Profilo generico | Registrati! | Gestione profilo
RICERCA TESTUALE
Cerca
Autori
(Santiago, 31-I-1858; ivi,10-X-1930)
Nella cattedrale di Santiago di Compostela risuona ancora un suo “Miserere” per soli coro e orchestra scritto nel 1896, quando da poco era diventato maestro di cappella della chiesa che era la stata la sua “casa musicale” fin dalla adolescenza . Organista e compositore, trascorse la sua vita nella cattedrale compostelana dove sono custodite le sue opere: messe, mottetti, magnificat, uffici funebri, lamentazioni, salmi e brani per organo. Archivista e uomo di studi, scrisse anche di storia musicale e di folklore galiziano. Tra le sue opere da ricordare un “Trattato di canto gregoriano” (1891) e il “Texto musical de Martìn Codax” (1916). Il padre era un noto organaro e il fratello maggiore, Rafael, un valente organista. Dal 1903, alla promulgazione del “Motu Proprio”, si impegnò nel dibattito riformista partecipando a numerose conferenze nazionali e indicando le vie per un nuovo linguaggio musicale e liturgico nel rispetto del documento papale. (g.n.v.)
(Montichiari, Brescia, 1958)

Ha studiato pianoforte e organo con il M° Giulio Tonelli dal 1974 al 1979. In seguito ha sempre partecipato alle rassegne organistiche indette dalla Scuola Organisti Parrocchiali "P.L. Cottinelli". E' stato membro del coro della medesima Scuola ed ha partecipato assiduamente alle attività promosse dalla "Associazione Organisti Bresciani" fondata dal M° Giulio Tonelli.
E' organista della Chiesa Parrocchiale di Calvisano e direttore del coro "S. Cecilia" della stessa parrocchia.
Dal 2002 al 2008 ha frequentato la “Suola Diocesana di Musica Santa Cecilia” di Brescia seguendo i corsi di Composizione con il M° Giancarlo Facchinetti e Direzione di Coro con il M° Marco Longhini.
(1505, ca.-Greenwich, Londra, 1585)
Organista e maestro del coro di Waltham, cantore a Canterbury prima di spiccare il salto alla Chapel Royal come organista e compositore. I reali di Inghilterra lo apprezzavano ed egli sfruttò la sua posizione stringendo amicizia con William Byrd, il più grande polifonista inglese. Nel 1575 i due avevano il privilegio di stampare musica in Inghilterra. Un affare lucroso. Era meglio predisposto verso i cattolici ma era pronto a scrivere musica anche per il rito anglicano di cui viene considerato artisticamente il padre. Un organista ne può immediatamente cogliere lo stile affrontando i suoi brani presenti nel “Mulliner Book”. Austero, quasi autocontrollato quando scrive per il coro (preces, salmi, litanie) si mantiene in uno stile accordale di grande effetto espressivo.
(Mosca, 25-XI-1856; ivi, 19-VI-1915)

Di Ciajkovski, suo insegnante di composizione, suonava splendidamente il Concerto n.1. Doveva avere una bella tecnica, quindi. Il conservatorio di Mosca lo volle poi come insegnante, prima di armonia e strumentazione, e poi di pianoforte e composizione. Matematico, filosofo, appassionato di storia, fu anche teorico della musica ed erudito scrittore di cose musicali con il suo “Contrappunto imitativo in stile severo”. Ci mise 20 anni ad articolarlo e lo fece seguire dal “Trattato del canone e della fuga”. Così che qualche sua composizione, dove si fa notare una trilogia drammatica, qualche sinfonia per orchestra, quartetti e quintetti e la tradizionale liederistica, spesso e più soggetta al ragionamento che non al cuore. Era un nobile e dalla sua famiglia trasse le basi culturali per il suo percorso esisenziale.
(Villareal de los Infantes, 21-XI-1852 – Barcellona, 5-XII-1909)

Allievo del conservatorio di Madrid, visse la prima parte della sua vita in giro per l’Europa come apprezzato concertista promuovendo il suo strumento, la chitarra rivissuta nelle sue emozioni della tradizione popolare spagnola e nei suoi contenuti più aristocraticamente classici. Si ritira a Barcellona nel 1881 ed inizia una vita totalmente ritirata e consacrata alla composizione. Numerosissime le sue pagine (studi, preludi, danze, fantasie) e le trascrizioni per chitarra di Schumann, Bach, Chopin e dell’amato Granados.
(Pirano d’Istria, 8 aprile 1692 – Padova, 26 febbraio, 1770)

Violinista, virtuoso, compositore e teorico, fu figura di spicco nell’orchestra della Basilica del Santo in Padova della quale entrò a far parte nel 1721 dopo una burrascosa giovinezza con abbandono dell’abito talare e successivo matrimonio. La sua scuola di violino ebbe rinomanza internazionale e alcuni compositori europei tra cui l’olandese Le Cène iniziarono a pubblicare i suoi concerti e le sue numerosissime sonate (circa 200). Celebre quella intitolata “Il trillo del diavolo”. La calda cantabilità delle sue pagine introduce il violino allo splendore del periodo classico anticipando modalità espressive che saranno usuali ai compositori della seconda metà del secolo. Interessanti i suoi trattati di acustica e i volumi di didattica strumentale.

