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RICERCA TESTUALE
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ISAAC Heinrich
(?, 1450 -  Firenze, 26-III-1517)

Forse fiammingo ma di cuore italiano e fiorentino d’adozione e per amore.
Sposò infatti la bella Bartolomea, figlia di Pietro Bello, il beccaio. Lui era a servizio dei Medici, famiglia che lo stimò e che  ricambiò donando musica preziosissima che ci è pervenuta nella quasi totalità della produzione. Anzi: le sue opere, alla sua morte, trovarono chi le catalogò e la tramandò consentendoci di approcciare con alta meraviglia il sapiente costrutto della sua polifonia e la dolcezza di alcune melodie che ancor oggi hanno significato musicale. Non solo Firenze, ma anche Innsbruck, Augusta e Vienna sono alcune tappe della sua vita insieme a Ferrara e alla corte estense. A Costanza, nel 1508, venne chiamato su richiesta del capitolo del duomo per musicare polifonicamente il servizio liturgico per tutto l’anno. Nacque così il “Choralis costantinus”, un’opera vasta, portata a termine dall’allievo Senfl. La raccolta venne pubblicata nella sua completa estensione a Norimberga, probabilmente nel 1550, e fu finanziata dai Fugger di Augusta. Nel 1512 tornò a Firenze dove erano riapparsi i Medici dopo le loro alterne e spesso drammatiche vicende politiche. Gli diedero uno stipendio da maestro di cappella ma non il titolo poiché allora il direttore si chiamava Bernardo Pisano. Messe, mottetti, canti profani cari alla fiorentinità, completano il suo ritratto. Scrisse una bellissima melodia: “Innsbruck, ich muss dich lassen” (“Innsbruck, ti devo abbandonare”). Il mondo luterano la fece sua e le diede un testo sacro. Bach e Brahms la elaborarono ( e non solo loro...). Il corale lo si ritrova sotto il nuovo titolo di “O Welt, ich muss dich lassen”. Quello di Brahms, gronda di malinconia. (gnv)