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ARCADELT Jacques
(1504-1568)

Fiammingo, probabilmente allievo di Josquin e di Verdelot a Firenze fra il 1520 e il 1530. Fu amico di Willaert  a Venezia dove stampò presso il Gardano alcuni volumi di madrigali a 4 voci che lo imposero all’attenzione dei circoli culturali dell’epoca. Fu quindi cantore alla Cappella Giulia di Roma  prima di passare come maestro di cappella alla corte di Carlo di Lorena e, con Carlo IX, “musicien du roy”. In possesso di un maturo linguaggio polifonico e di un unitario senso stilistico, morendo a Parigi non avrebbe mai immaginato di passare alla storia  prestando il suo nome ad una “Ave Maria” contraffatta. Infatti, il mottetto oggi in uso proviene da una chanson profana a tre voci il cui titolo è “Nous voyons que les hommes” pubblicata nel 1554. Un certo Pièrre-Louis Dietsch (1808-1865),
“rimpastò” la chanson a 4 voci apponendo il testo mariano e presentandola come una sua scoperta nel 1842. Un falso storico di grande successo anche per organisti- trascrittori del brano che perpetuarono, nei tempi a venire, la gloria di una curiosa bugia musicale. (gnv)