(Pieve di Cento, Bologna, 28-VIII-1952)
Ha compiuto gli studi musicali presso i Conservatori di Bologna e Milano, diplomandosi in Organo e Composizione organistica (con W. de Pol), Clavicembalo e Composizione (con G. Manzoni). Laureato al DAMS. si è poi occupato della pubblicazione e della revisione critica di numerose opere tastieristiche italiane del periodo barocco. Compositore e concertista, è Accademico Filarmonico e membro della Commissione di Musica Sacra della Diocesi di Bologna ed è membro del comitato editoriale per l’edizione dell’opera organistica di Marco Enrico Bossi e della Rivista "Arte Organaria e Organistica" per le edizioni Carrara di Bergamo. Insegna a Ferrara quale titolare di Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio “G. Frescobaldi”.
(Torino, 10-I-1864; Roma, 10-VI-1948)
Si laureò in Giurisprudenza ma coltivò contemporaneamente gli studi musicali di pianoforte, armonia e contrappunto. Scrisse molta musica sacra ma non mancano nel repertorio edito scenette musicali e piccoli canti ricreativi.
(Kamsko-Votkinsk, 7/5/1840 – San Pietroburgo. 6/11/1893)

Ogni tanto bisognerebbe rivedere “L’altra faccia dell’amore”. film del 1971 di un genio visionario e un po’ folle di nome Ken Russel. E’ il film del tormento, è il racconto di una vita vissuta con il senso di colpa e il terrore di una solitudine affettiva insostenibile. La disperazione si trasforma in musica dove la melodia, l’eleganza della strumentazione, il gusto di comunicare colori e affetti, denotano il musicista di razza, il musicista più europeo nato in terra di Russia. “Un bambino di vetro”, dicono della sua fanciullezza in ordine alla sua sensibilità. Un giovane uomo irrequieto quando scrive il suo concerto per pianoforte e orchestra che pare voler scardinare un modo di pensare in musica che è il dialogo consolidato tra tastiera e complesso orchestrale. In una vita d’artista  dove le ultime sinfonie sono considerate dai critici il meglio della sua produzione, ma dove spuntano nel disagio dell’esistenza, le oasi di serena visione del reale con i balletti “Il lago dei cigni”, “Lo schiaccianoci”, “La bella addormentata”, schizzi pittorici che lo consegnano ai posteri più attenti, forse,  al “consumo di musica “ che non alla lettura della complessità estetico-poetica. Ma è grande musica anche quella, spettacolo della danza sostenuta da una filigrana sonora costruita su una orchestrazione inimitabile. Un matrimonio di facciata durato pochissimo e finito tragicamente per la sposa che finisce in manicomio. Una relazione epistolare con una sconosciuta ammiratrice (Nadezda von Meck) che lo sostiene economicamente perché soggiogata dalla magia sentimentale che Peter evoca ogni volta che riempie il pentagramma. Era un grafomane. Anche una ventina di lettere al giorno. Il suo capolavoro per il teatro, “Eugenio Onieghin” inizia con una scena rimasta famosa, quella “della lettera” e delle pene d’amore. Lettere e scritti sono un fiume in piena nella sua vita. Non trovò pace e serenità neppure con la sua attività di direttore d’orchestra, amato e ammirato in giro per l’Europa. Fu un grande viaggiatore. Alla ricerca di sé e alla ricerca dell’arte dentro di sé. Una conclusione dei suoi giorni avvolta dal sospetto del suicidio. La “Patetica” sta a Peter come il “Requiem sta Wolfgang. Si finisce nel dolore e nel mistero. (gnv)
(Brescia 7-IX-1864; S. Benedetto del Tronto 11-V-1952)
Studiò a Brescia e a Milano (dal 1883). Nel capoluogo lombardo frequentò la scuola privata di musica sacra di Don Guerrino Amelli e il Conservatorio con i docenti Panzini, Ponchielli e Fumagalli. A causa di un suo articolo critico pubblicato da “La Lega Lombarda” su una Messa di quest’ultimo insegnante, fu espulso dall’Istituto (1886) e fu costretto a trasferirsi in Germania (1888) dove frequentò corsi di perfezionamento a Bayreuth e Monaco e la Kirchenmusikschule di Ratisbona. Dopo il diploma, grazie all’appoggio di F. X. Haberl e del gesuita P. Angelo De Santi, ottenne l’incarico di vice- maestro e direttore della Schola Cantorum della Basilica di San Marco a Venezia (1889-1894). Diresse la Cappella Antoniana di Padova dal 1894 al 1897. Altre tappe della sua carriera musicale lo portarono a Parma, dove diresse il Conservatorio (1897-1902); a Loreto in qualità di direttore della Cappella della Santa Casa (1902-1924); a Napoli come insegnante di canto gregoriano ed esegesi della polifonia palestriniana (1925-1930); a Genova dove fu direttore del Liceo Musicale “C. Monteverdi” (1930-1932); a Pesaro e Cagliari per corsi speciali. Scrisse molti articoli su quotidiani e periodici, tra cui la “Gazzetta Musicale di Milano”, “Musica Sacra”, “Rivista Musicale Italiana” e si impegnò sul fronte della riforma della musica sacra prendendo parte attiva nei primi congressi. Dal 1891 diresse con successo circa 70 concerti storici a Venezia, Roma, Milano, Napoli, Ravenna e in altre città con musiche di antichi maestri del Cinquecento e Seicento che egli trascriveva e riduceva. Compose musiche profane (46 titoli) e sopratutto musiche sacre (142). Più che come compositore il maestro bresciano è tenuto in considerazione come uomo di pensiero, studioso e polemista; fu la penna più dotta ed efficace della riforma musicale. Tenne 175 conferenze e commemorazioni. In collaborazione con Marco Enrico Bossi compilò il Metodo di studio per l’organo moderno (Milano, 1893). Tradusse dal tedesco il Trattato di composizione di P. Piel (Düsseldorf, 1894); diede alle stampe gli studi storico-critici L’Archivio Musicale della Cappella Antoniana (Padova, 1895) e L’Archivio Musicale della Cappella Lauretana (Loreto, 1921).

