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DEBUSSY Claude
(Saint-Germaine-en-Laye, 22-VIII-1862; Parigi, 25-III-1918)
“Debussy è considerato un rivoluzionario che con il Prélude à l’après midi d’un faune, del 1894, indicò la strada alla musica del ventesimo secolo. I critici dicono di lui: distrusse la retorica del diciannovesimo secolo; con le sue innovazioni armoniche e melodiche rivoluzionò la scala qual era nel diciannovesimo secolo; con le sue nuove concezioni, in fatto di orchestrazione, portò direttamente a Webern; con i suoi pezzi per pianoforte dette ai pianisti più materia di riflessione che qualunque altro compositore dai tempi di Chopin; fu colui che riaffermò l’importanza del suono fine a se stesso. Fu il Rimbaud, il Verlaine, il Cézanne della musica. Pierre Boulez, esponente della scuola seriale, ha scritto che certe opere ultime di Debussy “sono quasi più stupefacenti che le ultime opere di Webern”. Secondo Boulez, vi risultano eliminati tutti gli elementi del passato e quelle opere esemplificano “il totale rovesciamento di concetti rimasti statici fino ad allora....veniva scartata, già nel 1894, tutta la pesante eredità di Wagner poiché la realtà di Debussy esclude ogni accademismo”. (Harold C. Schonberg)