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VIERNE Louis
(Poitiers, 1870 – Parigi, 1937)

Nacque cieco e a sette anni riacquistò parzialmente la vista dopo una operazione. Peggiorò dopo i quarant’anni quando iniziò il buio totale. Con grande forza di volontà e lucida intelligenza, superò questa menomazione, non così l’ipersensibilità e la suscettibilità che gli procurarono umiliazioni e dispiaceri. Allievo di Franck e Widor, fu organista a Notre-Dame e dal 1911 insegnante d’organo presso la “Schola Cantorum”. Tra i suoi allievi la Boulanger, Bonnet, Dupré e Duruflé. Nella sua produzione, che comprende musica sinfonica e da camera, quella organistica è di gran lunga la più pregevole. Naturalmente Vierne, rimase fedele all’organo sinfonico, come appare dall’elenco delle sue composizioni. Queste infatti sono nate sull’organo a cinque manuali della grande cattedrale di Notre-Dame, e lo stesso maestro ce lo conferma:”E’ nel suo ambiente che io ho scritto quello che ho scritto e in cui mi sono fatto una estetica di organista di cattedrale, sforzando di adattarmi a una realtà sonora, nel quadro grandioso della basilica, con i suoi grandi ricordi religiosi e nazionali, che vi sono legati”. Sono note le sue sei sinfonie organistiche, ciascuna delle quali costruite in quattro tempi:allegro, andante, scherzo, finale. Dufourcq scrisse, a proposito di queste pagine, che si intravedeva una opera più umana che religiosa, il segno di una anima tormentata che riflette un’esistenza dolorosa. Queste parole si riferiscono evidentemente alla progressiva cecità e alla morte in guerra di un figlio e di un fratello. Importanti anche i 24 “pièces” in due volumi, i “Pièces de fantasie” organizzati in quattro suites, il “Triptyque” op.58 del 1936, più altre opere isolate sempre sostenute da geniale creatività. Lascia anche alcune opere letterarie nelle quali Vierne racconta i vari momenti della sua vita artistica e della sua parabola umana. Hanno finalità didattiche un lavoro sulla scuola del pedale ed il postumo “Mèthode d’orgue” stampato a Parigi nel 1987. (gr)