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AHLE Johann Rudolph
(Mulhausen, 1625 – ivi, 1673)

La sua città natale di distinse per scelte politiche tese a difendere l’autonomia civica e culturale del borgo stesso. Egli ne fu il borgomastro, innestandosi su un tessuto culturale in cui poeti, scrittori, stampatori e musicisti, davano vita a manifestazioni e intraprese di rilievo. Radicata nella “Riforma”, la musica faceva sentire il “cantus” del corale luterano in un alveo di armonica semplicità, quasi a difesa del nuovo dettato liturgico e, comunque, con il consenso di tutta la comunità. Fu in quest’ambito che Ahle vergò la sua musica vocale e le sue pagine d’organo per la chiesa di S.Biagio a partire dal 1564. Sono noti i suoi corali e le sue variazioni spesso sulle note lunghe del canto arricchite da brevi imitazioni o da contrappunti articolati con giudizio. Troviamo anche versetti sul “Magnificat” e sugli inni “Lux beata Trinitas” e “Vita sanctorum”. Con un punto interrogativo, gli viene attribuita una “Toccata in re”.