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LULLY Jean Baptiste
(Firenze, 1632 – Parigi, 1687)

Musicista e carrierista. Su di lui si può leggere un gustoso saggio in “Scampoli di musica” di Gian Nicola Vessia, edito da Carrara. Ballerino e melodista attento alle mode entrò al servizio di Luigi XIV innescando tutte le malizie di un italiano alla ricerca della carriera all’estero. E la fece. Talentuoso compositore di balletti, fu sovraintendente e compositore della camera reale, direttore dell’ Academie Royale de Musique e fondatore del teatro lirico francese dove all’attenzione alla parola cantata si assomma il ruolo del coro, del ballo, dell’impianto spettacolare, della discorsività orchestrale a cominciare dalla dignità dell’ouverture dispiegata in un largo iniziale e in un allegro fugato sequenziale. Per la corte si faceva anche musica religiosa con mottetti di rara finezza e sapienza costruttiva che Lully sapeva concepire nella giusta misura.”Armide” il suo capolavoro insieme al “Thésée”, al “Roland”, e al “Persée”, tutte opere scritte in circa un decennio, tra il 1674 e il 1685. I suoi amici si chiamavano: Corneille, Racine e Molière per il quale musicò “Il borghese gentiluomo”.