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ALAIN Jehan
(Saint_Germain-en- Laye, 3-II-1911; presso Samur, 20-VI-1940)

La guerra era appena iniziata.Un soldato tedesco gli sparò in pieno petto presso una casetta bianca a Petit-Puy, appena fuori Samur. Alain era in una missione di collegamento. Forse non ebbe il tempo di sentire il frusciare della Loira che scorreva vicino o non riuscì a pensare ai tre bambini che a casa lo aspettavano, piccolissimi e nati dal matrimonio con Madeleine Payant, sposata nel 1935. Lui non aveva che 29 anni. A casa lo aspettavano anche  il padre Albert, organista e compositore, la sorella Marie Claire che aveva quattro anni e che sarebbe diventata una delle più grandi interpreti bachiane in Europa, il fratello Olivier che sarebbe diventato organista e grande musicologo, la sorella Marie-Odile, pianista e soprano. E a casa c’erano le sue composizioni, i manoscritti di un corpus musicale che in pochi anni aveva già preso la sua forma e assunto la sua cifra stilistica. Alain aveva avuto una grande scuola: Dukas e Dupré, Roger-Ducasse,  Cassaude e Bloch. E aveva una predisposizione naturale alla composizione che gli permise di vergare pagine in varietà di forme, con un linguaggio originalissimo in merito a ritmo, modalità, armonia. Se le “Litanies” sono la sua immagine di artista non sono da considerarsi meno valide le piccole pagine d’organo ripiene di finezza di sentimenti e di raffinata cultura. Alain era un fiore sbocciato imprevedibilmente nel panorama della musica organistica e risultò un fiore troppo presto reciso. Non c’era solo la musica per organo nel suo progetto di vita. Era già stata scritta musica vocale tra cui alcune messe, alcune danze per orchestra, musica da camera per strumenti a fiato, pezzi per pianoforte. Il tutto in un tempo breve, vissuto intensamente nell’amore e nella fantasia. E vissuto anche all’organo della Chiesa di St-Nicholas a Maison-Lafitte, vicino a Parigi, dove fu titolare dal 1935 al 1939. (gnv)