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FRAZZI Vito
(S. Secondo Parmense, I°- VIII - 1888; Firenze, 7 - VII - 1975)
Se il lettore sfogliasse il terzo volume de “L’ organista d’oggi”, scoprirebbe una breve e semplice pagina di gusto quasi arcaico, una umile “Salmodia” per organo che nasconde un protagonista del ‘900 musicale italiano. Frazzi studiò a Parma con Galliera ( organo) e con Fano (composizione), ma dopo il diploma fu adottato da Firenze e dal suo conservatorio dove divenne  per anni l’insegnante storico di composizione. Tra i suoi allievi figurano Dallapiccola, Bucchi, Lavagnino, Prosperi. Didatta, teorico e studioso d’armonia, studioso altresì  delle metamorfosi del linguaggio moderno, fu compositore attento a tutti i più importanti risvolti creativi : operista (“Don Chisciotte”, “Re Lear su libretto di Papini, entrambe rappresentate), autore di pagine per coro e orchestra, scrisse numerosi balletti, musica da camera, liriche, pezzi per pianoforte. Da non dimenticare l’opera di trascrittore e revisore delle musica di Monteverdi, Rossini, Cesti, Traetta ed altri autori “minori” del panorama italiano. Con lui Firenze trova l’artista che sprovincializza la città e ne alza il livello culturale fino a portarla ad essere uno dei più importanti poli musicali europei. Pagine d’arte da ristudiare. (g.n.v.)