(Magdeburgo, 13/III/1681-Amburgo, 25/VI/1767)

Genio della produttività. I genitori volevano che lui facesse l’avvocato anche se erano evidenti i segni giovanili di un talento musicale fuori dalla norma. Lui si laureò e poi si dedicò alla musica anche se durante gli studi aveva messo in piedi il “Collegium Musicum” di Lipsia rompendo le scatole al povero Kuhnau, il Thomaskantor,  al quale sottraeva musicisti. preannunciando  così i suoi futuri impegni. Alla prima lettura del catalogo compositivo emerge il fatto di 3000 (non è un refuso! Sono tremila…) composizioni per la chiesa con tanto d’organo e orchestra. Poi seguono una cinquantina di passioni, pagine per le solennità (matrimoni, cantate, servizi funebri e quant’altro…). Senza scavare nelle pagine minori, ecco 600 tra ouvertoures e sinfonie orchestrali, serenate di vario genere, trii e duetti, quartetti per violino, flauto, basso di viola e basso continuo, oratori e sonate di vario tipo soprattutto dedicate al violino. Vero è che visse 86 anni ma è anche vero che ad Amburgo fu valido manager musicale fondando il primo giornale tedesco totalmente dedicato alla musica e occupandosi  in prima persona di stampa, incidendo su rame o stagno molte delle sue composizioni. Contrappuntista alla tedesca ma anche melodista di forte partecipazione emotiva. Haendel diceva che fosse capace di scrivere un mottetto a otto voci nel tempo in cui un comune mortale scriveva una lettera ad un amico. Eppure lo stile è controllato e scevro da sbavature “da fretta”. A volte la vena melodica è sorprendente. Se ne é appropriato persino Fabrizio de Andrè dando le parole ad un adagio per tromba ed archi e cavandone “La canzone dell’amore perduto”. Era poeta e si scrisse le parole per le sue cantate e i libretti di opere che mise poi in musica. Ebbe il tempo di scrivere una autobiografia di gradevole lettura. Si sposò due volte e dalla seconda moglie nacquero 7 figli. Aveva tempo anche per l’amore….(gnv)

(1616 ca. - 1661)
Compositore italiano, nato a Firenze. Riuscì particolarmente espressivo al clavicembalo e al liuto. Visse a lungo a Roma e tra i mecenati che lo incoraggiarono spicca il Cardinal Antonio Barberini a partire dal 1644. Fu un musicista virtuoso apprezzato anche come organista della Chiesa di San Giovanni in Laterano. Fu celebre anche per la composizione di cantate solo; ne sono note oltre sessanta. Scrisse numerosi duetti e trio vocali oltre a due opere messe in scena nel 1656 e nel 1661.
San Remo (IM) - 1970
Davide Tepasso è nato nel 1970 a San Remo (IM), città dove risiede.
Organista, compositore e direttore di coro, ha condotto lo studio della Composizione, a Milano, sotto la guida di Bruno Bettinelli, contemporaneamente allo studio della Direzione d’Orchestra.
Laureato in Giurisprudenza, col massimo dei voti e la lode, è stato Collaboratore - Assistente presso la Cattedra di Filosofia del Diritto all’Università Statale di Milano.
Come musicista e compositore, fin da giovanissimo, ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla musica liturgica; tra le sue più significative pubblicazioni ricordiamo: Sorgenti delle acque (1996), Mi guiderà (1998), la Messa Adiutor Gaudii Vestri (1999), Arde il nostro cuore (2000), Te Deum (2006) ed il CD antologico Finalmente quel giorno (2007). Ricordiamo, inoltre, la Novella spirituale Nel Regno della lode (2006) e la “Messa di montagna” per coro a 4 a cappella Mésa di münti (2007). Numerosi gli Inni per coro ed organo in onore di Santi e Beati, tra i quali: San Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Giovanni Bosco, San Luigi Orione, San Pio da Pietrelcina, il Beato Piergiorgio Frassati... Ideatore e Direttore artistico del grande progetto “Omaggio Musicale a Maria”, uno dei più importanti Festival di Musica Sacra degli ultimi anni in Italia, tenutosi a Taggia (IM) nel 2005, è stato Curatore - oltre che autore di alcuni brani - del volume omonimo edito da Carrara.
Hanno introdotto Sue pubblicazioni: Bruno Bettinelli, Roberto Hazon, PierAngelo Sequeri, Stefano Varnavà, Alojse Vecchiato.
È Maestro di Cappella della Corale della Diocesi di Ventimiglia-San Remo. Ha diretto tale formazione vocale in diverse Basiliche e Santuari italiani (Basilica di San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le Mura a Roma, Santa Maria degli Angeli in Assisi, Santuario di Vicoforte di Mondovì, Duomo di Alessandria…)

