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MENDELSSOHN Bartholdy Felix
(Amburgo, 1809 – Lipsia, 1847)

Un amico scrisse di lui.” Quando era in vita, lo consideravo un apostolo della musica e del romanticismo in musica. Egli era un allievo spirituale di Weber che incontrò nel 1821, discepolo di Zelter e di Berger. Ne ammiravo la facilità prodigiosa che gli permetteva di essere il primo in tutta Europa come compositore. A 17 anni aveva già scritto l’ouverture “Sogno di una notte di mezza estate”; ma era grande anche come pianista e come direttore. Lo ascoltai, seduto tra il pubblico berlinese, quella sera che ci fece riscoprire la “Passione secondo S.Matteo” di Bach, scritta esattamente un secolo prima e diretta con gesto sicuro e partecipe. Credo che la sua facilità fosse una delle ragioni del suo equilibrio, della serenità che faceva abitare in armonia, nel suo spirito, il temperamento romantico e la tradizione classica. Oh, Felix! La tua musica evitava i contrasti troppo marcati, le inquietudini troppo rivelate, i tormenti presentati all’altro senza quel pudore elegante del tuo mantello armonico! Eri facile e scorrevole come un rio d’acqua pulita, pacato e logico, scintillante e moderato…Tutto riconobbi e riconosco nel tuo “Concerto per violino”e nella malinconia del mi minore, nelle sinfonie, nei tuoi grandi oratori che alludevano al Kantor, nelle pagine per pianoforte, le tue “Romanze senza parole” il cui suono elegante traduceva i lieder della nostra terra. Mi manca la tua mano sicura all’organo e  mi mancano le sonate che stendesti, meravigliosamente classiche e liberamente romantiche negli accenti che sfuggivano al rigore del contrappunto e si sperdevano nelle volte della cattedrale….Mi mancano, i tuoi bei disegni, i tuoi scritti, l’amore per la tua famiglia e i tuoi lieder che troppi non conoscono, gioielli sonori del salotto di casa Mendelsshon….Oh, Felix!”. (Lipsia, 1851)