Profilo generico | Registrati! | Gestione profilo
RICERCA TESTUALE
Cerca
Ricerca partiture
Catalogo
AA.VV.
L'arte del Carillon - Vol.1
per organo
€ 20,00
Partitura
Curatore: Gilberto Sessantini
Editore: Carrara
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 36
Codice: EC5517
Codice ISMN: 979021575517-8
Con il termine di Carillon viene solitamente indicato un brano onomatopeico, cioè imitativo, del suono delle campane. Infatti, Carillon designa fin dal Medioevo un insieme di campane, almeno quattro agli albori,  da cui il termine latino quadrilio o quaternio che ha dato origine a “carillon”. A partire dal VII secolo troviamo Carillon collocati sui campanili delle chiese maggiori e sulle torri civiche: anche oggi tali campane vengono suonate con una tastiera collegata a martelli che percuotono le campane o che muove i corrispondenti batacchi. L’iconografia medievale ci dà ulteriori indicazioni preziose, perché sistemi di Carillon, detti Tintinnabula o Cymbala, ovviamente con campane di più piccole dimensioni, vengono raffigurati anche negli organi, collocati solitamente al di sopra della tastiera, in modo che l’organista potesse eseguire una linea melodica o un accompagnamento rispettivamente con l’organo o con il Carillon.
INDICE
Anonimo, Redeuntes in mi
tratto da Buxheimer Orgelbuch, (ca 1450-1470) [f 137r-138v]
Anonimo, Uppon La Mi Re
attribuito a Thomas Preston (XVI secolo),
[London British Library Add.29996]
Louis Couperin (1626-1661) Carillons
tratto da Recueil de plusieurs vieux Airs… recuellis par Philidor
L’Aisné en 1690. pp 71-76.
Pierre Dandrieu (1664-1733), Carillon ou Cloches
tratto da Noëls, O filii, chansons de Saint-Jacques, Stabat mater, et carillons,
2° ed. 1759
Domenico Scarlatti (1685-1757), Sonata K 437 in Fa Maggiore
Fortunato Chelleri (1690-1757), Carillon
tratto da  Sonata in Re magg. 1729
Anonimo, Sonaglion
tratto da Ochsenhauser Orgelbuch, 1735
Michel Corrette (1707-1795) Carillon
tratto da Nouveau Livre de Noels pour le Clavecin ou l’Orgue, 1741
Christophe Moyreau (1700-1774), Les Cloches d’Orleans
tratto da Pièces de Clavecin, Œvre V, 1753