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PUCCINI Domenico
(Lucca 1771 – ivi. 25/5/1815)

Giacomo Puccini ebbe nel suo precedente ceppo famigliare una serie di musicisti tra cui si matte in luce Domenico sia per gli studi (Padre Mattei a Bologna, Paisiello a Napoli) sia per le capacità di compositore e di buon servitore per gli uffici lucchesi a cui era stato chiamato. Nel 1796 ebbe il suo primo incarico a Lucca come organista del duomo. Nel 1805 Elisa Baiocchi lo nominò maestro della nuova cappella da camera, istituzione rimasta in vita fino al 1809. Dopo un periodo di difficoltà economiche, con le dimissioni di Domenico Quilici dalla Cappella Municipale, Puccini gli subentrò “con l’annuo trattamento di franchi 863”. Accademico Filarmonico a Bologna, compose, fra l’altro, un salmo a 16 voci reali e due orchestre, da omaggiare a Pio VII; alcune farse buffe, un’ opera pastorale (“Le frecce d’amore”), il “Quinto Fabio”, opera seria data a Livorno nel 1810 con buon successo di critica e pubblico; un’altra opera buffa “Il ciarlatano”, data a Lucca nell’anno della sua morte, il 1815. Morì improvvisamente lasciando tre figli e la moglie, Angela Carù, anch’essa appartenente a una famiglia di musicisti.