali diocesane. Direttore della Corale Polifonica e dell’Orchestra “Lodovico Roncalli”, è scrittore e critico musicale, docente di musicologia e membro del comitato scientifico “Fondazione Carlo Gesualdo”.
(Sec.XVI-XVII)
Sappiamo che visse a Milano. Non sappiamo se vi nacque. Fu organista presso S.Maria della Rosa. Nel passaggio tra i due secoli appaiono in stampa alcune sue canzoni sacre a 8 e 9 voci, una raccolta di canzoni strumentali a 4 e 8 voci. Null’altro.
(Arnesano, Lecce, 2-I-1947; Roma, 2007)
Ha studiato Pianoforte con Carlo Scorrano, Contrappunto, Fuga e Direzione di Coro con Igino Ettorre, Organo e Composizione organistica con Nicola Germinaro diplomandosi al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. Organista e cantore del Gruppo Madrigalistico Salentino, diretto da P. Ettorre, si è dedicato alla promozione e riscoperta degli storici autori pugliesi quali Primavera, Radesca, Felis, Melcarne, Migali, Tricarico, etc. E’ stato collaboratore di Renzo Cilia per il coro “Praenestinae Voces”, gruppo impegnato nello studio, nella esecuzione e nella diffusione dell’opera palestriniana.
(Olot, Catalogna, 3-XII-1729 – El Escorial, 20-XII-1783)

Le sue 120 sonate per tastiera segnano il suo cammino di compositore. Ma non va dimenticata la sua produzione sacra (messe, requiem,salmi,inni, lamentazioni e molto altro) oltre a quella profana con 132 villancicos. Maestro di cappella all’Escorial fu insegnante di musica a corte ed estensore di trattati didattici che gli consentirono un interessante epistolario con Padre Martini. Religioso dell’ordine dei Geronimiti, era definito, per la sua mirabolante musica cembalistica, “el diablo vestito da monaco

(Chianciano, Siena 30-VII-1893; Roma 23-X-1960)
Studiò al Conservatorio di Roma con R. Renzi (armonia), C. Dobici (contrappunto e fuga), S. Falchi e O. Respighi (composizione).
Il maestro svolse l’attività musicale in varie direzioni. Cominciò come direttore di Cappella nel santuario di Pompei dal 1911; per un anno fu a Parigi a dirigere i Ballets Russes (1922-23). Tornato a Roma suonò l’organo nella chiesa dei valdesi di piazza Cavour, diresse i cori di S. Luigi dei Francesi, dell’Accademia di S. Cecilia (dal 1926) e dell’Augusteo. Dal 1939 fu titolare di composizione polifonico-vocale al Conservatorio di S. Cecilia.
Tenne concerti con i suoi cori in Europa e in America.
B. Somma coltivò anche il campo delle ricerche storico-musicali, trascrivendo un vistoso numero di capolavori della classica polifonia.
Composizioni tipiche del maestro romano: “Canti di un’anima”, 9 liriche religiose a 1, 2, 3 voci su versi di S. Teresa del Bambin Gesù; 4 Messe da Gloria (tra cui “Missa in honorem S. Mariae Visitationis pauperum” a 3 voci miste); 2 Requiem; “Ave Maria” in due disposizioni vocali a 4 voci, virili o miste, dedicata al Quartetto vocale romano; altra “Ave Maria” a 4 voci miste.
Scrisse anche un certo numero di colorite pagine organistiche.
Bonaventura Somma fu un musicista; un musicista dotato, preparato, completo e aggiornato; un fiore all’occhiello della musica in chiesa nei decenni che seguirono il Motu proprio di Pio X.
Musica signorile, ma sempre cordiale e mai astrusa pur nella modernità; non “ceciliana”, ma aperta ad orizzonti culturali e spirituali amplissimi, propri degli artisti che respirano grande.

(Barcellona, 13 febbraio 1778 – Parigi, 10 luglio 1839)

Allievo del Monastero di Monserrat, iniziò lì a scrivere i suoi primi brani per chitarra. Espulso dalla Spagna per l’accusa di essere sostenitore dell’occupante esercito francese, si trasferì per sempre a Parigi dal 1813. In Francia si consolidò il suo successo di esecutore e compositore per chitarra, insieme ad altre figure di npti chitarristi che animavano la vita musicale della capitale, tra cui Aguado, Carulli e Molino. La sua musica per l’amato strumento e ricca di armonia e modulazioni spesso ardita insieme a cenni contrappuntistici di particolare efficacia. Non mancano nel suo ricco catalogo sinfonie, quartetti e balletti e alcune opere liriche e naturalmente metodi per chitarra.

