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STRADELLA Alessandro
(Nepi, 1639 – Genova, 1682)

Forse proveniente da una famiglia patrizia originaria della Lunigiana. E’ questo il primo dei misteri che ammantano la vita di un musicista morto assassinato da un sicario per una questione di amore e tradimenti.
Se la regina Cristina di Svezia gli commissionava cantate sacre e profane allargando la sua fama in Europa, la sua vita privata non era indenne da dissoluzioni che alimentarono, in epoca romantica (si legga l’opera di Flotow “Alessandro Strabella”, del 1837) l’immagine del musicista maledetto. In questo quadro da tinte fosche “alla Caravaggio”, si stagliano cantate, oratori ed e opere di carattere melodrammatico dove il risalto alla parola e al suo declamato fa sentire modalità innovative nel periodo barocco. Trai suoi lavori teatrali ricordiamo “Il trespolo tutore”, “La forza dell’amor paterno”, e gli oratori “Susanna” e “San Giovanni Battista”. La moderna musicologia gli attribuisce l’invenzione del concertino e del concerto grosso. Si rilevano nel suo catalogo almeno 27 composizioni di carattere strumentale. (gnv)