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CHIESA Melchiorre
(sec. XVIII)
A Firenze o a Milano? Contrasti sulla nascita. Di sicuro la sua attività fu ambrosiana e sulle sue composizioni vocali di metà ‘700 appare la scritta: ”Milano, luglio 1758”. E almeno fin qui ci siamo. Altre notizie ci confermano la sua presenza in chiese ancor oggi care ai milanesi: San Satiro e San Giorgio a Palazzo, Sant’Eustorgio e San Lorenzo. Ma lo sappiamo anche in S.Maria Fulcorina e in Santa Maria alla Scala, la chiesa abbattuta sulla cui area si pensò ad un teatro destinato poi a diventare nel tempo un simbolo cittadino. Non si scandalizzi il lettore: i musicisti da chiesa milanesi avevano il vezzo di moltiplicare le collaborazioni e dove c’era da suonare, da dirigere e da raccogliere soldi, erano di efficiente presenza sottraendo spesso cantori e organisti allo stesso Duomo. Era al cembalo quando ci fu la prima al Palazzo Ducale di “Mitridate re del Ponto”. Dicevano bene di quel ragazzo che già scriveva opere e si chiamava Volfango, all’italiana. Forse si parlarono per acconciare alla meglio i recitativi. Era altresì amico di Sammartini e videro insieme il fiorire della musica a Milano, dove giravano Lampugnani, Piazza, Fioroni, Sarti, Giulini e Galimberti. Musica nei palazzi, nelle chiese, nelle corti. Le sue composizioni sono distribuite in una sorta di percorso misterioso. Manoscritti non solo a Milano o a Genova, ma a Dresda, Vienna, Karlsruhe. L’editore Welcker di Londra gli pubblico “Sei Trio” per due violini e basso continuo. Dal 1784 di lui si perdono le tracce. Come per la nascita, contrasti sull’anno di morte. (gnv)