(San Benedetto Po, Mantova, 1-VIII-1930; Ivi 11-XI-2009)
Riceve le prime lezioni dal parroco di S, Benedetto Po, don Falavigna, a sua volta allievo di Ireneo Fuser e inizia come giovanissimo organista (dal 1945) a prestare servizio nella abbazia del paese natale, chiesa poi trasformata in Basilica Parrocchiale. Negli anni ‘80 inizia a scrivere per la liturgia componendo la Messa “Gaudeamus” per assemblea, solo e organo (1988), tutte le antifone proprie del tempo per i vespri, alcuni mottetti e pagine organistiche di taglio prettamente liturgico. Già organista emerito della Basilica polironiana di San Benedetto Po ha lasciato questa vita terrena a causa di un tragico incidente stradale.
(1922)

Ha studiato organo e composizione con Ermenegildo Paccagnella ed è stato per più di 30 anni organista in S.Maria Assunta e Maria Liberatrice in Milano. E’ autore di numerose pagine per organo di semplice linearità destinate all’uso liturgico.

(Milano 10-V-1911; ivi 2007)
Ha studiato composizione al Conservatorio di Milano con G. Cesare Paribeni e Renzo Bossi, perfezionandosi successivamente con Vito Frazzi ai corsi dell’Accademia Chigiana di Siena.
Ha insegnato alla Scuola Musicale di Milano (1947-60), alla Civica Scuola Musicale (dal 1960) e al Conservatorio di Milano (dal 1960 al 1967).
E’ autore di mottetti e di pezzi per organo, composti sia prima che dopo il Concilio vaticano II, pubblicati per lo più nelle edizioni Carrara. Musica d’autore, nobilmente costruita.

(Mellenbach, 21-III-1703 – Lobenstein, 4-IV-1778)

Organista di Lobenstein dall’età di 19 anni fino alla morte. Come dire una vita sprecata in una sperduta località tedesca. Di fatto la vita di Sorge fu ricchissima di composizioni ma sfortunatamente andarono perse buona parte di esse e soprattutto quelle musicologicamente più rappresentative. Ci rimangono, così, le opere tastieristiche spesso di derivazione prettamente didattica. Infatti il maestro della Turigia ebbe un suo forte ruolo di studioso della musica e della prassi musicale. I suoi interlocutori furono musicisti del peso di Telemann, Marpurg e Quanz. Armonia, temperamento e contrappunto furono i versanti salenti della discussione con la cultura musicale del tempo. Rimangono comunque a testimonianza dell’artista, centinaia di pagine cembalorganistiche, numerose cantate nuziali, musica strumentale e un ponderoso corpus di scritti destinati alla didattica e alla ricerca musicologia. (gnv)

(Marsala, Trapani, 17-VIII-1933)
In arte Giovanni. Oltre agli studi umanistici compie quelli musicali in Pianoforte e Composizione diplomandosi rispettivamente nei conservatori di Palermo e Roma. Affermatosi in vari concorsi nazionali ed internazionali di composizione, è stato docente di Lettura della Partitura dal 1974 al 1981 al conservatorio di “Santa Cecilia” in Roma. Docente di pianoforte presso la Scuola di Musica “T.L. Da Victoria” di Roma è stato per anni dirigente della SIAE di Roma.
Esce dal conservatorio di Firenze dove studia con Semeraro, Giani Luporini e Prosperi. Docente a Siena per anni all’”Istituto Musicale Franci”, approda all’Istituto di Alta Cultura “Luigi Boccherini” di Lucca. Il suo percorso compositivo è ricco di “quadri” musicali dalla tavolozza diversificata con pagine per pianoforte, per archi, per connubi inusuali quali oboe e clavicembalo o corno inglese e arpa (si vedano le pagine del “Quaderno atonale”); notevoli le pagine sul versante sacro (“Messa in sol” in più versioni, mottetti a cappella e con accompagnamento d’organo, inni, alcune cantate, e i “dipinti” pucciniani del “Trittico” per pianoforte aperto dl brano “Nel giardino di Villa Puccini”.
(sec.XVI)
Non si hanno sufficienti notizie su questo compositore dell’elegante linea polifonica risultante dai suoi mottetti. Appaiono alcune sue pagine per i tipi di Gardano a Venezia nel 1568 segnatamente in “Cantiones sacrae de Nativitate Domini. 4 et 5 vocum” e in “Cattolici Thesauri Musici, Liber Primus”.

