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PEROSI Lorenzo
(Tortona 21-XII-1872; Roma 12-XII-1956)
Sotto la guida del padre iniziò prestissimo ad esibirsi nel Duomo di Tortona e a produrre le prime composizioni. Nel 1888 fu benevolmente ricevuto in udienza da Leone XIII e ascoltato da una commissione del Liceo musicale di S. Cecilia a Roma.
Tappe importanti per la formazione del ragazzo furono lo studio del gregoriano a Montecassino (1890), i pochi mesi (1891) di permanenza al Conservatorio di Milano, la breve attività di direzione corale al seminario di Vigevano e soprattutto la trasferta a Ratisbona (grazie ad una borsa di studio offertagli dal conte Lurani), dove potè accostare la polifonia classica alla scuola di F. X. Haberl e M. Haller, e l’insegnamento del canto nel seminario di Imola (1893).
Nel 1894 fu nominato maestro di cappella in S. Marco a Venezia, dove era patriarca il card. Giuseppe Sarto, e il 25-V-1895 fu ordinato sacerdote.
Leone XIII nel 1898 lo volle a Roma accanto a Domenico Mustafà e nel 1903 lo nominò “maestro perpetuo” della Cappella Sistina.
Qui si dedicò ad una decisa opera di rinnovamento, sostenuto dal nuovo pontefice e amico Pio X.
Una crisi spirituale e psichica costrinse il Perosi dapprima a rallentare l’attività creativa e poi a lasciare l’incarico nel 1915. Soltanto nel 1923 poté riprendere il suo posto, ma il genio perosiano non era più tale, rimanendo tuttavia il punto di riferimento della musica sacra italiana e l’autore più amato dalle Scholae cantorum.
Autentico artista, Perosi sta in cima a tutti i suoi contemporanei; parliamo del Perosi migliore, quello degli anni giovanili, quello delle Melodie Sacre, delle due Messe pontificali, della Messa Eucaristica. E’ proprio nella musica liturgica che si scopre la lirica cantabilità, l’ineffabile melodizzare del più ispirato Perosi; più e meglio che negli oratori, ove accanto a pagine sublimi vivacchiano pagine smorte o scontate armonicamente e strumentalmente imperfette.
L’uomo della Provvidenza, mandato a preparare e a dare concretizzazione alla riforma voluta da Pio X.