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HERZOG Johann Georg
(Hammerrsdorf, 5/8/1822 – Monaco, 3/2/1909)

Suonare un brano di Herzog fa venire in mente la parrocchia ottocentesca in Germania dove si faceva buona musica e l’organista commentava il rito con sonorità chiare e quadrate, secondo una buona scuola. Anch’egli proveniva da una parrocchia del suo villaggio dove cominciò a 11 anni la “fatica” dell’organista accompagnandola dagli studi che compì con il maestro Bodenschatz. Incomincia da qui una strada di incarichi che lo porta a Monaco a suonare nella chiesa evangelica di S.Matteo e poi alla cattedra del conservatorio. Siamo nel 1850. E tra i suoi allievi c’è Rheinberger. Altro salto: nel 1854 viene chiamato all’Università di Erlangen dove è nominato direttore del nuovo Istituto per la Musica Sacra e organista della cappella universitaria. Concertista ormai di fama, partecipa alla riorganizzazione ed al rilancio del conservatorio di Monaco trovandosi nel 1865 nella commissione di studi con Wagner, Bulow, Lachner e con il suo ex allievo Rheinberger. Nel 1872 Londra lo volle insieme a Bruckner per i concerti d’organo alla Albert Hall. Dovette dire di no. La salute si faceva precaria. Inizia il suo declino fino alla messa in riposo che cade nel 1888. Ebbe ancora molti anni per ripensare al suo lavoro e a un impressionante catalogo di composizioni dove c’è da scegliere in mezzo a centinaia di pagine. Ma molti che ne apprezzavano la vena organistica, non conoscevano i suoi 90 brani per coro, le arie per voce e organo, le rielaborazioni e le armonizzazioni dei corali per la chiesa evangelica, la sua “scuola d’organo” che restò in uso per decenni. Senza dimenticare le piccole pagine per l’harmonium per chi non avesse un grand’organo a disposizione. Un mondo di suoni sempre sorretto da serietà di intenti e di dedizione per la buona causa della musica sacra. I ceciliani italiani di inizio ‘900 gli devono molto.(gnv)