(Roetlen, 13-XII-1884; Marienwerder, 12-VIII-1551)
Intellettuale, predicatore, teologo, poeta e musicista. Soffrì il pernicioso ostracismo del mondo cattolico quando decise di seguire Lutero, fino a rischiare la vita sul rogo con la bolla di eretico. Si dedicò all’opera di consolidamento della giovane chiesa protestante lavorando sui testi e sulle melodie dei corali comprendendone appieno il valore liturgico. Gli studiosi del luteranesimo attribuirono a Speratus il merito di aver compreso ancor più di Lutero stesso l’importanza del Lied comunitario in lingua tedesca, promuovendone le composizioni e facendoli diffondere con una stampa agile e di facile consultazione. Spesso fogli volanti che diventavano lo strumento della preghiera. Promosse la stampa di mottetti di nuova generazione e del Gesangebuch di Johann Walther.
(Treviso, 1734 – ivi, 1808)

Maestro di cappella della cattedrale di Treviso. Di ascendenza austriaca, la sua vita è leggibile solo nelle sue composizioni trattate con mano leggera soprattutto all’organo dove il confine tra la tecnica organistica, quella cembalistica o addirittura forte-pianistica e difficilmente ravvisabile. La grazia rococò delle sue sonate lo fanno comunque un interessante esempio della cultura veneta del tempo.

(1664 – 1719)

Organista del duomo di Augusta, pubblicò nel 1693 “Ars magna consoni et dissoni” che contiene 10 toccate, versetti sul magnificat, arie con variazioni. Le toccate di questa raccolta ricordano quelle di Muffat ma sono più brevi e sono costruite secondo lo schema: toccata, fugato, toccata con le sezioni toccatistiche caratterizzate da lunghi pedali. I versetti del magnificat, sette per ognuno degli otto toni, vengono organizzati secondo il modello di Kerll: praeambulum, cinque versetti, finale dove il primo è più sviluppato, l’ultimo riprende lo stile della toccata e gli intermedi sono brevi fugati. L’opera chiude con un gruppo di variazioni su arie:”La Todesca”, “La Pasquina” e “La Spagnoletta” (gr)
(Lecce 11-IX-1888; Lodi 1-II-1963)
Ha studiato composizione al Liceo “Rossini” di Pesaro, poi al Conservatorio di Parma. Istituì la Scuola Musicale “Gaffurio” di Lodi e fu direttore del Liceo Musicale “Nicolini” di Piacenza.
Ha fondato il quindicinale “Evoluzione musicale” e il periodico “Arti”, pure quindicinale di azione e cultura musicale.
Autore di opere liriche e sinfoniche, esplorò anche il campo religioso con “Frate Sole” per soli, coro e orchestra (1926) e “Poema gregoriano” per orchestra (1933); l’interesse liturgico si limitò a qualche pezzo occasionale, sia per voci che per organo.

(Settala, Milano 23-XII-1902; ivi 21-XI-1944)
Organista e compositore della nutrita cerchia milanese, fu allievo al Conservatorio di Milano di G. Ramella (organo), E. Pozzoli (pianoforte e composizione), C. Gatti (strumentazione) e G. Bas (canto gregoriano).
Dopo essere stato organista a Treviglio (1924) e insegnante all’Opera “Card. Ferrari”, in seguito a concorso fu nominato organista titolare del duomo di Milano, dove rimase fino alla morte.
Dal 1932 cominciò ad insegnare organo e composizione sacra nella Scuola Superiore di canto ambrosiano. Attività didattica, come incaricato di organo e canto gregoriano, svolse pure al Conservatorio “G. Verdi” e al Liceo Musicale di Piacenza (1935).
Fu chiamato a dare la sua opera didattica anche nei seminari diocesani e in altri istituti.
Ebbe tra gli allievi Bruno Bettinelli, Renato Fait, Luciano Migliavacca.
Opere notevoli di carattere liturgico: “Missa Mariae Nascenti” e “Messa su temi ambrosiani”, entrambe a 4 voci e organo; i mottetti “Parvulli petierunt panem” (a 2 voci); “O quam suavis”; “Assumpta est Maria”; “Resurrexi” (a 3 voci); “In medio Ecclesiae”; “Venite filii” (a 4 voci).
Inoltre ha scritto almeno una ventina di pezzi di buona musica per organo, tra cui: “Allegro da concerto” (1935), “Trittico liturgico” (1935), “Preludio e fuga” in sol minore (1942).

