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GALEOTTI Cesare
Pietrasanta, Lucca 4-VI-1860;  Parigi 18-II-1929
Il padre Nicola, scritturale alle dipendenze dei conti Tomei Albiani, si esibiva nella banda cittadina, dirigeva il coro e suonava l’organo del Duomo. Fu grazie alle sue premure che Cesare si avvicinò fin da piccolo alla musica: lo
portava alle prove del coro e gli faceva suonare l’organo di cui era titolare, tanto che a soli cinque anni il bimbo sbalordiva tutti con doti non comuni. Dopo un breve periodo di formazione a Pisa, a otto anni Galeotti si trasferì a Roma con la famiglia per studiare pianoforte con Giovanni Sgambati, il più grande pianista italiano dell’epoca. A dieci anni dava già concerti retribuiti; a undici, dietro interessamento dello stesso Sgambati, si trasferì a
Milano, dove si fece apprezzare da molti musicisti, soprattutto da Giuseppe Verdi. I marchesi Ponti lo presero sotto la loro protezione e, affascinati dal suo talento, si adoperarono affinché egli ricevesse la migliore formazione presso il Conservatorio di Parigi, dove fu ammesso a soli dodici anni.
A Parigi Cesare Galeotti studiò pianoforte con Marmontel, armonia con Dubois, composizione con Guiraud, accompagnamento pianistico con Bazille. Studiò inoltre organo con César Franck, di cui fu l’unico allievo italiano.
Sposatosi con una giovane francese appartenente a una famiglia facoltosa, con la quale ebbe tre figli, Galeotti stabilì la sua residenza definitiva a Parigi. Frequenti erano tuttavia i viaggi in Italia, dove strinse amicizia con molti dei massimi rappresentanti della vita musicale, tra cui Puccini, Giordano, Franchetti, Leoncavallo, Toscanini e il librettista Luigi Illica. Aveva consuetudine con Verdi, in compagnia del quale assistette peraltro alla prima rappresentazione italiana del Siegfried di Wagner. Attorno al 1914, con lo scoppio della Prima guerra mondiale, si ritirò dall’attività musicale, cessando quasi del tutto anche di comporre.