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DE MONTE Philippe
(Malines, 1521; Praga, 4-VII-1603)

Umanista colto e raffinato. Dovrebbe essere chiamato il Telemann del ‘500 se si fanno i conti e raffronti con i musicisti coevi: 1073 madrigali (ma altre fonti gliene assegnano 1200…), 45 canzoni alla francese, 54 mottetti in raccolte definite, 38 messe, 8 magnificat….e ancora “roba” sparsa. Non perdete tempo: ogni storico/musicologo vi darà dati diversi e difficilmente sintetizzabili. La verità è che le composizioni di Philippe non cadono nel ripetitivo e nel banale, anzi hanno la cura dell’intellettuale che pone la sua produzione al centro di un rinnovato umanesimo artistico Fu spesso in Italia: a Napoli al servizio della famiglia di Cosimo Pinelli, a Roma presso gli Aldobrandini e gli Ursini , ma fu anche in Inghilterra legando con William Byrd con il quale scambiava composizioni mottettistiche. Dopo la metà del ‘500 lo ritroviamo a Venezia, Roma e Firenze. Il viaggiare come stimolo al conoscere. E poi Vienna, Praga….Lo si descrive uomo ponderato, rassicurante. Era un sacerdote attento alla spirito controriformistico. Si scrisse che i suoi madrigali spirituali spandessero umana pietà. In realtà la sua attenzione era tesa alla perfezione formale e alla accuratezza tecnica. Come si conviene all’autentico uomo di cultura.