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(Cecalovice, 1699- Ellenwangen, 1773)

Una lunga vita di musico errante al punto che la morte lo colse durante un suo viaggio di spostamento tra una città e l’altra. Era nato nei pressi di Praga dove, pur riconosciuto abile esecutore e compositore nel genere barocco, fu allontanato dalla Cattedrale di San Vito dove prestava servizio, per il suo stile di vita. Lo troviamo poi in Germania, a Monaco, poi in Alsazia. poi maestro di cappella a Magonza alla corte del Principe Von Ostein. Dopo l’ennesimo licenziamento, eccolo peregrinare da corte a corte, da monastero a monastero, Italia compresa.
La turbolenza esistenziale non lo frenò nella stesura di oltre 50 messe, diversi requiem, offertori e mottetti, composizioni sacre con un importante sostegno strumentale e pagine per organo condotte con saggia linearità. (gnv)
(Lipsia, battezzato il 14/11/1663 – Halle, 7/8/1712)

Anche Zachau. Organista e compositore, allievo del padre, studiò vari strumenti eccellendo come organista alla Liebfrauernkirche di Halle, dal 1684 alla morte. Qui, intorno al 1692 ebbe, tra i suoi allievi, anche Haendel. Risultano di lui 34 cantate sacre con strumenti, corali organistici ancor oggi eseguiti nella loro intatta bellezza e una interessante “Missa super Christ lag in Totesbanden”.
(Sesto S.Giovanni, 15-7-1967)        
Diplomato in Pianoforte presso il Conservatorio di Milano con Leonardo Leonardi si è in seguito perfezionato con Tiziano Poli.
Si è successivamente diplomato in Composizione presso il Conservatorio di Como studiando con Ivan Fedele e Stefano Gervasoni.
Come compositore è stato premiato in alcuni Concorsi Nazionali ed ha ottenuto esecuzioni in Italia e all'estero per prestigiose sedi concertistiche.



 
(Volterra 1737-1788)
Francesco Zannetti nacque a Volterra il 27 marzo 1737.
Fin da bambino Francesco rivelò una forte attitudine per la musica, stimolata e favorita sicuramente dall'ambiente familiare e cittadino.
Infatti in città era attiva una scuola di musica, voluta dal Comune,  per i giovani, dove insegnava il Maestro di Cappella di turno.
E' verosimile ipotizzare che Francesco abbia frequentato questa scuola, apprendendo i primi rudimenti del canto, del contrappunto e imparando anche a suonare alcuni dei molti strumenti di cui diverrà abile esecutore.
All'età di 19 anni, Francesco ottenne la nomina a Maestro di Cappella "provisionale" della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Volterra e dopo tre mesi circa la nomina ufficiale a Maestro di Cappella. 
(Milano, 1945)