(Dublino, 30-IX-1852 – Londra, 29-III-1924)

Nato in una famiglia di musicisti, studiò nella sua città prima di trasferirsi, giovinetto, a Londra dove completò gli studi. Organista per anni al Trinity College, fu poi direttore della Cambridge University Musical Society. Scrisse 7 sinfonie, mottetti e inni della tradizione anglosassone, brani per il servizio liturgico e pagine strumentali.

(Londra, 17/1/1713 – ivi, 19/5/1786)

Amabilissimo compositore inglese, studiò con Greene e con Reading. Organista alla Temple Church e dal 1782 alla Chapel Royal. Cieco dall’età di due anni, ha scritto per il teatro e buona musica da camera, ma il suo ritratto intellettuale proviene dalle 30 “voluntaries”  per organo, di elegante sapore barocco dove sono cancellati i cenni accademici dei suoi predecessori e, nel preludiare o nello stile fugato, fa capolino l’influenza dell’amico Haendel che quella generazione di musicisti dominò dall’alto di una possente creatività. Ci sono anche sei concerti per organo, songs e dodici cantate. Haendelianamente non possono mancare tre oratori.
(Steinhausen, 14-II-1839; San Gallo, 21-VI-1915)

Organista e maestro di coro dapprima in realtà minori, nel 1974 riceve l’incarico a maestro di cappella nel duomo di San Gallo dove rimase fino al 1913. Direttore di periodici di musica sacra, fu un attivo ceciliano altre che importante compositore con messe e mottetti e altre pagine per la liturgia. Scrisse circa 440 versetti organistici nei toni ecclesiastici oltre a pezzi di maggior respiro concertistico. “Saul” fu il suo poema sinfonico per organo.

(Stoccarda, 19/2/1561 – ivi, 8/11/1633)

Faceva parte di una famiglia di musicisti il cui padre, che si chiamava Utz, era organista e compositore alla corte di Stoccarda. Adam risiedete a Roma per tre anni, dal 1580 al 1583, per approfondire i suoi studi musicali. Fu organista alla Stiftskirche di Stoccarda, alla Michaeliskirche  di Scwabisch Hall e lo si ritrova, in alcuni documenti, alla cattedrale di Ulm come consulente per il restauro dello strumento. Di lui ci sono pervenute solo due composizioni tra cui la “Toccata primi toni”, pubblicata da Casa Carrara per la cura di Giuseppe Pedemonti.
(Legnano 21 ottobre 1946).
Diplomato in pianoforte,organo e composizione organistica al Conservatorio di Milano.
Ha conseguito il diploma del "XX Curso de Musica Española" all'Università di Santiago de Compostela (Spagna).
Studioso di organologia e musicologia, ha pubblicato testi con diverse case editrici.
Concertista d'organo, ha tenuto concerti in diversi paesi europei e, fino al 2004, è stato docente di Teoria e solfeggio al Conservatorio di Milano. 

(Carpineto Romano 21-II-1881; Assisi 3-XII-1956)
Frate francescano e sacerdote dal 1906. A Roma studiò composizione dapprima (1909) con Filippo Capocci, direttore della cappella di S. Giovanni in Laterano, poi alla Scuola Superiore di Musica Sacra uscendone diplomato nel 1915 in canto gregoriano e licenziato in composizione e organo supplementare.
Nel marzo del 1920 assunse la direzione della cappella musicale della basilica di S. Francesco in Assisi, rimanendovi per 36 anni.
Fondò la “Casa Editrice Musicale Francescana” e organizzò la sezione ceciliana dei Frati Minori Conventuali.
Scrisse anche musica liturgica, per la maggior parte inedita. Popolare è diventato un suo “Cantico delle Creature” per 1-2 voci e organo.

(Appignano del Tronto, Ascoli Piceno, 16-II-1915)
Studia dapprima in Urbino con il Can. Giuseppe Fini, allievo di Mascagni, allora direttore del coro della cattedrale urbinate. Seminarista, si perfeziona in organo ma solo dopo l’ordinazione sacerdotale può conseguire il diploma presso il Conservatorio di Bologna nel 1963. Direttore della Corale di San Marino, guida per trent’anni la formazione musicale conducendola in numerosi concerti internazionali.

