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PROKOFIEV Sergej
(Soncovka, 23-IV-1891; Mosca, 5-III-1953)
Ci ha pensato padre Terenzio Zardini a “trascinare” Prokofiev in Casa Carrara. Chi sfogliasse le gustosissime “follie” de “L’organista in vacanza” che Zardini pubblicò nel 1997, troverebbe 41 pagine di brani famosi che hanno fatto la storia di quella che comunemente chiamiamo “musica classica”. Padre Terenzio diceva che queste trascrizioni erano un passatempo saporito, un cambio di menu...Dopo pranzi,  a volte pesanti, a base di preludi, fughe, variazioni, toccate e passacaglie, all’organista era “consigliato” un assaggio più leggero perché dare “un’occhiatina al vicino per vedere se la sua erba è a volte più verde e più appetibile”, può decisamente essere un fatto positivamente “dietetico”. Tra autori medioevali, classici e romantici, de “L’organista in vacanza”, spuntano le trascrizioni di Ravel, di Manuel de Falla,di Elgar, di Rodrigo e di Prokofiev. Del grande russo viene presentato il “larghetto” dalla “Sinfonia Classica”, la sinfonia n.1, op.25,  in re maggiore,  apparsa nel 1917. Dopo un periodo compositivo dove nelle pagine di Prokofiev si ravvisano i tratti sarcastici della sua scrittura cruda, aggressiva, arcigna nella dissonanza, ecco che la “Sinfonia Classica”, a sorpresa, è modellata nel segno della limpidezza, della sincerità, della orecchiabilità. Zardini conosceva bene quella musica e la specificità di quella sinfonia, e ne fa un uso organistico suggestivo. Se ne avesse avuto voglia il nostro amato frate musicista, avrebbe saputo cavare spunti organistici anche da un balletto di Sergej, da un concerto per pianoforte e orchestra, da un opera per coro...e, estremo ma affascinante limite, anche dalla musica bella e sconvolgente scritta per un film come “Ivan il Terribile”. Un frate imprevedibile Terenzio...(g.n.v.)