(Fiera di Primiero, Trento 13-V-1842; ivi 9-I-1933)
Studiò a Padova con Melchiorre Belli (autore di una Messa su motivi rossiniani) e a Monaco (1873) dapprima con Peter Cornelius, poi, al Conservatorio con Joseph Rheinberger. Sia in Italia che in Germania imparò gli ideali del cecilianesimo che professò con fedeltà per tutta la vita, nella rivista “Musica sacra” (divenuta sua proprietà nel 1885, dopo il ritiro di Amelli, e che diresse fino al 1924) come nelle composizioni realizzate in stile nobilmente severo.
Insegnò alla Scuola Superiore di Musica Sacra di Milano.
Nel 1925 rientrò definitivamente nella sua Fiera di Primiero.
Scrisse varie Messe da 1 a 4 voci e una “Messa solenne” (1890); un “Requiem” a 6 voci; Vespri, Inni, Mottetti, Litanie, Canti ambrosiani, un “Te Deum” a 3 voci e organo. Per organo: “L’organista pratico” (3 volumi), sonate, fughe, preludi.



(Lentate sul Seveso, Milano, 13-V-1930; 2007)
Laureato in Medicina, appassionato cultore di musica sacra, ha studiato composizione con Luigi Picchi ed è stato collaboratore organista dei cori di Cermenate e Vertemate con Minoprio
(Ss. Cosima e Damiano (Latina) 13/VI/1908- Scauri-Minturno (Latina) 01/IX/1984)

Nato a Ss. Cosma e Damiano (Latina) il 13 giugno 1908, studiò con Gennaro Napoli (docente e vicedirettore del Conservatorio di “S. Pietro a Majella” nel capoluogo campano) e fu il direttore del Concerto Civico di Latina, città nella quale svolse la sua attività musicale di direttore di coro e di complessi musicali.
Nel periodo di studi fu allievo prediletto anche di Raffaele Caravaglios (1864-1941), musicista di spicco dei salotti artistici partenopei che lo fece debuttare - appena ventenne - alla direzione della banda della Città di Napoli nella Villa Comunale. Molto ricca la sua produzione musicale nel periodo bellico (sacra, folcloristica e sinfonica) con il conseguimento di segnalazioni culminate più avanti con il “Premio Città di Vercelli G.B. Viotti” nel 1952.
Si spense a Scauri-Minturno (Latina) il 1 settembre 1984.
(Naumburg, 29/7/1646 – ivi, 24/6/1724)

Consigliere musicale del duca di Zeit in Naumburg dove visse e morì eccetto alcuni periodi passati a Berlino, Lubecca e Stettino.
Si rivelò al pubblico con la sua opera sacra “Adam und Eva” data in occasione dell’inaugurazione dell’ “Opera di Amburgo” il 2 gennaio 1678. Era allievo di Schutz e lo imitò con una sua “Passione secondo S.Matteo”. Trattatista e musicologo, fu maestro di Matthenson.
(Matz, 1811-Parigi, 1896)
Talento sin da giovane sia al pianoforte che al violino. Al conservatorio di Parigi vinse nel 1832 il “Prix de Rome” che gli permise il consueto viaggio-premio in Italia dove compose musica da camera. Al suo ritorno a Parigi si dedica alla composizione di alcune opere quasi fossero un esercizio per arrivare al prodotto di successo con “Mignon” nel 1866. Questo lavoro, replicato migliaia di volte, oltre a dargli la fama, consente all’autore di subentrare ad Auber nella veste di Direttore del Conservatorio di Parigi. Smise di scrivere (se si eccettua una non fortunata “Francesca da Rimini”) ma resse con professionalità il suo conservatorio difendendo la musica francese da eccessive influenze tedesche.

(1890 – 1973)

Musicista moravo, fu insegnante al conservatorio di Praga dove aveva altresì studiato. Gregorianista e direttore di coro, mostra un catalogo imponente dedicato al sacro con messe, cantate, mottetti, inni e vari songs per la messa. Alla sua musica da camera, si aggiungono pagine d’organo tra cui la poderosa “Sonata in quattro tempi” di rara esecuzione.

