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MONTEVERDI Claudio
(Cremona, 1576 – Venezia, 1643)

Mantova, al servizio dei Gonzaga. Venezia al servizio della Serenissima. Queste le  tappe fondamentali della sua vita. In mezzo ci sta la creazione del dramma lirico, la composizione delle messe e dei salmi, insieme ai libri preziosissimi dei madrigali. Di questa forma si disse che veniva rinnovata e quasi reinventata facendo registrare il graduale passaggio dal linguaggio a più voci all’individualismo monodico. L’audacia delle modulazioni fece indignare non poco l’Artusi e tutti i conservatori dell’epoca che chiamavano tali novità come “Imperfezioni della musica moderna”. Claudio, “il Divino”, tirò dritto. I suo coraggio geniale riversato nei madrigali, “chiude una vicenda plurisecolare della musica: la coscienza del dolore e quella misura più moderna dell’umanità che il musicista ebbe vivissimi, passeranno, attraverso l’”Orfeo” nel linguaggio fervido e alitante della musica moderna”.