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HODDER Paul
(Amsterdam, 1949)

Difficile capire chi è questo compositore olandese che entra nella storia Carrara nel “gioco degli pseudonimi”. Si da il caso che l’ottimo Vittorio Carrara senior, nella sua sfrenata fantasia di titolista, usasse spesso variare il nome di un suo compositore e collaboratore con un appellativo d’arte. Già Vittorio Carrara amava firmarsi “Vito da Bondo” quando componeva ma gli piaceva chiamare “Padre Rico da Castiglione” il buon Caudana. Rico era il nomignolo abbreviato di Federico e Castiglione indicava il paese natale del musicista, originario di Castiglione Torinese, dove Caudana nacque il 4 dicembre 1878. A Caudana aveva regalato un altro pseudonimo “per solutori più che abili” in enigmistica:”Fra Decio da Cunea”, esatto anagramma del musicista. Luigi Picchi era “Padre Luigi da Sairano”, anche qui indicando la casa natale del compositore situata a 11 chilometri da Pavia, “nel territorio storico della Lomellina”, come scrive Alessandro Picchi nella biografia di suo padre. “Pietro Bendoso” era la spagnoleggiante etichetta di Benedetto Doff-Sotta (1899-1869) ricavata dalle sigle iniziali del nome e cognome di questo collaboratore di Casa Carrara e organista alla Prepositurale di Treviglio. “Felice Carvini” era lo pseudonimo di Carrara Vinicio (Car-Vini). “Felice” perché era il secondo nome dell’editore succeduto al fondatore. Appare spesso nelle pagine della casa musicale la dizione “Anonimo” dove a volte è nascosto Luciano Migliavacca con il suo “Brilla una luce in cielo”. Gli fu poi restituita la paternità del pezzo vista la rapida diffusione del brano e la richiesta degli utenti sulla fonte del medesimo. Ma i lettori attenti sapranno scoprire altre pagine di Migliavacca sotto il marchio “Anonimo”. Hodder sta in Olanda e ogni tanto scrive un pezzo. Anche chi firma questa voce è entrato nel “gioco degli pseudonimi” di Casa Carrara. (Vencelius)