Sacerdote e musicista vietnamita ha al suo attivo numerose opere liturgiche e organistiche. Con Casa Carrara ha collaborato prevalentemente negli anni '60 e '70.
(Bologna. Seconda metà sec. XVII- Pesaro, 1723)
Maestro di cappella e direttore dell’opera a Recanati, ricoprì lo stesso incarico successivamente a Pesaro. Proveniva da attività di organista a Ferrara e in seguito a Roma. Nel suo lascito musicale appaiono pagine dimenticate quali oratori, cantate, messe e madrigali su testo proprio. Più genuine e ristudiate dalla moderna musicologia le sue pagine tastieristiche, sonate e capricci che appaiono a Roma nel 1790.
Scheda al momento non disponibile
(Saint-Omer, 1563-Rouen, 1633)
A lui dobbiamo le creazioni più importanti e nobili della prima letteratura barocca per organo. Fondatore della scuola organistica francese. Fu titolare del Duomo di Rouen dal 1588 sino alla  morte. Proveniva da una località dei Paesi Bassi dove ebbe la sua prima educazione musicale e dove fu ordinato sacerdote. I francesi gli concessero la cittadinanza nel 1604. Divenne canonico nel 1610. Vero organista: composizioni, esecuzioni, arte organaria. Lavorò sull’organo della cattedrale di Rouen con il costruttore franco-fiammingo Crespin Carlier e ne venne fuori il più interessante strumento di Francia. Poeta, nel 1613 vinse un premio di poesia dalla “Académie des Palinods”, società letteraria che aveva apprezzato i suoi versi. (gnv)
(Pradamano, Udine, 29-VII-1930)
Iniziò gli studi musicali nel 1945 con don G. B. Calligaris per poi passare sotto la guida sapiente di mons. Giovanni Pigani. Entrato al liceo “J. Tomadini” di Udine, si diploma in Pianoforte nel 1950 con E. De Angelis Valentini. Dal 1951 al 1958 si trasferisce a Torino dove si diploma in Organo con Centemeri e Composizione con Luigi Perrachio.
Inizia da questo momento la sua attività didattica nel seminario Arcivescovile di Udine e nelle scuole statali. Nel 1962 insegna al Liceo “Tomadini” prima Solfeggio e Lettura della Partitura poi dal 1966 Organo e infine diventa vicedirettore del conservatorio friulano. Compositore orientato al sacro, ha collaborato diversi anni con la RAI per la musica organistica promuovendo soprattutto le composizioni di autori regionali.

(Cividale del Friuli, 24-VIII-1820; ivi 21- I -1883)

Sacerdote, visse modestamente all’interno del Duomo della sua città natale. Fu anche organista, maestro al seminario di Udine e custode del Museo e dell’ Archivio comunale di Cividale. Fondatore con Amelli del periodico “Musica Sacra” fu tra i propugnatori dell’Associazione Italiana di S.Cecilia. Compositore sacro (messe, mottetti, cantate), divenne noto con le sue canzoncine popolari dedicate al culto mariano e i suoi Mottettini Eucaristici che raggiunsero le formazioni corali che nascevano numerose in Italia per sostenere la novità del canto ecclesiale in contrapposizione al decadimento del canto liturgico declamato con stile teatrale. Per questo, un po’ enfaticamente, Oreste Ravanello lo definì il Palestrina del secolo XIX.

(Cittiglio, Varese 1974)

Inizia lo studio della chitarra all’età di 16 anni. Comincia con la chitarra acustica per passare, poi, quasi esclusivamente alla chitarra classica. Ha studiato con i Maestri Maurizio e Giuliano Bellorini e Luca Violini. Dal 1998 al 2002 ha fatto parte dell’orchestra di chitarre “I Trovieri”. Attualmente si perfeziona con il Maestro Marcos Vinicius, fa parte dell’ensemble dell’Accademia della Chitarra Classica di Milano. Nelle sue composizioni per chitarra sono presenti elementi di musica classica, del fingerstyle, del jazz e del rock.
(1899-1986)
Compiuti gli studi a Lubiana si perfezionò in organo e composizione organistica a Vienna tra il 1926 e il 1930). Fu insegnante nel seminario di Lubiana. Ha composto molta musica vocale e molte pagine per organo tra cui due volumi di “Preludi” (1935-1937), altri “45 Preludi” (1960). A Lubiana sono apparsi nel 1978 altri 13 pezzi in “Musica Organistica Slovenica”.
(St. David’s, 1572-Worcester, 1576)
Uscì da una famiglia che per due secoli sfornò oragnisti e musicisti di vario tipo.
Allievo di Byrd, fu organista titolare alla cattedrale di Worcester tra il 1595 e il 1646, quindi per un lunghissimo periodo, lasciando una grande impronta sulla musica di quel periodo. Fu madrigalista e musicista della cappella reale. Elegante compositore all’organo. La sua musica è trasparente e si esprime in fantasie, versetti per la liturgia, preludi e voluntaries, elaborando, in altri brani. Il contrappunto sul canto fermo.
(1860-1927)

Bacellierato a Durham  e poi la licenza in musica al Trinity College di Londra. Qui fu allievo di Edmund Turpin, decano della facoltà di musica in Londra e segretario onorario del Royal College of Organists. Fu altresì buon compositore di brani d’organo, cantate sacre, lieder, pezzi per pianoforte. Sono ancora rintracciabili alcune sue raccolte dell’antico e tradizionale canto scozzese. Fu organista e docente ad Edimburgo.
(Trieste, 1956)

Pianoforte, composizione, musica corale e direzione di coro, i suoi studi.Dirige i cori “Vox pacis” e “Panta Rhei”. Compositore di musica da camera, di musica vocale sia sacra che profana, compone anche per il teatro e per il cinema. E’ laureato in Lettere con una tesi in storia della musica dedicata alla cinematografia). Scrive sui periodici “Choralia” e “Il mondo della musica”.

