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RACHMANINOV Sergej
(1873-1943).

Il 15 marzo 1897 ha luogo l’esecuzione pubblica della “Prima Sinfonia” op.13 di Rachmaninov con la direzione di Alexander Glasunov. La recensione del giorno dopo appare su un quotidiano di Pietroburgo ed è a firma di Cesar Cui:”Se esistesse un conservatorio all’inferno e se il suo miglior allievo fosse incaricato di scrivere una sinfonia ed egli scrivesse qualcosa di rassomigliante a questa sinfonia de Rachmaninov, sarebbe una brillante riuscita”. Batosta dura. Quando, esule in America, dove morì nel 1943 a Beverly Hills, ripensava alla sua giovinezza, Serghej cancellava il ricordo di quel periodo. La delusione fu così grande che finì per ricorrere all’ipnosi per riprendersi dalla depressione. E non solo da quella. “Rachmaninov beve”, si diceva  a Mosca. Ci mise del tempo ad uscire dal tunnel. Già di carattere non era un allegrone: le foto che lo ritraggono mostrano un volto nobile, squadrato e perennemente imbronciato, per non usare un altro termine. “Un cipiglio alto due metri”, diceva Stravinskij. Ma non si può dire che la sua non fu una vita con buoni successi. Il suo “Preludio in Do diesis minore” scritto a 19 anni nel 1892, divenne velocemente una delle pagine più eseguite dai pianisti di tutto il mondo.
Tre celebri, pesanti, drammatiche note discendenti, aprono questo pezzo del quale ci è rimasta una incisione discografica dello stesso autore che era anche pianista e concertista oltre che direttore d’orchestra. Chissà quante volte Rachmaninov si è alzato al mattino chiedendosi, prima di mettersi al lavoro:”Sono un compositore, un pianista-concertista o un direttore d’orchestra?” Tra un dubbio e l’altro nascono altre sinfonie (alla faccia di Cesar Cui…), nascono i concerti per pianoforte e orchestra (avete visto il film “Shine”, tutto giocato intorno all’esecuzione del difficilissimo “Rach 3”, cioè l’op.30 del 1909?), nascono pagine corali, liriche e quel   vocalizzo (Vocalise) di struggente malinconia. Lui diceva “La musica è una calma notte di luna, un frusciare estivo di foglie, uno scampanio lontano nella sera. La musica nasce dal cuore e si rivolge soltanto al cuore. E’ amore. Sorella della musica è la poesia e madre è la sofferenza”. Ultimo dei romantici. ( Da “Scampoli di musica” Ed. Carrara)