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PERGOLESI Giovan Battista
(Jesi, 4-I-1710, Pozzuoli, 16-III-1736)
Giovanni Battista Draghi (o Drago) nasce a Jesi in provincia d'Ancona nel 1710.
La modifica del cognome in Pergolesi deriva dal nonno Francesco, un artigiano originario della cittadina di Pergola (PU) trasferitosi nel 1635 nella città natale di Giovanni Battista. Col tempo il soprannome Pergolesi divenne di uso comune per designare la sua famiglia.
La posizione del padre, un amministratore statale, consentì al giovane Giovanni Battista una giovinezza relativamente agiata ed una prima formazione musicale. Dopo i primi studi di organo e violino nella città natale, durante i quali mostrò un notevole talento musicale; all'età di quindici anni, grazie al mecenatismo del vescovo di Larino e Governatore della Santa Casa di Loreto Carlo Maria Pianetti fu ammesso nel celebre "Conservatorio dei poveri di Gesù Cristo" a Napoli, dove ebbe modo di studiare composizione con alcuni dei più celebri autori della Scuola musicale napoletana, come Francesco Durante e Gaetano Greco.
La Napoli della prima metà del settecento era senza dubbio una delle città più vivaci dal punto di vista musicale: artisti come Alessandro Scarlatti, Nicola Porpora o Leonardo Leo avevano proposto con successo lo stile musicale napoletano nelle corti di tutta Europa e non è sorprendente che nel 1739 lo scrittore e politico francese Charles de Brosses[1]riferendosi alla città partenopea, la definisse la capitale mondiale della musica.
In virtù del suo talento come violinista, Pergolesi fu nominato nel 1729 capo paranza dell'orchestra del conservatorio, titolo che si potrebbe associare all'attuale primo violino. Si diplomò nel 1731 a ventuno anni, componendo, come saggio finale, l'oratorio La conversione e morte di San Guglielmo; nell'ultimo anno di studi aveva già composto alcune altre opere di pregio come l'oratorio La fenice sul rogo, ovvero la morte di San Giuseppe (la cui attribuzione è però considerata dubbia da alcuni studiosi), una Messa in Re e l'opera Sallustia (messa in scena 2 anni dopo), che gli diedero una certa fama e lo posero nel novero dei più promettenti giovani compositori napoletani.
Proprio per questa notorietà, al termine degli studi fu assunto dal Principe Stigliano Colonna (appartenente al ramo napoletano della nota famiglia nobile), con l'incarico di maestro di cappella godendo inoltre della protezione dell'influente duca di Maddaloni.