(Passirano, Brescia 7-III-1894; Salò 3-VIII-1963)
Compositore, organista e maestro di coro, formatosi a Brescia e al Conservatorio di Milano. Dal 1923 al 1933 fu attivo come organista nella collegiata dei SS. Nazaro e Celso di Brescia.
Per un paio d’anni insegnò nell’Istituto magistrale di Sassari, dal 1935 alla morte in quello di Cremona.

(Lugo di Romagna, Ravenna, 22-V-1884; Milano, 4-XII-1969)
Allievo a Bologna di Luigi Torchi e Marco Enrico Bossi, fu critico musicale del “Popolo d’Italia” e de “La Notte”, quotidiano milanese allora di larga diffusione. Membro dell’Accademia di S. Cecilia, fu anche Presidente del Conservatorio di Milano.
SCHEDA IN PREPARAZIONE
(Niederossla, 4-XII-1991; Weimar, 8-VI-1870)
Figura centrale dell’organologia tedesca per tutto il periodo ottocentesco, ma i suoi testi fanno ancora scuola adesso. Studioso di acustica, fisica, matematica e meccanica, divenne uno dei più esperti di organologia a livello europeo. Ma insieme alla cultura per un corretto approccio alla complessità degli strumenti a canne, c’è anche il musicista. Organista a Weimar, docente al seminario della sua città, fu instancabile compositore con una serie di fascicoli tematici dove vengono toccate le varie forme della composizione organistica: raccolte di fughe, di preludi corali, di preludi in stile libero, di preludi corali di facile esecuzione per gli organisti meno dotati, di libri dedicati alla pratica organistica e alla scuola base per lo strumento, di cadenze e improvvisazioni. Agli esecutori che sanno “manovrare” sulla tastiera e sulla pedaliera, si consiglia la lettura della “Sonata in re minore” o della “Fantasia in do minore”. Chi poi volesse conoscere i risvolti cameristici, avrà da che sbizzarrirsi con le sonate per pianoforte o con le “Variazioni su un tema di Mozart” per flauto e pianoforte. Non mancano le cantate, quasi d’obbligo pensando a Weimar, città bachiana per eccellenza, e non mancano le pagine per orchestra conosciute, pensiamo, da solerti topi di biblioteca. Insomma: quando un tedesco lavora...lavora. (vencelius)
(Frosinone, 9-VI-1968)
Studia a Frosinone e a Roma diplomandosi in Organo ed in Composizione. Si perfeziona con Sciarrino e Manzoni. Vince a Fiesole l’edizione 1996 del premio “A. Veretti”, segnalandosi poi in altri concorsi nazionali. E’ stato direttore del Coro “S. Cecilia” di Frosinone, del Coro da Camera “B. Britten” della stessa città svolgendo inoltre il servizio organistico e di maestro di cappella presso la Cattedrale di Frosinone. E’ laureato in Filosofia e dal 1999 vive a Milano.

(Sec. XVII)

