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ROSSINI Gioacchino
(Pesaro, 29 febbraio 1792 – Parigi, 13 novembre 1868)

La storia della musica lo annovera trai più grandi compositori di opere liriche. La sua prorompente creatività lo portò a sperimentare il genere buffo, dalla farsa alla commedia, dalla tragedia all’opera seria e semiseria. Lo chiamavano “il tedeschino” vista la sua passione per Haydn e Mozart durante il periodo dei suoi studi a Bologna. Di fattoli suo stile esulò dai due grandi tedeschi imponendosi invece per una unicità difficilmente replicabile da altri compositori. Il suo catalogo spazia dall’opera lirica alle cantate, dagli inni e cori (spesso politici e laudativi), alle romanze e alla musica vocale, dalla musica strumentale agli affascinanti “Péchés de vieillesse”, fino alla musica sacra con lo “Stabat mater” e la “Petite messe solennelle”. Ritiratosi anzitempo dalla musica teatrale e dalle lusinghe della fama, fece del suo salotto parigino uno dei luoghi di incontro più ricercati della cultura musicale europea, e della sua raffinata cucina una delle scuole culinarie altrettanto ricercate ed ambite.