(Sec.XVII)

“Selva di varie composizioni d’intavolatura per cimbalo et organo ove si contengono Capricci e Partite sopra diverse Arie, Toccate, Canzoni e Ricercari, Correnti, Gagliarde, Balletti. Ciaccone, Passatagli sopra vari toni e nel fine una Pastorale”. Stampato a Venezia nel 1664. E’ tutto quello che sappiamo di questo compositore. Affiora un dato: maestro di cappella o vicemaestro a Messina. Il resto è in mano agli interpreti dello stile e alle deduzioni musicologiche.
(Nepi, 1639 – Genova, 1682)

Forse proveniente da una famiglia patrizia originaria della Lunigiana. E’ questo il primo dei misteri che ammantano la vita di un musicista morto assassinato da un sicario per una questione di amore e tradimenti.
Se la regina Cristina di Svezia gli commissionava cantate sacre e profane allargando la sua fama in Europa, la sua vita privata non era indenne da dissoluzioni che alimentarono, in epoca romantica (si legga l’opera di Flotow “Alessandro Strabella”, del 1837) l’immagine del musicista maledetto. In questo quadro da tinte fosche “alla Caravaggio”, si stagliano cantate, oratori ed e opere di carattere melodrammatico dove il risalto alla parola e al suo declamato fa sentire modalità innovative nel periodo barocco. Trai suoi lavori teatrali ricordiamo “Il trespolo tutore”, “La forza dell’amor paterno”, e gli oratori “Susanna” e “San Giovanni Battista”. La moderna musicologia gli attribuisce l’invenzione del concertino e del concerto grosso. Si rilevano nel suo catalogo almeno 27 composizioni di carattere strumentale. (gnv)

(Biella, 1930)

Figura di riferimento del  ‘900 musicale biellese. Si avvicinò alla musica
prendendo lezioni dal maestro della banda “Juventus Nova” di Pralungo e incominciando poi la lezioni di violino sotto la guida di Lami. Si diploma in violino al conservatorio di Torino nel 1957 e assume la direzione della “Banda Musicale Giuseppe Verdi” di Biella nello stesso anno del suo diploma, mantenendo la direzione fino al 1996. E’ stato, inoltre, direttore della corale “Luigi Maria Magi” per un trentennio, fondatore della “Orchestra Filarmonica” e della formazione mandolinistica biellese.
(Lomonosov, 17/6/1882 – New York, 6/4/1971)

Discettare su Stravinskij è come comporre le facce del cubo di Rubik. Anche oggi difficilmente se ne viene a capo. Lui quando scrisse su “La poetica della musica” che l’arte dei suoni non può essere mai racchiusa in canoni prestabiliti, anzi, che si trattava di un arte fortemente dinamica, forse rileggeva la sua vita di intellettuale posto a risolvere i problemi del suo lavoro in modalità asistematica, come se l’intelligenza fosse chiamata sempre e comunque a non ricorrere a procedimenti prestabiliti. Russo di nascita, nomade d’azione, americano per necessità, come dice Pannain, squarcia i sistemi con la prima de “Le Sacre du Primtemps” il 28 maggio del 1913. “ La musica è di una crudezza che attacca l’anima come una tramontana - scrisse Paul Claudel – e vi penetra fino alle ossa, come quel sole corrosivo che fonde il ghiaccio, una specie di verdezza acida, una acredine di succhi e sempre, sempre quel prolungarsi a perdita d’occhio della stessa nota”. Da questo momento la musica non è più la stessa. Si altera il rapporto tra pubblico e suoni, la critica deve staccarsi da una lettura “facile” sulle scelte formali e linguistiche che si scrollano del passato inventando uno stile alla prima impressione quasi indecifrabile. La sorpresa saranno le opere che si rifanno al “Pulcinella”, balletto che conduce l’autore sulla via di un tribolato neoclassicismo, o alla reinvenzione di un genere sacro (“Sinfonia dei Salmi”, la messa e i mottetti) dove si mischiano gregoriano, fiamminghismo, ars antiqua, di impareggiabile asciuttezza e densità di pensiero spirituale. C’è Mozart e Donizetti nel “The rake’s progress”, c’è il jazz qua e là imparato dalla partitura, dallo scritto musicale e mai orecchiato. E, come giusto che sia per un protagonista musicale del suo secolo, si arriva alla sperimentazione dodecafonica (“Canticum sacrum” del 1955, quindi alcuni decenni dopo l’ideazione schoenberghiana della sconvolgente tecnica musicale novecentesca. Le ultime prove del maestro tornano alla orchestrazione di alcune pagine bachiane del “Clavicembalo ben temperato”, come a dire:”Una vera tradizione non è la testimonianza di un passato concluso, ma una forza viva che anima e informa di sé il presente. In tal senso è vero il paradosso per cui si afferma scherzosamente che tutto ciò che non è tradizione è plagio….”. (gnv)
(San Severino, Potenza, 1615 ca. – Napoli, dopo il 1687)

