Profilo generico | Registrati! | Gestione profilo
RICERCA TESTUALE
Cerca
TRAETTA Tommaso
(Bitonto, 30/3/1727 – 6/4/1779)

C’è ancora la viuzza e la casa dove nacque, a Bitonto, cittadina in mezzo agli ulivi, a poca distanza dal mare di Puglia e dalle prime alture verso Palo del Colle. Musicista di razza, fece innamorare Napoli della sua musica con “Il Farnace”, rappresentata al S.Carlo nel 1750. Sbagliò poche opere in carriera, il bitontino. Le ossa se le era fatte a Napoli studiando per dieci anni sotto Porpora e Durante. Due insegnanti duri. Alla buona scuola aggiunse una innata capacità di far lavorare il suo genio drammatico e una altrettanta innata capacità di esprimere passione e vigore del sentimento. Londra e la lontana San Pietroburgo ( con i favori di Caterina II di Russia),  consacrarono l’operista italiano definitivamente. Ma c’è anche la musica sacra a connotare con lo “Stabat Mater” (ritrovato al conservatorio di Napoli), la vena del compositore pugliese. Manoscritti che raccolgono messe, mottetti, un “Miserere” , forse qualche oratorio, frammenti di un passio, si trovano sparsi in Europa e nelle biblioteche delle scuole musicali italiane. Prima o poi riascolteremo una delle sue tre sinfonie e ci rammaricheremo che siano andate perdute (salvo miracolosi ritrovamenti) “Le 4 stagioni e i 12 mesi dell’anno” per quattro orchestre. (gnv)