Carlo Stella, uno dei più grandi esperti a livello internazionale della musica organistica spagnola, ci offre l’ “opera omnia” di un musicista attorno al quale aleggiano e permarranno aree di mistero e di incertezza.
Come possiamo invitare i musicisti a suonare le pagine di “fray José Torrellas” poiché sicuramente troveranno uno spirito di trasparente musicalità, così invitiamo a leggere l’interessantissimo apparato introduttivo dove la ricostruzione delle fonti manoscritte che portano al Torrellas, appare come la trama di un romanzo ad enigma. Le composizioni che costituiscono questa “omnia organistica”, sono 10 e sono canzoni legate ai classici toni. Bella musica con un relativo (anzi basso…? Dispendio di energie. Il lavoro musicologico di Carlo Stella è, come sempre, straordinario.
(S. Maria di Sala, Venezia, 6-II-1921; Mestre, Venezia, 22-V-1996)
Diplomato a Venezia in Composizione, Musica corale e Direzione di coro. Maestro del “Coro Polifonico Veneziano” e del coro del Duomo di Mestre, mostrò limpidezza di intenti attraverso le sue composizioni destinate alla coralità liturgica mentre più orientati alla ricerca appaiono i suoi pezzi d’organo spesso influenzati dal rapporto stabilito con Luigi Nono. Non mancano infatti escursioni nella serialità e uno sguardo di intelligente approfondimento verso la musica d’avanguardia.
(Corpolò, Rimini 3-VI-1884; Rimini 21-XII-1959)
Studiò nei seminari di Montefeltro e di Rimini, uscendone sacerdote a 23 anni.
Musicalmente si formò da solo e per corrispondenza con i maestri Andreoli di Milano e Amintore Galli.
Suo primo incarico fu la direzione della cappella del Tempio Malatestiano; ma lo lasciò dopo 5 anni per conseguire il diploma di magistero in composizione sacra presso la Scuola Superiore Pontificia in Roma.
Nel 1919 fu nella cattedrale di Velletri; nel 1921, desideroso di esperienze, si aggregò alla celebre Polifonica Romana, diretta da R. Casimiri, come guida dei bassi.
Nel 1926, dopo essere stato condirettore della Cappella Lateranense, divenne responsabile primario della Cappella Marciana di Venezia.
Nel 1934 Rimini richiamò il Tosi per affidargli la cappella del duomo; carica che il maestro ricoprì fin quasi alla morte.
Tosi è autore di una quindicina di Messe e di 5 Requiem: “Messa Jubilate Deo” a 2 voci pari; “Messa Inclyta Patrona” a 2 voci miste (A.Br.); “Messa Sicut lilium” in onore della B.M. Goretti, a 2 voci uguali; “Messa giubilare Pio papa XI” a 4 voci miste (MS.C.T.B.); “Messa in onore di S. Giovanni Bosco” a 3 voci miste (Ed. S.E.I., Torino); “Messa da Requiem” a 3 voci virili; “Piccola Messa Funebre” a 2 voci puerili o anche miste.
Ha inoltre coperto con abbondanza di composizioni tutti gli altri settori della musica sacra: Canti per il Vespro, Canti eucaristici, Canti mariani, Canti per il ciclo natalizio, Canti del ciclo pasquale, Canti per i Santi, Canti per occasioni varie.
Per il “Cantorale” (Liber Polyphonici Chori) di Casa Carrara ha operato revisioni e riduzioni a 3 voci uguali di classici polifonici.
Un “ceciliano” a tutto tondo; il suo ambito operativo, il suo stile, i suoi ideali musicali e culturali ... tutto riconduce e circoscrive il personaggio nei parametri più classici del cecilianesimo. Autore, comunque (e proprio per questo), molto amato e stampato e probabilmente anche eseguito; se non altro per la grande facilità del suo linguaggio, alieno da una pur minima ricerca, ignaro di impennate o di voli poetici. Correttezza e normalità: nulla di più.
Tuttavia si disse che il Tosi ebbe “cuore di fanciullo, candore e incanto di sognatore”.

(Montepeloso di Matera, 1575-Napoli, 1647)

Organista e compositore che ebbe risonanza a Napoli come organista all’Oratorio dei Filippini e organista alla Cappella Reale. Con Ascanio Mayone, fu artefice dello sviluppo del “ricercare”, ma fu altresì brillante compositore di canzoni e toccate. Rimasto nella storia per i suoi lavori per strumenti a tastiera, lascia un cospicuo catalogo vocale con messe e mottetti da quattro a otto voci, con e senza basso continuo, quattro passio e libri di madrigali e villanelle.
(Bitonto, 30/3/1727 – 6/4/1779)

