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CHOPIN Fryderyk
(Zelazova Wola, 22-II-1810; Parigi, 17-X-1849)

Il romanticismo al pianoforte. Polacco di nascita, conserva nella sua musica il ricordo della patria lontana e  infelice, evocandone i canti e i ritmi agresti uditi durante la fanciullezza con le sue mazurche, i temi marziali e le parate pittoresche della nobiltà che si riversano nelle polacche anche quando l’accento si fa più drammatico e politicamente urgente. E infine, del suo popolo, viene evocato nelle ballate, il gusto epicamente fantasioso e a volte di tenero rimpianto. Tedesco di formazione, svela un senso istintivo della strumentalità, una naturale disposizione all’equilibrio formale che travasa non solo nei concerti per pianoforte e orchestra e nelle sonate, ma anche in tutti gli aspetti della sua attività creativa, sino a quegli aforismi sonori di immacolata bellezza che sono i preludi. Francese di elezione, è l’artista di massimo rilievo nel quadro del romanticismo europeo che prese stanza a Parigi dopo la rivoluzione del 1830, accentrando attorno al pianoforte le componenti della ispirazione dolce e tumultuosa al contempo. La note preminente della sua anima è il pessimismo accanto al bisogno di una confessione melodica, di un dettato confidente e della ricerca di una via liberatrice. Per cui, come si legge nell’abbondante letteratura dedicata al maestro polacco, egli è il cantore  di un dolore sereno, è il padrone di una melodia nobile e spontanea, supportata da un’armonia di squisita fattezza e con una percezione precisa della scansione psicologica dell’anima.