Bruno Zanolini è nato a Milano, dove si è diplomato in pianoforte, in composizione e si è laureato in lettere.  Per molti anni docente di composizione al Conservatorio di Musica " G. Verdi" di Milano, ne ha assunto la carica di direttore dal 2007 al 2010.
Attivo come compositore, ha scritto lavori sinfonici, cameristici e corali che hanno ottenuto consensi e significativi riconoscimenti nelle più svariate sedi, nonché premi in numerosi concorsi. Svolge anche attività di ricerca musicologica: ha pubblicato studi, essenzialmente di carattere tecnico, su L. Dallapiccola, G. Pierluigi da Palestrina, J. Brahms, sul
melodramma romantico ( G. Rossini e soprattutto G. Donizetti: un volume su questo autore è stato tradotto anche in lingua giapponese) e sul melodramma postromantico ( R. Zandonai) e ancora sugli autori del primo '900. In particolare ha approfondito alcuni aspetti d'indole armonistica e soprattutto le tecniche contrappuntistiche dei periodi rinascimentale e
barocco, cui ha dedicato due trattati ( il primo in collaborazione con R. Dionisi) giudicati fra i più importanti degli ultimi decenni. Relatore in numerosi convegni e membro di giurie internazionali di concorso, è anche docente in vari corsi di composizione e di analisi.
<b>(Verona, 7/8/1932 - 24/03/2016) </b>
Ha studiato Pianoforte con Carlo Vidusso, Organo e Composizione organistica con Alceo Galliera, Canto corale e Direzione di coro con Amerigo Bortone, Composizione principale con Gabriele Bianchi a Venezia e poi a Milano con Bruno Bettinelli, conseguendo i relativi diplomi presso il “Verdi” di Milano.
E’ stato per quindici anni organista titolare della Basilica di S. Ambrogio in Milano subentrando allo storico organista Giuseppe Oltrasi. Docente presso il Conservatorio “Venturini” di Brescia, dal 1969 è titolare della cattedra di Organo e Composizione Organistica presso il Civico Istituto Musicale “G. Donizetti” di Bergamo.
E' mancato il giorno 24 marzo 2016.
(Montecchia di Crosara, Verona 8-VI-1923; Verona, 2000)
Entrò nell’Ordine dei Frati Minori nel 1939 dove fu ordinato sacerdote nel 1947; ha iniziato gli studi nel Liceo Musicale di Verona, completandoli al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia col maestro Gabriele Bianchi nel 1954. Dopo qualche anno trascorso al convento di S. Francesco della Vigna in Venezia, passò a s. Bernardino di Verona, come organista e maestro di coro e insegnante di musica corale nel Conservatorio “F. E. Dall’Abaco”. E’ tra i musicisti a cavallo del Concilio vaticano II. Musiche scritte prima del Concilio “Missa In simplicitate” ad onore del piccolo S. Placido a 2 voci uguali; “Messa In cordis laetitia” a 3 voci miste (A.T.B.), 1962; “Messa Sinite pargulos” a 2 voci puerili; la raccolta di canti natalizi a 3 voci “Ecce Salvator veniet” (1963); altro per canto e per organo. Ancor più ha scritto per la liturgia rinnovata del dopo Concilio, godendo di una larga popolarità grazie alla nobile facilità delle sue melodie
(Grodkowice, 6-VII-1837; Cracovia, 23-I-1921)

Pianista, organista e compositore. Nelle sue composizioni di più ampia dimensione torna spesso il tema della tradizione polacca. Si vedano le sue sinfonie dove spesso i titoli richiamano l’eco delle danze e dei canti nazionali. Lascia musica da camera e alcuni quartetti insieme a pagine pianistiche tra cui alcune mazurche oltre a un centinaio di melodie accompagnate dalla tastiera. Poco conosciuta la sua raccolta di “25 Preludi per organo” op.38.
(Caravaggio, Bergamo, 13-III-1880; Lecco, 18-X-1949)
Discendente da una famiglia di musicisti (il padre Pietro Gaetano fu il suo primo maestro) dopo aver completato gli studi musicali vinse nel 1904 il concorso bandito per l’organo di Lecco alla cui consolle sedette fino al 1947. Fu altresì direttore della cappella Leonina addetta al servizio della Basilica Collegiata di S. Nicolò. Attivo ceciliano scrisse moltissimo per la musica sacra non tralasciando le gradi forme dell’oratorio e delle cantate Numerosissime le sue pagine per pianoforte e le composizioni per organo legate soprattutto al servizio liturgico.

