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KOTHE Bernhard
(Groebnig, 12-V-1821; Breslau, 27-VII-!897)
Bisogna avere lo spirito dell’esploratore per ripercorrere le vestigia di un onesto organista di chiesa, nato in un paese della Slesia, che aveva la passione per lo spirito ceciliano.
E che altro poteva fare un insegnante di musica in un seminario (ci insegnò dal 1869 al 1896, un anno primo di morire...)?... Fondare una Società musicale intitolata a Santa Cecilia, naturalmente, innescando anche in Germania quel senso di semplificazione formale dove non si capisce mai troppo bene se la giustificazione stilistica nasconda la povertà musicale e l’aridità di idee. Dilemma che perseguita anche i musicologi italiani quando affrontano la materia post Motu Proprio.  Dando la buona fede al musicista tedeaco e visto che qualche preludio di Kothe lo si può serenamente suonare senza sussulti ideologici, l’esecutore potrà incontrare i classici brani sugli otto toni ecclesiastici o brani vocali per voci d’uomo poiché il seminario non poteva certamente offrire al compositore esecuzioni a voci dispari...Onore all’onesto musicista. (vencelius)