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RIMSKIJ-KORSAKOV Nikolai Andreievic
(Tichvin, 18/3/1844 – Ljubensk, 18/6/1908)

Il grande pubblico lo ricorda per il “Volo del calabrone” e “La grande Pasqua russa”. Ma poi c’è “Shéhérazade”, l’opera “Il Gallo d’Oro”, la “Liturgia di San Giovanni Cristoforo” per il culto ortodosso e molte altre pagine dove l’orchestratore è principe davanti alla pagina pentagrammata.
Era un giovane ufficiale di marina, secondo la tradizione di famiglia, ma già sognava musica e la componeva. Anzi, in quel periodo stese una a sinfonia che viene considerata come primo numero d’opus nella tradizione della musica russa rispetto alla forma sinfonica. Già nel 1871 era docente al conservatorio di S.Pietroburgo per composizione e orchestrazione. Confessò, in un suo scritto, di essere arrivato a quella cattedra senza avere le necessarie basi tecniche, ma da studioso e pignolo fino all’esasperazione del particolare, divenne velocemente un punto di riferimento fino ad insegnare i misteri dell’orchestrazione e la trasparenza di nuovi timbri ad un giovane e raffinato artigiano delle note il cui nome era Stravinskij, per non parlare di Glazunov, Prokoviev, Grecaninov e l’italiano Respighi, tutti musicisti che gli sono debitori sul come maneggiare una massa orchestrale frazionata, suddivisa e poi rimpastata sul suono diversificato degli strumenti. Ebbe su di lui influenza la moglie Nadezda Purgold, pianista e anch’essa compositrice di buona musica. Si possono ancora leggere il suo “Trattato d’armonia” del 1884, il “Trattato di orchestrazione”, pubblicato postumo nel 1913 e le sue memorie intitolate “La mia vita musicale”. (gnv)