Nato a Reggio Calabria, ha studiato con Mario Quattrocchi,  Bruno Battisti D’Amario e Allirio Diaz. Già messosi in luce giovanissimo, è concertista, compositore e didatta. Titolare della cattedra del conservatorio di Reggio Calabria ha curato pubblicazioni didattiche e, in particolare, un metodo per la tecnica delle scale semplice e a corde doppie.
(Salvirola, Cremona, 6-XII-1916; Alba, Cuneo, 26-III-1975)
Entrò a far parte della Pia Società San Paolo il 12 febbraio 1935. Presso la Casa Madre fece la vestizione religiosa il 23 febbraio 1936, l’anno successivo emise i primi voti e nel 1943 fece la professione perpetua nel giorno di S. Giuseppe come si usava nella congregazione per festeggiare i fratelli laici. Se si eccettuano alcuni anni (1946-1953) trascorsi nella libreria che allora la Società S. Paolo aveva a Lugano, trascorse la sua vita nella Casa di Alba. Qui, mettendo a frutto i suoi studi di composizione, si dedicò all’insegnamento del canto e fu organista sul grande Balbiani (a suo tempo inaugurato da Cesare Chiesa) del Tempio di S. Paolo. Una sclerosi a placche lo costrinse negli ultimi anni di vita a rinunciare al suo servizio di organista. (da "Le Firme dell'Organo")
(Wimislin, 1829: Varsavia, 26-XI-1874)
Insegnante di pianoforte all’Istituto di Musica e all’Istituto dei Ciechi di Varsavia. Dopo un soggiorno in Germania, ritorno in patria per concludere la sua carriera di docente scegliendo di abitare a Kalisz. Una attività umile e silenziosa accompagnata dalla composizione di tre sinfonie, di pezzi per organo, di di musica sacra comprendente: brani per organo, messe, mottetti e inni, una cantata e quattro oratori.
Se oltre  a questo si contano le liriche e i pezzi per coro, le danze, le opere per la didattica, l’attività di compilazione dei cantorali ecclesiastici, si arriva alla cifra di 634 numeri d’opus. Non male per un musicista sconosciuto ai più.
(Casalbordino, Chieti 8-1-1885; Chieti 7-2-1950)
Il 12 giugno 1908 venne ordinato sacerdote francescano nel convento di S. Nicola in Sulmona. Studiò al Liceo musicale “G. Rossini” di Pesaro con i maestri Zanella e Cicognani conseguendo il diploma in composizione nel 1916. Iniziò la sua attività di compositore e di direttore a Lanciano, in cattedrale; si trasferì poi a Chieti dove per 25 anni insegnò musica nel Pontificio Seminario abruzzese, suonando inoltre in varie chiese e in particolare nella cattedrale di S. Giustino. Fondò alcune Scholae Cantorum e particolarmente una Società corale, che diede lustro alla città teatina. La figura di padre Settimio Zimarino è inevitabilmente legata alle sue caratteristiche “Pastorali” natalizie, così candide e deliziose, così francescanamente povere e nello stesso tempo ricche di suggestione e di atmosfera. Pastorali per canto e per organo, nelle quali profuse il suo animo sereno di fanciullo e la sua concezione aproblematica della musica. Ricordiamo tra le tante composizioni natalizie la più nota: “Alla fredda tua capanna” (canzoncina); inoltre: “Venite a Betlemme” a 1 o 2 voci miste; “Natale cantiamo” a 2 voci uguali con assolo; “Venite adoremus” a 3 voci miste; “Ostende mihi” a 3 voci uguali; la raccolta “Fioretti francescani” (6 pezzi per organo, Ed. Carrara). Ma, lo Zimarino, fu autore anche di opere più impegnative, come Messe, mottetti, salmi, inni, ecc.
(Napoli, 4-IV-1752 ; Torre del Greco, 5-V-1837)

Operista (oltre quaranta le sue opere serie e buffe), direttore del conservatorio di Napoli ebbe tra i suoi allievi Bellini, Mercadante e Michele Costa. Per un anno (1793) attese la nomina di maestro di cappella del Duomo di Milano ma dall’anno successivo accettò lo stesso incarico alla Santa Casa di Loreto dove è conservata quasi tutta la sua migliore produzione dedicata al genere sacro. Maestro del coro nel 1804 alla Cappella Giulia a Roma, nel 1816 sostituì Paisiello, deceduto in quell’anno, alla direzione del coro del duomo di Napoli, posto che mantenne fino alla morte.

