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RICERCA TESTUALE
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TOSI Matteo
(Corpolò, Rimini 3-VI-1884; Rimini 21-XII-1959)
Studiò nei seminari di Montefeltro e di Rimini, uscendone sacerdote a 23 anni.
Musicalmente si formò da solo e per corrispondenza con i maestri Andreoli di Milano e Amintore Galli.
Suo primo incarico fu la direzione della cappella del Tempio Malatestiano; ma lo lasciò dopo 5 anni per conseguire il diploma di magistero in composizione sacra presso la Scuola Superiore Pontificia in Roma.
Nel 1919 fu nella cattedrale di Velletri; nel 1921, desideroso di esperienze, si aggregò alla celebre Polifonica Romana, diretta da R. Casimiri, come guida dei bassi.
Nel 1926, dopo essere stato condirettore della Cappella Lateranense, divenne responsabile primario della Cappella Marciana di Venezia.
Nel 1934 Rimini richiamò il Tosi per affidargli la cappella del duomo; carica che il maestro ricoprì fin quasi alla morte.
Tosi è autore di una quindicina di Messe e di 5 Requiem: “Messa Jubilate Deo” a 2 voci pari; “Messa Inclyta Patrona” a 2 voci miste (A.Br.); “Messa Sicut lilium” in onore della B.M. Goretti, a 2 voci uguali; “Messa giubilare Pio papa XI” a 4 voci miste (MS.C.T.B.); “Messa in onore di S. Giovanni Bosco” a 3 voci miste (Ed. S.E.I., Torino); “Messa da Requiem” a 3 voci virili; “Piccola Messa Funebre” a 2 voci puerili o anche miste.
Ha inoltre coperto con abbondanza di composizioni tutti gli altri settori della musica sacra: Canti per il Vespro, Canti eucaristici, Canti mariani, Canti per il ciclo natalizio, Canti del ciclo pasquale, Canti per i Santi, Canti per occasioni varie.
Per il “Cantorale” (Liber Polyphonici Chori) di Casa Carrara ha operato revisioni e riduzioni a 3 voci uguali di classici polifonici.
Un “ceciliano” a tutto tondo; il suo ambito operativo, il suo stile, i suoi ideali musicali e culturali ... tutto riconduce e circoscrive il personaggio nei parametri più classici del cecilianesimo. Autore, comunque (e proprio per questo), molto amato e stampato e probabilmente anche eseguito; se non altro per la grande facilità del suo linguaggio, alieno da una pur minima ricerca, ignaro di impennate o di voli poetici. Correttezza e normalità: nulla di più.
Tuttavia si disse che il Tosi ebbe “cuore di fanciullo, candore e incanto di sognatore”.