Sacerdote, organista e compositore allievo del Sabino .La sua vita è legata alla chiesa dell’Annunziata a Napoli. Compose  i “Capricci da sonare cimbali et organi”, secondo la tradizione della scuola napoletana che lasciava al gusto dell’interprete la scelta della tastiera. Originale e ardito nella concezione armonica, scrisse anche per il coro lasciando responsori, lamentazioni, improperia e quant’altro alla bisogna della settimana santa. Interessante l’uso dell’autore della definizione  “Passa y calla” (“passa e taci” in spagnolo) nella sua “Toccata de Passacagli”, fatto  che tiene aperto
l’annoso dibattito sul significato della parola “passacaglia”. Nei documenti del tempo risulta abate nonché “doctor in utroque jure” e protonotario apostolico.
Cultore della ricerca didattica e della musicologia etnomusicale, è compositore e polistrumentista etnica. E’ docente all’Università della Calabria per i corsi di Formazione in Musicoterapia.
Benedettino spagnolo, nacque  nel 1879 e si dedicò alla musicologia ed alla paleografia gregoriana rimanendo assertore delle linee apprese alla Scuola di Solesmes dove fu allievo e continuatore di dom Pothier e dom Mocquerau. Per il suo prestigio fu chiamato a Milano dal Card. Schuster per riportare il canto ambrosiano alla sua primitiva bellezza. Scomparve nel 1946.
(Treville Monferrato, Alessandria 8-XII-1892; Torino, 10-V-1969)
Si diplomò nel Liceo Musicale “G. Verdi” di Torino, allievo di Bolzoni e Collino per la composizione, di Remondi e Sincero per il pianoforte e l’organo e D. G. Battista Grosso per il gregoriano.
Cominciò col pubblicare “Trenta brevi composizioni” per organo o armonio nel fascicolo di aprile 1920 de “L’Organista Italiano” di Carrara; da allora fino alla morte continuò ad essere creativamente presente nel mondo della musica sacra sia strumentale che vocale.
(1883, Peteghem - ?)

I “Maestri dell’ Organo” ospitarono un suo corale di classica impostazione su  “Wer nur den Lieben Gott…”. Si hanno pochi dati sulla sua attività. Fece parte della schiera degli organisti che gravitarono in Belgio attorno all’Istituto Lemmens. Dal 1904 fu organista e maestro di cappella . Si segnalano un “Improvviso” su “Creator alme siderum” e un “Postludio” pubblicato nelle raccolte curate da Moortgat nel 1922.

(Piacenza, 28-III-1953)
E’ titolare della cattedra di Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio di Musica “G. Nicolini” di Piacenza. Concertista dal vasto repertorio è altresì validissimo improvvisatore. Collabora con solisti, orchestre e gruppi strumentali non tralasciando la composizione. E’ autore infatti di musica per organo, pianoforte, cembalo, musica vocale con mottetti polifonici a cappella, e musica strumentale. Alcune sue pagine sono risultate vincitrici del Concorso Carrara del 1984.

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(XVIII SECOLO)
La composizione  edita dalla Casa Editrice Carrara è tratta da una raccolta settecentesca pubblicata a Stoccolma di "Sonate a Flauto traverso violone e cembalo da Roman Svedese".




(Deventer (?), 1562 – Amsterdam, 16-X-1621

Allievo di Zarlino a Venezia, fu il più importante musicista olandese della sua epoca e il suo influsso fu portato avanti da due illustri suoi scolari: Praetorius e Scheidt. Organista e cembalista. Lavorò assiduamente per i due strumenti prediletti. Ma non vanno dimenticate le sue pagine polifoniche di altissimo livello che mostrano il fondamento della scuola corale italiana. Fu titolare alla Oude Kerk di Amsterdam.

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