(Prato, 17-X-1688 – Córdoba, 02-I-1726)
E' stato un gesuita, compositore e organista italiano. Si offrì volontario per lavorare nelle Riduzioni gesuite del Paraguay dove la sua conoscenza musicale aiutò molto i Guaraní a sviluppare il loro naturale talento musicale. Egli è ricordato come il musicista più completo tra i gesuiti missionari.
Durante i primi anni di scuola Zipoli fu membro del famoso coro della Cattedrale di Prato. Nel 1707 e con il patrocinio di Cosimo III, Granduca di Toscana, fu allievo dell'organista Giovanni Maria Casini a Firenze. Nell 1712 studiò a Napoli, dove fu allievo per breve tempo di Alessandro Scarlatti, poi a Bologna e in seguito a Roma, sotto Bernardo Pasquini. Due oratorio' provengono da questo periodo iniziale: San Antonio di Padova (1712) e Santa Caterina, vergine e martire (1714). Nel 1715 diventò organista alla chiesa del Gesù in Roma, un incarico prestigioso. Negli anni seguenti compose il suo lavoro più famoso: Sonate d'intavolatura per organo e cimbalo.
Per ragioni sconosciute, nel 1716, Zipoli lasciò l'incarico per trasferirsi a Siviglia, Spagna, come novizio gesuita con il desiderio di essere inviato alle Riduzioni gesuite, nelle colonie spagnole in America. L'anno dopo (1717) - ancora novizio - lasciò la Spagna con un gruppo di 53 missionari che raggiunsero Buenos-Aires, nel Rio de la Plata (13 luglio 1717). Nel 1718 si stabilì a Córdoba (Argentina), dove seguì gli studi filosofici e teologici (1718-1724) poi a causa della mancanza di un vescovo, non poté essere ordinato sacerdote. Durante questi pochi anni si dedicò contemporaneamente all'attività di compositore, di maestro di coro e di organista nella chiesa dei Gesuiti. Presto il suo lavoro divenne celebre dal Paraguay al Perù, il cui viceré scrisse a Cordoba sollecitando le composizioni di Zipoli. Stroncato dalla tubercolosi Zipoli morì a Córdoba nella casa dei gesuiti, il 2 gennaio 1726.

(Roma, 1537 ca. – Loreto, 30-VI-1592)

La sua attività a Roma iniziata come cantore alla Cappella Giulia, lo portò progressivamente ad incarichi di maestro di cappella nelle più prestigiose chiese romane (S.Luigi dei Francesi, S.Giovanni in Laterano) e alla direzione musicale al Duomo di Todi che tenne per un solo anno nel 1581. Chiuse la sua carriera come maestro di cappella a Loreto. Le sue pagine sono limpide e si ispirano ai concetti tridentini della chiarezza sillabica rifuggendo dal vocalizzo e da voli melismatici. I suoi stessi madrigali comprovano la ricerca dell’espressività attraverso la valorizzazione della parola. Risultano 3 messe a 4 voci, responsori anch’essi nel classico impianto delle 4 voci, a raccolte di madrigali pubblicati quando il maestro romano non aveva che 25 anni. Con Palestrina fu incaricato di curare la pubblicazione del Graduale, lavoro che fu in seguito interrotto. (gnv)

(Rivolto, Udine, 1940)

Sacerdote e compositore. Ha studiato a Friburgo organo, canto gregoriano e composizione. Amico e collaboratore di Valentino Miserachs alla Cappella Liberiana, docente di canto gregoriano e direttore alla scuola “Ludovico da Vittoria”, è autore di centinaia di canti destinati alla liturgia. Molta della sua produzione è rintracciabile nel volume da lui redatto secondo i tempi e le festività dell’anno liturgico per i tipi di Carrara.
(Garay, 13/2/1837 – Madrid, 13/1/1914)