C’è ancora la viuzza e la casa dove nacque, a Bitonto, cittadina in mezzo agli ulivi, a poca distanza dal mare di Puglia e dalle prime alture verso Palo del Colle. Musicista di razza, fece innamorare Napoli della sua musica con “Il Farnace”, rappresentata al S.Carlo nel 1750. Sbagliò poche opere in carriera, il bitontino. Le ossa se le era fatte a Napoli studiando per dieci anni sotto Porpora e Durante. Due insegnanti duri. Alla buona scuola aggiunse una innata capacità di far lavorare il suo genio drammatico e una altrettanta innata capacità di esprimere passione e vigore del sentimento. Londra e la lontana San Pietroburgo ( con i favori di Caterina II di Russia),  consacrarono l’operista italiano definitivamente. Ma c’è anche la musica sacra a connotare con lo “Stabat Mater” (ritrovato al conservatorio di Napoli), la vena del compositore pugliese. Manoscritti che raccolgono messe, mottetti, un “Miserere” , forse qualche oratorio, frammenti di un passio, si trovano sparsi in Europa e nelle biblioteche delle scuole musicali italiane. Prima o poi riascolteremo una delle sue tre sinfonie e ci rammaricheremo che siano andate perdute (salvo miracolosi ritrovamenti) “Le 4 stagioni e i 12 mesi dell’anno” per quattro orchestre. (gnv)
(Torino, 3-II-1920; ivi, 12-VI-1996)
Al secolo Tresca Santo. Frate minore, allievo di Felice Quaranta nel conservatorio della sua città natale fu organista nel santuario di S. Antonio in Torino. Tornato allo stato laicale insegnò al “Verdi” di Torino e al Conservatorio di Alessandria. Le sue pagine d’organo, sempre garbate ed eleganti, risentono di echi tardoromantici pur non tradendo lo spirito liturgico e devozionale. Trascorse gli ultimi anni nella casa di riposo intitolata a Don Bosco in Torino. (da "Le Firme dell'Organo")
Ha conseguito il Diploma in pianoforte presso il Conservatorio di musica di Stato "Francesco Cilea" di Reggio Calabria. Ha, inoltre, seguito corsi di perfezionamento ed interpretazione pianistica; studiato organo e composizione organistica, canto gregoriano, semiografia musicale, direzione di coro, concertazione e vocalità, educazione e formazione dell'orecchio musicale.
Parallelamente a quella didattica ha svolto un'articolata attività artistica sia da solista che in varie formazioni cameristiche, oltre ad un'intensa attività come direttore di ensemble vocali e strumentali.
Si è dedicato anche alla direzione artistica di programmazioni concertistiche, nonchè alla redazione di articoli e recensioni su periodici e riviste specializzate.
Nel 2008 ha conseguito il Diploma accademico di secondo livello in Discipline Musicali presso l'Istituto Superiore di Studi Musicali "Vincenzo Bellini" di Catania.
E' docente di pianoforte nei Corsi ad indirizzo musicale della scuola  secondaria di primo grado.
(Catania - 28/07/1977)
Organista e compositore acese, diplomato in Organo e Composizione Organistica presso l'Istituto Musicale "Vincenzo Bellini" di Catania.
È compositore di musica classica organistica, ma anche corale, pianistica, bandistica, orchestrale e Jazz, ed anche trascrittore.
Nel 2005 ha vinto il "Premio della Comunità Evangelica Luterana" del "Concorso di Composizione Corale" 2005 indetto dalla "Comunità Evangelica Luterana" di Napoli. Nel 2006 ha vinto il “Premio della Giuria” ed il "Premio della Comunità Evangelica Luterana", entrambi del "Concorso di Composizione Corale" 2006 indetto dalla "Comunità Evangelica Luterana" di Napoli. Nel 2010 e nel 2011 si è classificato terzo al concorso di composizione per organo “Antonio Manoni”. Nel 2013 ha vinto il “Premio della Giuria” ed il "Premio Franco Caracciolo" (della giuria popolare) entrambi del "Concorso di Composizione Corale" 2012 indetto dalla "Comunità Evangelica Luterana" di Napoli. Nel 2014 ha vinto il “Trofeo di Composizione” del Concorso Internazionale di Composizione Corale “C. A. Seghizzi”. Nel 2014 si è classificato secondo al concorso di composizione per organo “Antonio Manoni”.
Ha seguito varie Masterclass tenute da insigni Maestri quali: Luigi Ferdinando Tagliavini (Musica Organistica Antica Italiana), Louis Robilliard (Musica Organistica Sinfonico-Romantica Francese), Massimo Nosetti (L’organo tra XIX e XX secolo e la trascrizione organistica) e Eugenio Maria Fagiani (Corso annuale di Improvvisazione Organistica).
Ha tenuto vari concerti (Acireale, Giarre, Messina, Lipari, Roma…) con musiche tratte dal repertorio classico, contemporaneo e composizioni proprie.
Le sue Composizione e Trascrizioni sono pubblicate dalle Edizioni Carrara", dalla "Comar 23" Edizioni Musicali e dalla “Va Pensiero” Edizioni Musicali.
(Clusone, Bergamo, 13-X-1963)
Ha studiato Composizione sotto la guida di Bruno Bettinelli e si è diplomato presso il conservatorio di Brescia. Organista presso la Basilica di S. Maria Assunta di Clusone e maestro collaboratore del Coro Polifonico “Ars Nova”, si è dedicato alla composizione lavorando per il coro, per il pianoforte, per banda e per piccola orchestra.
(Milano 1608-1650)
Cantore nella Cappella del Duomo e, successivamente all'età di 23 anni organista e,poi, maestro di cappella del Duomo a 34, dopo essersi fatto sacerdote. Turati quindi risulta, tra i maestri di cappella del Duomo, uno di quelli che in più giovane età giunse a ricoprire questa carica.
(Buja, 1937)
La poesia friulana in musica. Ha studiato a Torino con Felice Quaranta e si diploma in pianoforte, musica corale e direzione di coro. Docente al conservatorio di Alessandria, rientrato nel suo Friuli nel 1992, si dedica alla composizione scegliendo la voce e il coro misto come area creativa. La lingua friulana insieme ad assonanze armoniche ricercate e stilizzati incisi contrappuntistici caratterizzano la sua produzione. Noto il suo lavoro “Friul Risurit” su testi di Domenico Zannier.

(Castel d’Azzano, Verona, 2-XII-1937)
Ha studiato presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra conseguendo il dottorato in Musica Sacra e Canto Gregoriano con Luigi Agustoni.
Dal 1965 è direttore della Scuola Diocesana di Musica Sacra in Verona e direttore della locale Cappella musicale. Docente di Canto Gregoriano al Pontificio Istituto di Roma, è autore di numerose pubblicazioni.
(Praga, 1598 ca. – Brescia, 1656)

Figlio di Gregorio, cornettista, cantante e compositore al servizio di Rodolfo II a Praga dove nacque Francesco. Educato a Praga ed aiutato dalla corte, poté studiare a Venezia e a Roma. Dopo il suo rientro a Praga come “organista da camera”, si trasferì a Brescia con la nomina di titolare all’organo della cattedrale. Numerose le sue pubblicazioni d’epoca di madrigali, mottetti e messe a 4,5,6 voci con accompagnamento del basso continuo.