Storia e origini

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Origini

Edizioni Carrara

Nel 1912, il Commendatore Vittorio Carrara avviò un’attività di copisteria musicale, che ben presto diventò una vera e propria attività editoriale, con particolare attenzione alla musica sacra e ricreativa, a cui si affiancò, nel 1915, anche la pubblicazione dei periodici “La Schola Cantorum” e “L’Organista liturgico”.

Negli anni seguenti, le Edizioni Carrara si concentrano sul settore educativo, creando prima “La Melopea educativa” (periodico di canti, cori e scene per le scuole e teatri) e affiancando poi la pubblicazione di testi didattici e sussidi scolastici, repertori strumentali e vocali, trattati e saggi e molto altro.

Il 12 giugno 2006 è venuto a mancare Vinicio Carrara, figura storica della casa editrice musicale, lasciando al figlio Vittorio Carrara Jr il compito di allargare i confini del proprio operare nel più largo ambito europeo.

Nel 2020, le Edizioni Carrara vengono acquisite dal Gruppo Editoriale Volontè & Co., nato a Milano nel 2008, che precedentemente aveva acquisito e rilanciato storici marchi italiani di editoria musicale come Rugginenti, Casa Musicale Eco ed Edizioni Lanaro.

Nel 2022, al compimento dei 110 anni della propria storia, le Edizioni Carrara vantano un catalogo composto da circa 3500 pubblicazioni suddivise tra opere di musica sacra corale, polifonica, musica vocale profana, musica organistica, pianistica, strumentale in genere, didattica di base, didattica applicata, trattati e saggistica.

Edizioni Carrara

Vinicio Carrara

Il 12 giugno 2006 è mancato il Comm.Vinicio Carrara, figura storica della nostra casa editrice musicale. Si avvicinava agli 86 anni, ben portati e sostenuti da una forza lavorativa che lo ha visto fino all’ultimo seduto alla sua scrivania. In ufficio, tra redazione e stamperia, c’è stato per 70 anni, salendo dal più basso dei gradini fino alla conduzione, guida assunta proprio negli anni più difficili della musica sacra quando il vento dell’estetica postconciliare rischiava di far cadere i bastioni di una azienda che si era mossa, dal 1912 in poi, nell’ambito della più stretta osservanza liturgica. Vinicio Carrara fu determinato e avveduto in quel periodo: non abbandonò le sue riviste storiche anzi cercò la strada per conferire alle pubblicazioni un più alto pregio artistico; implementò i volumi di musica corale e organistica (sua l’invenzione delle raccolte organistiche affidate alla cura di Alessandro Esposito e alle riviste corali affidate a Luciano Migliavacca); aprì l’editrice all’esperienza della scolastica e della didattica il cui successo consentì al suo gruppo di lavoro di rimanere fedele al solco della tradizione continuando a sostenere il viaggio nella musica sacra e lasciando poi al figlio Vittorio Carrara jr. il compito di allargare i confini del proprio operare nel più largo ambito europeo. Vinicio Carrara ha lavorato in silenzio, sobrio nell’agire come era nel suo costume, fuori dalle polemiche o soffrendole nell’intimo senza però dimostrare all’esterno il benché minimo risentimento. Nei giovani musicisti e giovani collaboratori vedeva una sorta di prosecuzione del suo lavoro, quasi fossero custodi di un lavoro meraviglioso nei sentimenti ma irto di difficoltà nell’evolversi dell’esperienza quotidiana. Pur cosciente di ciò non si è fermato. Fino all’ultimo. Parlava spesso del centenario di Casa Carrara: il 2012 era così vicino e tuttavia così lontano… Non era un insperato anelito di vita. Era lo stupore di vedere ormai prossimi i 5000 numeri d’opus della casa editrice, era guardare ad una data che l’avrebbe reso orgoglioso e certo di aver fatto il suo dovere nei confronti del fondatore che gli aveva consegnato un marchio importante per la storia della musica sacra in Italia e di grande immagine per la sua Bergamo. Quel marchio si è comunque costruito con il contributo di decine e decine di musicisti che a fianco di Vinicio hanno consentito il non disperdersi di valori artistici, la conservazione della buona musica corale, della buona musica d’organo, della buona musica che egli interpretava come il linguaggio della concordia. Queste cose Vinicio Carrara non le ha dette in vita. Le ha fatte. A chi gli è stato vicino il dovere di comunicarlo e ricordarlo.