Studiò a Bilbao pianoforte, organo ed armonia. Dopo un viaggio in Sud America, tornò in Spagna e chiuse gli studi al Conservatorio di Madrid con Hilarion Eslava. Fu maestro della Cappella Reale e professore al Conservatorio di Madrid. Sue alcune opere liriche, pagine di musica da camera, una “Passione secondo Matteo”, un Requiem e uno Stabat Mater, un Te Deum, oltre a mottetti e vespri.
(Verona, 29-I-1962)
Ha studiato pianoforte, musica corale, composizione e musica elettronica. Tra i suoi insegnanti vi sono Rossi, Dionisi, Vidolin. Ha ottenuto premi e segnalazioni in numerosi concorsi nazionali ed internazionali di composizione e di elaborazione corale. Le esecuzioni delle sue opere toccano molti paesi: Ungheria, Francia, USA, mentre in Italia si è segnalato al Festival di Spoleto. E’ consulente artistico delle Associazioni Corali del Trentino, del Veneto e della Valle d’Aosta ed è membro della Commissione Artistica Nazionale della Feniarco.
(Verona, ? – Assisi, 1788)

Labilissime le informazioni su questo frate francescano che trascorse la sua vita tra Assisi (dove fu a più riprese maestro di cappella) e Roma dove si trasferì nel biennio 1735/36. La sua produzione, non costruita e pensata organicamente, vede alcuni mottetti sparsi e 15 vespri a 4 voci e organo.

(Suna, Novara, 10-XI-1730; Monza, 11-XI-1801)
Membro e capostipite di una famiglia “allargata” di musicisti nella quale appaiono fratelli, figli e nipoti impegnati nella attività di organisti, cembalisti e maestri di cappella. Tutti specializzati, comunque, in ambito sacro. Su Giovan Bernardo si possono trovare alcune notizie certe: fu allievo di Gian Andrea Fioroni, il più completo e brillante dei maestri di cappella del Duomo di Milano. Dal 1755 fu organista al duomo di Varese e dal 1757 passò alla carica di maestro di cappella del duomo di Monza, città dove morì agli inizi dell’Ottocento. In alcune biografie “non controllate” si possono trovare grossolani errori quali un suo incarico come organista al duomo di Milano (intero periodo coperto da Agostino Quaglia e da Antonio Terzi per il primo e secondo organo), fino allo strafalcione di una sua nomina a maestro di cappella della chiesa cattedrale milanese, tra l’altro indicata, tale nomina,  con date dove è possibile ravvisare la direzione saldamente tenuta da Fioroni poi sostituito da Giuseppe Sarti nel 1779 . Consultando il lavoro “Sei secoli di musica del Duomo di Milano” di Gian Nicola Vessia, magari le idee e le notizie sul personaggio possono trovare una loro giusta collocazione.Salvo clamorosi rinvenimenti di documenti ineccepibili sul tema. Fatta chiarezza su questo punto si potranno affrontare pagine di buona scrittura che Giovan Bernardo lascia in eredità: mottetti, inni, introiti, graduali e quant’altro richiesto dalla liturgia. Il nostro se la cava sia con il coro a cappella sia con una formazione corale sostenuta dall’organo e sia affrontando pagine con l’accompagnamento orchestrale. Interessante il concerto a due organi. (vencelius)
(Reggio Emilia, 20-X-1858; Milano, 7-X-1941)
Allievo di Busi e Mancinelli a Bologna, si mette in luce con l’opera “La Fata del Nord” che gli vale il “Premio Sonzogno”. Dopo alcune esperienze ad Adria come maestro di cappella e direttore della scuola e della banda civica, passa a Forlì prima di compiere l’importante passo di trasferirsi in Sicilia come direttore del Conservatorio di Palermo. Nel 1911 è direttore a Parma e nel 1920 diventa Presidente della Accademia Filarmonica di Bologna. Nel 1929 assume il suo ultimo incarico ad Alessandria, all’Istituto Musicale che lascerà nel 1933.